Stemma di Gubbio

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Messaggioda eugubino » domenica 4 settembre 2005, 12:00

Sì, è davvero una bella ricostruzione.
Quando mi sarò organizzato meglio invierò il "vero" stemma di Gubbio, quello scolpito sull'architrave del Palazzo del Popolo (il più antico, credo, in quanto risalente agli anni trenta del XIV secolo).

Le sepolture dei Gabrielli si trovano sulla controfacciata della cattedrale, all'interno della chiesa, a sinistra entrando (o a destra uscendo). La prima, in basso, divisa in due dalla bussola lignea della chiesa; la seconda in alto e a destra della prima.
La prima sepoltura, che un cartello identifica come quella di Gabriele di Necciolo Gabrielli, è fornita di stemmi (uno del comune di Gubbio, uno dei Gabrielli ed un terzo che non ricordo; comunque non mi sarà difficile fotografarli). La seconda sepoltura, che un cartello indica come quella di Pietro Gabrielli, non ricordo se ha degli stemmi. Dovrò verificare.

Nel Museo Diocesano di Gubbio c'è una splendida arma lapidea quattrocentesca, con epigrafe scolpita, disgraziatamente spezzata ma ricostruita.

Quante cose belle: purtroppo mai studiate, mai apprezzate, pochissimo conosciute, anche da me che pure mi occupo di storia locale da qualche lustro!

Saluti
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Messaggioda eugubino » lunedì 5 settembre 2005, 18:09

Volendo ritornare però allo stemma di Gubbio, proporrei questo brano, l'unico, a mia scienza, che esamini con una certa profondità, lo stemma eugubino.


Lo Stemma di Gubbio

L’antica, primitiva bandiera comunale di Gubbio era decorata da un monte d’argento (o bianco) su campo russo.
L’immagine araldica che distingueva la bandiera di Gubbio da altre bandiere comunali (quasi tutte rosse) era quindi il monte.
Ce ne danno conferma:
- L’iscrizione sul tipario comunale del XIV secolo che recita:
EUGUBIO SIGNU(M) FORTIS MONS E(ST) M(IH)I DIGNUM
- Le prescrizioni che accompagnavano il rilascio delle concessioni per battere moneta; nel verso doveva essere coniato il monte.
Osservando gli esemplari di Stefano Tintine (1458), di Mariozo Paulozi (1467), di Corado Batiste (1469) e di Joacchino ser Francisci, per non citare che alcuni denari, vediamo il monte a 3, 5, 6 cime.
- Le Riformanze quando ci tramandano che i guardiani di certe torri militari venivano dotati di scudi o pavesi “depicti ad arma Comunis seu ad montem”.
- Le Riformanze ancora quando ci tramandano nel 1391 che alcuni particolari suini potevano essere eccezionalmente allevati nei castelli; come segni di riconoscimento dovevano però avere incisi sulla scapola destra “signum montis” (simbolo del Comune) e sull’orecchio sinistro il Tau (simbolo della Congregazione di S. Antonio).
Il monte a 3, 5, 6, 10 15 cime era una libera interpretazione dell’artista, senza alcun riferimento storico o araldico.
Con la venuta degli Angiò in Italia (non si sa bene se con Carlo nel 1265 o con Roberto nei primi anni del ‘300), molte città furono autorizzate a fregiare le proprie Armi con la “pezza onorevole” del “Capo d’Angiò”, espressione di guelfismo: “Capo d’azzurro caricato di tre gigli d’oro e di una Lambello di rosso”.
Il Capo, araldicamente, occupa il terzo superiore dello scudo, immaginandolo diviso orizzontalmente in tre parti uguali.
Il Lambello (detto impropriamente rastrello) è formato da una “trangla” munita di “pezzetti pendenti” tra i quali sono i gigli.
I gigli di Francia (in francese fleur de lys) sono tre, in oro.
Anche in questo caso, come con le cime del monte, i pezzetti pendenti dovrebbero essere quattro, per dar posto fra loro a tre gigli.
Ma si vedono Lambelli con più “pezzetti pendenti” e quindi con più gigli.

