Mancanza di fantasia o nostalgia monarchica?

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Mancanza di fantasia o nostalgia monarchica?

Messaggioda Mario Volpe » giovedì 1 giugno 2006, 10:29

In alcuni interventi che ho avuto modo di leggere in questo forum, alcuni frequentatori hanno definito come “illegittimi” o addirittura come degli “abusi di potere” i provvedimenti adottati dalla Repubblica Italiana per sopprimere alcuni degli ordini cavallereschi appartenenti al patrimonio dinastico dei Savoia e del Regno d’Italia (Ordine dell’Annunziata, Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, Ordine della Corona d’Italia), o per avocarne altri allo Stato (Ordine Militare di Savoia, poi rinominato Ordine Militare d’Italia, e Ordine al Merito del Lavoro).
Senza voler entrare nel merito della legittimità o meno dei suddetti provvedimenti (su cui si potrebbe discutere all’infinito), né tanto meno voler accennare al particolare clima politico nel quale questi furono approvati, preferisco limitarmi a ricordare come essi siano stati emanati nel difficile momento di transizione dal regime monarchico a quello repubblicano e con l’esigenza di dover ristrutturare le maggiori istituzioni dello Stato, ed in modo particolare il suo sistema onorifico.
In questo contesto, mi sembra interessante far rilevare che questo genere di provvedimenti risulta piuttosto diffuso anche in diversi altri Paesi europei che - in tempi più o meno recenti - sono passati da un regime monarchico ad uno repubblicano, tra i quali, ad esempio, la Repubblica Ellenica e la Repubblica Portoghese. Proprio in questi ultimi infatti, alcuni ordini cavallereschi del precedente regime monarchico sono stati soppressi, mentre altri sono stati avocati dallo Stato, riadattando le relative insegne alle nuove esigenze repubblicane (vedi l’Ordine del Redentore in Grecia e l’Ordine del Cristo, l’Ordine di Aviz e l’Ordine della Torre e della Spada in Portogallo).
Non meno significativa in tale ambito è stata la conservazione in Francia, durante un periodo di oltre duecento anni, dell’Ordine della Legion d’Onore, che, sebbene non sia stato fondato da un re (Napoleone nel 1802 era ancora Primo Console di Francia), è stata poi riconfermata come onorificenza nazionale da tutte le forme di governo successive (repubblicane, monarchiche, imperiali), fino ai giorni nostri.
Un’analoga tendenza “restaurativa” si è registrata in tempi più recenti anche in molti dei Paesi dell’Europa dell’Est, nei quali, dopo la lunga parentesi del periodo socialista (durante il quale erano state istituite delle onorificenze chiaramente ispirate al “modello” sovietico), si è scelto, per sostituire un sistema premiale divenuto ormai anacronistico, di “restaurare” alcune delle onorificenze dei rispettivi trascorsi monarchici.
Fin dai primi anni novanta infatti, a seguito del crollo dei regimi comunisti nell’URSS e nei Paesi d’oltre cortina, in molte di queste nazioni sono stati riattivati, in maniera più o meno fedele agli originali, alcuni dei più antichi e prestigiosi ordini cavallereschi istituiti nei rispettivi periodi monarchici.
Per farvi qualche esempio, ricordo la Polonia che ha riattivato l’Ordine dell’Aquila Bianca (di antichissime origini, fondato da Ladislao I nel 1325), la Romania che ha restaurato l’Ordine della Stella di Romania (istituito da Carol I nel 1877), l’Ungheria che ha in pratica ripreso l’Ordine al Merito (fondato nel 1922 dal “reggente” Horthy), e non dimentichiamo la Russia, che non ha mancato di riattivare – tra il 1992 e il 1998 - l’Ordine di S. Andrea (risalente al periodo di Pietro il Grande nel 1698) e l’Ordine Militare di S. Giorgio (istituito da Caterina II nel 1769), ed altri ancora.
Tra gli ultimi in ordine cronologico di questo gruppo di “restauratori”, si è posta la Bulgaria che ha recentemente deciso, tramite provvedimenti emanati dall’Assemblea Nazionale nel 2004, di riattivare la gran parte delle onorificenze istituite durante il periodo monarchico e che durante la Repubblica Popolare erano stati relegati in un cassetto e sostituiti dai soliti “stereotipi” sovietizzanti.
La decisione peraltro, sembra aver sollevato non poche perplessità negli ambienti specialistici bulgari, che hanno criticato il riutilizzo, mantenendole praticamente inalterate, delle vecchie simbologie monarchiche (disegno generale, corona sassone, cifre reali, ecc.) nelle insegne degli ordini restaurati nell’attuale sistema premiale bulgaro (Ordine dei SS. Cirillo e Metodio, Ordine del Coraggio, Ordine al Merito Civile, Ordine al Merito Militare).
Il fenomeno manifestatosi nell’Europa Orientale, che come abbiamo visto ha interessato buona parte dei Paesi dell’ex-Patto di Varsavia, è piuttosto singolare e viene da chiedersi se scaturisca da una mancanza di idee nella creazione di nuove onorificenze adatte ai nostri tempi, o se non sia piuttosto l’espressione di un nostalgico desiderio di ritorno al passato, dopo quarant’anni di “intermezzo socialista”.
Non sorprendiamoci quindi più di tanto di quello che è successo in Italia, dove, analogamente a quanto avvenuto in altri Paesi, i provvedimenti che hanno riordinato il nostro sistema onorifico, benché talvolta discutibili, hanno quantomeno permesso di conservare (senza interruzioni) una parte delle più prestigiose istituzioni del nostro passato, consentendo a questi “selezionati corpi sociali” di continuare ad iscrivere nei propri registri alcuni tra i migliori rappresentanti della Nazione nei rispettivi campi di attività (nel caso specifico quello militare e quello imprenditoriale).

