Ho bisogno di idee e suggerimenti

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Ho bisogno di idee e suggerimenti

Messaggioda pierluigic » domenica 23 ottobre 2005, 8:53

Ho bisogno d’idee e suggerimenti

vado un po fuori dai soliti temi

Sto riesumando la figura di un anarchico spezzino Dante Carnesecchi

Era nato il 12 marzo 1892 ,suo padre era morto nel 1901

Sto cercando notizie sulla permanenza americana

il 26 maggio 1913 lo ritrovo a New York proveniente da Le Havre dove si era imbarcato il 17 sulla nave Rochambeau

nella lista di imbarco/sbarco accanto al suo nome un numero nella colonne (………,anarchico ) e una nota : elder boy

aveva 21 anni l’eta’ del servizio militare se non esonerato ( la madre era vivente )


nel 1919 e’ a La Spezia operaio della Vickers Terni fabbrica di armi

nel 1919 e' a La Spezia dove e' tra i protagonisti del biennio rosso spezzino ( Partecipera’ all’occupazione delle fabbriche ,…, assaltera’ la polveriera di Vallegrande , poi verra' ucciso nel 1921 in un agguato )


mi domando come posso fare ad avere notizie sulla sua permanenza in USA ?

era normale per un Italiano imbarcarsi a Le Havre ?

dove posso rintracciare quando torno’ in Italia ?

a quali autorita' americane potrei rivolgermi ?

cerco idee per muovermi meglio nella ricerca


un amico mi sta procurando la scheda del Casellario politico centrale
ma non so se riporta notizie di questa emigrazione
nel frattempo e comunque volevo capire qualcosa di piu’ su questo periodo americano

come al solito grazie
cordiali saluti
pierluigi
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Messaggioda Guido5 » domenica 23 ottobre 2005, 11:47

Caro Pierluigi,
il mezzo manifesto del "Rochambeau" visibile su http://www.jewishgen.org/databases/EIDB/ellis.html ha un'indicazione che probabilmente ti e' sfuggita: Dante Carnesecchi ha dichiarato di essere diretto a Pueblo, nel Colorado, dall'amico Cesare Vegnuti. Non c'e' indirizzo ma una casella postale. Tuttavia cercando Vegnuti, che era di Fivizzano (MS), troverai che e' arrivato negli USA, proveniente anche lui da Le Havre, nel 1912 a 24 anni con il "La Provence". Era diretto dal fratello Elia, sempre a Pueblo, al 935 di Currie drive ...
Ciao!
Guido5
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Messaggioda pierluigic » domenica 23 ottobre 2005, 11:57

ti ringrazio molto
no non mi e' sfuggito
insieme con lui viaggia Giovanni Lombardi anche lui proveniente da Vezzano che dichiara essere cugino di Vignuti
un amico mi ha detto che su internet ha trovato che Vignuti Cesare muore nell'ottobre del 1313

hai visto le annotazioni elder boy e il num 823 sono accanto anche al nome del Lombardi ?

se ti viene in mente qualcosa d'altro comunicamelo

grazie molte

pierluigi
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Messaggioda RobertoC » domenica 23 ottobre 2005, 13:43

Butto giù (letteralmente) un paio d'idee.
Il nostro "elder boy" sbarca in America guarda caso alla maggiore età. E' di sentimenti anarchici (come ci rivela la sua storia personale) e parte dalla Francia.
Tutto sembra suggerire che si tratti d'un renitente alla leva -per motivi politici s'intende-, che aveva già trovato riparo in Francia, che in quegli anni era una terra piena di esuli italiani e di anarchici in particolare.
I suoi movimenti sembrano tipici.
Se va in America con questo profilo, è ben possibile che nel Continente abbia provato a far politica. Non sappiamo -Pierluigi non lo dice- quale sia la sua estrazione; ma se è un fuggitivo che lascia alle spalle una realtà invivibile, è possibile che, una volta raggiunta la terra a stelle & strisce, finisca nel gorgo delle locali organizzazioni anarchiche italiane, in parte assorbite da movimenti malavitosi quali la sinistra e arcinota "Mano Nera" (quella combattuta da Joe Petrosino. Qualcuno ricorda lo splendido sceneggiato interpretato da Adolfo Celi?).
La circostanza che 6 anni dopo sia di nuovo sul suolo patrio mi sembra avvalorare questa tesi, quasi che il nostro sia stato rimandato a casa come "indesiderato" (al pari di molto sodali politici).
Ritengo quindi molto plausibile che notizie di quest'uomo esistano negli uffici politici del dipartimento di polizia newyorkese, a cui si potrebbe avanzare un'istanza.
Cordialità
Roberto Celentano
RobertoC
 

Messaggioda pierluigic » domenica 23 ottobre 2005, 14:43

Ritengo quindi molto plausibile che notizie di quest'uomo esistano negli uffici politici del dipartimento di polizia newyorkese, a cui si potrebbe avanzare un'istanza.


