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egometta ha scritto:Più che altro lo stemma di un papa su una chiesa o cattedrale fuori da Roma non ci andrebbe proprio, a parte i pochi casi di basiliche di proprietà della Santa Sede in giro per l'Italia (Assisi, Loreto, Santo di Padova ecc.), spesso frutto di un dono diplomatico di cosa non propria da parte dell'uomo della Provvidenza cav. Benito.
Quanto al motto, c'è anche chi sostiene che la sua presenza sotto a uno stemma papale sia molto sospetto e segno di evidente e dichiarata antipapalità, come nel caso di Bergoglio, e che quindi, se Leo Fortin è papa legittimo, il motto andrebbe velocemente eliminato e sostituito per es. dal pallio a croci rosse, come era per Benedetto XVI, o da niente, come per tutti i pontefici precedenti.
Che poi la difesa delle qualità di una certa versione dello stemma sia fatta dall'autore stesso di quella versione è come minimo di cattivo gusto: chiedete all'oste se il suo vino è buono


franco poggiali ha scritto:non dimentichiamo lo stemma di S.S. Leone XIV, felicemente regnante, che nella facciata della Papale Basilica di Sant'Antonio in Padova appare con la tiara e non con la mitra
egometta ha scritto:Il punto non è se è bello o brutto, se piace o meno, se è arte o fotocopia (come di fatto è), se il cuore è grande o piccolo, se la freccia si vede o meno, se le chiavi sono realistiche o no, proporzionate o meno, se è bianco o argento o giallo paglierino ecc.: non è un fatto artistico né terminologico, ma di contenuti veicolati. Cosa comunica uno stemma ecclesiastico con motto? che abbiamo a che fare con un semplice vescovo e non con un papa, anche se fa finta di essere papa e ne occupa il posto, con tutte le ambiguità del pessimo precedente da poco concluso e acriticamente riproposte sotto l'etichetta di 'versione ufficiale', 'prodotto artistico' ecc., con tutti i correlati dubbi sulla legittimità dell'elezione leonina.
Uno stemma così (quello 'ufficiale') è come minimo un'occasione persa per fare chiarezza, oppure un'ammissione di illegittimità come nel caso di Bergoglio, un indizio di sede nuovamente impedita o illegittimamente occupata o di strisciante antipapalità come qualcuno sostiene: la situazione è ancora confusa e l'euforia giubilosa non aiuta a fare chiarezza, sospendiamo il giudizio ancora per un po', in attesa di rimedi e chiarimenti, anche araldici (anche se gli stemmi 'ufficiali' stanno fioccando a Roma una chiesa dopo l'altra, come se nulla fosse: eventualmente toccherà rifarli, secondo l'esempio del prelato marchigiano magari artisticamente migliorato, ma almeno intanto sparisce progressivamente l'indegna insegna del presunto e sarà così più agevole archiviarne la triste ricordatione)


egometta ha scritto:Evidentemente, in seno alla struttura ecclesiastica come anche all'esterno (e fin dall'8 maggio, per tacere del lungo periodo precedente), c'è un movimento che preme perché ci sia un chiarimento (certamente in tutti gli aspetti, compresi i partecipanti al conclave e gli effettivi votanti, da cui discende la legittimità o meno dell'eletto) e perché questo si esprima anche tramite l'araldica: c'è chi ripropone (o mantiene) la tiara, chi elimina il motto, chi suggerisce di sostituirlo col pallio ecc. Rimedi e pressioni 'fai da te', certo, e più o meno indovinate sotto il profilo tecnico e artistico, ma che nel loro complesso significano 'volete dirci se c'è un papa oppure no e come ha fatto per diventare tale?': chi ha orecchie per intendere e mani per agire intenda e agisca, possibilmente a partire da ieri, non da forse dopodomani... tenendo presente che tutto inizia l'11 febbraio 2013, per diventare ulteriormente cruciale dalla sera del 31 dicembre 2022.


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