( capitolo tratto da: P.L. MENICHETTI, Storia di Gubbio dalle origini all’Unità d’Italia, Città di Castello 1987, vol. I, p. 389)


Leggendo queste poche righe, a parte gli inevitabili errori per l'uso, forse poco improprio del linguaggio arandico, molte sono le domande e riflessioni che mi vengono in mente, prime tra tutte queste due:

Perché, come qui ampiamente scritto, lo stemma ufficiale (che troviamo scolpito in vari luoghi, anche "privati") ha il capo d'Angiò, mentre in molte altre situazioni il comune è distinto solo dalla vecchia arma (monte d'argento in campo rosso)?

Il territorio già appartenente al comune trecentesco è stato poi diviso in varie parti per le giuste spinte autonomistiche di quelli che una volta erano "castelli" e che poi sono diventati "Terre" e quindi anche "Città". Appartennero a Gubbio i territori che attualmente costituiscono i comuni di: Costacciaro (PG), Scheggia-Pascelupo (PG), Cantiano (Pesaro Urbino), Pergola (PU) e Serra Sant'Abbondio (PU).
TUTTI questi comuni hanno nel loro stemma il monte, solo Cantiano ha pure i gigli!!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 5 settembre 2005, 18:37

eugubino ha scritto:Volendo ritornare però allo stemma di Gubbio, proporrei questo brano, l'unico, a mia scienza, che esamini con una certa profondità, lo stemma eugubino
Lo Stemma di Gubbio
L’antica, primitiva bandiera comunale di Gubbio era decorata da un monte d’argento (o bianco) su campo russo.

Questo è difatti il primigenio simbolo del comune.

...(omissis)...Il monte a 3, 5, 6, 10 15 cime era una libera interpretazione dell’artista, senza alcun riferimento storico o araldico.

L'artista è come il proto: è sempre lui a :roll: sbagliare... scherzi a parte, la sola certezza è che oggi (e non da oggi) la sua forma si è tradizionalmente fissata nel cosiddetto monte alla tedesca di cinque cime.

Con la venuta degli Angiò in Italia (non si sa bene se con Carlo nel 1265 o con Roberto nei primi anni del ‘300), molte città

...e non solo, come abbiam detto sopra...

furono autorizzate a fregiare le proprie Armi con la “pezza onorevole” del “Capo d’Angiò”, espressione di guelfismo: “Capo d’azzurro caricato di tre gigli d’oro e di una Lambello di rosso”.

In origine, però, i gigli non erano limitati a tre, ma seminati.

...(omissis)...Il Lambello (detto impropriamente rastrello)

No, attenzione, si tratta di due figure simili ma non uguali fra loro.

...(omissis)...i pezzetti pendenti dovrebbero essere quattro, per dar posto fra loro a tre gigli. Ma si vedono Lambelli con più “pezzetti pendenti” e quindi con più gigli.
(capitolo tratto da: P.L. MENICHETTI, Storia di Gubbio dalle origini all’Unità d’Italia, Città di Castello 1987, vol. I, p. 389)

Vero. E anche di questo abbiam parlato sopra.

...(omissis)...Perché, come qui ampiamente scritto, lo stemma ufficiale (che troviamo scolpito in vari luoghi, anche "privati") ha il capo d'Angiò, mentre in molte altre situazioni il comune è distinto solo dalla vecchia arma (monte d'argento in campo rosso)?

La risposta, forse, sta in quest'altra domanda: Gubbio godette mai di concessione ufficiale all'uso del capo angioino? Non è una :( domanda retorica... :oops: davvero non lo so!

Il territorio già appartenente al comune trecentesco è stato poi diviso in varie parti per le giuste spinte autonomistiche di quelli che una volta erano "castelli" e che poi sono diventati "Terre" e quindi anche "Città". Appartennero a Gubbio i territori che attualmente costituiscono i comuni di: Costacciaro (PG), Scheggia-Pascelupo (PG), Cantiano (Pesaro Urbino), Pergola (PU) e Serra Sant'Abbondio (PU). TUTTI questi comuni hanno nel loro stemma il monte, solo Cantiano ha pure i gigli. Perché?