Come posso fare in pratica ?



Ben ritrovato

Non sono ancora riuscito a ricostruire la storia di questo ragazzo prima del 1919

Possiedo i dati anagrafici completi di lui e dei suoi genitori
Quando lui nacque suo padre aveva 65 anni (alle sue seconde nozze ) e sua madre 30 lui era toscano e sua moglie era dell'appennino reggiano , ritengo fossero da poco in Liguria quando nacque Dante
Il territorio di Arcola confinante con vezzano era fortemente anarchico
Quindi ritengo frequentasse da ragazzo questa compagnia


Al momento della maggior eta' e' figlio unico e orfano di padre . E' motivo sufficiente nel 1913 per essere esonerato dalla leva ?

Poi c'e' la guerra del 1915 -1918

Nel 1919 lavora in quella che oggi e' OTO Melara cioe' una fabbrica di armi


E' un individuo che era caduto nel completo oblio o quasi :
Sul periodo 1919-1920 ho poi reperito diverso materiale all'AS La Spezia in modo particolare sul fallito assalto alla Polveriera di Vallegrande nel giugno 1920 che fa parte di un disegno rivoluzionario di ampie proporzioni che prevedeva la successiva occupazione dei forti , l'occupazione delle fabbriche e l'ammutinamento delle navi militari alla fonda



E' significativo il brano che segue ( Dante e' nato a Vezzano non ad Arcola )

