Storia ed araldica della famiglia Mari in Toscana

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda Grimaldi » venerdì 28 ottobre 2005, 10:55

Caro signore
non c'è di che. :D


Saluti

G.
Grimaldi
 

Messaggioda RobertoC » venerdì 28 ottobre 2005, 14:35

Caro StefanoM,
la ringrazio io per la benevolenza con cui ha accolto la mia segnalazione.
Come sa, l'Abruzzo faceva parte di quello che oggi potremmo definire un "polo economico" del regno napoletano, grazie al sistema viario e tratturale (che lo collegava principalmente con la Puglia) e alla presenza di alcune materie prime.
I Mari seu de Mari di cui parlo furono tra gli intelligenti "investitori stranieri" (e tali erano i veneziani, i genovesi, i pisani, i lombardi e milanesi in particolare), che compresero, nel periodo del viceregno, il favore di una certa situazione statuale (la cui centralità non era in Italia, mentre il potere era delegato con ciò che questo comporta, e si affermava l'idea di una sorta di "privatizzazione" di taluni cespiti di bilancio (gli arrendamenti) stante la continua richiesta spagnola di liquidità).
Sottolineo che quelli di cui parlo io furono, secondo le fonti (ottimamente bilanciate dall'amico Giovanni Grimaldi), d'origine genovese.
Cordialità.
Roberto Celentano
RobertoC
 

Messaggioda Grimaldi » venerdì 28 ottobre 2005, 15:12

Caro Roberto
io sicneramente non li vedrei come intelligenti "investitori stranieri".
Facevano parte di quei nobili stranieri rapaci che detennero nelle loro mani l'economia del meridione (con tutti i problemi annessi).
Grimaldi
 

Messaggioda pierluigic » venerdì 28 ottobre 2005, 19:22

per il sig Grimaldi

furono rapaci solo i nobili stranieri ?





pierluigi
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Messaggioda pierluigic » venerdì 28 ottobre 2005, 19:24

Caro Stefano

Ho l'impressione che tu stia facendo un po di confusione


Ferma le bocce per un attimo e rimaniamo ai fatti
e' necessario fare un po ' di sintesi


RobertoC ha detto

Una famiglia Mari seu de Mari di limpida origine genovese fu molto attiva, economicamente, nel regno di Napoli

- Quindi non ha confermato affatto l'origine fiorentina


Ma allora a chi appartiene quello stemma datato 1313?

- ad un tizio che non c'entra niente : il nome non e' necessariamente cognome


Quindi i Mari prima del XV secolo erano stanziati fuori Firenze, poi passarono in Prato e poi in Firenze.
- non necessariamente


Fortunatamente ho trovato un'altro stemma dei Mari Pisani all'indirizzo
http://www.fattoriaterenzano.it/. anche questo è molto piccolo ma forse più chiaro del precedente.

- Lo stemma della fattoria e' lo stesso stemma che compare nel libro della nobilta' fiorentina come fai a dire che e' lo stemma pisano da cosa lo deduci ? solo i delfini che se ne stavano appoggiati ora si sono inabissati


lo stemma di quel sito è relativo ad una famiglia Mari di origine Pisana, infatti è identico a quello pisano che ti ho inviato, proveniente da Carmignano.

- Carmignano e' vicino a Prato non vicino a Pisa
- Poi non hai dimostrato affatto che provenga da Carmignano : quello e' lo stemma che figura nel libro d'oro


Riepilogando tu hai tre tipi di stemmi

Quello del 1313

Quello che compare nel libro d'oro della nobilta' fiorentina che e' praticamente lo stesso di quello della fattoria ( Fra Eusanio che cosa puo' significare lo spostamento dei delfini ??? (domanda che denota la mia ignoranza araldica ) )

Quelli aquilani



Fino al 1500

Niente sai di Carmignano se non quanto affermato dal Fiumi
Niente sai di Pisa
Molto meno di niente su Firenze dove fino al 1427 sai che non esisteva nessuna famiglia Mari cosi cognominata


Purtroppo il problema per il momento e' indefinito ( cioe' manca di dati )


Io credo che sia giustissimo in sede di studio fare tutte le ipotesi possibili poi pero' occorre tentare di ancorarle a dei dati di fatto


Bisogna che in qualche modo tu aggiunga informazioni al problema se no giriamo sempre intorno


Io per prima cosa lavorerei su Prato


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Mari o de Mari

Messaggioda L.de Bellis » sabato 29 ottobre 2005, 10:25

Carissimo Stefano,
ti riferisco in merito alla presenza dei Mari in Puglia.
Nobilissima famiglia d'origine genovese,furono Conti di Gioia del Colle e Principi di Aquaviva.Portarono la seguente Arma:
Bandato-Ondato-innestato d'oro e di nero.
Alias:Di nero a 5 bande nebulose d'oro.
Alias:d'oro a 3 bande cannellate di rosso.
Certo di farti cosa gradita porgo distinti ossequi.

