da nicolad72 » giovedì 26 aprile 2007, 15:53
Per quanto riguarda l'oggi cito:
Osservatore Romano del 1° giugno 1933 pubblicato anche in Rivista Araldica (1933 fasc. X, p. 479)
«Ci viene riferito che vengono offerte ad alte personalità e contemporaneamente a persone non degne di considerazione onorificenze di un cosidetto Ordine di Santa Maria di Bethleem, cui a volte si attribuisce anche il titolo di Pontificio. Siamo in dovere di dichiarare che un tale Ordine non solo non è Pontificio, ma non è affatto conosciuto dalla Santa Sede, che desidera anzi siano messe in guardia le persone alle quali vengono eventualmente offerte le suddette onorificenze».
Osservatore Romano del 25 agosto 1938
«La Santa Sede considera abusiva tanto la denominazione dell'Ordine di Santa Maria di Betlem, quanto il conferimento di titoli onorifici cavallereschi sotto questa denominazione».
Osservatore Romano del 9 aprile 1970, pubblicato anche in Rivista Araldica (1970, p. 126 e 127)
«In seguito ad una solenne funzione per l'investitura di nuovi Cavalieri dell'Ordine Cavalleresco di Santa Brigida di Svezia, avvenuta di recente in una chiesa parrocchiale di Roma, vari lettori ci hanno chiesto informazioni circa l'atteggiamento della Santa Sede di fronte ad Ordini Cavallereschi aventi intitolazioni sacre o dedicati a Santi.
Siamo ora in grado di confermare quanto già pubblicato in proposito, in passato, dal nostro giornale: la Santa Sede, oltre ai proprio Ordini Equestri, riconosciuti dal Diritto Internazionale, considera come cattolici -e tutela- du soli Ordini Cavallereschi: il Sovrano Militare Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, detto di Malta, e l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Tutti gli altri Ordini -di nuova istituzione o fatti derivare da quelli medievali- come, per esempio, il su nominato Ordine di Santa Brigida, quelli di Nostra Signora di Betlemme e di San Giovanni, ecc., non sono riconosciuti dalla Santa Sede, non potendosi questa far garante della loro legittimità storica e giuridica, delle loro finalità e dei loro sistemi organizzativi».
Osservatore Romano del 21 marzo 1952 pubblicato anche in Rivista Araldica (1952, p. 182-3)
«Da qualche tempo si avverte il deplorevole fenomeno del sorgere di pretesi Ordini cavallereschi ad opera di iniziative private, che hanno il fine di sostituirsi alle forme legittime di onorificenze cavalleresche. Come altre volte già si è avvertito, questi sedicenti Ordini assumono il loro nome sia da Ordini realmente esistenti ma da secoli estinti, sia da Ordini rimasti allo stato di progetto, sia infine da Ordini veramente fittizzi e non hanno mai avuto qualsiasi precedente nella storia.
Per maggior confusione di idee poi da coloro, che ignorano la vera storia degli Ordini Cavallereschi e la loro evoluzione giuridica, a queste iniziative private, che si dichiarono autonome, vengono anche attribuite qualifiche, che ebbero la loro ragione di essere nel passato, o che furono proprie di Ordini autentici, approvati a suo tempo dalla Santa Sede.
Perciò, con una terminologia quasi monotona, questi così detti Ordini si attribuiscono, chi più chi meno, il titolo di Sacri, Militari, Equestre, Cavallereschi, Costantiniani, Capitolari, Sovrani, Nobiliari, Religiosi, Celesti, Angelici, Lascaridi, Imperiali, Reali, Delcassiani ecc.
Nell'ambito di tali iniziative private, che non hanno in alcun modo una approvazione o un riconoscimento qualsiasi dalla Santa Sede, si possono annoverare i cosidetti Ordini di:
Santa Maria o Nostra Signora di Betlemme;
San Giovanni d'Acri detto anche semplicemente di San Giovanni Battista
San Tommaso
San Lazzaro
San Giorgio di Borgogna detto anche del Belgio o di Miolans
San Giorgio di Carinzia
Costantiniano Lascaride Angelico Ordine della Milizia Aurata
della Corona di Spine
del Leone della Croce Nera
di Sant'Uberto di Lorena o di Bar
della Concordia
di Nostra Signora della Pace...
A tutti questi e altri simili cosiddetti Ordini Cavallereschi con le annesse Associazioni di Crpco d'Oro, d'Argento, Azzurre ecc. più o meno internazionali, devono certamente aggiungersi quelli che con qualcuno degli appellativi su accennati hanno assunto il titolo:
dalla Mercede
da Santa Brigida di Svezia
da Santa Rita da Cascia
dalla Legion d'Onore dell'Immacolata
da San Giorgio d'Antiochia
da San Michele
da San Marco
da San Sebastiano
da San Guglielmo
dallo storico e non più esistente Ordine del Tempio
dall'Aquila Rossa di San Cirillo di Gerusalemme ecc.
Ad evitare equivoci purtroppo possibili, anche a causa dell'uso indebito di documenti pontifici o ecclesiastici, già rilasciati per fini religiosi, o per Ordini semplicemente monastici, e ad impedire la continuazione di abusi, che poi risultano a danno di molte persone di buona fede, siamo autorizzati a dichiarare che la Santa Sede non riconosce alcun valore ai diplomi e alle relative insegne, che siano rilasciati da cosidetti su indicati Ordini».
Saluti a tutti!