GENS VALERIA ha scritto:Ci sono utenti di questo forum , anche di altissimo profilo che farebbero follie per trovare su una bancarella di robivecchi non solo un' onorificenza conferita da stato sovrano riconosciuto dalla Repubblica Italiana ma anche coniate da e per la Repubblica Italiana , o no ?
Credo proprio che non la indosseranno mai in pubblico
Per un briciolo di onestà intellettuale , perché cotanto atteggiamento leggermente stizzito ed un poco spocchioso quando si parla di medaglie commemorative o di benemerenza(?) emanazione di un Ordine Cavalleresco antico e riconosciuto.
Nessuno si è mai posto la domanda :
cosa ci fa in vendita, il cofanetto del giubileo costantiniano, nella pagina dedicata di una nota sartoria romana
http://maurelli.eu/index.php?route=prod ... ath=65_113.
A parte coloro i quali ne hanno diritto , il tipo di vendita e ciò che spinge all' acquisto dell' oggetto è lo stesso ruspante desiderio compulsivo di chi ne va a caccia una bancherella..
Come una collezione di Guipiere:
Tutti la possono acquistare , pochissimi la possono esibire in pubblico.
Io sono studioso e collezionista di faleristica.
Ovviamente, mai indosserei le insegne che fanno parte della mia collezione, in quanto non ne sono insignito.
Ma questo cosa ha a che vedere con il personale giudizio che io -pur nel mio basso profilo- sento di dover dare circa le onorificenze attualmente conferite da dinastie decadute? Quale dovrebbe essere il "
briciolo di onestà intellettuale"? Devo quindi ritenere -vista la chiarezza del Suo scritto- che Lei intende accusarmi di disonestà intellettuale?
Dove sarebbero la "stizza" e la "spocchia"? Forse, parlerei piuttosto di noia.
Semplicemente, collegandomi all'acuta osservazione di Nicola, questi discendenti di famiglie un tempo regnanti anziché creare medaglie la cui caccia è fatta non tanto da collezionisti quali il sottoscritto modestissimo, ma bensì soprattutto da persone con la smania di potersi fare medaglieri "folti" e pittoreschi come quelli di dittatori sudamericani o africani degli anni '60, potrebbero invece creare dei pregevoli diplomi
ad personam, muniti dell'augusto autografo, che i partecipanti a giubilei, proclamazioni di encicliche, benedizioni ed altro, potranno artisticamente incorniciare ed appendere nel proprio studio o in biblioteca.
Vieppiù mi convinco che dovrebbe esistere una legge che chiaramente proibisca il porto di ordini e decorazioni che non fossero conferiti da stati sovrani riconosciuti dalla Repubblica Italiana.
Art.1
E' tassativamente proibito il porto di insegne, decorazioni e medaglie, che non siano state conferite dai governi di stati sovrani, riconosciuti dalla Repubblica Italiana.
Fanno eccezione gli Ordini e le Decorazioni collegati alla S. Sede, Il Sovrano Militare Ordine di Malta, la Croce Rossa e le Nazioni Unite.
Art. 2
I trasgressori saranno puniti con un'ammenda da Euro 500,- ad Euro 3.500,- .
La sanzione viene raddoppiata qualora i trasgressori, al momento dell'illecito facciano parte delle FF.AA., della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, dei VV.FF. e delle Polizie Locali, indossando le dette insegne sull'uniforme o sull'abito civile; con trascrizione nello stato di servizio.