Un saluto a tutti,

Mario Volpe
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Messaggioda michele d'arasmo » giovedì 1 giugno 2006, 12:11

Egregio Signor Volpe,
ho letto con particolare interesse quanto da Lei scritto.
Vivendo da oramai un ventennio nell'ex Unione Sovietica, operando in quei paesi ai livelli governativi più alti (in particolare in Russia, Kazakstan e Bielorussia, paese del quale sono console onorario per Milano), credo di poter dire che si stanno comportando come i parenti poveri riammessi nella famiglia europea.
Quindi c'e' un recupero non dettato da nostalgie. Un ipotetico referendum, secondo fonti americane molto affidabili, davano alla monarchia in Russia meno del 10% di possibilità (inizi anni 90), fermo restando che una ipotetica restaurazione non sarebbe possibile causa l'opposizione delle altre nazionalità. Ovviamente il discorso non si pone neppure per quanto riguarda i nuovi stati.
Ad ogni modo, il governo russo ha mantenuto tutta una serie di ordini di origine sovietica (quelli che non vengono più conferiti sono comunque sempre validi) recuperandone alcuni prerivoluzionari, ma solo nelle denominazioni. Per esempio, l'ordine di S. Giorgio non viene più conferito con la logica prerivoluzionaria (molto severa, tanto che non tutti gli zar ricevettero quell'ordine), e lo stesso vale per l'ordine di S. Andrea.
Il primo è stato modificato nei colori (molto più vicini allo stile sovietico), e il secondo non ha alcuna discriminante religiosa.
A livello locale le Repubbliche autonome (forse in attesa della loro legittima indipendenza dall FR) si stanno pure dotando di proprie forme premiali. Io stesso ho accompagnato il premier tataro nel settembre passato in Italia a consegnare una medaglia della Repubblica del Tatarstan ad un grosso investitore italiano.
Pure le repubbliche indipendenti hanno oramai sviluppato i propri ordini.
Per esempio, la Bielorussia conferisce l'ordine di Skoriny, e lo stesso metropolita di Minsk, Filaret, conferisce un ordine (di recente istituzione) di Evrossia di Polotzk.
Chi è andato molto più avanti tra tutte le Repubbliche è il Kazakhstan, sul quale mi ripropongo di preparare uno studio completo.

cordialmente,

michele d'arasmo
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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 1 giugno 2006, 12:48

Egregio Dottor Volpe,
comprendo il Suo discorso e lo condivido in molti suoi punti.
Personalmente imputo alla repubblica un solo grave errore nel riordino degli ordini cavallereschi statali. L'errore riguarda la terminologia usata e nei poteri che la neorepubblica pensava e pensa tuttora di possedere. In poche parole, la repubblica poteva e può tranquillamente ancora oggi non autorizzare determinati ordini cavallereschi, siano essi statali o dinastici. E' nei suoi potere non autorizzare i cittaidni italiani ad accettare conferimenti ed a portare decorazioni di ordini cavallereschi che hanno a che fare con stati o famiglie reali con cui la Repubblica Italiana non vuole dimostrare particolare amicizia. Quindi poteva tranquillamente indicare nella costituzione che, ad esempio, l'Ordine Supremo della Santissima Annunziata non sarebbe stato autorizzato in Italia. Non avrei avuto nulla da recriminare da un punto di vista legale, se non un personale dispiacere. Ma ciò che non è accettabile è il fatto che la repubblica sostenga di avere il diritto di "sopprimere" un ordine cavalleresco dinastico che nulla aveva a che vedere con gli ordini statali quali, ad esempio, l'Ordine della Corona d'Italia.
Il punto, a mio parere, è solamente questo.
Cordialmente
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda Mario Volpe » giovedì 1 giugno 2006, 14:54

