Un fiore che non sboccio'

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Un fiore che non sboccio'

Messaggioda pierluigic » sabato 17 agosto 2024, 11:59

Durant diceva che la barbarie e' sempre dietro l'angolo La corretta conoscenza del passato ci puo' aiutare

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Con gli imperatori germanici piu' ancora che con Carlo Magno nasce il concetto di "nobilta"
Quindi il concetto di nobilta' e' un concetto "barbaro" per niente latino , per niente cristiano

I latini erano molto meno ipocriti e davano alla dea Fortuna il giusto peso nelle vicende umane
I latini davano il giusto rilievo e la giusta gratitudine al patriziato riferito ai Pater cioe' alle famiglie che avevano fondato la Patria
ma nessun peso ad una nobilta' ereditaria
I cristiani predicavano che tutti gli uomini erano uguali e quindi erano estranei a qualunque sorta di distinzione ereditaria
I Longobardi-Goti -Romani erano pragmatici,

Erano i "barbari del nord " ad importare un concetto che tendeva a giustificare e a solidificare il potere ( sempre in bilico ) di alcune famiglie rendendolo ereditario
Erano i "barbari del nord" ad introdurre quel criterio di FIDELITAS delizia e croce della nobilta'

La FIDELITAS e' una semplificazione dei rapporti conflittuali umani

Questo "pensiero totalmente barbarico " porta a considerare fette di territorio ( con tutto cio' che contiene compresi gli uomini ) proprieta' legittima di una famiglia,

Le incredibili conseguenze di questo "pensiero barbarico " culminano in Carlo V e nella "follia spagnola"


Durante "il risorgimento" brillo' il mito dell'Italia comunale
Quando qualcosa diventa mito finisce per assumere dimensioni da stereotipo .Si finisce per banalizzare

Io credo che l'Italia dei Comuni sia ancora qualcosa da esaminare con estrema attenzione
Considero l'Italia dei Comuni il filo interrotto di una civilta' prevalentemente italiana : un fiore che poteva sbocciare e che fu soffocato

Aveva molte ombre , moltissime , ma conteneva una voglia continua di sperimentare seguendo degli obiettivi ( cosa che forse manca ai giorni nostri )

vi propongo di tuffarvi in quel momento storico con questa breve lettura che ,firmata da due grandi firme , ha scopo puramente divulgativo e che aiuta sicuramente ad avere curiosita' per un periodo non ancora completamente analizzato in modo particolare nella comprensione dell'ideologia

https://unifi.academia.edu/EnricoFaini

download di :
Research paper thumbnail of IL SISTEMA POLITICO DEI COMUNI ITALIANI (SECOLI XII-XIV) (proof), con Jean-Claude Maire Vigueur
IL SISTEMA POLITICO DEI COMUNI ITALIANI (SECOLI XII-XIV) (proof), con Jean-Claude Maire Vigueur

"Una storia politica delle città comunali italiane dalla fine dell’XI secolo a tutto il XIV secolo. Il volume pone l’accento sulle condizioni di formazione del comune, sull’evoluzione delle sue istituzioni, sul funzionamento del sistema politico, sulle caratteristiche del personale di governo. E ancora sulle modalità di partecipazione della popolazione alla vita politica, sulle basi sociali del sistema, sui principali settori di intervento, sui modi di legittimazione e sull’elaborazione di una ideologia specifi ca. Tutto ciò seguendo le tre grandi fasi della storia di questo sistema politico: la prima età comunale, il comune podestarile, i regimi di popolo.


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Re: Un fiore che non sboccio'