Trattandosi di nuove entità autonome, non erano in alcun modo vincolate agli usi formali ed estetici di Gubbio, nè erano comprese nelle eventuali concessioni da quest'ultimo godute.

Anzi, avevano intuibili e ottimi motivi per darsi un simbolo che si ricollegasse a quello della "primitiva appartenenza", ma senza farsene sopraffare... e differenziandosene quanto possibile!

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Messaggioda eugubino » lunedì 5 settembre 2005, 21:09

I suoi ragionamenti non fanno una piega. Grazie per la risposta.

Per quanto ne sappia non ho mai sentito parlare di un documento con cui gli Angiò (o chi per loro) concessero al comune di Gubbio il loro capo.
Se questo documento esiste, deve essere nascosto molto bene!

Ricordo invece documenti contabili (pochissimi a dire il vero) in cui si cita il lavoro svolto da un (o più) lapicida della fine del XIV sec. In esso, mi pare, sono nominate le figure araldiche dello stemma eugubino. Non ricordo però i termini esatti.
Sarò più preciso in un'altra circostanza.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 5 settembre 2005, 21:20

eugubino ha scritto:Per quanto ne sappia non ho mai sentito parlare di un documento con cui gli Angiò (o chi per loro) concessero al comune di Gubbio il loro capo. Se questo documento esiste, deve essere nascosto molto bene!

Credo che (non solo per Gubbio) tal genere di documenti sia cosa rarissima. Concessioni di codesto tipo erano sovente fatte all'impronta e verbalmente... ricordi il "Todos caballeros!" di Carlo V, qualche secolo dopo? :wink:

Ricordo invece documenti contabili (pochissimi a dire il vero) in cui si cita il lavoro svolto da un (o più) lapicida della fine del XIV sec. In esso, mi pare, sono nominate le figure araldiche dello stemma eugubino. Non ricordo però i termini esatti. Sarò più preciso in un'altra circostanza.


Si tratterebbe di documenti araldicamente eccellenti, se si spingessero davvero a dettagliare il lavoro eseguito! :P

Grazie per quello che riuscirai a reperire al riguardo.

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Messaggioda eugubino » sabato 10 settembre 2005, 17:18

Gentile fra’ Eusanio, purtroppo le mie ricerche, fino ad ora, hanno raccolto ben poca cosa. Ma ne voglio dar conto ugualmente.
Prima, però, voglio riferire di un curioso documento del 1342.
In quell’anno il comune di Gubbio deliberò che i propri balii, per essere riconosciuti, dovessero svolgere le proprie funzioni portando “in capite caputeum vel capelinam panni rubei cum duobus montibus panni albi sicut sunt arma comunis eugubii”. Credo, naturalmente, che i due monti dovessero essere posti ai lati del copricapo.

1.
Nel 1377 viene murata nella torre della porta di Santa Lucia la pietra sulla quale è scolpita l’arme del comune con i nomi del gonfaloniere e dei consoli dell’epoca.

2.
Nel 1378 il magister lapidum Lello di Bonrocco scolpisce l’arme del comune di Gubbio posta sulla torre di Sant’Agostino.

ecco un'immagine

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La pietra calcarea sembra proprio opera del XIV sec. e quindi potrebbe essere quella lavorata da mastro Lello; il lambello (in pietra cosiddetta palombina, mi pare) non saprei datarlo. Che sia contemporaneo al monte? D’altra parte il documento parla chiaramente di arme del comune (“arma comunis”).

3.
Sempre nel 1378 viene murata nella torre della porta di San Pietro una pietra nella quale è scolpita l’arme del comune di Gubbio “cum lilijs et rastello”.



