Personal Ancestral file

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda Luca » martedì 30 agosto 2005, 0:21

Ho avuto modo di vedere come illustrate graficamente le linee genealogiche discendenti e mi sembra che sia facilmente comprensibile (oltre a non necessitare di nessun programma specifico per poterlo leggere). Ma nel caso di una ricerca genealogica ascendente per quarti, specialmente quando i dati cominciano a diventare sostanziosi, credo ci sia bisogno di organizzarli in maniera più tecnica. Ho trovato (non che sia una scoperta epocale, la mia) sul sito dei Mormoni http://www.familysearch.org/ un programma gratuito (il PAF appunto) che mi sembra ben strutturato e di non difficile utilizzo, oltre al fatto che si potrebbe condividere in rete (sempre sul loro sito) tutto il materiale raccolto con una platea molto vasta. Volevo sapere se qualcuno lo conosce e cosa ne pensa (in particolar modo del possibile conferimento dei propri dati su quel sito)
Se avete già affrontato in precedenza questo argomento chiedo scusa già da ora per la ripetizione.
Luca
 
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Messaggioda Grimaldi » giovedì 8 settembre 2005, 17:54

Egr. sign. Luca
personalmente le rispondo solo ora perchè sono da poco tornato dalle vacanze.
In merito alla sua domanda la informo che conosco il programma ed il sito che lei cita.
La rappresentazione grafica di genealogie (scritte senza un file ad hoc ma come semplice documento, in html per la maggioranza) ha i pro ed i contro, come ogni cosa.
I vari programmi che esistono (molti freeware) hanno l'indubbio vantaggio della mole di dati archiviabile e facilemente reperibile ma necessitano del programma o del formato gestibile (es. il ged) da altri programmi.
Per quanto riguarda l'idea di un solo sito che raccolga dati personali ho qualche riserva, soprattutto per la riservatezza dei dati.
Se gradisce approfondire il tema sarò lieto di farlo con lei.

Cordiali saluti.
Grimaldi
 

Messaggioda Luca » venerdì 9 settembre 2005, 0:49

Come prima cosa mi auguro che lei abbia trascorso delle buone vacanze e, in ogni caso, ben tornato.
Indubbiamente avere la possibilità di gestire una notevole quantità di dati personali può creare problemi di sicurezza per quello che riguarda la privacy. Credo che ciò sia agevolmente superabile fornendo esclusivamente dati "storici" (cioè partendo da persone non più in vita) o arrivare ai nostri giorni con dei meri collegamenti asettici (un semplice nome e cognome) che poi è quello che la maggior parte dei genealogisti fa sui propri siti. Anche perché sarà d'accordo con me nel ritenere che, dopo anni di ricerche, tenere tutto il proprio lavoro all'interno del computer di casa è un po' da masochisti. Sarà pur vero che la totalità di noi inizia per un puro bisogno interiore di conoscenza, ma la passione che con il tempo ti avvolge ti dà quella strana sensazione di voler a tutti i costi fare dei proseliti e credo che un sito come quello di cui discutiamo, visionato da tantissime persone, sia una buona vetrina. Penso sia successo anche a lei di digitare il suo cognome su un motore di ricerca per vedere cosa ne usciva fuori. Immagini se facendolo si fosse trovato dinanzi ad un suo omonimo che aveva già svolto una ricerca genealogica (più o meno attendibile, per carità) sulla sua famiglia. Ho la sensazione che (se anche lei non avesse mai trascorso una sola ora della propria vita in un archivio) avrebbe comunque catturato la sua curiosità. Non crede?
In ogni caso se ho posto questa domanda è perché nutro anch'io delle perplessità e mi fa piacere poterne discutere con qualcuno particolarmente esperto e attento al mondo della ricerca genealogica.
Le rinnovo personalmente il mio ringraziamento per avermi segnalato l'esistenza di questo forum.
Luca
 
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Messaggioda Grimaldi » venerdì 9 settembre 2005, 10:14