Egregio Dottor d’Arasmo,

trovo molto interessante il suo intervento, soprattutto per quanto riguarda le Repubbliche indipendenti ex-sovietiche, che , in effetti, stanno dimostrando in generale molta più creatività nella scelta dei simbolismi adottati per le rispettive nuove onorificenze nazionali, rispetto a quanto avvenuto – come accennavo nel mio precedente intervento – in certi Paesi dell’Est europeo.
Basta guardare quanto è recentemente avvenuto in Ucraina (con l’Orine di Jaroslav e altri), in Bielorussia (con l’Ordine di Skorina, da lei ricordato, e altri) e in Moldova (Con l’Ordine di Celmare ed altri), che hanno tutte istituito decorazioni sostanzialmente molto innovative rispetto ai precedenti schemi “sovietizzanti”. D’altra parte, quasi tutte queste nazioni hanno mantenuto ai più alti livelli onorifici il titolo di “Eroe” dello Stato, di chiara derivazione sovietica (come del resto ha fatto la stessa FR).
Per quanto riguarda le altre Repubbliche ex-sovietiche dell’area caucasica e centro-asiatica, a parte il Kazakhstan, sul quale dispongo di qualche sintetica notizia (ho anche a suo tempo inserito una sommaria sezione dedicata a queste onorificenze nel mio libro Segni d’Onore), le notizie disponibili sono in realtà molto scarse (qualcosa sta ora circolando sulla rete per quanto riguarda l’Armenia).
Attendo quindi con interesse il suo studio sul Kazakhstan (ed eventuali informazioni anche su altre Repubbliche dell’area).
Interessante anche il discorso delle aspirazioni delle Repubbliche Autonome, che però dovranno attendere un’effettiva indipendenza per istituire delle onorificenze che possano equipararsi a quelle degli altri Paesi.
Per quanto riguarda infine le differenze da lei evidenziate in merito agli ordini russi prerivoluzionari riattivati dall’attuale Federazione Russa, concordo sul fatto che le attuali versioni siano sostanzialmente diverse nei criteri di assegnazione e nelle discriminanti religiose da quelle conferite dagli Zar, ma dovrà convenire che le decorazioni attuali oltre ai nomi, riprendono in modo piuttosto fedele anche i simbolismi utilizzati nelle insegne del vecchio impero.

Al Dottor Cravarezza posso solo dire che sono personalmente d’accordo con quanto da lui riportato, soprattutto per quel che riguarda la facoltà o meno dello Stato di sopprimere delle istituzioni che non gli apparterrebbero. Per la mia professione però, devo rispettare (e far rispettare) le leggi, almeno finché queste rimangono in vigore…

Con cordialità,

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 1 giugno 2006, 19:48

Perfettamente d'accordo col dottor Volpe nel «ricordare come essi siano stati emanati nel difficile momento di transizione dal regime monarchico a quello repubblicano e con l’esigenza di dover ristrutturare le maggiori istituzioni dello Stato, ed in modo particolare il suo sistema onorifico.»

Ciò non toglie che la legge 3 marzo 1951, n. 178 all'art. 9 è un «papocchio»! :roll:

Secondo me è stata scritta da qualcuno che non aveva la minima idea di cosa e quali siano gli ordini cavallereschi e della loro storia. :wink:
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Messaggioda Mario Volpe » giovedì 1 giugno 2006, 22:54

Se è per questo, anche l'art. 7 non è proprio "limpido e trasparente" (e ne so ben qualcosa io che ci devo lavorare).
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 2 giugno 2006, 16:53

Mario Volpe ha scritto:Se è per questo, anche l'art. 7 non è proprio "limpido e trasparente" (e ne so ben qualcosa io che ci devo lavorare).


No, secondo me l'art. 7 "potrebbe" essere ineccepibile anche si difficile applicazione. Tutt'al più possiamo dire che a molti non fa comodo e in genere si fa finta che non ci sia :wink:

[..]7. I cittadini italiani non possono usare nel territorio della Repubblica onorificenze o distinzioni cavalleresche loro conferite in Ordini non nazionali o da Stati esteri, se non sono autorizzati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per gli affari esteri.[..]