Lorenzo Longo de Bellis
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Messaggioda StefanoM » sabato 29 ottobre 2005, 10:36

Caro Pierluigi ti do perfettamente ragione. Comunque lo stemma Pisano con castello, mare, stelle e delfini è pisano anche perchè questa info viene ripirtata anche da Ciaramelli papiani. In araldica spesso le figure vengono trattate artisticamente, cioè, a volte, è l'artista, scultore o pittore che ne da una sua personale iterpretazione, a volte le figure sono mutilate o distorte per questioni di spazio. E noi posteri stiamo li ad impazzirci per un leone messo più in orizzontale che in verticale ecc.. Più tosto, cosa ne pensate della somiglianza cromatica, d' impostazione e, a tratti, figurativa dei due stemmi, quello di Reggio Calabria e quello Toscano? In questa storia però ancora tiriamo in ballo Siena. :? Lo stemma senese sembra una cosa a se pur presentando tratti cromatici similari nonchè le trè stelle dorate. Comunque credo che Genova come Pisa abbia avuto un peso rilevante in ambito tirrenico e mediterraneo. Tirando le somme;
C'è una famiglia Mari a Genova, (Stemma: d'oro a quattro bande nebulose di nero)
C'è una famiglia Mari a Pisa (Con uno stemma simile a quello di Reggio)
Chi erano i Mari senesi?
C'è una famiglia Mari a Siena (Già blasonato da fra Eusanio)
C'è una famiglia Mari a Carmignano, Prato, Firenze (Di cui, pare, non si sa come sia fatto lo stemma)
Ci sono due famiglia Mari ad Aquila il cui stemma è prob.supposto o quantomeno manipolato dal Crispomonti,spero di trovarne uno in pietra (Non ho l'immagine avanti, perdonatemi).
C'è una famiglia Mari a Napoli (Stemma a me ignoto)
C'è una famiglia Mari a Reggio Calabria (La blasonatura fornitami da pierluigi).
Chi erano i Mari Pisani?
Quale il rapporto tra i Mari Pisani e quelli di Reggio Calabria?
Chi sono i Mari di Carmignano-Prato? Quale il loro stemma?
è come quello della famiglia Mari di Aquila?
Lo stemma dei Mari di Napoli è come quello della famigla Ganovese? Simile? Credo, se non ho capito male, che tutte queste famiglie vantino un' origine comune e cioè dal Conte Adimaro.

Credo che sia una grande cosa cercare di individuare delle linee guida per ciascuma famiglia e l'araldica, a mio parere, è una di queste.

Stiamo lavorando bene,
spero si continui così
A presto StefanoM :D
Ultima modifica di StefanoM il martedì 20 dicembre 2005, 10:42, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda StefanoM » sabato 29 ottobre 2005, 11:53

Ringrazio vivamente il signor Lorenzo Longo per il suo contributo alla ricerca :D
Distinti saluti
StefanoM
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Messaggioda RobertoC » sabato 29 ottobre 2005, 12:03

Caro Giovanni,
non so darti torto. Ero in vena d'eufemismi anche perché, come rileva giustamente Pierluigi, i rapaci non erano solo stranieri. D'altro canto il problema principale -a mio avviso- era nella forma vicereale dello Stato, che trovava la sua ragion d'essere nell'esclusiva esigenza di soddisfare l'immensa sete di denaro della corte spagnola. In altre parole, era principalmente lo Stato ad autorizzare l'"espropriazione" di se stesso.

Lorenzo Longo conferma la mia nota sui Mari pugliesi.
Il tasto però è un po' dolente.
I de Mari furono feudatari di Acquaviva delle Fonti (BA), e quando entrarono, con grande pompa, per prenderne possesso (1664), vi trovarono a riceverli anche il Governatore della Terra, cap. Donato Celentano, insieme alle altre autorità.
Primo feudatario fu il Marchese Carlo de Mari, banchiere genovese, la cui famiglia manterrà la dignità principesca sino al 1806.
La signoria acquavivese fu però costellata di abusi, sopraffazioni, arbitrii anche crudeli, che solo in parte è temperata dai "lasciti" demarini (penso al palazzo ducale e al rimaneggiamento del castello).
Più ombre che luci, insomma, per uno spartito già vecchio.

Secondo il Bonazzi (Famiglie nobili e titolate del napolitano, Napoli, 1902, pg. 145) l'arme dei Mari seu de Mari "napoletani" (cioè regnicoli) è Bandato ondato innestato di oro e di nero.
Segnalo che l'autore erra ne significare la data dell'infeudazione acquavivese (che fa rimontare al 1665).

