Perchè proibiti gli onori? Perchè proibiti anche i discorsi ufficiali? Perchè le esequie ai resti del Delfino Luigi XVII si devono fare in silenzio?
Perchè si tratta del cuore del bambino più scomodo della storia francese: il suo ricordo testimonia, infatti, in un certo senso, la parte più sanguinosa e crudele della Rivoluzione.
Il piccolo Luigi venne inprigionato nel gennaio 1793, a soli otto anni. Venne torturato per ottenere da lui da deposizione che gettò accuse infamanti su sua madre Maria Antonietta. Durante il proceso, al bambino un giurato domandò:
è vero che questa signora -indicando Maria Antonietta- ha abusato di te? Il Delfino rispose con un gesto della testolina. Ma il giurato, impietoso, non si accontentò:
voglio sentirtelo dire... E il bambino con voce tremante gelò l'aula con il suo "si".
Allora, quella che fino a poco tempo prima era stata la Regina di Francia cercò di reagire urlando ai giudici in modo diperato:
non potete fare questo! Non potete aver ridotto così il mio bambino! Era stato plagiato, il Delfino, nella sua cella sotterranea del Tempio* da un calzolaio di nome Simone, che aveva forti ambizioni politiche. Egli costrinse il piccolo Luigi a sottoscrivere una dichiarazione in cui affermava di essere al corrente di un piano di fuga della madre e che Ella stava chiedendo l'intervento degli Asburgo contro la Francia. Riuscì persino a far testimoniare Luigi XVII contro Maria Antonietta, che, come abbiamo visto, al processo venne accusata d'incesto! Come faceva il Delfino a dichiarare sì tanto gravi e abominevoli accuse, che era stato separato dalla madre fin dal gennaio 1793!?
In seguito Simone venne ricompensato per i
suoi servigi con la nomina a consigliere della Rivoluzione. Ma il Delfino Luigi XVII s'ammalò di scrofolosi, malattia provocata sicuramente dalle spaventose condizioni di vita cui era costretto; malattia che si aggravò al punto di sprofondare in una forma incurabile di tubercolosi, che portò alla morte l'8 giugno 1795, a soli 10 anni d'età.
Philippe Jean Pelletan, il medico incaricato dell'autopsia, prelevò il cuore del bambino e lo chiuse in un'urna di vetro, riempita d'alcol, per esporla nella sua biblioteca.
Improvvisamente, dopo poche settimane, l'urna sparì misteriosamente, per poi ricomparire più di un secolo dopo, nel 1975, a Venezia.
In questo lungo arco di tempo pare che l'urna contenente il cuore del Delfino di Francia, abbia girato per l'Europa: rimase dapprima per decenni nel Castello di Froshdorf, a Vienna, custodita dagli eredi di Don Carlo di Borbone.
Nel 2000 venne ordinato l'esame del DNA, che comparava il codice genetico del cuoricino con quello delle spoglie di parenti prossimi, del ramo materno asburgico, e con quello dei resti mortali della madre e delle zie del Re Luigi XVI. Il risultato fu identico: il cuore ritrovato era proprio quello di Luigi XVII. Ciò chiarì il "giallo" che nel corso di un secolo si era sviluppato smascherando celebri impostori.
Venne così stabilito dal Ministero della Cultura francese che il cuore sarebbe potuto essere depositato nella cripta dei Re di Francia, nella Basilica di Saint Dennis a Parigi, a due condizioni: che la cerimonia sarebbe dovuta essere dedicata alla memoria martirizzata di ogni epoca e che, non potendo la Francia pagare le esequie di un "re francese", sarebbe stata fissata la somma -seppur simbolica, pur sempre una tariffa!- di 150 euro di spesa, cui avrebbe dovuto provvedere l'Istituto della Maison Burbon.
Ecco come sono state organizzate e giustificate le esequie di un Re di Francia, nella Francia repubblicana.
Distinti saluti,
Michele Tuccimei di Sezze
*Il Tempio era il lugubre carcere, posto nel cuore di Parigi.