da Carfi » martedì 28 marzo 2006, 14:35
Si poteva vendere il feudo, la terra, e non il titolo che ritornava alla Corona. Lo stesso valeva nel caso in cui il titolato moriva senza prole, ed il titolo ritornava alla Corona, a chi lo aveva concesso. Era poi il parente più "prossimo", o il più "sveglio" che richiedeva alla corona il passaggio del titolo (barone, conte, ecc.).
Esiste il caso di una grande e nobile famiglia siciliana, tutt'ora fiorente (un ramo a Palermo, ed uno in provincia di Ragusa) , in cui nel 1880 circa (cito a memoria), il marchese morì lasciando erede dei suoi beni (terre, palazzi, soldi,ecc.) un suo nipote. Ma non poté lasciargli il titolo. A distanza di anni, un altro parente, nel 1930 circa, richiese l'asasegnazione del titolo di marchese che gli fu concesso, e poi passato ai figli. Il marchese titolato é attualmente vivo e vegeto e gentilissimo, e vive a Palermo, mentre l'altro vive in provincia di Ragusa, e si fa chiamare "marchese", senza esserlo. Non solo, ma la Consulta Araldica nel 1930 circa ha diffidato il suo antenato dal farsi appellare marchese e di fare uso di questo titolo.
Ho spiegato in questo modo , con un esempio pratico, il passaggio dei titoli.
cav. prof. Giuseppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano