Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

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Re: Progetto blasonatura

Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 12 settembre 2015, 11:49

Avete ragione, volevo tenere ancora un poco il mistero, ma vi svelo subito il progetto.
Vorrei realizzare una pubblicazione dedicata all'araldica dei pezzi d'artiglieria presenti nel Museo Nazionale dell'Artiglieria di Torino. E' uno dei più importanti musei d'artiglieria al mondo, con una collezione che è davvero impressionante ed è purtroppo, per il momento, non visitabile a causa prima della ristrutturazione della sede storica presso il Mastio della Cittadella di Torino e, adesso, in attesa di decisioni che dovranno assumere il Comune ed il Ministero della Difesa circa la sua ricollocazione.
Ho pertanto deciso di fare richiesta, come IAGI, allo Stato Maggiore dell'Esercito per realizzare appunto tale pubblicazione che permetta a tutti, non solo agli esperti araldici, di conoscere una parte del Museo, quella appunto dei suoi cannoni e dei pregevolissimi stemmi che li adornano. Ho provveduto, con un valentissimo amico fotografo, ad eseguire degli scatti ad altissima definizione di tutto il materiale e, dopo aver passato parecchio tempo negli archivi del Museo, ho recuperato il materiale storico circa i singoli cannoni (dove sono stati trovati, prelevati, a chi appartenevano...). Sono elementi presi in tutta Italia a seguito dell'unificazione per formare appunto la collezione del Museo Nazionale dell'Artiglieria. Pensate, uno dei pezzi avrebbe partecipato alla distruzione delle mura di Costantinopoli durante l'assedio del 1453.
Avrei potuto coinvolgere qualche amico araldista e completare l'opera velocemente, ma ho deciso invece di coinvolgere il forum per creare la prima opera "del forum", con la collaborazione di tutti gli utenti che vorranno partecipare, al fine di rendere migliori le identificazioni, le blasonature, perché se due teste ragionano meglio di una, le nostre 7000 [sweatdrop.gif] dovrebbero riuscire a definire ancora meglio i dettagli.
Vi sottoporrò i singoli pezzi e quando avremo terminato e scelto la migliore blasonatura e identificazione possibile, passeremo ai seguenti.
Ovviamente la pubblicazione non avrà scopi commerciali e di lucro, ma puramente divulgativi, come tutte le pubblicazioni IAGI, ma questa, in più, sarà anche dimostrazione di questo piccolo esperimento che mi è balenato in mente e che ritengo possa dimostrare come anche un forum come il nostro, tra esperti e neofiti, possa "fare scienza".
Cosa ne pensate?
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Re: Progetto blasonatura

Messaggioda Romegas » sabato 12 settembre 2015, 12:10

Bella idea Tomaso. Complimenti [clapping.gif]
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Re: Progetto blasonatura

Messaggioda marcello semeraro » sabato 12 settembre 2015, 12:42

Ora è chiaro lo scopo del topic e del progetto. Mi sembra un'ottima idea e, per quanto mi sarà possibile, cercherò di contribuire alla riuscita di questa iniziativa.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 13 settembre 2015, 17:41

Lieto che il progetto vi interessi e spero che in tanti possano contribuire, ognuno con le proprie capacità e conoscenze.
Allego altre due immagini di due particolari del pezzo in questione:
Immagine
Immagine

Sarebbe interessante collegare tali elementi con la loro simbologia al proprietario ed alla sua Casata, anche se è probabile che, in questo specifico caso, siano più elementi di contorno artistico che non simbolico.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda Romegas » domenica 13 settembre 2015, 18:45

Questo lo penso anche io.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 14 settembre 2015, 11:55

Progetto ambizioso , niente male .
A scopo di spiegazione posto questo fregio
Immagine
Fregio con arma Valier sulla canna di un cannone da fortezza veneziano

Il leone alato , simbolo della Serenissima rappresentato con l'arma Valier al posto del libro del Vangelo,

L' interessante composizione , datata 1696 è un fregio della canna di un cannone veneziano facente parte di una batteria, rivolta al mare, della fortificazione della città di Nafpli.

Esso fu usato durante la guerra Turco-Veneziana dal 1684 al 1689 durante il dogato di Silvestro Valier.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda Tilius » lunedì 14 settembre 2015, 12:08

T.G.Cravarezza ha scritto:Sarebbe interessante collegare tali elementi con la loro simbologia al proprietario ed alla sua Casata, anche se è probabile che, in questo specifico caso, siano più elementi di contorno artistico che non simbolico.

