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Romegas ha scritto:Diciamo la seconda. Ovvero di quessto gruppo di sostenitori.


Alessio Bruno Bedini ha scritto:Romegas ha scritto:Diciamo la seconda. Ovvero di quessto gruppo di sostenitori.
Non era un mistero che Boeslager fosse persona molto influente.
Il senso di ciò che dico é che una grande responsabilità ce l'ha anche chi l'ha creato cancelliere magari escludendo altre persone migliori. Mi sembra che questo nessuno l'abbia ancora detto.
Hanno escluso tutti gli italiani dal Sovrano Consiglio pensando di fare cosa buona.
A Roma si direbbe: bel capolavoro hanno fatto!

Dantes ha scritto:Preciso solo che il Gran Maestro non nomina (né crea) il Gran Cancelliere, come letto in un post precedente, essendo quest'ultimo eletto dal Capitolo Generale.




“La Commissione chiamata e formata dal Santo Padre è del tutto legittima e autorizzata dal Supremo Pastore a rendergli conto circa la procedura, e la sola procedura che ha portato alla sospensione del Gran Cancelliere dal suo incarico. Non si tratta di intromissione negli affari interni dell’Ordine, perché lo scopo della commissione, così come appare evidente, è quello di rendere conto al Santo Padre sulla procedura e non altro”.
.... Questa volta sono i cinque membri della commissione a rispondere al comunicato diffuso nei giorni scorsi dallo SMOM in cui si ribadiva il rifiuto di qualsiasi collaborazione con la Commissione vaticana.
La motivazione di tale resistenza? La destituzione di Boeselager – e la successiva sostituzione con il maltese fra’ John Edward Critien – “è stato un atto interno del governo dell’Ordine”, si leggeva nella comunicazione dei Cavalieri di Malta; quindi, “attesa l’irrilevanza giuridica del Gruppo e dei suoi atti nell’ambito dell’ordinamento giuridico melitense”, l’organismo ritiene di non dover collaborare “anche al fine di tutelare la propria sfera di sovranità”.
Ma la Commissione non ci sta e replica con una nota legale, diffusa in esclusiva dal Catholic News Service, l’agenzia dei vescovi Usa, dove si specifica che la scelta di istituire il Gruppo non è da ricondurre alla Segreteria di Stato (anzi ad “un equivoco della Segreteria di Stato”, come affermato dall’Ordine di Malta in una precedente nota) bensì allo stesso Sommo Pontefice.
E pertanto quello di Malta, in quanto “ordine religioso laicale” nonché “persona giuridica riconosciuta dalla Santa Sede” – come rimarcato dalla Carta Costituzionale dell’organismo, trascritta punto per punto nella nota in questione – è chiamata a portare “obbedienza” al Santo Padre. Il quale – e questo è il Codice di Diritto Canonico a stabilirlo – esercita la sua “autorità” su “tutti i fedeli battezzati, siano essi laici o chierici”, oltre che “potere immediato sugli Ordini Religiosi”.
Il Vescovo di Roma ha “potestà ordinaria suprema, piena, immediata e universale sulla Chiesa; potestà che può sempre esercitare liberamente”, si legge nel canone 331 del CDC. Mentre l’articolo 62 della Costituzione melitense ricorda che: “Con il Voto di obbedienza i Cavalieri e i Cappellani Professi si obbligano a obbedire al Santo Padre e ai legittimi Superiori, secondo la Carta Costituzionale ed il Codice”.
Posta tale normativa, sottolinea la Commissione vaticana, “il Santo Padre ha piena autorità a chiedere ad una sua commissione di rispondere a lui e lui solo circa un’indagine volta a chiarire la procedura cha ha portato alla sospensione del Gran Cancelliere dal suo incarico”. “In questo non è messo minimamente in discussione la Sovranità dell’Ordine, esercitata dal Sovrano Gran Maestro”, precisa. Ammettendo che tuttavia si è ingenerato “una sorta di equivoco negli animi di molte persone, tra cui molti membri dell’Ordine”.
La maggior parte di quest’ultimi ha già rilasciato delle testimonianze al Gruppo istituito da Bergoglio, che – rivela ancora Cns – si è riunito il 5 e 6 gennaio scorsi per ascoltare alcune di queste. Altre sono pervenute in forma scritta, firmate in gran parte dai presidenti delle associazioni nazionali dei Cavalieri di Malta.


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