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Grimaldi ha scritto:Trovo poi sul web una notizia che mi lascia senza parole....
... Quindi tutti i titoli nobiliari conferiti dopo di allora (1922) non hanno alcun valore e di conseguenza non ne è proibita la vendita, ma pochi lo sanno e molti sono ben disposti a sborsare centinaia o migliaia di euro per comprare una pergamena che gli conferisca il titolo di marchese o barone.
Non è vietato neanche assegnare premi, benemerenze e diplomi più o meno fasulli, sempre dietro pagamento e con modalità analoghe a quelle dei titoli nobiliari fasulli.....
http://www.sottolatorre.it/archivio/200 ... agosto.htm
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Ma è proprio così?


michele d'arasmo ha scritto:Caro Davide,
pur non in modo approfondito sapevo che vi era stato questo tentativo indipendentista. Di questi tentativi e' piena la storia, p.e. quello schiavo di Haiti che per un breve periodo regno' sulla sua isola durante la Rivoluzione Francese, ma storicamente restano solo tentativi, anche se sostenuti da masse piu' o meno ampie.
La sfortuna dei discendenti di questi sovrani (che spesso di fatto riuscirono ad esercitare la propria autorita') e' proprio il fatto che l'avo non venne riconosciuto da nessuno stato. In caso contrario sarebbero come i discendenti delle ex case reali, che sostanzialmente fanno le stesse loro cose. Solo che a differenza dei secondi hanno a loro favore la storia che contribuisce a legittimare le loro concessioni.
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