da Cav.OSSML » martedì 26 giugno 2018, 9:42
La legge n. 178 del 1951 ha istituito un nuovo Ordine cavalleresco (denominato Ordine al Merito della Repubblica Italiana) di carattere generale, destinato, cioè, a ricompensare cittadini e stranieri che abbiano comunque acquisito titoli di benemerenza verso la Nazione.
Nella citata legge, nonchè nei lavori parlamentari, che hanno proceduto l'approvazione del relativo disegno di legge non vi è traccia alcuna circa la volontà di voler sostituire all’OSSML e/o all’Ordine della Corona d’Italia questo nuovo Ordine cavalleresco repubblicano.
Un problema che il disegno di legge ha dovuto ovviamente affrontare è quello della sorte degli Ordini preesistenti al mutamento delle forme istituzionali e delle onorificenze già conferite.
A ciò provvede l’articolo 9 della suddetta legge, il cui secondo comma stabilisce la cessazione del conferimento delle onorificenze cavalleresche dell’Ordine Mauriziano.
Per l’Ordine Mauriziano si parla di cessazione del conferimento delle onorificenze, anziché di soppressione, in quanto, secondo la disposizione XIV transitoria della Costituzione, esso continua a sussistere come persona giuridica pubblica, sebbene con più limitate finalità.
Infatti, nonostante l’opposizione del Vaticano attraverso l’allora Segretario di Stato S.E.R. Il Cardinale Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI che ravvisò la propria giurisdizione sull’Ordine Mauriziano, basata su carte diplomatiche che riconoscevano assoluta indipendenza all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro come Ordine Religioso e Militare, qualificandolo -la Santa sede- come Ente Ecclesiastico di Diritto Pubblico, la XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione Repubblicana al terzo comma lo faceva suo mantenendolo come Ente Ospedaliero e demandandone l’operatività ad una legge che venne promulgata 15 anni dopo.
Con la legge 1596 del 5 novembre 1962 infatti i cospicui beni dell’Ordine Mauriziano vennero eretti in Ente Ospedaliero, con compiti di istruzione, beneficenza e culto, posto sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e sotto la diretta vigilanza del Ministero dell’Interno.
Molto probabilmente, se non vi fosse stata la suddetta esigenza, anche l'Odine dei Santi Maurizio e Lazzaro avrebbe seguito le medesime sorti dell'Ordine della Santissima Annunziata, ovvero la soppressione.
Sinceramente non so se i padri costituenti ed il legislatore del '51 si siano, o si siano seriamente, posti il problema sulla qualificazione cavalleresca da dare all'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, ma sono convinto che i provvedimenti adottati dagli stessi sono da considerarsi giuridicamente ultra vires, secondo i noti principi dettati dall'ICOC per stabilire la validità degli Ordini di Cavalleria (- Gli Ordini dinastici o di famiglia appartenenti Jure sanguinis a una Casa Sovrana (cioè a quelle case regnanti o ex regnanti il cui rango sovrano venne riconosciuto internazionalmente all’epoca del congresso di Vienna o più tardi) conservano intatta la loro validità storica cavalleresca e nobiliare, indipendentemente da ogni rivolgimento politico. È da ritenersi pertanto giuridicamente ultra vires l’eventuale ingerenza dei nuovi Stati succeduti alle antiche Dinastie, sia sul piano legislativo che su quello amministrativo nei confronti degli Ordini dinastici. Che questi non siano riconosciuti ufficialmente dai nuovi governanti, non inficia la loro validità tradizionale e il loro status, ai fini araldici, cavallereschi e nobiliari -).
L’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, data la sua natura dinastica, appartenente jure sanguinis ad una Casa Sovrana (riconosciuta internazionalmente come tale già col Trattato di Utrecht nel 1713, come pure all'epoca del Congresso di Vienna 1814-1815) conserva quindi intatta la sua validità indipendentemente da ogni rivolgimento politico.
Attualmente, non sono autorizzabili in Italia, per motivi di opportunità politica, le insegne degli Ordini di Casa Savoia, in armonia con quanto stabilito dalla legge 3 marzo 1951, n. 178, istitutiva dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Che un Ordine Dinastico compensi per dei meriti poi non mi sembra un elemento sufficiente a determinare inesorabilmente il necessario riposizionamento nella categoria degli ordini statuali di merito.
L'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro poi non è stato in periodo regnicolo affatto conferito ai soli cittadini italiani, ma anche a stranieri (Tra gli insigniti dell'Ordine degni di rilievo si ricordano diversi monarchi come gli imperatori Francesco Giuseppe I d'Austria, Guglielmo II di Germania, Nicola II di Russia ed Haile Selassie d'Etiopia, oltre a sovrani come Giorgio V del Regno Unito, Mozaffar ad-Din Shah Qajar di Persia e Capi di Stato come alcuni Gran Maestri del Sovrano Militare Ordine di Malta o Sovrani stranieri come il maharaja Jagatjit Singh. Tra i militari si ricordano ad esempio i generali statunitensi John Pershing, George Marshall e Ulysses S. Grant III, il feldmaresciallo tedesco Walther von Brauchitsch, Heinrich Himmler, Hermann Goering, i generali François d'Astier de La Vigerie, Tasker H. Bliss, Mark W. Clark, Ira C. Eaker, Peyton C. March, ecc.. Altre personalità vennero insignite per meriti diversi, spazianti in differenti campi sociali come ad esemo le scienze (Charles Combes) e persino la filantropia (Thomas Hanbury e John Pierpont Morgan).
Le tradizioni sono le patenti di nobilità dei popoli.