da Mario Volpe » lunedì 11 agosto 2014, 12:27
Le onorificenze ed i segni distintivi costituiti e concessi da una nazione, sono parte integrante delle sue istituzioni e strumenti più rappresentativi e simbolici (come l'emblema, la bandiera o l'inno nazionale), con l'aggiunta della specifica funzione onorifico/premiale.
Se la sovranità e le relazioni estere di uno stato godono di un regolare riconoscimento internazionale, anche le sue istituzioni simbolico-rappresentative saranno in generale riconosciute e accettate.
Il MAE, come noto, riconosce ed autorizza l'uso nel territorio italiano delle onorificenze estere conferite a cittadini italiani (a livello governativo centrale) dagli stati la cui sovranità è riconosciuta dall'Italia, e con i quali il nostro Paese intrattiene regolari relazioni diplomatiche. Sono pertanto attualmente assai pochi i paesi le cui decorazioni non sono ritenute autorizzabili.
Negli altri paesi, normative e consuetuni in questo specifico settore - come abbiamo spesso discusso in queste stesse pagine - possono essere assi diverse, passando dalla totale liberalizzazione a specifiche limitazioni non solo sulla fregiabilità nel paese delle decorazioni estere, ma anche sulla ricevibilità delle stesse da parte di un concittadino.
Quanto ad esempi di disconoscimento di onorificenze italiane da parte di altri stati, mi viene in mente l'Ordine dell'Aquila Romana, nella sua versione della Repubblica Sociale, il cui riconoscimento fu limitato per ovvie ragioni politiche solo alla Germania, al Giappone e pochi altri...
Anche lo stato di guerra tra nazioni, come accennato da Tomaso, può ovviamente detrminare temporanei disconoscimenti.
Si Deus nobiscum quis contra nos
(motto dell'Ordine di Filippo il Magnanimo - Assia-Darmstadt)