Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, Lambertini, Alessio Bruno Bedini

Maria Luisa Alasia ha scritto:Cari Signori,
rileggendo questo argomento ho notato che in buon spirito s'e' fatta molta facezia su Titoli e Corone. Allora per fare giustizia ad alcuni Antenati con Sangue Fiero mi sento in dovere di dire che dobbiamo tenere " Sempre Presente " sia che' i titoli o' le corone sono state guadagnate con tanto sacrificio da molti Condottieri che lottando a rischio di perdere la loro vita hanno reclamato le proprie terre, conquistadone altre, unificando i loro stati invasi da Tiranni, lor mentori. Tutti impararono tramite il Sacro Romano Impero, i conquistatori a loro volta furono conquistati![]()
I vassalli degli Imperatori, Re e Papato ebbero molte responsibilita' nell'amministrare i loro paesi e necessariamente furono Titolati ed Onorificati ed anche Incoronati, era l'uso del tempo. La Monarchia esistette in Italia sino ad Umberto Di Savoia come Luogotenente dello Stato, poi sopravenne la Repubblica che non riconosce i titoli antedecenti, ai loro. Questo non cambia ne la storia, ne lo stato delle famiglie nobili. In quanto se qualcuno vuole ostentare la sua corona faccia pure, solo i gelosi ne risentirebbero, e se qualcuno vi domanda se siete Nobili non abassate gli occhi, ma guardateli negli occhi e rispondete con un sonoro si'
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Dopotutto se domandano gli spetta la verita' non l'ipocrisia
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Includo un link che sara' utile per seguire la storia tramite le mappe geografiche, che illustrano dall'anno Domini lo sviluppo dei differenti Principati,Ducati, Contee e cosi via.
http://www.euratlas.com/time1.htm
Capisco che mi sono allontanata dalla domanda del Sign.re PierFelice Degli Uberti e spero che ci dia la sua opinione riguardo all'uso in pubblico e privato. A presto Maria Luisa
Maria Luisa Alasia ha scritto:Gentilissimo PierFelice Degli Uberti,
Bravo! Bravo! Bravo!![]()
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Mi trovo in concordo con tutto quello che ha scritto e ammiro il suo capolavoro, un bellissimo articolo, cui io non avevo letto. Volevo che si onorassero i ""Nobili " caduti per cause importanti. Con le nostre risposte ero un po' sotto l'impressione che stavamo descrivendo degli imbecilli, amanti d'indossare una corona e sportare un titolo. Le ripeto e' un piacere essere parte di questo Forum.
A proposito dove posso dire che ho qualcun Hidalgo nella mia ascendenza![]()
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Grazie della risposta
Maria Luisa
Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:pierfe ha scritto:S.S. Paolo VI quando parlò alla nobiltà per cancellare gli ultimi privilegi della corte papale.
-no comment
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Michele.
pierfe ha scritto:Il mio pensiero sulla nobiltà........
Non dobbiamo dimenticare che fra i nobili ci sono quelli che discendono da soldati, guerrieri e cavalieri; quelli che hanno ottenuto la concessione grazie a cariche amministrative; quelli che hanno raggiunto l'agognato ceto per i proventi dei mercati cittadini; quelli che hanno ottenuto una nobilitazione perché il loro patrimonio ingente, sia agricolo che industriale, ha permesso l'acquisto delle ultime giurisdizioni feudali con i saldi del secolo XVIII; quelli ammessi per l'elevato contributo dato all'unità nazionale; i pochi che ne sono entrati a far parte per le rilevanti opere ed invenzioni dell'ingegno; quelli che vengono considerati tali per cortesia, perché il provvedimento Sovrano non ha avuto modo di essere perfezionato a causa dei noti eventi istituzionali; e per ultimi quelli che se lo sono dimenticato perché confusi da tante generazioni fra gli altri, ma non per questo senza il diritto di essere ritenuti nobili, perché questo stato non si perde mai!
Tuttavia, nell'imminenza di un momento storico importante per la nostra Nazione, la nobiltà deve dimostrare con fatti concreti la necessaria maturità di intenti e scelte, qualunque esse possano essere, purché sempre rivolte al bene comune al di là di tutte le classi sociali.
