ZuppaDiCarlo ha scritto:Salve,
È legale che Aimone di Savoia-Aosta possa conferire a Mario Rossi (nome d'esempio) il titolo di Barone/Conte/Duca/Principe di X (anche senza feudo)? Cioè, anche se siamo in una Repubblica, è possibile ricevere un titolo da lui e fregiarsi di questo? Inoltre... è legale, una volta ricevuto, fregiarsi pubblicamente di tal titolo (come nel caso dell'OMRI. Esempio di firma: Cav. Mario Rossi)?
Ottima domanda, che torna spesso nei dibattiti tra appassionati di araldica e genealogia.
Partiamo dai titoli nobiliari conferiti durante il Regno d'Italia o in periodi precedenti.
Sintetizzando possiamo dire che oggi in Italia non è possibile “legalmente” fregiarsi di un titolo nobiliare con valore giuridico riconosciuto dallo Stato.
Lo chiarisce, come segnalato anche da il-prof la XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione, secondo cui "i titoli nobiliari non sono riconosciuti. I predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome solo se usati prima di tale data".
Ciò significa che i titoli nobiliari non sono vietati, ma non hanno valore legale.
Passiamo alle nuove concessioni.
Per lo stesso motivo di prima (XIV disposizione transitoria) nessuno, nemmeno i discendenti degli ex sovrani possono conferire un titolo che abbia validità giuridica in Italia.
Tuttavia, chiunque può liberamente “attribuire” un titolo (es. "ti nomino Duca di X"), purché ciò non implichi una truffa (cioè un danno o inganno a fini illeciti).
Se un titolo fosse conferito da un membro di Casa Savoia o Borbone Due Sicilie, sarebbe legale fregiarsene?
Sì nella sfera privata o sociale, no come titolo giuridico riconosciuto dallo Stato.
Esempio:
1) "Cav. OMRI Mario Rossi" = titolo onorifico conferito dallo Stato italiano, valido e legalmente riconosciuto.
2) "Duca Mario Rossi" (titolo conferito da una casa ex sovrana o da chicchessia) = non vietato, ma non ha valore legale né può essere usato in documenti ufficiali.
Questo titolo può essere usato in contesti culturali, genealogici, araldici o sociali (es. pubblicazioni, club nobiliari, genealogie private), ma non in atti pubblici, carte d’identità, intestazioni ufficiali ecc.
Se dunque un titolo fosse conferito dal caso di una ex casa già sovrana non si tratterebbe di vera di nobilitazione.
Abbiamo detto molte volte che però potrebbe configurarsi come una “promessa” o atti interni alla casa.
In teoria, se quella casa tornasse al trono, potrebbe “ratificare” quel titolo.
Sarebbe comunque uno scenario ipotetico e oggi senza effetti concreti.