Per ogni autorizzazione un decreto o in un decreto del PdR piu autorizzazioni? :lol: :lol: :lol:
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Messaggioda Mario Volpe » venerdì 2 giugno 2006, 17:46

La scarsa trasparenza di cui mi lamentavo riguardo all'art. 7 è riferita al troppo generico termine di "ordine non nazionale", che tanti problemi di interpretazione e tante diverse definizioni ha prodotto negli ultimi cinquant'anni.
L’emissione dei decreti di autorizzazione a fregiarsi di onorificenze estere o non nazionali, viene per prassi effettuato raccogliendo in gruppi(normalmente tre o quattro volte l’anno) le richieste che pervengono al MAE da parte degli interessati.
Essendo i decreti polinominativi, per ragioni di privacy, questi non vengono né inseriti in Gazzetta Ufficiale né possono essere diffusi pubblicamente.
Una volta firmato il decreto, vengono compilati dei certificati individuali di autorizzazione a fregiarsi (a firma del Capo del Cerimoniale Diplomatico, per il Ministro degli Affari Esteri), che saranno singolarmente inviati ai richiedenti.
Ricordo che a partire dal 1991 i suddetti decreti non sono più a firma del Presidente della Repubblica, a seguito dell'introduzione della legge n.13 del 12 gennaio 1991 (art. 2), che ha trasferito la competenza per l'emissione dei decreti stessi direttamente al Ministro degli Esteri.

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Messaggioda Francesco Lupo » martedì 6 giugno 2006, 16:38

Salve,
Approfitto dell'argomento per chiedere al Dr.Volpe lumi in merito ad un mio dilemma :
Sono Cavaliere d'Ufficio dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio della Real Casa di Borbone Due Sicilie, pertanto ho fatto richiesta al mio Comando della relativa autorizzazione a fregiarmi delle insegne, il dilemma sta nel fatto che in quanto Cavaliere d'Ufficio ho diritto a fregiarmi del semplice nastrino senza Croce Gigliata...però sul sito dell'Esercito lo stesso nastrino è indicato come "medaglia commemorativa UN personale in servizio a New York", il nastrino è praticamente identico,di conseguenza come differenziarsi ?

Grazie.
Francesco Lupo
 

Messaggioda Marcello G. Novello » martedì 6 giugno 2006, 18:42

Una semplice curiosità. Ho visto delle foto ritratto di S.A.R. il Duca Amedeo d'Aosta (in gioventù) e di suo figlio, S.A.R. Aimone Duca delle Puglie, entrambi in uniforme della Marina Militare Italiana, con indossato il Collare dell'Annunziata. Era un porto legittimo o solo al mero fine, centrato peraltro, di fare una bella foto ritratto? E se il porto era legittimo devo pensare che di conseguenza veniva indossato sull'uniforme di servizio il relativo nastrino?
Marcello G. Novello
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Messaggioda Mario Volpe » martedì 6 giugno 2006, 23:35

Cercherò di rispondere al Sig. Lupo, anche se non sono un esperto di nastrini militari.
Nell'ottimo volume di Michele D'Andrea e Fabio Cassani Pironti "Vestire gli Onori", sono indicate le insegne complete (compresi i nastrini da uniforme) relative a ciascuna classe di tutti gli ordini cavallereschi di area italiana.
Nelle illustrazioni del suddetto libro, effettivamente il nastrino previsto per il Cavaliere d'Ufficio del Costantiniano è un semplice nastrino azzurro senza la miniatura della croce gigliata (prevista invece, come da lei ricordato, per i nastrini dei Cavalieri di Merito).
Chiederò al paziente Dr. Cravarezza di inserire per maggiore chiarezza le immagini relative alle suddette classi dello SMOC, che ho ricavato appunto dal libro più sopra citato.
Per quanto riguarda la similitudine tra il nastrino del Costantiniano e la "medaglia commemorativa UN personale in servizio a New York", non vedo quale sia il problema. A livello internazionale sono numerose le decorazioni che presentano nastri simili se non addirittura identici (la stessa Legion d'Onore francese porta un nastro rosso scarlatto, molto simile a quello dell'Ordine del Cristo portoghese, o all'Ordine del Bagno del Regno Unito). Se un soggetto ha ricevuto due decorazioni dal nastro simile, vorrà dire che nel suo gruppo di nastrini sull'uniforme inserirà due nastrini simili (l'interessato saprà distinguere da sè a quali decorazioni si riferiscono).
E poi è proprio sicuro che le sfumature di azzurro delle due decorazioni che ha citato siano proprio le stesse?
Un conto è vedere dei nastri su internet e un conto e vederli dal vivo (potrebbe farsene un'idea andando a guardare in uno dei negozi specializzati in uniformi, distintivi e nastrini militari).