L'impegno politico deve essere quello che è stato insegnato nelle famiglie, attraverso gli esempi di onestà e serietà, che ci offrono ogni giorno la certezza, se crediamo ancora a queste cose, che l'interesse di tutti è al di sopra di quello dei pochi.
Inutile ricordare che i nobili impegnati in politica talvolta hanno dato esempio di meschinità d'intenti, come pure è vacuo dormire sugli allori gongolando perché altri in passato hanno fatto solo il proprio dovere.
Il lavoro che aspetta chi crede nella diversità della nobiltà è immenso, e molte volte, nel corso della storia, altre classi sociali hanno saputo dimostrarsi anche migliori, ma tanti hanno costruito pietra su pietra le proprie radici, spesse volte millantando tradizioni inesistenti, pur di arrivare al ceto nobiliare.
Oggi credo che solo una persona che è all'altezza dei propri padri se appartiene alla nobiltà ha il diritto di dirsi nobile... e non credo che abbia bisogno di ostentarlo, ma in mancanza di questa qualità per me si deroga e si cede il diritto a chi viene dopo.
Dove uno può dire di essere nobile?
Certamente davanti allo specchio quando si alza alla mattina, sperando però che lo specchio non si rompa...
Oppure su un libro ormai privato che tratti specificatamente della nobiltà!
Siamo seri... oggi uno può dire di essere nobile sono in un ambiente privato (senza temere spernacchiamenti) dove fra l'altro non ha bisogno perchè è conosciuto da tutti!
Nella nostra Nazione (come ormai ovunque) la nobiltà è mischiata nella confusione delle classi e quindi senza alcun peso, quando non diventa ridicola per far uso di titoli troppo stridenti con l'attuale condizione sociale... diciamo decaduta.
Un grande poi non ha bisogno di dire che è nobile perchè lo si vede!
Certamente non deve dirlo in questo forumperchè il suo scopo è quello di scambiarsi opinioni, confronti, imparare, insegnare... ma non esibirsi in ostentazioni ormai vuote come le mani di S.S. Paolo VI quando parlò alla nobiltà per cancellare gli ultimi privilegi della corte papale.
Io credo sopra tutto al rispetto per la Storia di Famiglia che a mio giudizio è molto più importante di qualunque megalomanica ostentazione.
Ovviamente mai vergognarsi di appartenere alla nobiltà ma cercare almeno di esserne degni.
Concludendo mi si permetta un ricordo che conservo con affetto; quando allora ancora ragazzo entrai nell'Asociación de Hidalgos e (molto diverso da oggi) ansioso di parlare di nobiltà e di quarti nobiliari venni zittito da Vicente de Cadenas che mi disse: "Pier Felice nell'Asociación de Hidalgos uno non dice di essere nobile perchè tutti lo abbiamo provato (ndr. la prova nobiliare in Spagna è differente da quella italiana) ma cerchiamo ogni giorno di dimostrarlo con azioni concrete ed opere sociali".
Pier Felice degli Uberti

pierfe ha scritto:Il mio pensiero sulla nobiltà........
Non dobbiamo dimenticare che fra i nobili ci sono quelli che discendono da soldati, guerrieri e cavalieri; quelli che hanno ottenuto la concessione grazie a cariche amministrative; quelli che hanno raggiunto l'agognato ceto per i proventi dei mercati cittadini; quelli che hanno ottenuto una nobilitazione perché il loro patrimonio ingente, sia agricolo che industriale, ha permesso l'acquisto delle ultime giurisdizioni feudali con i saldi del secolo XVIII; quelli ammessi per l'elevato contributo dato all'unità nazionale; i pochi che ne sono entrati a far parte per le rilevanti opere ed invenzioni dell'ingegno; quelli che vengono considerati tali per cortesia, perché il provvedimento Sovrano non ha avuto modo di essere perfezionato a causa dei noti eventi istituzionali; e per ultimi quelli che se lo sono dimenticato perché confusi da tante generazioni fra gli altri, ma non per questo senza il diritto di essere ritenuti nobili, perché questo stato non si perde mai!