Buona la seconda: mera decorazione.
Un esempio: coppia di falconetti Thun (Innsbruck, 1554).
Immagine
Immagine
Coi delfini.
Niente di più lontano dalla Francia, politicamente e geograficamente (nel caso si affacci alla mente l'erronea equazione Delfini = Francia...).
Semplicemente, delfini e leoni andavano per la maggiore, ovunque, come decorazione zoomorza dei maniglioni di manovra (stante la forma sostanzialmente allungata di entrambi questi animali, che per tale motivo ben si adatta alla bisogna).
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 15 settembre 2015, 18:36

Hai ragione Maurizio, spesso sicuramente erano semplici motivi decorativi, ma in alcuni casi ritengo che una simbologia collegata con il proprietario ci possa essere. Ad esempio il leone può essere scelto per mera estetica o come riferimento all'araldica del committente (esempio tipico i cannoni di Casa Savoia tutti con il leone). Questo ovviamente non impedisce alla famiglia Vattelapesca di usare anch'essa il leone pur non avendo collegamento araldico con esso.
In sintesi, io non voglio trovare a tutti i costi un collegamento anche laddove non ci sia, ci mancherebbe, ma non vorrei nemmeno tralasciare possibili scelte del committente classificandole come semplici scelte artistiche senza nesso araldici/storico/simbologico.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda Tilius » martedì 15 settembre 2015, 21:23

T.G.Cravarezza ha scritto:(esempio tipico i cannoni di Casa Savoia tutti con il leone).

Non vedo l'ora di poter prendere visione delle immagini di questi cannoni, t-u-t-t-i con il leone.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 15 settembre 2015, 22:56

Pian piano che li inserirò :)
Adesso dobbiamo (anche se per il momento non ho ancora fatto nulla, ma sono giornate in cui sono abbastanza impegnato) chiudere l'attuale blasone del primo cannone.
Sfrutterei quanto già suggerito, in cui possiamo stilare il blasone completo di ogni quarto, con, tra parentesi, l'indicazione del nome del quarto. In questo modo potremo anche specificare quelle particolarità che possiamo ritrovare, come l'aquila monocefala et similia.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda marcello semeraro » mercoledì 16 settembre 2015, 0:14

Ci penso, l'operazione richiede del tempo.

Nel frattempo se qualcuno si vuole cimentare nella blasonatura completa...


Immagine

Immagine
alzata in maiolica raffigurante lo stemma di Guidubaldo II Della Rovere.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda Tilius » mercoledì 16 settembre 2015, 0:37

L'Angiò di verde è impagabile... :D
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 16 settembre 2015, 22:13

La butto lì come versione di bozza:

Inquartato: il 1° d'oro all'aquila di nero, rivolta a destra, coronata del campo (Impero); il 2° d'azzurro alla rovere sradicata d'oro con i rami passanti in doppia croce di sant'Andrea (Rovere); il 3° bandato d'azzurro e d'oro (Montefeltro); il 4° partito di tre: il 1° fasciato di 8 pezzi di rosso e d'argento (Ungheria antica); il 2° d'azzurro seminato di gigli d'oro al lambello a 4 pendenti di rosso (Angiò-Napoli); il 3° d'argento alla croce potenziata d'oro accantonata da quattro crocette dello stesso (Gerusalemme); il 4° d'oro a quattro pali di rosso (Aragona). Al palo attraversante l'inquartatura: di rosso al gonfalone pontificio rosso e d'oro, astato e crociato d'oro, accollato da due chiavi decussate d'argento e d'oro con gli ingranaggi rivolti all'interno, legate di ??? (palo della Chiesa).


Le chiavi sono legate d'azzurro o di rosso?
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda marcello semeraro » giovedì 17 settembre 2015, 0:41

Si può migliorare...

Sto lavorando ad una blasonatura con la relativa spiegazione storico-blasonica delle particolarità presenti nello stemma. Spero di fare un buon lavoro.
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Re: Progetto blasonatura Museo Artiglieria Torino

Messaggioda marcello semeraro » giovedì 17 settembre 2015, 8:16

Premessa

Lo stemma (datato al 1555) è attribuibile a Guidobaldo II Della Rovere (*1514 +1574), duca di Urbino dal 1538 al 1574, primogenito del duca Francesco Maria I e di Eleonora Gonzaga1.
Nel 1508 i Della Rovere subentrarono ai Montefeltro nel ducato di Urbino con il già ricordato Francesco Maria (figlio di Giovanni della Rovere e di Giovanna di Federico da Montefeltro), il quale succedette allo zio Guidobaldo I, unico figlio maschio del predetto Federico2.

Blasonatura

"Inquartato: nel 1° di [oro], all'aquila col volo abbassato di [nero], la testa rivolta e coronata del [campo] (Impero)3; nel 2° di [azzurro], al rovere sradicato di [oro], ghiandifero del [medesimo], con i rami passati in doppia croce di Sant'Andrea (Della Rovere); nel 3° bandato di [azzurro] e di [oro] (Montefeltro)4; nel 4° partito di tre5: a) fasciato di otto pezzi di [rosso] e di [argento] (Ungheria antica); b) di [azzurro], seminato di gigli di [oro] (Angiò-Napoli)6; c) di [argento], alla croce di [oro], accantonata da quattro crocette del [medesimo] (Gerusalemme); d) di [oro], a quattro pali di [rosso] (Aragona)7; al palo di [rosso], caricato del gonfalone papale astato e crocettato di [oro], gheronato di [oro] e di [rosso], attraversato da due chiavi decussate e affrontate, una di [oro] e l'altra di [argento], legate di [rosso o azzurro], attraversante sull'inquartatura (Chiesa)8".

