Onorificenze per gli sposi?

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 21 dicembre 2006, 19:43

Nulla da eccepire sul merito di questa lodevole iniziativa, carissimi amici...

...ma permettete al vecchio frate una breve e benevola riflessione a voce alta:
nicolad72 ha scritto:...(omissis)...al fine di celebrare l’importanza ed il ruolo che questa istituzione ricopre all’interno della nostra società

...fin qui, ottimo! :P

e di riconoscere agli sposi, in occasione del venticinquesimo e del cinquantesimo anniversario del loro matrimonio un segno tangibile di riconoscimento per avere così lungamente e degnamente servito lo stato attraverso il loro esempio coniugale.

...sbaglio, o il concetto di servire lo Stato viene solitamente abbinato a figure che istituzionalmente e per mestiere (ad esempio, i Carabinieri) svolgono un vero e proprio servizio in tal senso?

Cosa che, a quanto :oops: ne so, una normale coppia di coniugi (come ce ne sono milioni) non è conscia di svolgere...

Bene :D valete
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Messaggioda Maria Luisa Alasia » giovedì 21 dicembre 2006, 19:45

[quote="nicolad72"]Non penso che lo scopo perseguito dal mio amico sia quello di contribuire a tenere unite le famiglie... anche perchè, con una medaglia... bhe è come se avesse già fallito.


Eppure tenere le famiglie unite dovrebbe essere lo scopo cosi' il suo intento sarebbe Nobile!
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Messaggioda nicolad72 » giovedì 21 dicembre 2006, 20:17

Son dell'idea che si possa rendere un servizio senza essere servitori... Una famiglia unita, che educa proficuamente i propri figli, che sia da esempio agli altri per la propria perseveranza e la capacità di superare le difficoltà che inevitabilmente la convivenza pone dinnanzi ai coniugi rende sicuramente un buon servizio alla società umana, che dalla famiglia trae origine.

Comunque questa è la mia idea... per il resto riferitò a chi di dovere l'osservazione!

Ovvio che bisgna fare il possibile per tenere unite le famiglie... anzi è un dovere fondamentale dello stato!
Ultima modifica di nicolad72 il giovedì 21 dicembre 2006, 20:22, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 21 dicembre 2006, 20:22

Osservazione del tutto :wink: benevola, sia :P chiaro!

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Messaggioda nicolad72 » giovedì 21 dicembre 2006, 20:23

Nen dubitavo...
... ma le critiche son sempre bene accette... servono a far crescere l'uomo.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 21 dicembre 2006, 20:30

...e le medaglie! :lol:

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Messaggioda Maria Luisa Alasia » giovedì 21 dicembre 2006, 20:42

nicolad72 ha scritto:Nen dubitavo...
... ma le critiche son sempre bene accette... servono a far crescere l'uomo.


Spero che' non abbia interpretato il mio intervento come critica...
Io veramente credo che oggigiorno molti soffrono perche' i genitori non sanno educare i figli per come si deve, poi sarebbe una educazione unilaterale!
Lo stato con tutte le sue risorse potrebbe rimediare a supplire, dati, statistiche, in poche parole fornire un quadro misto.
Quello che s'impara in una famiglia non sempre funziona quando due individui di famiglie diverse si uniscono :wink:
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Messaggioda Maria Luisa Alasia » giovedì 21 dicembre 2006, 20:46

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...e le medaglie! :lol:

Bene :D vale


Io vorrei una medaglia sposata 31 anni questo 14 Dicembre....2006!
Ma non sono residente in Italia!
Forse mezza me la danno :3: :3: :3:
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Messaggioda Reginella » venerdì 22 dicembre 2006, 22:40

Francamente, mi pare che il premio per due sposi così pazienti sia proprio la famiglia che hanno creato, e non sarà certo una medaglietta o una medagliona ad incentivare i giovani sposi :roll: che hanno bisogno, piuttosto, di esempi e di ...istruzioni per l'uso :lol: , come dice giustissimamente Maria Luisa.
Quante coppie abbiamo visto sfasciarsi dopo i primi mesi di matrimonio, soltanto per poca pazienza, egoismo e nessuna disponibilità ad abdicare dalle proprie posizioni a favore di quelle dell'altro? tantissime.
Mi pare serva più un manualetto di istruzioni subito, che una medaglia tra trent'anni :roll:
MCM

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Messaggioda Maria Luisa Alasia » sabato 23 dicembre 2006, 0:40

Gentile Reginella,
cosi abbiamo estabilto che pensiamo in concordia, non solo per l'amore per i cavalli ma anche per l'amore di nostra razza e famiglie.
Sai quanto volte ho notato che si da' piu' importanza alla prole dei cavalli di razza che agli esseri umani?
Proprietaria d'un cavallo la prima cosa che ho fatta e stata di comprare tutti i libri che trovavo per imparare a poterli curare ed ammaestrarli cosi che rispondessero al tocco
Spendevo tante ore ad esercitare, strigliare, grooming e viziare con zucchero, carote e mele i miei cavalli!
Ora se facessimo cosi con gli esseri umani, forse le famiglie e la loro prole vivebbrero felici Ever After.
A presto Maria Luisa
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Messaggioda Reginella » sabato 23 dicembre 2006, 12:40

Però c'è una cosa che ho notato, e immagino anche tu :D :
i figlioli funzionano esattamente come i cavalli, servono le stesse cose per tirarli su bene :2: ....regole precise, costanza, cura, attenzione, abitudini corrette...e gli zuccherini soltanto quando se li meritano 8) :lol: .
MCM

