Fam. Silvani.

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Fam. Silvani.

Messaggioda Mauri » domenica 15 ottobre 2006, 19:31

Cari frequentatori,
avrei necessità di reperire informazioni sulla nobile Famigli Silvani di Bologna.
Rimango in attesa e ringrazio sin d'ora chi vorrà aiutarmi.
Cordiali Saluti.






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Mauri
 
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Messaggioda Baccarini Enrico » giovedì 19 ottobre 2006, 9:38

Gentile Mauri,
per ora gli unici dati che sono riuscto a trovarti è lo stemma della suddetta famiglia attinto da "BLASONE BOLOGNESE cioè Arme gentilizie di famiglie bolognesi, nobili, cittadinesche, e aggregate" del Canetoli che potrai trovare al link http://badigit.comune.bologna.it/canetoli/index.html

Immagine


Ti aggiornerò nel caso di novità.

Cari saluti

Enrico B.
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Messaggioda Baccarini Enrico » venerdì 20 ottobre 2006, 14:23

Girovagando su Internet ti ho trovato queste informazioni aggiuntive che potrai anche consultare a questo link - http://www.andreacavallari.it/Pagina3.htm come anche quì http://www.andreacavallari.it/Antenati/Antenati7.htm#6

Sempre nello stesso sito ti ho trovato queste curiose notazioni in cui discuisisce sull'origine del cognome fin dall'antica roma nonchè la dirazione bolognese e una marchigiana.

Enrico B.




L'origine da un nome

Il cognome Silvani non è frequentissimo ma nemmeno tanto raro. In Italia infatti troviamo 575 famiglie Silvani sugli elenchi del telefono (e 468 famiglie Silvano).
E' presente in quasi tutte le regioni italiane ma dove troviamo più Silvani è in Lombardia e sull'Appennino Tosco-Emiliano, specialmente all'altezza della Romagna.

Spiegare la sua origine è abbastanza facile: si tratta di un cognome derivato dal nome proprio Silvano.
Benché questa ipotesi sia sicuramente quella più probabile, non si può chiudere qui il discorso, infatti Silvanus era anche un cognomen latino presente principalmente nella gens Plautia.
E' quasi impossibile che questo cognomen sia sopravvissuto al medioevo ma è comunque interessante parlarne. Inoltre occorre anche esaminare quale sia l'origine del nome proprio Silvano che ha, anch'esso, una origine molto antica.
Il cognomen Silvanus

Nella antica Roma le persone avevano tre nomi: il primo era il nomen e corrispondeva al nostro nome, il secondo era la gens che potremmo tradurre con stirpe e cioè la discendenza più importante.
Dato che la stirpe comprendeva molte diverse famiglie, vi era ancora il cognomen che indicava appunto la famiglia e che corrisponde abbastanza al nostro cognome. Per altro, dato che i nomi propri si ripetevano spesso all'interno della stessa famiglia, varie persone avevano anche un quarto nome con le funzione di soprannome per poter distinguere, ad esempio, un figlio da un padre con lo stesso nomen.

La Gens Plautia era tra le prime quaranta gens di Roma. Caius Plautius Proculus è stato il primo di questa gens a raggiungere il consolato nel 358 a.C. e ci sono stati otto consoli di questa gens ma con un cognomen diverso da Silvanus prima di un console con questo cognomen nel 2 d.C.

Ben prima di questa data però ci sono stati dei Silvanus importanti. Ricordiamo Marcus Plautius Silvanus che fu tribuno della plebe nell'89 a.C. Ottenne una legge per cui i giudici venivano sorteggiati da una lista di cinquecentoventicinque nominativi redatta dal popolo mediante l'elezione di quindici cittadini per ciascuna delle trentacinque tribù.
Durante le guerre italiche fu comandante di una flotta, poi, al termine delle guerre, assieme al tribuno Caio Papirio Carbone propose che la cittadinanza romana fosse estesa a tutti quegli stranieri domiciliati in città italiane che ne facessero domanda entro sessanta giorni dall'approvazione della legge. Questa legge fu chiamata Plauzia - Papiria.

Un Plauzio Silvano diventò invece famoso per un grave fatto, raccontato anche da Tacito [1], accaduto nel 24 d.C. quando era pretore. Fu infatti trascinato davanti all'imperatore dal suocero Lucio Apronio essendo accusato di aver gettato la moglie Apronia dalla finestra e diede risposte poco lucide, facendo credere che era addormentato in un sonno profondo e che la moglie si era suicidata.
Senza perdere tempo Tiberio si recò a casa di Plauzio ed esaminò la camera da letto, in cui apparivano tracce di resistenza e di violenza. Urgulania allora, nonna di Silvano, mandò al nipote un pugnale, gesto che si pensò suggerito dall'imperatore, per l'amicizia di Augusta verso Urgulania.
L'imputato, dopo vani tentativi di colpirsi con l'arma, si fece tagliare le vene. In seguito venne accertata l'innocenza di Numantina, sua prima moglie, accusata di avere sconvolto la mente del marito con incantesimi e filtri magici.