Tuttavia, nell'imminenza di un momento storico importante per la nostra Nazione, la nobiltà deve dimostrare con fatti concreti la necessaria maturità di intenti e scelte, qualunque esse possano essere, purché sempre rivolte al bene comune al di là di tutte le classi sociali.
L'impegno politico deve essere quello che è stato insegnato nelle famiglie, attraverso gli esempi di onestà e serietà, che ci offrono ogni giorno la certezza, se crediamo ancora a queste cose, che l'interesse di tutti è al di sopra di quello dei pochi.
Inutile ricordare che i nobili impegnati in politica talvolta hanno dato esempio di meschinità d'intenti, come pure è vacuo dormire sugli allori gongolando perché altri in passato hanno fatto solo il proprio dovere.
Il lavoro che aspetta chi crede nella diversità della nobiltà è immenso, e molte volte, nel corso della storia, altre classi sociali hanno saputo dimostrarsi anche migliori, ma tanti hanno costruito pietra su pietra le proprie radici, spesse volte millantando tradizioni inesistenti, pur di arrivare al ceto nobiliare.
Oggi credo che solo una persona che è all'altezza dei propri padri se appartiene alla nobiltà ha il diritto di dirsi nobile... e non credo che abbia bisogno di ostentarlo, ma in mancanza di questa qualità per me si deroga e si cede il diritto a chi viene dopo.
Dove uno può dire di essere nobile?
Certamente davanti allo specchio quando si alza alla mattina, sperando però che lo specchio non si rompa...
Oppure su un libro ormai privato che tratti specificatamente della nobiltà!
Siamo seri... oggi uno può dire di essere nobile sono in un ambiente privato (senza temere spernacchiamenti) dove fra l'altro non ha bisogno perchè è conosciuto da tutti!
Nella nostra Nazione (come ormai ovunque) la nobiltà è mischiata nella confusione delle classi e quindi senza alcun peso, quando non diventa ridicola per far uso di titoli troppo stridenti con l'attuale condizione sociale... diciamo decaduta.
Un grande poi non ha bisogno di dire che è nobile perchè lo si vede!
Certamente non deve dirlo in questo forumperchè il suo scopo è quello di scambiarsi opinioni, confronti, imparare, insegnare... ma non esibirsi in ostentazioni ormai vuote come le mani di S.S. Paolo VI quando parlò alla nobiltà per cancellare gli ultimi privilegi della corte papale.
Io credo sopra tutto al rispetto per la Storia di Famiglia che a mio giudizio è molto più importante di qualunque megalomanica ostentazione.
Ovviamente mai vergognarsi di appartenere alla nobiltà ma cercare almeno di esserne degni.
Concludendo mi si permetta un ricordo che conservo con affetto; quando allora ancora ragazzo entrai nell'Asociación de Hidalgos e (molto diverso da oggi) ansioso di parlare di nobiltà e di quarti nobiliari venni zittito da Vicente de Cadenas che mi disse: "Pier Felice nell'Asociación de Hidalgos uno non dice di essere nobile perchè tutti lo abbiamo provato (ndr. la prova nobiliare in Spagna è differente da quella italiana) ma cerchiamo ogni giorno di dimostrarlo con azioni concrete ed opere sociali".
Pier Felice degli Uberti

Federica ha scritto:Caro Pierfe,
difficile davvero aggiungere qualcosa di più...![]()
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Come sempre mi trovi pienamente concorde.
Per ridere un po', ricordo anni fa una persona a me cara (che Tu conoscevi bene) che a un cafone decerebrato che gli chiese .-"scusi ma Lei è nobile?-" rispose :-"si, ma non si preoccupi, non è contagioso.-"![]()
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Un caro saluto.
Federica
pierfe ha scritto:E cosa mi dici allora del tradimento della Santa Sede al concordato con il povero re Clodoveo che barattò la completa conversione dei Franchi al Cattolicesimo in cambio del perpetuo riconoscimento?
Scusa... ma poi i sudditi dell'antico Stato della Chiesa non erano i tuoi avi?
Pier Felice degli Uberti
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