Uniformi cavalleresche e diplomatiche

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Uniforme = Militare?

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 10 dicembre 2012, 14:53

nicolad72 ha scritto:Tomaso il tuo discorso presenta incoerenze di ordine storico. L'uniforme non è esclusivo appannaggio di chi esercita il mestiere delle armi. Esistono ordini cavallereschi, e pure di un certo prestigio, che prevedono per i loro membri un'uniforme che mai hanno avuto funzioni o ruoli militari.


Infatti esistono anche uniformi non militari come quelle diplomatiche o di ordini cavallereschi non militari. Nessun problema. Ritengo comunque che siano fuori luogo anch'esse oggi, come infatti ho ripetuto per l'uniforme dei diplomatici che vedrei meglio con un semplice frac.
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Re: Uniformi cavalleresche e diplomatiche

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 10 dicembre 2012, 15:06

Antesterione ha scritto:In una provincia di un ordine religioso molto antico del nord italia, era addirittura fatto divieto di utilizzare l'abito fuori dalle mura conventuali sicché il religioso avrebbe dovuto pensare ad un guardaroba "borghese" per qualsiasi attività all'esterno. Riducendo così l'abito religioso ad un mero abito corale. Perché appunto la fattura barocca del medesimo lo rendeva poco consono ai tempi. Certo è che se la gente si disabitua a vedere l'abito, il singolo religioso che contravviene alla desuetudine risulterà forse anche ridicolo. E credo che questo punto sia valido anche per noi Cavalieri, possiamo decidere di dar ragione agli altri e sparire inghiottiti da altre mode o portare fieramente il proprio abito tradizionale.


L'ho ribadito prima, ma ci tengo a precisarlo a scanso di equivoci. Concentriamoci sugli ordini cavallereschi e non sui militari o i sacerdoti (ma questo vale anche per i magistrati o per tutti coloro che indossano un'uniforme/divisa). Un conto è una persona che svolge una funzione specifica riconosciuta all'interno della società e che prevede l'uso di una divisa/uniforme, non indossa l'uniforme/divisa per sua scelta e contravviene alle norme del suo stesso superiore (in questo caso rientrano i sacerdoti ed i religiosi per cui è prevista, dalle norme del Vaticano, l'uso della talare e solo in casi specifici il clergyman o per i militari et cetera) e un conto è un cavaliere che svolge una funzione all'interno della società profondamente mutata rispetto a quella che svolgevano i suoi confratelli di qualche secolo addietro sia per come la società vede la cavalleria sia per come si è trasformata la stessa cavalleria che ha dismesso la sua funzione militare e dedica la sua azione prevalentemente nell'ambito religioso e filantropico.
Non comprendo perché si continuino a tirare in ballo i sacerdoti che contravvengono alle norme specifiche dei loro superiori, ma che svolgono la medesima attività che svolgevano i loro predecessori e per cui sono stati ordinati e per cui è prevista una divisa distintiva per il loro servizio e i cavalieri che oggi non svolgono la medesima attività che svolgevano 200 anni fa.
Alle volte ho il timore che ci attacchiamo eccessivamente a delle questioni che denominiamo "tradizione" e che però sono svuotate del loro reale significato che possedevano nel passato da cui derivano. Ho il timore che la crisi della cavalleria moderna non sia nell'aver dismesso le uniformi, ma nel pensare che tali orpelli esteriori possano fare il cavaliere. Basta vedere le discussioni con cui spesso abbiamo a che fare nel nostro forum, guerre tra obbedienze, cacciatori di nastrini, cavalieri insigniti di ordini in completa contrapposizione tra loro per motivi storici e di dinastie a cui fanno riferimento...
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Re: Uniformi cavalleresche e diplomatiche

Messaggioda Cronista di Livonia » lunedì 10 dicembre 2012, 15:45

Caro Signor Cravarezza,

ma perché si ostina così pervicacemente a sostenere una cosa palesemente in contrasto con se stessa e con la realtà? Forse non se ne rende conto? Mi spiego meglio, lei afferma che da 200 anni la funzione dei Cavalieri nella società è cambiata e quindi oggi, dati mutamenti intervenuti oltre 200 anni fa il fatto che abbiano un'uniforme è un assurdo. Ma si rende conto che ciò non corrisponde al vero?

T.G.Cravarezza ha scritto: e un conto è un cavaliere che svolge una funzione all'interno della società profondamente mutata rispetto a quella che svolgevano i suoi confratelli di qualche secolo addietro sia per come la società vede la cavalleria sia per come si è trasformata la stessa cavalleria che ha dismesso la sua funzione militare e dedica la sua azione prevalentemente nell'ambito religioso e filantropico.
Non comprendo perché si continuino a tirare in ballo i sacerdoti che contravvengono alle norme specifiche dei loro superiori, ma che svolgono la medesima attività che svolgevano i loro predecessori e per cui sono stati ordinati e per cui è prevista una divisa distintiva per il loro servizio e i cavalieri che oggi non svolgono la medesima attività che svolgevano 200 anni fa.


