"di professione borgese"

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"di professione borgese"

Messaggioda cassinelli » domenica 14 aprile 2019, 10:02

Buongiorno.

Che significato poteva avere, all'interno degli atti anagrafici del Regno delle Due Sicilie (inizio XIX Secolo) la dicitura "di professione borgese"?

Vi ringrazio per una cortese risposta
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Re: "di professione borgese"

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 14 aprile 2019, 19:02

A inizio XIX Secolo nel Regno delle Due Sicilie vigeva ancora una divisione sociale di antico regime.
I contadini fondamentalmente erano divisi in bracciali e borgesi.
I bracciali erano operai non specializzati, ossia lavoranti giornalieri che potevano svolgere diversi lavori.
Potevano essere potatori, zappatori, vendemmiatori, aratori.. insomma qualsiasi cosa servisse nelle terre di chi li chiamava per lavorare a giornata.
I borgesi invece erano contadini con un piccolo capitale costituito dagli attrezzi di lavoro, un mulo e anche un pezzo di terra.
A volte prendono in fitto terre dai baroni o dalla Mensa Vescovile.
Insomma, sono un ceto intermedio tra i blacciali e i proprietari.
Non è raro trovare un figlio di un borgese indicato come proprietario ma anche, in caso di discesa sociale, come bracciale.
Deus mirabilis, fortuna variabilis.
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Re: "di professione borgese"

Messaggioda cassinelli » domenica 14 aprile 2019, 19:12

Grazie
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Re: "di professione borgese"

Messaggioda cassinelli » domenica 14 aprile 2019, 22:18

Mi è stata però inviata un'altra interpretazione di "borgese" (middle class townsman, cioè cittadino di classe media), la allego e rimango in attesa di un cortese parere:

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Re: "di professione borgese"

Messaggioda VictorIII » lunedì 15 aprile 2019, 1:45

Ciao a tutti, nella mia esperienza amatoriale, osservando atti della Sicilia e di Napoli del 19 ° secolo, il termine borgese non ha necessariamente un legame intrinseco con contadini o l'agricoltura (anche se in alcuni casi potrebbe). piuttosto, a mio parere, il borgese come ci si potrebbe aspettare dato la sua origine dalla borghesia, spesso più ampiamente riferito a diverse professioni - spesso artigiani o altri piccoli proprietari, quasi sicuramente non ricoprendo cariche pubbliche o ecclesiastiche, ma sicuramente non la classe operaia più basso. L'ho visto usato nelle città e riferito a persone semplicemente non coinvolte nell'agricoltura.

anche riguardo al sito web di riferimento - è per lo più corretto, ma certamente non è autorevole e contiene traduzioni limitanti di professioni spesso molto complesse.

Best wishes
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Re: "di professione borgese"

Messaggioda Messanensis » lunedì 15 aprile 2019, 9:43

Concordo con quanto scritto da VictorIII. In Sicilia in epoca normanna (XI-XII secolo) i "borgesi" erano i cittadini (ossia gli abitanti del borgo) che possedevano beni allodiali e che dunque si trovavano in una posizione sociale intermedia tra quella superiore dei nobili (cioè di coloro che possedevano beni feudali) e le classi più basse costituite dai "rustici" e dai "villani". Il termine nel corso dei secoli conservò il significato di cittadino facente parte di una classe sociale intermedia, contrapposta all'aristocrazia e agli strati sociali più bassi.
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Re: "di professione borgese"

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 15 aprile 2019, 11:46

La stratificazione sociale era più complessa.
Accanto ai bracciali, ai contadini e ai borgesi c'erano gli artigiani (in tutte le loro articolazioni), i Massari (veri e propri imprenditori agricoli), i civili (i nostri professionisti, in genere benestanti) e solo infine i pochissimi nobili.
Dal borgese al civile ne corre davvero tanto.. la classe sociale dei borghesi arrivò in molte località del nostro sud solo a Novecento inoltrato.