Tornando allo stemma di Gubbio inserisco di seguito due armi: la prima posta sull’architrave del Palazzo del Popolo (poi detto dei Consoli); la seconda posta sulla tomba parietale del vescovo eugubino Gabriele Gabrielli morto nel 1383.
La lettura delle armi scolpite sull’architrave del Palazzo dei Consoli - databile al 1336 - e sulla tomba del vescovo Gabrielli posta nella Cattedrale (che in questa occasione non riporto), possono essere lette anche dal punto di vista politico!

Saluti
Fabrizio

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 11 settembre 2005, 15:38

É quindi certo che nel 1332 i gigli angioini erano già ufficialmente contenuti nello stemma civico di Gubbio... ed è ancor più certo che all'epoca l'uso :wink: ne era gradito!

Invece, nel 1342 la delibera da te riportata citava solo il monte: era questione di semplice orgoglio comunale? O il riflesso di un motivo "politico" che induceva a "dimenticarsi" del simbolo guelfo?

E di certo nel 1378 magister Lello fu :wink: "indotto" a dimenticarsene ancora...

...mentre oggi (e non da oggi) i gigli sono, come abbiamo visto, ben presenti.

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Messaggioda eugubino » lunedì 12 settembre 2005, 11:44

Gentile fra' Eusanio,
la data 1332 che compare a sinistra dell'architrave si riferisce all'inizio della costruzione del Palazzo dei Consoli. La data (1336) posta a destra ci fornisce invece il termine cronologico nel quale fu posto in opera il detto architrave. Credo quindi che sia più corretto riferire all'ottobre 1336 la data di esecuzione dei tre stemmi.

Un orgoglio municipalistico? Un rifiutare una eventuale imposizione non gradita e non voluta? Chissà che non sia stato così. Di certo, procedendo in questa ricerca nata per caso, mi sto accorgendo di alcune cose.

1. La delibera comunale del 1342 è il primo documento (inedito, segnalatomi da un amico) nel quala si fa esplicito riferimento ai colori del vecchio stemma comunale: monte bianco in campo rosso;

2. Nel sec. XIV convissero sia a livello fisico, sia a livello documentario, le due armi comunali: quella coi i gigli (mi pare di capire che il capo d'Angiò avesse ed abbia solo tre gigli; sbaglio? mi sa che dovrò tornare su questo argomento con più calma) e quella senza gigli.

Mi piacerebbe fare un elenco dettagliato per il Trecento: immagini (stemmi e monete) e documenti. Vedremo!

Alla prossima ... per l'immagine di un bel tipario comunale trecentesco, ma rifuso nel tardo Cinquecento.

Per il momento invio la sintesi perfetta dell'arma eugubina, tridimensionale, già in uso - sebbene con forme leggermente diverse, nella prima metà dell'ottocento.


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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 12 settembre 2005, 16:48

...bellissimo :P esempio di emblemi araldici effigiati tridimensionalmente e in forma disarticolata, su di un manufatto architettonico e privo di scudo!

Grazie di aver corretto al 1336 la datazione del (finora) più antico stemma eugubino col capo d'Angiò: il quale capo si caratterizza sempre per la compresenza di gigli e lambello.

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Messaggioda eugubino » martedì 13 settembre 2005, 11:55

Gentile fra' Eusanio,
visto che mi si sta creando una confusione mentale incredibile, gradirei ricevere da lei una lezioncina su: capo d'angiò, lambello, restrello, pezza d'onore, gigli etc. etc.
Con tutta la calma che le occorre....
Grazie infinite.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 13 settembre 2005, 15:03

eugubino ha scritto:Gentile fra' Eusanio, visto che mi si sta creando una confusione mentale incredibile, gradirei ricevere da lei una lezioncina

:shock: Lezioni? Addirittura... :oops: ...il vecchio frate non è un maestro, ma un amico che parla a voce alta di quel poco che sa...

su: capo d'angiò, lambello, restrello, pezza d'onore, gigli etc. etc. Con tutta la calma che le occorre.... Grazie infinite. Fabrizio


Grazie a te della domanda, che... cercherò di circoscrivere, visto che parlando del capo d'Angiò riusciamo a prendere tutti questi temi.