Marcus Plautius Silvanus è il primo con questo cognomen che raggiunse il consolato nel 2 d.C. Era amico di Cesare Augusto e per lui, nel 12 d.C. il Senato decretò gli ornamenti trionfali per le imprese condotte a buon termine nell'Illirico.
A lui è attribuita la costruzione della tomba dei Plauzi a Tivoli che esiste tuttora. Il sepolcro, che nella forma ricorda quello più famoso di Cecilia Metella sulla via Appia, si eleva sulla sinistra del fiume Aniene, situato su un territorio che apparteneva a questa gens.
La struttura è circolare, esteriormente ricoperta da blocchi di travertino; all'interno c'è un corridoio ad anello che gira intorno ad un ambiente a croce. Il nome di Marcus Plautius Silvanus è menzionato nella cornice mediana della parte cilindrica e fu il primo defunto a trovarvi posto.

Abbiamo poi Tiberius Plautius Silvanus Aelianus che fu un famoso generale, console nel 45 d.C., proconsole d'Asia nel 56 d.C. e console di nuovo nel 74. Era figlio di Marco ed anche lui fu sepolto nella tomba dei Plauzi dove si trova tuttora l'iscrizione che ricorda le sue imprese.
Quando era legato della Mesia riuscì a sottomettere oltre centomila abitanti delle regioni oltre il Danubio. Respinse una invasione dei Sarmati. Sconfisse i Daci ed i Bastarni. Pose sotto controllo le coste occidentali e settentrionali del Ponto Eusino, arrivando fino in Crimea. Nel 63 tutta la costa settentrionale del Mar Nero era presidiata da truppe romane e nel 64 il Ponto Polemoniaco venne annesso alla provincia della Galazia. Tutto il Mar Nero era controllato dai Romani e così il grano della odierna Ucraina poteva essere commercializzato all'interno dell'impero.

Di Publius Plautius Silvanus sappiamo poco perché anche lui era sepolto nella tomba dei Plauzi ma è andata perduta l'iscrizione che lo riguardava.

Infine, benché probabilmente il suo fosse un nomen e non un cognomen, non si può non ricordare Claudius Silvanus che fu imperatore, anche se per meno di un mese.
Era un comandante di cavalleria e si trovò dalla parte dell'usurpatore Magnezio contro l'imperatore Costanzo ma, prima della battaglia di Mursa, passò dalla parte dell'imperatore.
Fu poi mandato in Gallia a combattere i Galli ma il suo successo suscitò l'invidia della corte e fu ingiustamente accusato tramite delle lettere falsificate. Credendosi perduto si proclamò imperatore e regnò per ventotto giorni prima di essere assassinato, nel 355 d.C., dai soldati di un altro generale che aveva finto di passare dalla sua parte. [2]
Il nome proprio Silvano

Nell'antichità Silvano era anche un nome proprio che troviamo spesso anche fra i primi cristiani.

Silvano è uno dei compagni di San Paolo e lo troviamo citato più volte nelle sue lettere.
E' nominato nella seconda lettera ai Corinzi (1,19 Il Figlio di Dio, Gesù Cristo che abbiamo predicato tra voi, io, Silvano e Timoteo, ...), all'inizio della prima e della seconda lettera ai Tessalonicesi (Paolo, Silvano e Timoteo alla Chiesa dei Tessalonicesi ...). Lo troviamo anche nella prima lettera di Pietro (5,12 Vi ho scritto, come io ritengo, brevemente per mezzo di Silvano, fratello fedele, per esortarvi ...). [3]

Ci fu poi un maestro di nome Silvano i cui insegnamenti entrarono a far parte dei cosiddetti Vangeli Gnostici, vangeli non ortodossi trovati, nel dicembre 1945 a Nag Hammadi in Egitto, in una giara contenente tredici antichissimi volumi di papiro rilegati in cuoio. Erano i testi sacri di un'ala gnostica del cristianesimo primitivo degli anni appena seguenti la crocifissione di Gesù. [4]
Nei suoi insegnamenti Silvano esortava l'uomo a ricercare la sapienza e a non seguire ogni passione come una nave che il vento sbatte di qua e di là ma di farsi guidare dalla ragione come un cavallo si fa guidare dal cavaliere.

Si chiamarano Silvano anche molti dei primi Vescovi. Ricordiamo quello di Emesa, martirizzato nel 311 e quelli di Gaza, Cirta, Tarsus e Calahorra.
Il nome era diffuso anche fra i non cristiani. Ricordiamo un Silvano pro pretore all'epoca di Augusto ed un prefetto del Pretorio del 260.
Origine del nome Silvano

In latino silva significa foresta o appunto selva. Il nome Silvano però non significa abitante dei boschi ma deriva da silva in maniera indiretta in quanto deriva dal nome del dio romano che si chiamava appunto Silvano.