Roberto Celentano
RobertoC
 

Messaggioda StefanoM » sabato 29 ottobre 2005, 17:49

Adesso sappiamo che un ramo dei Mari Meridionali proveniva da Genova, come anche lo stemma confermerebbe, ma allora chi è l'altra famiglia Mari che si fregia con una Sirena? e da dove proviene? sono forse legati in qualche modo agli Adimari, di federiciana memoria? Le casate Mari ed Amari fanno parte della stessa stirpe? E chi erano questi ultimi?
Ho una domanda per Pierluigi; Come è fatto lo stemma del Capitano Lorenzo Mari? Sono arrivati i dati su Pisa?
Per tutti; Qualcuno possiede il Libro d'Oro della Nobiltà di Prato del Casini? Al suo interno potrebbe esserci un'altro strmma dei Mari (di Prato-Carmignano). Importantissimo per questa ricerca.
A prestissimo
StefanoM :D
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Messaggioda pierluigic » sabato 29 ottobre 2005, 19:54

per Pisa ,mi lascia perplesso questo

nel prorista di Bruno Casini compare solo un Mari due volte gonfaloniere pero' solo molto tardi cioe' nel 1790 1792

Cosimo di Pier Filippo

Prima non ho notizie


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Re: Mari o de Mari

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 31 ottobre 2005, 14:11

Carissimi, apro una piccola e rapida parentesi su codesti blasoni forniti dall'amico Lorenzo:
lori ha scritto:...(omissis)...Bandato-Ondato-innestato d'oro e di nero.

L'aggettivo innestato, a fronte di un ondato, è superfluo. Bandato ondato d'oro e di nero è blasone più che sufficiente.

Alias:Di nero a 5 bande nebulose d'oro.

Blasone regolare (ma :oops: bisognerebbe vedere se coincide in toto col disegno)...

Alias:d'oro a 3 bande cannellate di rosso.

:shock: Cannellate? Il termine è assolutamente inconsueto: occorrerebbe un disegno per chiarirlo meglio.

Certo di farti cosa gradita porgo distinti ossequi.
Lorenzo Longo de Bellis


Qual è la fonte di questi blasoni, caro Lorenzo?

Bene :D vale
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Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
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Re: Mari o de Mari

Messaggioda L.de Bellis » lunedì 31 ottobre 2005, 15:38

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Carissimi, apro una piccola e rapida parentesi su codesti blasoni forniti dall'amico Lorenzo:
lori ha scritto:...(omissis)...Bandato-Ondato-innestato d'oro e di nero.

L'aggettivo innestato, a fronte di un ondato, è superfluo. Bandato ondato d'oro e di nero è blasone più che sufficiente.

Alias:Di nero a 5 bande nebulose d'oro.

Blasone regolare (ma :oops: bisognerebbe vedere se coincide in toto col disegno)...

Alias:d'oro a 3 bande cannellate di rosso.

:shock: Cannellate? Il termine è assolutamente inconsueto: occorrerebbe un disegno per chiarirlo meglio.

Certo di farti cosa gradita porgo distinti ossequi.
Lorenzo Longo de Bellis


Qual è la fonte di questi blasoni, caro Lorenzo?

Carissimo Frà Eusanio ,
anche se i termini potrebbero a Lei sembrare desueti
la fonte della blasonattura è Blasonario Generale delle Terre di Bari, scritto da E.Noya di Bitetto,edito da A.Forni,1912.
Certo di farvi cosa gradita porgo distiniti ossequi.
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Re: Mari o de Mari

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 31 ottobre 2005, 15:42

lori ha scritto:Carissimo Frà Eusanio, anche se i termini potrebbero a Lei sembrare desueti

...no, nessuno di essi è :shock: desueto! Casomai :? l'ultimo di essi, se lo si volesse disegnare, lascerebbe un'assoluta incertezza sul da farsi.

la fonte della blasonattura è Blasonario Generale delle Terre di Bari, scritto da E.Noya di Bitetto,edito da A.Forni,1912. Certo di farvi cosa gradita porgo distiniti ossequi. Lorenzo Longo de Bellis


Ottima fonte (nonostante la perplessità di cui sopra), e grazie a te della segnalazione.

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Messaggioda pierluigic » lunedì 31 ottobre 2005, 21:35

ho trovato su Internet

http://web.infinito.it/utenti/t/tropean ... ndex2.html

Casati di Tropea

a cura sig.Antonio Vizzone

MARI

Ha goduto nobiltà in Tropea
Di origine genovese la si vuole fondata da un certo Ademaro ivi venuto al seguito di Carlo Magno nel 774.
Dalla stessa discendono le famiglie Ademari di Firenze e Aldobrandi, Anegeria, Camilla, Peveraria e
Serra.
Poche le notizie sulla famiglia a Tropea se non quella di avere avuto parentela con quella dei Tocco. Un
Antonello fu Capitano d’Armi delle Calabrie nel 1545.
ARME : bandato ondato innestato di oro e di nero.

sul sito anche lo stemma

Pierluigi


le notizie storiche sugli Adimari di Firenze non sono sicuramente corrette
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