Con cordialità,

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Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 7 giugno 2006, 11:10

Mario Volpe ha scritto:Cercherò di rispondere al Sig. Lupo, anche se non sono un esperto di nastrini militari.
Nell'ottimo volume di Michele D'Andrea e Fabio Cassani Pironti "Vestire gli Onori", sono indicate le insegne complete (compresi i nastrini da uniforme) relative a ciascuna classe di tutti gli ordini cavallereschi di area italiana.
Nelle illustrazioni del suddetto libro, effettivamente il nastrino previsto per il Cavaliere d'Ufficio del Costantiniano è un semplice nastrino azzurro senza la miniatura della croce gigliata (prevista invece, come da lei ricordato, per i nastrini dei Cavalieri di Merito).
Chiederò al paziente Dr. Cravarezza di inserire per maggiore chiarezza le immagini relative alle suddette classi dello SMOC, che ho ricavato appunto dal libro più sopra citato.
Per quanto riguarda la similitudine tra il nastrino del Costantiniano e la "medaglia commemorativa UN personale in servizio a New York", non vedo quale sia il problema. A livello internazionale sono numerose le decorazioni che presentano nastri simili se non addirittura identici (la stessa Legion d'Onore francese porta un nastro rosso scarlatto, molto simile a quello dell'Ordine del Cristo portoghese, o all'Ordine del Bagno del Regno Unito). Se un soggetto ha ricevuto due decorazioni dal nastro simile, vorrà dire che nel suo gruppo di nastrini sull'uniforme inserirà due nastrini simili (l'interessato saprà distinguere da sè a quali decorazioni si riferiscono).
E poi è proprio sicuro che le sfumature di azzurro delle due decorazioni che ha citato siano proprio le stesse?
Un conto è vedere dei nastri su internet e un conto e vederli dal vivo (potrebbe farsene un'idea andando a guardare in uno dei negozi specializzati in uniformi, distintivi e nastrini militari).

Con cordialità,

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Aggiungo a ciò che ha già scritto il Dottor Volpe che la disposizione dei nastrini potrebbe già essere sufficiente per far comprendere a quale delle due decorazioni fanno riferimento (ordine cavalleresco o medaglia commemorativa operazione ONU).
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Messaggioda Mario Volpe » mercoledì 7 giugno 2006, 12:07

In merito a quanto segnalato dal Dott. Novello, le foto in questione sono visibili sul sito web del Duca d'Aosta all'indirizzo http://www.savoia-aosta.it/ .
Sarei propenso ad interpretare lo scopo delle suddette immagini solo a scopo "ritrattistico" (anche se la loro divulgazione su un mezzo pubblico come internet non mi sembra totalmente opportuna...).
Per quanto riguarda il nastrino sull'uniforme, sarei molto stupito se ne venisse autorizzato l'uso (e se ne venisse effettuata la registrazione sul foglio matricolare degli interessati), dato che l'Ordine per la legge italiana è stato soppresso dalla legge 178/51.

Cordialmente,

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Messaggioda Marcello G. Novello » mercoledì 7 giugno 2006, 17:57

Grazie, Dr. Volpe, per la gentile risposta.
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Messaggioda Guido5 » giovedì 8 giugno 2006, 11:14

Mario Volpe ha scritto:... Sarei propenso ad interpretare lo scopo delle suddette immagini solo a scopo "ritrattistico" (anche se la loro divulgazione su un mezzo pubblico come internet non mi sembra totalmente opportuna...).

Non c'è dubbio alcuno che la fotografia è - se così si può dire - un "falso": Amedeo di Savoia è nato il 27 settembre 1943 e la divisa che indossa è di guardiamarina. Poiché la legge citata è stata pubblicata sulla "Gazzetta ufficiale" del 30 marzo 1951, per portare legittimamente il collare Sua Altezza avrebbe dovuto conseguire il grado prima di aver compiuto otto anni (ma per entrare all'Accademia navale ne occorrono una decina in più). Anche la foto opposta, del resto, è chiaramente rovesciata...

Ciao a tutti!
Guido5
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