(Villari - Di Bella) https://books.google.it/books?id=S3KeAw ... no&f=false

(Giangrande) https://books.google.it/books?id=lhsPDQ ... no&f=false Addirittura dice che la divisione è una parte al borgese e due al padrone (in Calabria di solito il Borgese prende due parti e il padrone una)

(Ceserani - De Federicis) https://books.google.it/books?id=6oMHAQ ... MQ6AEIQTAF
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Re: "di professione borgese"

Messaggioda Messanensis » lunedì 15 aprile 2019, 13:27

Il Regno delle due Sicilie era molto esteso e vi erano molte differenze soprattutto tra l'ex Regno di Sicilia e l'ex Regno di Napoli. Quindi sarebbe bene specificare più esattamente da quale zona provenivano gli atti anagrafici in questione.
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Re: "di professione borgese"

Messaggioda Messanensis » lunedì 15 aprile 2019, 13:41

Alessio Bruno Bedini ha scritto:La stratificazione sociale era più complessa.
Accanto ai bracciali, ai contadini e ai borgesi c'erano gli artigiani (in tutte le loro articolazioni), i Massari (veri e propri imprenditori agricoli), i civili (i nostri professionisti, in genere benestanti) e solo infine i pochissimi nobili.


Negli atti anagrafici della Sicilia i civili non erano soltanto i professionisti: erano così intese persone (benestanti) che vivevano civilmente.
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Re: "di professione borgese"

Messaggioda VictorIII » venerdì 14 luglio 2023, 9:40

Hello everyone,
riprendendo questo antico discorso per un'altra considerazione del termine, come usato nel XVI secolo nel regno di Sicilia - borgese della feudo (detto anche feudi borghesi da alcuni autori). A Caltanissetta trovo le famiglie che sono gabelotti, arrendatari, titolari di enfiteusi, dirigono aziende nelle terre feudali, o comunque traggono maggior profitto da attività in territorio feudale, ma esse stesse non sono il feudatario, sono chiamate specificatamente negli archivi Moncada alle pagine dei pagamenti Moncada, come “borgese della ____”. ad esempio, un uomo chiamato Honorabilis negli atti notarili, il cui figlio entra nel consiglio nobiliare del 1616 e la cui famiglia ottiene il titolo di barone alla fine del XVII secolo, è chiamato "borgese della biffaria" in un documento del 1593 dove ha un contratto per pagare 80 once comprare ogni anno tutta l'erba delle terre libere del principe di paterno nel feudo biffaria. (lo stesso ha anche altre compagnie in altri feudi della Moncada, in società con altri uomini chiamati nobili negli atti notarili ma anche borgese della feudo negli archivi Moncada. e per intenderci l'uomo ha in città un grande tenementi di case con porticato ed elementi decorativi, impiega gente per lavorare nella terra di biffaria.) Stimo il 50% delle famiglie sul consiglio nobiliare del 1616 con padri o nonni chiamati borgese della qualche feudo dei Moncada (ma sempre e solo nei documenti Moncada del XVI sec. Questi stessi personaggi sono chiamati Honorabilis e talvolta nobilis negli atti notarili). . Addirittura ho trovato uno dei borgese della feudo a Caltanissetta chiamato don in alcuni atti ecclesiastici, chissà se c'entrava con certi contratti che teneva nel feudale e l'impressione dei preti di ciò? è qualcosa che deve ancora essere indagato di più.

(questo differisce dal successivo uso più ampio del termine che alla fine comprenderà gli artigiani e non avrà nulla a che fare con le attività nelle terre feudali)

Thanks to all!
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Re: "di professione borgese"