CARNESECCHI, DANTE compare nel "Dizionario biografico degli anarchici italiani ", Pisa, BFS, 2004, Volume primo alle pagine 326 e 327 : a cura di (F, Bucci- R. Bugiani - M. Lenzerini)
Nativo di Arcola (SP ) , è personaggio di rilievo nel movimento anarchico spezzino: uomo audacissimo, il più temibile sovversivo di un gruppo, di cui fanno parte Abele Rìcieri Ferrari ("Renzo Novatore "), Tintino Persio Rasi ("Auro d'Arcola ") e Sante Pollastro. Accusato di aver partecipato all'assalto della Polveriera di Vallegrande il 4 giugno 1920, C. viene tratto in arresto nel settembre successìvo, dopo l'occupazione delle fabbriche. Il giornale "Il Libertario" di La Spezia racconta che la stampa conservatrice sta facendo " un gran can can per l'arresto del terribile pregiudicato Carnesecchi, sul quale pendevano 4 mandati di cattura, che fu uno degli assalitori della Polveriera e che aveva la casa piena d'armi d'ogni genere. E se non ridi, di che rider suoli? Il Carnesecchi non è mai stato ricercato, tanto vero che tutti lo hanno veduto fino al giorno dei suo arresto passeggiare tranquillamente in città e dintorni e perfino in Pretura ed in Tribunale. E nientemeno aveva 4 mandati di cattura! O perché non lo hanno preso prima? Mistero ! "
il 7 ottobre 1920 il compagno di lotta Ferrari scrive: "Dante Carnesecchi è una delle più belle figure dell'individualismo anarchico. Alto, vigoroso, pallido e bruno. Occhi taglienti e penetranti di ribelle e di dominatore. Ha l'agilità di un acrobata ed è dotato di una forza erculea. Ha ventotto anni. E' un solitario ed ha pochissimi amici. L'indipendenza è il suo carattere. La volontà è la sua anima. Nelle conversazioni è un vulcano impetuoso di critica corrodente. E' sarcastico, ironico, sprezzante [ ... ] . E' un anarchico veramente individualista". Rimesso in libertà, dopo sei mesi di carcere preventivo, per mancanza di qualunque indizio, C. è vittima di un agguato ordito da sette carabinieri, ben noti per aver provocato e arrestato altri sovversivi, e viene assassinato al Termo d'Arcola la sera del 27 marzo 1921, a pochi passi da casa sua.
"Si trattava" scriverà Tintino Rasi "di una caserma speciale, fuori classe, a cui erano stati chiamati, mediante concorso volontario, una dozzina di militi scelti tra i più brutali e i più sanginari dell'arma". Gli anarchici denunciano apertamente i militi e li accusano di avere "proditoriamente e selvaggiamente assassinato" il loro compagno di ideali: il 27 marzo i carabinieri del "Limone" racconta "Il Libertario" - sono sortiti dalla caserma come "cannibali ebbri ed armati", al comando di un "nefasto brigadiere", e si sono recati "al canto provocatore di " Bandiera rossa" ed altri inni sovversivi in ricerca della preda designata al Termo d'Arcola". Qui hanno schiamazzato, bevuto e costretto, con la violenza, la gente a rincasare, poi sono piombati su C., che usciva di casa con lo zio Azeglio e l'amico Franceschini portando con sé una chitarra, e hanno brutalmente colpito Azeglio con una frusta e sparato a Franceschini, senza ferirlo. Quanto a C., egli è stato schiaffeggiato dal brigadiere e investito dai militi con "una briaca, tempestosa sfuriata di nervate", prima di essere abbattuto da una fucilata alla schiena e colpito da numerose rivoltellate e pugnalate, mentre i carabinieri urlavano: "Vigliacco! Voglio spezzarti il cuore con una revolverata !"e il brigadiere ordinava: "Prendi il pugnale, spaccagli il cuore!". Il 29 marzo 1921 la mamma di C. smentisce la versione dell'accaduto, diffusa da "Il Tirreno" e da altri giornali conservatorì, puntualizzando che il 27 marzo i carabinieri hanno íngìunto al figlio e ai suoi due compagni di fermarsi e di alzare le braccia: "Mio figlio e gli altri obbedirono chiedendo a quei sette [ ... ] chi fossero. Rispose il brigadiere qualificandosi e mio figlio declínò allora il suo nome. A questo punto il brigadiere, saputo che davanti aveva mìo figlio, gli vibrò uno schiaffo e tutti i carabinieri incominciarono a colpire con nerbate e pugnalate i tre disgraziati, i quali tentarono di salvarsi con la fuga. Mio figlio venne travolto e gettato a terra dove fu colpíto da vari colpi di rivoltella e dì fucile. [......] "E' pure falso che mio figlio fosse colpito da mandato di cattura".
Migliaia di lavoratorì partecìpano ai funerali di C., che rìescono "seri, imponenti, commoventi", nonostante gli espedientì della Questura locale, che ha censurato i manifesti degli anarchici e della Cd L sindacale. il carro funebre è coperto di corone, la bara avvolta da un labaro rosso, sul quale è scritto in nero: " Giù le armi". Sono presenti anarchici, comunisti, socialisti e operai iscritti alla Cd L sindacale e a quella confederale. Il saluto all'assassinato è portato da P. Binazzí, direttore de "Il Libertario" della Spezia, e da Ennìo Mattias, segretario della CdL sindacalista,
(F, Bucci- R. Bugiani - M. Lenzerini)





Interessante vero ?

pierluigi
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Messaggioda RobertoC » lunedì 24 ottobre 2005, 11:17

Sì, interessante.
A mio avviso potrebbe cominciare dal sito istituzionale della polizia newyorkese (NYPD) all'indirizzo http://www.nyc.gov/html/nypd/html/phone.html
Un'altra idea potrebbe essere quella di contattare il Dipartimento di Giustizia, ma non saprei dare indicazioni in merito.
Precisi che si tratta di ricerche storiche. Mi sembra di rammentare che esista, nella terra a stelle & strisce, una legge sul diritto d'accesso ai documenti amministrativi; tuttavia mi pare che i suoi effetti siano stati temperati recentemente dalle norme anti-terrorismo.
Ci faccia conoscere gli sviluppi.
Saluti.
Roberto Celentano
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Messaggioda Guido5 » lunedì 24 ottobre 2005, 12:18

RobertoC ha scritto:A mio avviso potrebbe cominciare dal sito istituzionale della polizia newyorkese (NYPD)


...ma il dipartimento di polizia di New York cosa c'entra? Io proverei con il NARA (archivi nazionali), il FBI o lo sceriffo di Pueblo... (per quest'ultimo c'e' un indirizzo e-mail: sheriff@co.pueblo.co.us). In ogni caso il sito istituzionale di Pueblo e' http://www.co.pueblo.co.us/.
Ciao a tutti!
Guido5
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Messaggioda RobertoC » lunedì 24 ottobre 2005, 14:12

Guido5 ha scritto:
...ma il dipartimento di polizia di New York cosa c'entra?