Messaggioda AlbertoLubelliPrasca » mercoledì 5 febbraio 2025, 13:26

Caro Pierluigi,
Ottima disamina, anche se lei ben sa che l'evoluzione è assai più complessa. Tenderei a considerare un assioma il concetto che la nobiltà è un fatto barbarico. Così come la Cavalleria.
Arrivarono figuri dall'Est, dei guerrieri fieri che vivevano a cavallo e facevano essiccare la carne tra le coscie e il groppone del cavallo, che poi mangiavano quasi sempre senza scendere. Le orde erano accompagnate da popolazione fatta di varia umanità e varie specialità, ma i guerrieri a cavallo erano naturalmente al vertice della loro società in cammino.
Questi figuri, un po' puzzolenti vennero in contatto con una società elegante e ormai in declino, fatta di varia popolazione e di un alto numero di benestanti puzzoni snob, la cui unica novità veramente epocale era stata lo sviluppo del Cristianesimo.
Quando questi figuri un po' disprezzati, ma tutt'altro che disprezzabili, entrarono in contatto con questa civiltà fu normale che col tempo si creassero varie e diverse fusioni di pensiero. L'onore militare e la supremazia dell'uomo a cavallo si fuse con i concetti cristiani, fino a giungere a delle vere e proprie codifiche (vedi San Lullo e San Bernardo) e così via. Il Diritto Longobardo condizionò per molti secoli il diritto successorio nel Nord Italia.
Naturalmente i Romani erano feroci, ma i "barbari" non erano da meno, è interessante come nella Saga dei Nibelunghi, Attila e i suoi programmino un massacro, ma sospendano la riunione per andare a Messa.
Quindi concordo: il concetto di Nobiltà/Cavalleria/Fedeltà è un concetto barbarico.
La concessione di ampi territori ai propri Paladini ai fini amministrativi, oltre che come premio e conferma di fedeltà, era nata soprattutto con Carlo Magno, che doveva necessariamente creare una struttura amministrativa appoggiandosi sui suoi e sulla Chiesa (conventi, abbazie, vescovi) in un mondo disabitato. Si stimano circa 5 milioni di abitanti in Italia nell'anno Mille.
Dopo la morte di Carlo i vari feudatari, a partire dai più piccoli, tanto fecero che ottennero l'ereditarietà dei feudi.
I liberi comuni certo che furono un fenomeno italiano molto interessante, ma si trattò pur sempre di strutture oligarchiche, nate per lo più da Milites Secundi, impoveriti dal diritto successorio longobardo, che si crearono un potere locale ed una propria aristocrazia.
Oltre al florilegio di Consortili nobiliari, familiari con interessi e compartecipazioni incrociate così complesse da paragonarli alle moderne holding.
Grazie, caro Pierluigi, per il suo post che mi ha scosso dal mio torpore.
Cordialmente,
ALP
JE L'ENDURE
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Re: Un fiore che non sboccio'

Messaggioda pierluigic » mercoledì 5 febbraio 2025, 14:59

non mi abbandoni ( ora purtroppo pero' sono in carenza di tempo )
lei e' una persona intelligente e credo curiosa
e non dico questo perche' mi da ragione , ma perche' e' l'unico che si e' posto il problema su cosa ci fosse dietro al thread

Se oggi dopo 70.000 anni di storia umana non riusciamo ad estirpare la violenza dalla nostra civilta'
e' in virtu' dell'esaltazione ( anche odierna ) di principi barbarici
( Pensi al fatto che la poca popolazione italica era disarmata , come oggi, perche' la difesa era demandata allo Stato )
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liberi comuni certo che furono un fenomeno italiano molto interessante, ma si trattò pur sempre di strutture oligarchiche, nate per lo più da Milites Secundi, impoveriti dal diritto successorio longobardo, che si crearono un potere locale ed una propria aristocrazia.
Oltre al florilegio di Consortili nobiliari, familiari con interessi e compartecipazioni incrociate così complesse da paragonarli alle moderne holding.


se vorra' ne parleremo
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Vede mi ha sempre colpito un episodio della storia fiorentina
gli Albizi si fecero sopraffare dai Medici con relativa facilita' . Non vollero fare........

E l'idea che mi sono fatto e' che in taluni erano talmente radicati i principi comunali che erano divenuti per molti una sorta di tabu'
Alle spalle avevano una tradizione comunale ( XII secolo ) che vedeva un Brunetto Latini ( xiii) come punta di diamante , ma che aveva delle basi solide che spingevano ricchissimi banchieri come i Peruzzi a morire in battaglia per la difesa del Comune

Lo statuto Comunale nella sua semplicita' e nella sua pragmaticita' ha moltissimo da insegnare alla nostra societa' moderna
poi ovviamente ci sono i limiti ( ma siamo nel XIII secolo )

................

vado momentaneamente alla conclusione
La civilta' comunale fu soffocata da logoramento interno e da il neo feudalesimo che la circondava a nord e a sud ( non piu' l'Impero ma ora le monarchie )
Ma da molti valori della civilta' comunale dobbiamo oggi ripartire

a presto , piacere di averla conosciuta
Pierluigi
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