Silvano era il nome del dio romano delle foreste, delle selve e delle zone incolte. Inoltre vegliava sui confini dei campi. Come dio della fertilità proteggeva le greggi e il bestiame ed era collegato ai fauni.
Era un dio molto antico. Secondo la leggenda, nel 510 a.C. durante la notte dopo la battaglia, durata per tutta la giornata con sorte incerta, tra i Romani ed i Tarquini ed i Veienti, dalla selva Arsia si fece udire la voce del dio Silvano, che affermava che la vittoria era dei Romani, ed i nemici, impauriti, lasciarono il campo e fecero ritorno in Etruria.

Mostra molte somiglianze con il dio greco Pan (anche Silvano, come Pan, aveva la caratteristica di spaventare i viaggiatori soli). A lui si offrivano le primizie dei campi oltre a carne e vino. I suoi simboli sono un falcetto ed un ramo di un pino.
Alle donne non era permesso di assistere alle cerimonie in onore del dio Silvano.
Silvano viene collegato anche al dio celtico Sucellos che era anch'esso un dio di fertilità che aveva come attributi una tazza e una borsa oltre ad un mazzuolo o martello che fa pensare che fosse anche un dio dei morti.
I Silvani, famiglia nobile

La mia nonna materna, Rosa Silvani, era l'unica, fra gli antenati che ho conosciuto che ricordasse una origine nobile della sua famiglia ed ho avuto modo di constatare che aveva ragione.

Stemma dei SilvaniI Silvani infatti sono citati come [5] una famiglia nobile originaria di Sarsina e discendente da un Luca Silvani per il quale viene indicato l'anno 1763. Rami della famiglia sono segnalati, oltre che a Sarsina, anche a Milano, Arezzo e Faenza.
Nel 1823 vengono ricordati, a Sarsina, Benedetto, Quirino e Luigi Silvani. Lo stemma dei Silvani è D'azzurro alla fascia di rosso accompagnato in capo da tre stelle di sei raggi d'oro ed in punta da uno scaglione del secondo.

Anche i Silvani di Milano sono elencati tra le famiglie nobili [6]. I loro titoli nobiliari, risalenti probabilmente al 1700 e collegati a quelli dei Silvani di Sarsina, sono stati poi riconosciuti anche dal Regno d'Italia arrivando fino al XX secolo [7].

In tempi più remoti vi erano dei Silvani nobili anche a Foligno. Ricordiamo, in particolare, il Nobile Eleuterio Silvani che, nel 1484, sposò Sallustia Torelli. I Torelli erano Marchesi, Nobili di Foligno e Patrizi di Fano [8]. Il padre di Sallustia, Giovanni Torelli, era Castellano di Rosiglia.

Troviamo dei Silvani nobili anche a Bologna dove lo stemma dei Silvani è elencato tra quelli delle Arme Gentilizie delle Famiglie Bolognesi Cittadinesche [9]. Stemma dei Silvani di Bologna
Si tratta però di uno stemma diverso da quello visto in precedenza e che riporta un curioso disegno rappresentante un ceppo d'albero dal quale nascono due nuovi rami e di cui ignoro l'origine. Si potrebbe supporre che rappresenti la discendenza da una famiglia più antica della quale si sia interrotta la linea diretta.

[1] - Tacito - Annali - a cura di Azelia Arici - Edizioni Unione tipografico-editrice torinese - Torino 1969. ß

[2] - Edward Gibbon - Storia della decadenza e caduta dell'Impero Romano - Edizioni Biblioteca di Storia Patria - Roma 1982. ß

[3] - Atti degli Apostoli - a cura di Cesare Angelini - Edizioni Einaudi - Torino 1967. ß

[4] - I vangeli gnostici: vangeli di Tommaso, Maria, Verità, Filippo - a cura di Luigi Moraldi - Edizioni Adelphi - Milano 1984. ß

[5] - Pietro Ercole Visconti - Città e famiglie nobili e celebri dello Stato Pontificio - Roma 1847. ß

[6] - Vittorio Urbano Crivelli Visconti Le casate nobili d'Italia - Edizioni Eliograf - Roma 1955. ß

[7] - Vittorio Spreti - Enciclopedia storico-nobiliare italiana: famiglie nobili e titolate viventi. Riconosciute dal R. Governo d'Italia - Milano 1928-1935. ß

[8] - I Torelli (Linea di Foligno, con la successione Frè Torelli) a cura di Davide Shamà e Andrea Dominici Battelli in Genealogie delle dinastie nobili italiane - http://www.sardimpex.com/torelli/Torellifoligno.htm. ß

[9] - Floriano Canetoli - Blasone bolognese ovvero Arme gentilizie di famiglie bolognesi, nobili, cittadinesche e aggregate - Bologna 1791-1795. ß
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Silvani.

Messaggioda Mauri » lunedì 23 ottobre 2006, 16:21

Gentilissimo Enrico,
Ti porgo seppur con ritardo i più sentiti e cordiali ringraziamenti per le notizie che hai voluto comunicarmi.
Spero un giorno di porTi essere utile anche io.
Cordiali Saluti :D :D :D







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