Allora,

1.) Tutte o quasi le attuali uniformi in uso sono nate tra la seconda metà del XIX secolo ed i primi decenni del XX (diciamo indicativamente 1870-1910, ma tagliato molto rozzamente), quindi tutte, nessuna esclusa, dopo quella che lei stesso afferma essere stata la fine della funzione militare. Ciò significa che chi le istitui dopo la fine della funzione militare le riteneva necessarie.

2.) Ci potrebbe cortesemente spiegare come sarebbe cambiata radicalmente la funzione dei Cavalieri degli ordini pontifici dall'istituzione delle loro uniformi ad oggi? E in particolare come sarebbe cambiata la loro funzione militare? Sarei veramente curioso di saperlo.

3.) Ci potrebbe cortesemente spiegare come la cessata funzione militare degli ordini militari abbia influito negativamente su Ordini che militari non sono mai stati, quali l'Ordine di San Gregorio Magno o l'Ordine Piano?

Mi dispiace, ma questa volta temo si sia su sponde diametralmente opposte e non solo per ragioni di diverso sentire, che troverei assolutamente legittime, ma proprio per ragioni di mera logica e realtà storica e non.
Cordialmente,

Il Cronista di Livonia

P.S. concordo pienamente con l'ottimo intervento di Antesterione.
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Re: Uniformi cavalleresche e diplomatiche

Messaggioda nicolad72 » lunedì 10 dicembre 2012, 16:22

Tomaso, a questo punto devi indicare cosa caratterizza universalmente oggi una uniforme militare rispetto ad una non militare?
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Re: Uniformi cavalleresche e diplomatiche

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 10 dicembre 2012, 16:33

Cronista di Livonia ha scritto:
1.) Tutte o quasi le attuali uniformi in uso sono nate tra la seconda metà del XIX secolo ed i primi decenni del XX (diciamo indicativamente 1870-1910, ma tagliato molto rozzamente), quindi tutte, nessuna esclusa, dopo quella che lei stesso afferma essere stata la fine della funzione militare. Ciò significa che chi le istitui dopo la fine della funzione militare le riteneva necessarie.

2.) Ci potrebbe cortesemente spiegare come sarebbe cambiata radicalmente la funzione dei Cavalieri degli ordini pontifici dall'istituzione delle loro uniformi ad oggi? E in particolare come sarebbe cambiata la loro funzione militare? Sarei veramente curioso di saperlo.

3.) Ci potrebbe cortesemente spiegare come la cessata funzione militare degli ordini militari abbia influito negativamente su Ordini che militari non sono mai stati, quali l'Ordine di San Gregorio Magno o l'Ordine Piano?

Mi dispiace, ma questa volta temo si sia su sponde diametralmente opposte e non solo per ragioni di diverso sentire, che troverei assolutamente legittime, ma proprio per ragioni di mera logica e realtà storica e non.
Cordialmente,

Il Cronista di Livonia

P.S. concordo pienamente con l'ottimo intervento di Antesterione.


1) Le uniformi degli ordini cavallereschi sono nate in un periodo in cui, come avevo indicato nel mio intervento iniziale, l'intero apparato pubblico era in qualche modo "militarizzato", fino a metà del novecento erano previste delle divise per molti incarichi della pubblica amministrazione. A scanso di equivoci: nulla di male in quella “militarizzazione” e in quel meraviglioso arcobaleno di divise e uniformi e abiti di corte. Gli ordini cavallereschi, molto presenti nella società, avendo ormai quasi tutti perso la loro connotazione medievale di ordini religiosi (l'OSSML si stava trasformando in ordine di merito, così come molti altri ordini), con la nascita di moltissimi nuovi ordini di merito di stampo napoleonico, sentirono l'esigenza di essere riconosciuti nelle cerimonie pubbliche non religiose, da un abbigliamento che li distinguesse: ovvia la scelta dell'uniforme di foggia militare per quegli ordini che fino a pochissimo tempo prima avevano combattuto e di foggia "di corte" per quegli ordini puramente di merito e senza passato militare. Adottarono un’uniforme assolutamente in stile con l’abbigliamento dell’epoca e con le uniformi dell’epoca (in ricordo della tradizione militare avrebbero potuto vestirsi da antichi crociati , ma scelsero un abbigliamento contemporaneo, chissà come mai?). Nulla di male per l'epoca: era assolutamente normale e consono. Ma appunto nell'800 e anche nei primi del '900, non oggi in cui è cambiata completamente sia la moda dell'abbigliamento in sé (e per cortesia non venitemi a parlare del malvestire odierno: che la società odierna abbia, per la maggior parte, un pessimo rapporto con l’eleganza e che l’abbigliamento formale sia stato accantonato, non ci sono dubbi, ma questo non deve essere una giustificante per impedirci di ammettere che oggi si può essere eleganti come nel passato, basta volerlo) sia il ruolo che gli ordini cavallereschi hanno nella società. Non ha significato intervenire in società con uniformi di foggia militare o abiti di corte di duecento anni fa perché membri di ordini cavallereschi. C’è il frac, il tight e l’abito da città con le relative insegne (grandi, piccole decorazioni e rosette) che permettono di essere sufficientemente identificati come appartenenti ad un ordine cavalleresco.
2) Gli ordini pontifici di merito sono appunto ordini di merito, ma per i concetti espressi al punto 1 è normale che nell’800/primi del ‘900 prevedessero un’uniforme di corte per i loro insigniti affinché fossero identificati nella società. Appunto nell’800, non oggi. La loro funzione è la medesima dell'epoca, ma questo non giustifica il medesimo abbigliamento dell'epoca. Infatti anche in Vaticano mi pare che non sappiano più come sia fatta un’uniforme di ordine pontificio, perché tutti gli insigniti usano abitualmente il frac con le relative insegne del proprio grado (per carità, se mi sbaglio ed è abituale in Vaticano vedere membri del San Gregorio Magno, San Silvestro o Piano intervenire in uniforme, sono disposto a chinare il capo. Ritengo comunque che siamo fuori tempo massimo per l’uso di tale abbigliamento e che il frac con le relative decorazioni possa svolgere degnamente la medesima funzione di rappresentanza.
3) Ho risposto sopra