R:
Se non erro Pierluigi ha scritto che il Carnesecchi sbarcò a New York nel 1913. In ogni caso quella era la "porta" per l'America.
R.C.
RobertoC
 

Messaggioda Guido5 » lunedì 24 ottobre 2005, 14:21

RobertoC ha scritto:Se non erro Pierluigi ha scritto che il Carnesecchi sbarcò a New York nel 1913. In ogni caso quella era la "porta" per l'America


Nessuna polemica, ma un tentativo - come il tuo - di dare un'informazione utile. Ellis Island era "una" delle porte per gli USA: in questo caso quella giusta, ma il "manifesto" che doveva essere consegnato ai funzionari dell'Immigrazione e' stato gia' trovato.
Ciao!
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Messaggioda pierluigic » lunedì 24 ottobre 2005, 16:48

un grazie particolare a Guido

ti ringrazio molto per la tua email perche' mi ha fatto pensare

Tu credevi che io avessi gia' consultato…..
Invece io non ci avevo mai pensato ……
La tua segnalazione mi e' stata utilissima .. ho infatti trovato del materiale che non conoscevo

Avevamo gia' affrontato il problema dell' utilita' di un luogo dove segnalare siti utili o utilissimi ai singoli forum ; Ricordi….
Chi sa quanti di noi , come me nel caso specifico , hanno tralasciato di consultare una fonte o perche' non la conoscevano o perche' non ci hanno pensato .
Ho lanciato il Topic sui siti utili o utilissimi che credo possa offrire una specie di Memento a chi si avvicina al Forum ed anche agli esperti , stimolato proprio dalla tua e-mail ciao

L'intenzione e' buona

e un grazie anche al sig. Celentano , che mi ha sempre aiutato moltissimo anche in altre occasioni
non mi sono esposto a proporre dei siti perche' non volevo rubare proposte magari gia' fatte da altri in passato .. non sembra ma sono rispettoso..... cari saluti
pierluigi
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Messaggioda pierluigic » lunedì 24 ottobre 2005, 16:49

Torniamo a Dante
Si tratta di coprire un vuoto che va dalla prima giovinezza al 1919

Il problema e' che non sono ancora riuscito a rintracciare il foglio matricolare , doveva essere all'archivio di Spezia ,non c'e' e mi dicono potrebbe trovarsi all'archivio di Massa
Prima o poi trovero' il tempo per andare

Mancando del foglio matricolare non so se Dante fu esonerato o fu renitente alla leva ( 1912 : unico figlio di madre vedova )

Sono anche gli anni della grande guerra

Il porto di Le Havre : buona parte degli imbarcati sul Rochembeau sono Italiani e anche precedentemente o Elia o Cesare Vegnuti erano sempre transitati con molti Italiani da Le Havre
Quindi deduzione (da verificare ) Le Havre era nella rotta normale per l'immigrazione in USA

Nell'ottobre 1913 muore il Cesare Vegnuti a Pueblo dove teoricamente lui e il Lombardi avrebbero dovuto recarsi.
Cesare Vegnuti aveva in USA anche una sorella
Non credo siano tornati a casa

L'idea dello sceriffo di Pueblo e' sicuramente buona e' una strada che battero'



Anche quella della polizia
E' probabile che fosse gia' di idee anarchiche e che possa aver provato a far politica

Pero' penso non conoscesse la lingua , …..si trovava in un paese di cui non conosceva niente ………………..

Sicuramente puo' essersi ribellato a certe situazioni





Possiamo pero' fare delle considerazioni in generale chi e' in grado di tracciare un quadro di quella realta'

Che cosa rappresentavano gli USA per gli anarchici nel 1913 ?

Era un banale episodio d'immigrazione o vi potevano essere dei motivi ideologici



Gli USA non erano ancora entrati in guerra , L'europa stava per entrare

Nel caso fosse ancora la' quando gli USA entrano in guerra …………………………….

Che restrizioni potevano avere gli Italiani in quel periodo ( nei confronti del servizio militare )



Tornando in Italia avra' pur lasciato qualche traccia avra' pur avuto bisogno di qualche visto e quindi……..

