Ringrazio Tomaso per la cortese risposta.
In un precedente topic aperto in occasione della “crisi” venutasi a creare tra la Santa Sede e l’Ordine di Malta, culminata con le “dimissioni” dell’allora Gran Maestro Festing, avevo aderito al pensiero espresso nell’occasione da don Sforza Ruspoli, secondo il quale “il Papa non si critica: si serve e basta”.
Quindi anche l’Ordine di Malta, essendo un ordine religioso non può far altro che dichiarare la propria obbedienza a Papa Francesco.
Di quanto sopra sono convinto a tutt’oggi.
Tuttavia, se non ricordo male, il codice SMOM dice : "Con il Voto di obbedienza i Cavalieri e i Cappellani Professi si obbligano a obbedire al Santo Padre e ai legittimi Superiori, secondo la Carta Costituzionale ed il Codice".
Di conseguenza ritenere e pretendere che anche i Cavalieri che professi ed in obbedienza non sono debbano obbligatoriamente condividere ed aderire alla lettera ed acriticamente alle esternazioni, soprattutto quelle (assai frequenti) di carattere politico, di Papa Francesco a pena di “epurazione” o “dimissione", che dir si voglia, la trovo una cosa assai disdicevole, indice di un deprecabile ed intransigente autoritarismo.