Scudo ovale, contornato da un serto di alloro, timbrato da una corona all'antica (sette punte visivili), circondato dal collare dell'Ordine del Toson d'Oro e sostenente l'impresa delle tre mete.

------------------


L'arma ducale mostra nella parte destra il blasone ridotto del ducato di Urbino (ereditato dai Montefeltro), mentre in quella sinistra troviamo i quarti derivati da Giovanni Della Rovere, avo paterno del nostro Guidobaldo II. Nell'ambito degli usi araldici rovereschi, l'esemplare del Museo Nazionale dell'Artiglieria di Torino rappresenta uno dei primi casi di stemma ducale recante il palo della Chiesa caricato dal gonfalone papale con le chiavi, mentre in precedenza (almeno fino al 1555) esso era raffigurato con le chiavi sormontate dalla tiara (vedi infra, nota 7). Ciò rende lo stemma in esame ancora più interessante dal punto di vista storico-aradico. Il palo della Chiesa, insegna connessa alla dignità di Gonfaloniere di S.R.C.9, è ordinariamente di rosso, con l'ombrello basilicale attraversato dalle chiavi. Tuttavia si riscontrano casi eccezionali nei quali il gonfalone è sostituito dalla tiara, come ad esempio negli stemmi degli Este duchi di Ferrara, dei Montefeltro duchi di Urbino e, almeno fino al 1555, dei loro successori rovereschi10.

Note

1. G. Benzoni, Guidubaldo II Della Rovere, duca di Urbino, in "Enciclopedia Treccani" (URL=http://www.treccani.it/enciclopedia/guidubaldo-ii-della-rovere-duca-di-urbino_%28Dizionario_Biografico%29/).

2. Cfr. Della Rovere, in "Enciclopedia Treccani" (URL=http://www.treccani.it/enciclopedia/della-rovere/);

3. Prima dell'assunzione dello stemma inquartato con l'aquila e il bandato montefeltresco (la cui più antica testimonianza è osservabile su un sigillo di Oddantonio, primo duca di Urbino, apposto su una lettera del febbraio 1443, qualche mese prima, quindi, dell'investitura ducale avvenuta il 26 aprile 1443) l'aquila compariva come cimiero (almeno dal XIV secolo) e come supporto. Rammentiamo che negli stemmi ducali montefeltreschi e rovereschi l'aquila è sempre monocefala. Cfr. A. Conti, L'araldica nei sigilli di Oddantonio da Montefeltro, in "Nobiltà, rivista di araldica, genealogia, ordini cavallereschi", Anno XVIII, n. 98, settembre-ottobre 2010, pp. 431-432 e pp. 436-437. Si noti come nell'arma in questione il rapace compaia con la testa rivolta .

4. Nell'esemplare in esame non è presente una peculiarità del bandato montefeltresco, ovvero l'aquila di nero al volo
abbassato caricante la seconda banda.

5. L'incremento aragonese nell'arma roveresca fu l'effetto di una concessione (1475) di re Ferrante a Giovanni Della Rovere (vedi supra). Il sovrano di Napoli, infatti, concesse a Giovanni, ai figli e ai successori le armi e il cognome d'Aragona.

6. A partire dalla seconda metà del XIV secolo, dal quanto angioino, quando unito al solo punto di Gerusalemme o anche ai punti di Gerusalemme e Ungheria, poteva essere omessa la brisura del lambello di rosso. Ciò nulla toglie alla riconoscibilità del blasone. Cfr. L. Borgia, Lo stemma del Regno delle Due Sicilie, Firenze 2001, pp. 20-21

7. Nello stemma in argomento, i pali aragonesi sono raffigurati in numero di tre.

8. Stranamente le chiavi petrine sono affrontate, mentre dovrebbero essere addossate. Ricordiamo che almeno fino al 1555 i Della Rovere duchi di Urbino usarono la tiara e le chiavi decussate nel palo della Chiesa, come d'altronde fecero i Montefeltro a partire da Federico, il primo ad usare tale privilegio nello stemma ducale. Cfr. A. Conti, C. H. Clough, Guidobaldo da Montefeltro duca di Urbino: fu mai gonfaloniere di Sancta Romana Ecclesia, in "Studi Montefeltrani", n. 27 ( 2006), pp. 115-121; A. Conti, Baldacchino processionale urbinate roveresco, disponibile al seguente indirizzo: http://araldica.blogspot.it/2012_06_01_archive.html

9. Va ricordato che Guidobaldo II non ebbe mai la dignità di Gonfaloniere di S.R.C., ma solo quella di Capitano generale della Chiesa.

10. Cfr. V. Ferrari, L'araldica estense nello sviluppo storico del dominio ferrarese, Ferrara 1989, p. 34; A. Conti, C. H. Clough, op. cit., p. 117.
Ultima modifica di marcello semeraro il venerdì 18 settembre 2015, 13:11, modificato 20 volte in totale.
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