L'
Ordine dell'Armellino è uno fra i tanti Ordini cavallereschi nati e, dopo più o meno tempo, scomparsi nel vasto e variegato panorama storico della nostra Nazione, la repentinità dei quali normalmente va a sfavore dell'esatta determinazione delle rispettive caratteristiche.
Difatti, quasi tutte le fonti (compreso l'ottimo R. Cuomo,
Ordini cavallereschi antichi e moderni, Napoli 1894, vol. II, pag. 952) dicono che esso fu istituito da Ferdinando I d'Aragona, re di Napoli, per eternare il perdono da lui concesso ai nobili che gli si erano ribellati per seguire il partito angioino.
Questo è anche ciò che si afferma sul bimestrale
Nobiltà (vol. 39, pag. 669), ove inoltre si vede un'interessante riproduzione della collana dell'Ordine tratta dalla
c.29v del
manoscritto 372 conservato presso la
Fondazione Ugo da Como a Lonato (BS).
Credo, però, che meglio di tutti ne abbia scritto l'egregio commendator C. Padiglione nel
Calendario d'oro per l'anno 1900, Roma 1899 (pag. 168 e segg.) ove dedicò al conte F. Bonazzi di Sannicandro una documentata ricerchina proprio su codesto Ordine.
Innanzitutto, egli respinge le due principali ipotesi sui motivi che avrebbero spinto Ferdinando I d'Aragona ad istituirlo, cioé l'eternare il ricordo del suo perdono ai ribelli (il quale

non ci fu...), o esaltare le doti della nuora Ippolita Sforza (mentre da nessuna parte fu scritto che l'Ordine dovesse rivolgere particolare omaggio alle buone virtù femminili): molto probabilmente, vero movente del nuovo Ordine fu il volere un nuovo genere di istituto premiale per i 27 nobili maggiormente fedeli alla corona.
Dopo aver detto che Ferdinando lo intitolò, forse, a imitazione di altro omonimo Ordine creato nel XIV secolo da Giovanni di Bretagna (terra ove
l'ermellino araldico è oltretutto lo storico ed antico stemma nazionale

...), il Padiglione scende nei dettagli che più la interessano e che testualmente trascrivo:
pag. 169, cit.:
"...L'abito del cavaliere era una veste di seta bianca e lunga fino a terra. Portava su di essa un lungo mantello di seta rossa stretto al collo, aperto al solo lato destro e foderato di armellino. Avevano i cavalieri il collare composto di rami e di sedie (sic)
intrecciate fra loro. In cima dei rami sbucciavano (certamente un refuso per
sbocciavano) delle frondi e dalle sedie uscivano delle fiamme. Pendeva poi dal collare sul petto la figura dell'armellino in bianco d'oro smaltato , ed ai piedi di esso un nastro su cui era scritto il motto: DECORUM...".Bene

vale