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 14 luglio 2023, 11:32

VictorIII ha scritto:Hello everyone,
riprendendo questo antico discorso per un'altra considerazione del termine, come usato nel XVI secolo nel regno di Sicilia - borgese della feudo (detto anche feudi borghesi da alcuni autori). A Caltanissetta trovo le famiglie che sono gabelotti, arrendatari, titolari di enfiteusi, dirigono aziende nelle terre feudali, o comunque traggono maggior profitto da attività in territorio feudale, ma esse stesse non sono il feudatario, sono chiamate specificatamente negli archivi Moncada alle pagine dei pagamenti Moncada, come “borgese della ____”. ad esempio, un uomo chiamato Honorabilis negli atti notarili, il cui figlio entra nel consiglio nobiliare del 1616 e la cui famiglia ottiene il titolo di barone alla fine del XVII secolo, è chiamato "borgese della biffaria" in un documento del 1593 dove ha un contratto per pagare 80 once comprare ogni anno tutta l'erba delle terre libere del principe di paterno nel feudo biffaria. (lo stesso ha anche altre compagnie in altri feudi della Moncada, in società con altri uomini chiamati nobili negli atti notarili ma anche borgese della feudo negli archivi Moncada. e per intenderci l'uomo ha in città un grande tenementi di case con porticato ed elementi decorativi, impiega gente per lavorare nella terra di biffaria.) Stimo il 50% delle famiglie sul consiglio nobiliare del 1616 con padri o nonni chiamati borgese della qualche feudo dei Moncada (ma sempre e solo nei documenti Moncada del XVI sec. Questi stessi personaggi sono chiamati Honorabilis e talvolta nobilis negli atti notarili). . Addirittura ho trovato uno dei borgese della feudo a Caltanissetta chiamato don in alcuni atti ecclesiastici, chissà se c'entrava con certi contratti che teneva nel feudale e l'impressione dei preti di ciò? è qualcosa che deve ancora essere indagato di più.

(questo differisce dal successivo uso più ampio del termine che alla fine comprenderà gli artigiani e non avrà nulla a che fare con le attività nelle terre feudali)

Thanks to all!


Interessante perché dimostra, anche in Sicilia, il legame di questo termine con le attività legate alla terra.
Se aveva un contratto per acquistare erba presumibilmente la sua attività però era più legata alla zootecnia che all'agricoltura.
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Re: "di professione borgese"

Messaggioda VictorIII » venerdì 14 luglio 2023, 16:25

Hello Alessio,
assolutamente. infatti, abbiamo recentemente scoperto a Caltanissetta nel XVI secolo che i Moncada sono molto dediti all'allevamento di cavalli (cosa davvero non vista altrove sull'isola in questo grande volume in quegli anni), e sembra che l'uomo stia coltivando poi vendendo il erba torna alla Moncada per i cavalli. Lo stesso uomo gestisce almeno altre tre società in società (i suoi soci sono sempre chiamati magnifico o nobile negli atti notarili), in altri feudi della Moncada - e dai dettagliati atti notarili sappiamo che ogni azienda è una qualche variazione di latifondo coltivazione, tutte di varia produzione. Quindi sì, anche in questo senso “superiore” dei borghesi del feudo che sono veramente i civili/benestante che gestiscono grandi imprese e che vivono del reddito di queste imprese, sono davvero coinvolti nella terra. Ma ancora, i borgese della feudo del '500 hanno un'alta frequenza di ingresso nei ranghi feudali del '600, il che a mio avviso fa pensare a due tipi di benestante: uno amministratore ozioso e l'altro attivo titolare di aziende agricole sotto specifico contratto con i Moncada, è sorprendentemente quest'ultimo che si catapulterà più spesso nell'alta nobiltà di Caltanissetta della seconda metà del XVII secolo. È una cosa quasi controintuitiva, in quest'epoca, in una terra feudale come Caltanissetta, catapultarsi da qualcosa di indefinito come la piccola nobiltà o civili del XVI secolo nei consigli nobiliari formali della città e nelle successive concessioni feudali del XVII secolo, loro ha avuto un percorso accelerato con buoni matrimoni e una grande gestione del territorio. Infine vidi anche uno dei miei nobili genovesi a Caltanissetta, detto prima, che gestiva anch'egli terre in appalto con i Moncada, detto anche lui “borgese della” quel feudo. Più tardi a Caltanissetta alla fine del 1600 ritroviamo nell'archivio Moncada la qualifica di borgese - diversa da quelle qualificate nella stessa pagina come mastri, e la cui borghesi dell'elenco del 1680 comprendeva ancora famiglie che seguo titolari delle stesse borse di gabella dal dal 1580 al 1650 (purtroppo al momento non sono in grado di discernere se tengano ancora i gabelli negli anni 1680 per spiegare l'uso continuato della qualifica borghese)... e per tutto il tempo, in quello stesso anno 1680 elencano alcuni di quelli che erano borgese delle feudi del XVI secolo, ormai pienamente assurto alla qualifica di nobile di Caltanissetta (tra questi, i nipoti del suddetto compratore d'erbe). Grazie Alessio per la risposta e la possibilità di continuare la conversazione! i migliori auguri da Newport
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