Gentile signor Luca
indubbiamente la pratica di "cercare in Rete" la propria famiglia è molto diffusa!
E l'idea di un database online in cui tutti possono inserire dati genealogici di una famiglia e condividerli pubblicamente (pur nel rispetto della privacy) è molto interessante.
Ma siccome la genealogia è una scienza e necessita della famosa (e tanto discussa) attendibilità un sito che gestisca un simile archivio online necessiterebbe poi comunque di ulteriori ricerche (comunali, parrocchiali ecc.) volte ad ottenere copie degli atti da cui sono stati estratti i dati che ci interessano.
In sostanza se troviamo una famiglia che pare sia congiunta alla nostra (magari abbiamo in comune, con una famiglia dell'archivio online, la linea dal nostro bisnonno a risalire) dobbiamo poi controllare con i documenti originari dei dati.


Cordiali saluti

G.
Grimaldi
 

Messaggioda Luca » sabato 10 settembre 2005, 15:36

[In sostanza se troviamo una famiglia che pare sia congiunta alla nostra (magari abbiamo in comune, con una famiglia dell'archivio online, la linea dal nostro bisnonno a risalire) dobbiamo poi controllare con i documenti originari dei dati.]

Questo è indubbio, ma, soprattutto nel caso in cui si è lontani dai luoghi presso cui sono conservati i documenti originali, c'è una bella differenza tra l'andare completamente alla cieca e l'avere una buona (da verificare, chiaramente!) base di partenza. Anche se sono nuovo del forum non sono comunque completamente digiuno della materia e devo dire che condivido in pieno la sua "maniacale" (si fa per dire!) abitudine nel ripetere che tutti i dati vanno riscontrati "sul campo"; ma sarà d'accordo con me nel ritenere che a volte serve anche un colpo di fortuna per poter procedere nelle ricerche e io mi sentirei ben disposto ad accettarlo da qualunque fonte possa provenire (Internet compreso).
In attesa di conoscere la sua graditissima opinione la saluto cordialmente.
Luca
 
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Messaggioda Grimaldi » sabato 10 settembre 2005, 16:25

:D "maniacale" sì
Ma ancora non mi sembra completamente entrata nelle sane abitudini di tutti i ricercatori di genealogie che conosco! :wink:

Condivido cmq in pieno le sue affermazioni.

Occorre dividere dunque ciò che è documentato e che supporta una buona genealogia
da ciò che sono gli "spunti di ricerca".

Che possono anche essere rintracciati in tanti modi (una chiacchierata, un sito web ecc.) ma che poi possono essere esaminati (ed eventualmente) documentati al fine di aiutarci nei nostri studi o essere messi da parte. :)

Saluti

G.
Grimaldi
 

Messaggioda Luca » domenica 11 settembre 2005, 0:23

Vedo con piacere che su qualcosa siamo d'accordo. Anche perché ciò che avevo omesso di dire (credendolo anche un po' scontato, forse) è che il bello delle ricerche genealogiche è soprattutto quello di scoprire le cose che altri non hanno ancora trovato (magari perché non interessati a farlo) o che, con lo scorrere del tempo, sono passate nell'oblio. Però quando una cosa non riesci proprio a trovarla ti attaccheresti a tutto, anche alla settimana enigmistica, pur di venirne a capo. Certo la possibilità che un aiuto ti arrivi dal cielo (o dal Web, come dicevamo sopra) è piuttosto bassa, ma qualcuno vuole forse impedirci di sperare nei miracoli?
Passando invece ad altri argomenti, avrei piacere di domandare a lei e agli altri partecipanti al forum se potreste aiutarmi sulla possibile etimologia di un paio di cognomi. Ritiene che possa farlo all'interno di questo topic o è necessario avviarne un altro?
Saluti.
Luca
 
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Messaggioda Grimaldi » domenica 11 settembre 2005, 2:55