Ambasciata

Certificati di residenza

…………………………


pierluigi
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Messaggioda pierluigic » lunedì 24 ottobre 2005, 16:52

mi scrive un amico
( lui si occupa di Renzo Novatore : il poeta anarchico)

Poi, a proprosito di quel Cesare Vegnuti morto nell'ottobre 1913 a Pueblo: proprio in quel periodo e in quel posto scoppiò una grande rivolta con scioperi e scontri a fuoco tra minatori (molti ispanici e italiani) e vigilantes e Guardia Nazionale in una miniera controllata da Rockfeller. Magari ci fu coinvolto anche Dante?
Ti farò sapere...


nessuno sa niente di questi episodi ?




pierluigi
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Messaggioda RobertoC » lunedì 24 ottobre 2005, 20:43

Grazie a Lei, Pierluigi.
Io solleticavo solo la sua partecipazione. Se lo spirito del forum è nello scambio, che può realizzarsi anche in proposizioni di ipotesi non necessariamente sempre corrette, possiamo "rovistare" tutti nelle nostre esperienze per rendere più vivace la partecipazione.
Saluti.
R.C.

P.S.
Guido5, Ellis Island era la porta per antonomasia, ma non ho mai detto che fosse la sola.
Forse talvolta l'attenzione nello svolgere certi particolari non è direttamente proporzionale alla cura con cui se ne analizza il contesto generale, e lo dico anch'io senza polemica.
RobertoC
 

Messaggioda pierluigic » lunedì 24 ottobre 2005, 21:29

lasciamo per un attimo stare Dante sebbene solleciti caldamente chi legge a partecipare la propria opinione.




Sig Celentano ( poi se lei permette preferirei darle del tu )

Vede la scelta dell'argomento di questo topic , e' meno egoistica di quello che puo' sembrare .
Io avrei potuto continuare con altri amici il lavoro di ricostruzione che sto facendo su questo individuo ; ho volontariamente allargato al forum ( con tutto che mi sia molto utile il vostro apporto e di chiunque voglia ancora intervenire) la discussione perche' questa e' esemplificativa di come la vita s'intrecci alla storia . Nel suo piccolo questo anarchico ha partecipato a costruire una storia con la s minuscola .

Nel sito che le ho segnalato ricorda le belle frasi dell'emigrante al ministro

"Que coisa entendeis por uma nação, Senhor Ministro?
é a massa dos infelizes?
Plantamos e ceifamos o trigo, mas nunca provamos pão branco.
Cultivamos a videira, mas não bebemos o vinho.
Criamos animais, mas não comemos a carne.
Apesar disso, vós nos aconselhais a não abandonarmos a nossa pátria?
Mas é uma pátria a terra em que não se consegue viver do próprio trabalho?"
(resposta de um italiano a um Ministro de Estado de seu país, a propósito das razões que estavam ditando a emigração em massa)

queste parole sono anche loro storia con la s minuscola ma storia

mi e' piaciuta molto , sig Celentano , questa parte del suo suo intervento su un topic dove oggetto era l'albero genealogico

………Il mero dato genealogico (identità, data di nascita) forse non è, a parer mio, così entusiasmante quanto la ricostruzione del ruolo dell'indagato nel suo contesto sociale, economico e culturale. Non v'è dubbio, sempre a parere di chi scrive, che laddove, come nel bell'esempio portato da Vezzano, il singolo si riannodi alla comunità, lì troviamo l'eccellenza della ricerca.
Non so, in altre parole, quanto possa essere appagante sapere che discendo da Mevio figlio di Sempronio del fu Caio, se questi restano nomi e cifre, cioè dati quasi incolore.

Con molta cordialita' Pierluigi
pierluigic
 
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Messaggioda RobertoC » martedì 25 ottobre 2005, 14:52

Caro Pierluigi,
io non volevo criticarti. Avevo, ed ho, un altro obiettivo. Se tu entri -come stai facendo- nel meccanismo della partecipazione, condividendo le tue risorse, il forum non sarà più per te un mero punto di passaggio, ma rimarrà una piazza in cui continuare ad incontrarci piacevolmente, con beneficio di tutti.
Avevi ragione, quindi: c'è qualcuno che ha peccato d'egoismo. Solo che quel qualcuno sono io.

Quanto al resto, condivido pienamente il richiamo dell'attenzione alla storia particolare o minore, visto che, come ricordi con grande correttezza, l'ho sostenuto già in passato.

Per me è un piacere leggerti e, se possibile, qualche volta riuscire a dare una piccola mano.

Un caro saluto
Roberto
RobertoC
 

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