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Messaggioda nicolad72 » sabato 23 dicembre 2006, 14:34

Concordo appieno con voi... il premio, quello vero, per due sposi non può essere altro che la famiglia che si sono creati, il sentirsi circondati dall'amore che sono riusciti a generare, da quella grazia feconda maturata da tanti anni di convivenza, reciproca solidarietà e amorevole rispetto.
Il premio, così come molti altri premi, non vuole essere un qualcosa di fine a se stesso. Non è un dire: "Bravi ci siete riusciti! A voi lo zuccherino" (la sola idea che questo possa essere il fine di tale riconoscimento mi fa rabbrividire!!!). Il tutto va letto in un'ottica complessiva, il progetto di legge, così come mi è stato spiegato, ma anche come si legge dall'articolato (bhè di professione faccio il giurista e ste cose mi saltano subito all'occhio), vuole essere un momento celebrativo della famiglia come istituzione pubblica o meglio di interesse pubblico, la medaglia non serve a celebrare (o solo a celebrare) gli sposi che la conseguono, ma dice a tutti gli altri sposi e alle altre coppie che, per quanto possano essere difficili la convivenza, gli obblighi matrimoniali, il crescere dei figli, l'affrontare quotidianamente tante piccole (e avvolte meno piccole) difficoltà, vivere insieme nel matrimonio, continuando ad amarsi, per tanto tempo è possibile e c'è chi ci riesce.

Auguri a tutti!
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Messaggioda Reginella » sabato 23 dicembre 2006, 15:09

Grazie al cielo, sì:
ma in quanto ad apprezzare la capacità di costruire e mantenere viva una famiglia non sono, del tutto personalmente, d'accordo sul fatto di fare differenze tra matrimoni e famiglie di fatto.
Io non sono sposata, per quanto mi consideri tale da quindici anni visto che da quindici anni vivo con quello che considero mio marito.
Insieme abbiamo formato una famiglia, con un figlio voluto e desiderato, e spero che continueremo così anche in futuro....anzhe senza prospettive di medaglie in vista :lol:
D'altronde, basta il dizionario (Il Nuovo Etimologico Zanichelli:
"Famiglia: nucleo fondamentale della società umana, coistituito da genitori e figli".
Mi sembra che per formare una famiglia, più che un contratto di tipo civile o religioso, servano persone con la volontà di stare insieme nonostatne gli accidenti della vita a volte lo rendano difficile:
infatti, quante famiglie del tutto "regolari" dal punto di vista delle consuetudini matrimoniali si sono sfasciate, nonostante l'impegno ufficialmente assunto da entrambe le parti?
E che differenza ci sarebbe tra una coppia sposata da quarant'anni ed una convivente da quarant'anni, se entrambe saranno state capaci di crescere in armonia con i loro figli?
Secondo me, proprio nessuna.
MCM

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Messaggioda nicolad72 » sabato 23 dicembre 2006, 16:29

Mi permetto di citare l'art. 29 comma 1 della Costituzione della Repubblica Italiana: "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio."
Non ho nulla contro chi fa scelta diverse... l'importane è volersi bene ed essere responsabili, ma una famiglia, per i nosti valori e per le nostre leggi fondamentali, è tutt'altra cosa e ha come base il matrimonio.

Ciò non vuol dire che non debbano tutele queste formazioni sociali... anzi è la Costituzione stessa che le prevede, e lo fa all'art. 2: "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come signolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento di doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale."

Una cosa, non se la prenda a male, le assicuro che non è diretta contro di lei, la reputo solo una precisazione di ordine semantico... ma non chiami il matrimonio un contratto... perchè non lo è! Potrà sembrare una finezza giuridica, ma in realtà è una cosa importante. Il matrimonio, giuridicamente parlando, costituisce una figura che si chiama "negozio giuridico" ossia una manifestazione di volontà tra due (o più - esistono altre figure di negozio giuridico oltre il matrimonio) persone atta a costituire, regolare ed estinguere un rapporto giuridico. Il contratto è una istututo avente una definizione pressappoco identica solo che il rapporto giuridico deve avere natura patrimoniale, mentre il matrimonio non ha tale peculiarità e quindi non può essere considerato un contratto. Ripeto può sembrare una finezza da giurista, ma se ci riflettete un po', questa -all'apparenza - modesta differenza, ha una valenza sociale fondamentale.

Salutui a tutti! e auguri a tutti!
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Messaggioda Reginella » sabato 23 dicembre 2006, 17:06

Perfettamente d'accordo sulla finezza semantica, anzi La ringrazio perchè "negozio giuridico" è ancora più efficace come espressione.
In quanto alle manifestazioni di volontà, continuo a pensare che non ci sia manifestazione di volontà più chiara che una lunga, fertile, solidale e affettuosa vita in comune, sposati o no che siano i protagonisti.
Tutto questo, tengo a precisarlo, dal mio punto di vista molto personale: io convivo, ma la "colpa" è tutta di mio marito (sic) :roll: , che da bravo libero pensatore divorziato non ha voglia di...ri-negoziare giuridicamente :lol: lo stato delle cose.
Perchè l'importante è creare un ambiente sereno e sicuro per i figli da crescere, e questo è del tutto indipendente dalla forma giuridica che si da la famigli ain questione: tant'è che sono sotto gli occhi di tutti le statistiche su separazioni e divorzi di matrimoni andati in fumo, nonostante tutte le benedizioni legali e religiose.
Quelle sì, che non sono più famiglie: e questo, nonostante il negozio giuridico formalmente contratto.
MCM

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