Caro signore
credo che lei possa senz'altro chiedere delle etimologie che le interessano.
Cercheremo di aiutarla se possiamo. :)

Saluti

G
Grimaldi
 

Messaggioda Luca » lunedì 12 settembre 2005, 15:01

Allora provo.
Il primo cognome è Trionfetti, che compare a Terni sul finire del Seicento e verrà "usato" da un ceppo famigliare che già era presente da lungo tempo in città ma che, come spesso capitava, non aveva ancora un proprio cognome.
Il secondo è Paccara che viene "affibiato" ad una persona che fino al suo matrimonio era chiamato Sante Cristofori (dal nome del nonno Cristoforo) e che dal momento della nascita dei suoi figli (1790 in avanti) viene identificato come Depaccara inizialmente e poi definitivamente e per il resto della sua vita nella versione sopradetta. Per quello che riguarda le mie conoscenze non esistevano in zona toponimi che potessero richiamare i due cognomi citati, né parole in dialetto che vi si avvicinassero. Per il secondo ho trovato circa un secolo prima dei Paccarini ma non sono riuscito a rintracciare possibili collegamenti e, in zone limitrofe, dei Pascheri sempre non collegabili.
Saluti
Luca
 
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Messaggioda Luca » lunedì 12 settembre 2005, 15:02

Allora provo.
Il primo cognome è Trionfetti, che compare a Terni sul finire del Seicento e verrà "usato" da un ceppo famigliare che già era presente da lungo tempo in città ma che, come spesso capitava, non aveva ancora un proprio cognome.
Il secondo è Paccara che viene "affibiato" ad una persona che fino al suo matrimonio era chiamato Sante Cristofori (dal nome del nonno Cristoforo) e che dal momento della nascita dei suoi figli (1790 in avanti) viene identificato come Depaccara inizialmente e poi definitivamente e per il resto della sua vita nella versione sopradetta. Per quello che riguarda le mie conoscenze non esistevano in zona toponimi che potessero richiamare i due cognomi citati, né parole in dialetto che vi si avvicinassero. Per il secondo ho trovato circa un secolo prima dei Paccarini ma non sono riuscito a rintracciare possibili collegamenti e, in zone limitrofe, dei Pascheri sempre non collegabili.
Saluti
Luca
 
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Messaggioda Grimaldi » lunedì 12 settembre 2005, 16:30

Egr. signore
non capisco cosa lei voglia dire scrivendo che tale cognome "....verrà usato da un ceppo..." di una famiglia "ma che non aveva ancora un proprio cognome."...
In che senso non ne aveva?
Ed in che senso usato solo da un ceppo?

Poi ci parla di questo signor Sante Cristofori (che prende il nome in pieno settecento dal nome del nonno Cristoforo???) che usa il cognome Paccara dal suo matrimonio o Depaccara....

Sono atti parrocchiali?
Ad una prima impressione le dirò che mi sembra strano che nel settecento si potesse cambiare cognome così...
Per la seconda forma che muta potrebbe trattarsi di una cattiva trascrizione del cognome (o una variazione).

Resto in attesa di sue notizie
Grimaldi
 

Messaggioda Luca » lunedì 12 settembre 2005, 23:37

Proverò ad essere più preciso.
Prima cosa dobbiamo considerare che non si parla di famiglie con una elevata posizione sociale ma di umili origini, e non so se succedeva così in tutta Italia ma da queste parti capitava spesso che tali persone non fossero identificate sempre con un cognome, anzi la maggior parte delle volte si procedeva a forza di patronimici (non so se il termine è appropriato). Con ceppo famigliare intendevo (erroneamente) dire che tutti i componenti della famiglia che sono riuscito a ricostruire, da quel periodo (fine Seicento, inizi del Settecento) cominciano ad essere così chiamati. Riporto le seguenti trascrizioni dei registri di battesimo per cercare di spiegare meglio: la prima riguarda la nascita di quel Bartolomeo che nella seconda trascrizione è il padre:
10 May 1691. Bartolomeo filio Valentino di Anastasio da Terni e di Milia sua consorte nacque hieri nella parrocchia del Monumento è stato battezzato da me D. Domenico Vignoli....
10 Dicembre 1740. Gio. Maria Belardino Aloigi figlio di Bartolomeo Trionfitto e di Antonia sua consorte nacque giovedì 8 ad hore due e mezza di notte nella cura di Monumento ed è stata battezzata da me d. Saverio Belforte curato ...