a) Per capo d'Angiò s'intende l'omonima pezza araldica contenente figure e smalti dello stemma della dinastia francese degli Angiò;

b) se ne distinguono due versioni: d'Angiò antico e d'Angiò moderno (gli aggettivi dipendono dalla rispettiva derivazione dallo stemma angioino antico o moderno, e identificano grosso modo anche la sequenza temporale dei rispettivi utilizzi);

c) blasone del capo d'Angiò antico: d'azzurro, seminato di gigli d'oro, al lambello di rosso;

d) blasone del capo d'Angiò moderno: d'azzurro, a tre di gigli d'oro, al lambello di rosso;

e) a volte, in entrambi i casi (più spesso negli esemplari antichi), il lambello può essere sostituito da un rastrello (pezza concettualmente analoga, ma di forma più geometrica e squadrata);

f) altre volte, e più spesso nei capi d'Angiò moderno, si assiste ad un fenomeno di "proliferazione" che porta ad aumentare il numero sia dei gigli che dei pendenti del lambello: la cosa ha valore puramente grafico, e non trova riscontro in concessioni ufficiali né ufficiose da parte angioina.

Sei già abbastanza esausto? :wink:

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Messaggioda eugubino » martedì 13 settembre 2005, 21:06

Grazie mille.
Ora mi stampo la lezione ... e me la ripasso mentalmente.

Alla prossima!

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Messaggioda mcs » mercoledì 14 settembre 2005, 0:34

Quel simpaticone :4: :4: :4: di fra' Eusanio... dice:

L'artista è come il proto: è sempre lui a sbagliare... scherzi a parte (omissis)

Io :1: :evil: :1: avrei diverse cosucce da dire a tal proposito...

Ne vogliamo parlare :3: :3: :3: :3: :3: :3: :3: ? !?

mcs

P.S. magari...in un altro topic!
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Messaggioda eugubino » mercoledì 14 settembre 2005, 11:36

Mentre sto procedendo alla raccolta di altro materiale, ho avuto modo di parlare con alcuni impiegati dell'ufficio beni culturali del comune di Gubbio i quali mi hanno detto una cosa che ha - per me - dell'incredibile. Pare (dico pare perché non conosco i dicumenti) che la commissione araldica presso la Presidenza del Consiglio abbia imposto il cambio dello smalto del monte da argento (bianco) in oro! Questa imposizione dovrebbe essere avvenuta - così mi è stato riferito - circa 20 anni fa, al momento del riconoscimento ufficiale (che ufficioso l'avevamo da ben oltre 2000 anni!) del titolo di città per Gubbio, con conseguente cambio del timbro dello stemma (cambio della forma della corona turrita e variazione del colore da argento in oro).

In effetti su certa carta intestata il monte è stato colorato d'oro!!
Per me c'è qualcosa che non quadra! Non credo che una commissione araldica possa trasformare così profondamente una arme plurisecolare.
Dovrò indagare meglio.

Forse gl'impiegati si sono confusi tra il colore della corona (giallo per le città, argento per i comuni) con quello del monte che non avrebbe nessun senso cambiare.
Tanto più che sia il gonfalone comunale, sia il sito a"raldica civica", riportano lo stemma eugubino (che si trovaato postato anche in questo topic) con il monte d'argento.

Saluti
Fabrizio.
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Messaggioda mcs » mercoledì 14 settembre 2005, 12:17

Gent.mo Sig. Fabrizio,
tutto può essere :shock: !
A me sono capitati sottomano diversi documenti che attribuivano degli errori araldici a stemmi civici (o anche di altra natura); es. il mio comune di residenza ha i rami di ulivo e quercia legati da un nastro rosso invece del fiocco tricolore :roll: ... perchè?
Qualunque sia stato il motivo, poco importa: così è stato autorizzato!!!

Quindi...prima di qualsiasi altra cosa, le suggerirei di andare a leggere attentamente "le carte"...in araldica una parola interpretata per un'altra...può fare una grossa differenza :wink: !

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