Andrew Martin Garvey ha scritto:Caro Pier Felice,
come hai scritto ci sono delle associazioni nati male. Ma alcuni di questi (parlo di associazioni e non finti ordini o associazioni nobiliari o simili) si sono cambiato rotta, per fortuna, ed ora godono di una certa serietà e annoverano moltissime soci sui quali non si può discutere sulla loro serietà e competenza e penso che questi persone non si sarebbero mai iscritti a queste associazioni "rinate" se avessero dei dubbi sulla loro serietà.
Io ricordo anche dei commenti da parte di alcuni persone in Inghilterra sulla Heraldry Society inglese che dicevano che la fondazione di questo associazione fu basata sulle ambizioni e vanità del suo fondatore (il quale fu puoi "taken in" dalle stesse persone che hanno portato su una cattiva strada l'ICOC). Ma nessun dubita della sua serietà oggigiorno e neppure sulle buone intenzioni che il fondatore della Heraldry Society aveva e di tutto il lavoro e passione che lui ha sempre fatto e dedicato alla Heraldry Society.
Soltanto perché si nasce male non necessariamente vuol dire che non merita una considerazione positiva.
Poi, ricordo i versi di Giovanni 8:7 e 8:11 in merito al dare una seconda possibilità o dare credito dove sono stati dei cambiamneti positive.
Un abbraccio
Andrew
Carissimo Andrew, tu sai bene che per te nutro un profondo affetto e stima indiscussa. Tu essendo di madre lingua inglese puoi commettere delle sviste sulla mia lingua italiana e in questo post hai scritto: "...delle stesse persone che hanno portato su una cattiva strada (l'ICOC)", visto che tu sei commissioner dell'ICOC ritengo che intendo quanto scrivi al passato
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e avresti dovuto scrivere
""...delle stesse persone che AVEVANO portato su una cattiva strada (l'ICOC)", perché è così nella realtà.
Oggi l'ICOC è un faro indiscusso nella materia cavalleresca, e tutto coloro che erano giustamente nemici di una organizzazione precedentemente discutibile oggi pongono nei loro CV con orgoglio di essere parte; e questo è un nostro successo del quale tu ne sei parte.
Non voglio ritrattare l'argomento “del nascere bene” dell'ICOC perché le persone possono andarlo a vedere nel sito
http://www.icocregister.org ma devo aggiungere che quando ho assunto la presidenza - in un periodo drammatico per la storia dell'ICOC, e con tutti i miei amici che mi dicevano di lasciar perdere, ho scelto la strada dell'onesta intellettuale e come primo atto pubblico il 10 ottobre 1999
http://www.icocregister.org/Statement%20on%20the%20case%20Mac%20Carthy%20M%C3%B3r.pdf ho chiesto scusa per gli errori dell'ICOC anche se non erano dovuti alla mia persona.
Sottolineo una pubblica scusa al mondo per gli errori di una organizzazione che andavo a presiedere e che da quel momento aveva capito che doveva fare marcia indietro e oltre a riconoscere gli sbagli doveva anche cancellarli, cosa che ho fatto in pochi mesi (e credetemi mandare via 13 commissioners, il vice presidente e il segretario generale) non è stato facile, ma è stato necessario per raggiungere il livello di credibilità che abbiamo oggi, e che aveva l'ICOC quando è nato.
Hai ragione su quanto scrivi della Heraldry Society fondata da un araldo che non sapeva vedere che la sua nomina aveva lo stesso valore di quella dell'araldo spagnolo che criticava. Il mio pensiero su questo personaggio non collima con quello di molti appassionati e studiosi di araldica degli ultimi decenni, che non erano andati bene a vedere il suo lavoro. Purtroppo ho il tarlo della ricerca documentale e vado sempre a fondo (oggi non so se viene dall'apprendimento della ricerca scientifica universitaria o dalla mia passata professione di funzionario di banca). È certo che oggi questo araldo non gode più la stessa stima che aveva nel tempo passato.
Concordo con te dicendo che l'Heraldry Society è un'ottima associazione che ha come patron il Duca di Norfolk (ecco il mio senso del “nascere bene”, con una indiscussa autorità di un Paese dove queste "cose" hanno ancora valore legale").
Non volevo assolutamente trattare questo argomento ma mi vedo costretto.
Sul “nascere male” ho le mie considerazioni, mi riferivo particolarmente a 2 organizzazioni nate male di cui non voglio fare i nomi perché hanno dentro dei miei carissimi amici, una è sorta ad opera di un araldista-genealogista che viveva di questo lavoro (poco male se fatto seriamente) che ad un certo momento dichiarò che un'altra organizzazione praticamente morta da anni visto che il presidente e il segretario erano morti da pochissimo era confluita nella sua organizzazione commerciale, dandosi così una importanza e credibilità per i non competenti molto grande.
L'altra ha fra i fondatori un sedicente principe, gran maestro di un "ordine" che solo nel nome fa sorridere, ed altri personaggi che riesumarono altri ordini cavallereschi, prepararono carte per supportare pretensioni di supposti ma non provati figli naturali (e anche se fossero figli naturali erano adulterini, quindi senza diritto successorio) che rivendicavano il trono ormai caduto di un Paese europeo, aggiungo anche fra i fondatori il bellissimo "predicato nobiliare" di Lepanto (addirittura un predicato che non avrebbe ragione d'esistere), e potrei continuare con i nomi di altri che non avendo alterato la loro genealogia in quel momento, per non perdere il vizio lo hanno fatto dopo, aggiungendo al proprio cognome quello che per loro è un "predicato nobiliare", ma per lo Stato un nuovo cognome!
Detto questo sono sicuro che se i ricostitutori avessero parlato con me non avrebbero accettato di legarsi ad un passato così tanto discusso, dimenticavo di dire che allora non parlavano con me perché ero considerato il "nemico spagnolo" in Italia, per la mia amicizia con Vicente de Cadenas y Vicent e peggio ancora con l'Infante Duca di Calabria (in quell'epoca non ancora Infante).
L'onestà intellettuale pretende che chi porta avanti una organizzazione ripeto “nata male”, deve riconoscere gli errori anche se non propri e chiedere scusa al pubblico degli scienziati di queste materie, così fa veramente pensare che diventa credibile (ma questo non è stato fatto, ed aggiungo conoscendo le persone mai sarebbe stato fatto, ed ora è davvero troppo tardi).
Anche se a dire il vero la strada delle scuse era poco percorribile ed era un non sense intellettuale, perché l’organizzazione era nata davvero male, e le “nuove” persone nulla avevano a che fare con cotanto passato, quindi perché non ricrearne un’altra?
Oggi opera per far conoscere la materia araldica direi entro limiti di qualità, ma ahimè con pregiudizi, e il pregiudizio dentro la scienza non porta lontano.
Posso comprendere che i soci non percepiscono queste cose perché non vivono la realtà di queste materie quotidianamente, ma per chi le vive questo atteggiamento è grave.
Tu sai bene che sono molto diverso da chi si occupa in Italia di queste cose, non ho pregiudizi, il si è si, il no è no, non esiste sino a che sarò presidente la mancata pubblicazione di uno studio o di uno stemma di una persona o famiglia per opportunità o per esigenze editoriali,
come avviene ovunque fuori dalle nostre organizzazioni, perché a me il mio maestro mi ha insegnato che un diritto lo possiedi o non lo possiedi, da noi puoi essere grasso, magro, bello, brutto, e persino nemico dichiarato di degli Uberti,
ma noi non chiudiamo le porte a nessuno se hanno diritto...Pier Felice degli Uberti