Avrà notato che è riportato Trionfitto al posto di Trionfetti ma non è l’unico caso e, anzi, a volte ho trovato anche Trionfetto.
Per quello che riguarda Sante Cristofori le posso assicurare che anche se sembra strano è successo proprio così. Non starò qui a riportare tutte le “carte" per dimostrare questa affermazione perché oltre ad essere abbastanza complesso credo che risulterebbe anche noioso, per cui chiedo di fidarvi di me (in fin dei conti anche se avessi preso un grosso abbaglio porterei danno principalmente, o meglio esclusivamente, alla mia causa).
Spero di aver chiarito i suoi dubbi, se così non fosse mi dica su cosa le rimangono incertezze.
Saluti
Luca
 
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Messaggioda Grimaldi » martedì 13 settembre 2005, 12:41

Caro signore
sinceramente i dubbi mi sono aumentati... :D

Le dirò che mi sembra strano che in epoca moderna (sei-settecento) la forma cognomastica di una famiglia fosse così variabile...

Bisognerebbe davvero indagare a fondo per cercare di comprendere i motivi di tali mutazioni.
Perchè le trascrizioni potevano essere errate e/o diversificate, ma addirittura mutare del tutto un cognome con un altro...

Capisco l'uso di patronimici o anche soprannomi, ma non mi risulta (forse per mia limitatezza) che sostituissero i cognomi in epoca moderna come accadeva nel medioevo.
La forma stabile del cognome è proprio una caratteristica moderna, che si radicò dal rinascimento... e soprattutto anche dal celebre concilio tridentino...
Al massimo un cognome ho notato che poteva essere omesso (figlio di X e di Y, già parrocchiani e risultanti altrove) in atti parrocchiali, ma non mutato.
E cmq una cosa è ciò che un atto riporta (ad es, un errore o omissione) ed un'altra è l'effettivo cognome di una famiglia (che essa usava).
Io cercherei altri documenti (ad es. atti notarili) per cercare conferme alle ipotesi.

Cordiali saluti.

G.G.
Grimaldi
 

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 13 settembre 2005, 13:42

Luca ha scritto:...(omissis)...Il secondo è Paccara...(omissis)...


Il cognome Paccari è attestato in uno stemmario di Spoleto del XVIII secolo, mentre a Fermo risulta un cognome Paccaroni derivato (si dice) da un tale il cui nome di battesimo era Paccarone.

Bene :D vale
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Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
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Messaggioda Luca » martedì 13 settembre 2005, 19:30

Gentile Signor Grimaldi
se vuole posso inviarle per posta elettronica (anche per non intasare questo forum) alcune trascrizioni riguardanti atti notarili (di questi ho fatto anche delle foto), atti di matrimonio e nascita che ritengo possano confermare ciò che ho scritto. In ogni caso accetto di buon grado le sue critiche, anche perché ho molto da imparare in questo campo.

In quanto alle indicazioni riportatemi gentilmente da Fra' Eusanio devo dire che anni fa passeggiando per Fermo notai una Via Paccarone e chiesi ad una mia amica di lassù se poteva indagare un po'. Poi lei non ebbe tempo di farlo e la cosa passò senza seguito.
Per quello che riguarda Spoleto invece non ne sapevo assolutamente nulla e, vista la vicinanza territoriale, devo dire che risulta abbastanza interessante. In che modo pensa che potrei approfondire i due indizi?

Aspetto vostri graditi suggerimenti.
Luca
 
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