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[Ferdinando Pio] Gran maestro dell'Ordine costantiniano di San Giorgio, diede nuovi capitoli all'Ordine, lasciando alla sua morte, avvenuta a Lindau il 7 genn. 1960, suo successore, come capo del ramo Borbone delle Due Sicilie, il fratello Ranieri, che ha assunto il titolo di duca di Castro.
Tale designazione ha suscitato vivi contrasti da parte del nipote Alfonso: questi, figlio di Carlo, secondogenito del conte di Caserta, che aveva rinunziato, nello sposare la principessa delle Asturie, a tutte le sue prerogative di principe napoletano per assumere la qualifica di infante, sostiene, con l'appoggio del pretendente di Spagna Don Juan, che − caduta la monarchia spagnola - anche la rinunzia del padre non ha più valore. Peraltro, i tribunali italiani hanno ritenuto che la qualifica di gran maestro dell'Ordine costantiniano spetti al duca di Castro.


[..] la stampa non accenna ad una possibile successione a favore dell’infante don Alfonso, che nel 1955 scrive allo zio Ferdinando Pio, duca di Calabria, facendo presente che si riteneva pronto alla successione dei diritti che gli venivano dai Borbone Due Sicilie; ma don Ferdinando Pio, sostenendo il fratello, il principe don Ranieri (1883-1973), gli ricordava l’Atto di Cannes firmato dal padre.
Il conte di Caserta, il 27 dicembre 1936 decise di cedere in anticipata successione al figlio Ferdinando Pio il gran magistero costantiniano scrivendo: “In quanto primogenito mio - non facendo io altra designazione sarai il Gran Maestro dell’Ordine”, interpretando in questo modo quanto scritto nel corollario degli statuti farnesiani, perché la potestà di gran maestro gli dava l’autorità di indicare il successore, che poteva non essere il primogenito; la stessa forma di designazione venne fatta da don Ferdinando Pio nei confronti del fratello don Ranieri, fatto che - se considerato valido - escluderebbe il ramo dell’infante don Alfonso, duca di Calabria.




"la potestà di gran maestro gli dava l’autorità di indicare il successore"

Al Padre adunque, che avrà amministrata la carica del Gran Maestrato , succeda il di lui Figlio Primogenito,al quale il padre mentre è ancor vivo, possa, se 'l vuole, conferire la dignità, e 'l titolo di Gran Maestro.


dell'interpretazione della legge ha scritto:Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Statuti farnesiani cap.II par.IIAl Padre adunque, che avrà amministrata la carica del Gran Maestrato , succeda il di lui Figlio Primogenito,al quale il padre mentre è ancor vivo, possa, se 'l vuole, conferire la dignità, e 'l titolo di Gran Maestro.


GENS VALERIA ha scritto:Il Capo della R. Casa Borbone Due Sicilie , allora Ferdinando Pio , scartò per vari motivi alcuni che si dimostrarono non validi ( rinuncia condizionata ad un matrimonio mai avvenuto e priva di effetti giuridici ) ed altri validi ( premorienze, femmine, ) una serie di fratelli, principi e principesse , designando "papabile" Ranieri.
Se Ranieri fosse stato il legittimo pretendente ( cosa che si dimostrò non valida ) con il matrimonio avversato in quanto non pari del figlio Ferdinando, ogni prerogativa dinastica, provvedimento araldico-nobiliare o dignità cavalleresca, da lui emessi risultano ultra vires , totalmente priva di effetti e dignità di Capo della Real Casa sarebbe toccata , come in realtà avvenne al Fratello Carlos.





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