Siccome a volte il testo scritto impedisce di comprendere appieno le emozioni del nostro interlocutore, ci tengo a precisare che la discussione mi sta appassionando molto e che sono lieto di tutti gli interessantissimi interventi letti fino ad ora. Semplicemente abbiamo opinioni differenti.
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Re: Uniformi cavalleresche e diplomatiche

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 10 dicembre 2012, 16:48

nicolad72 ha scritto:Tomaso, a questo punto devi indicare cosa caratterizza universalmente oggi una uniforme militare rispetto ad una non militare?


Beh, in Italia le stellette al bavero (e, per me, anche le stellette usate come gradi, per questo non accetterò mai il loro utilizzo per la Polizia di Stato), così come la sciarpa azzurra per gli ufficiali, la sciabola (ormai usata anche dai vigili urbani) e altri elementi minori quali fregi specifici del mondo militare.
Le "divise" delle squadre di calcio sono anch'esse dei capi di abbigliamento con una determinata regolamentazione interna di foggia e colori che serve ad identificare quel gruppo di persone facenti parte di quella specifica compagine sportiva, ma non sono uniformi militari.
Se mi vuoi far arrivare ad un ragionamento per cui la foggia delle uniformi diplomatiche e cavalleresche non ha a che fare con il mondo militare, rischi di tirarti la zappa sui piedi, perché la giustificante assunta da te e dagli altri miei oppositori [knight.gif] [cheers.gif] per il mantenimento dell'uniforme per gli ordini cavallereschi è proprio quella di ricordare le tradizioni militari deli ordini cavallereschi, quindi è indubbio che le uniformi cavalleresche richiamino l'ambiente militare e le sue tradizioni, altrimenti quale motivazione giustificherebbe l'uso di un'uniforme di quella foggia? Solo perché c'è da due secoli? Solo perché è bella? Solo perché distingue un cavaliere da un non cavaliere (per quello basta la rosetta sull'abito o la decorazione sul frac).

Gli ordini cavallereschi avevano un'unica caratterizzazione: una croce cucita sul mantello o sulla veste. Poi con il tempo si sono evoluti e con le esigenze sociali di molti membri degli ordini è ovvio che quella croce divenne sempre più ricamata, sempre più bella e attorniata da altri elementi. Ma la caratterizzazione fondamentale non era la feluca, i fregi sul colletto, ma la croce, di stoffa ricamata o di metallo pendente da un nastro. E' questo che dovrebbero ricordare i cavalieri di oggi in ossequio alla tradizione, cioè a quell'insieme di valori e principi tramandati da quegli antichi cavalieri che uniformavano la loro vita al carisma dell'ordine a cui appartenevano.
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Re: Uniformi cavalleresche e diplomatiche

Messaggioda nicolad72 » lunedì 10 dicembre 2012, 16:51

T.G.Cravarezza ha scritto: anche in Vaticano mi pare che non sappiano più come sia fatta un’uniforme di ordine pontificio

Ignorano talmente la cosa che contestualmente al breve di nomina inviano anche i figurini per farsi confezionare l'abito (un evidente invito a provvedere)
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Re: Uniformi cavalleresche e diplomatiche

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 10 dicembre 2012, 17:03

nicolad72 ha scritto:
T.G.Cravarezza ha scritto: anche in Vaticano mi pare che non sappiano più come sia fatta un’uniforme di ordine pontificio

Ignorano talmente la cosa che contestualmente al breve di nomina inviano anche i figurini per farsi confezionare l'abito (un evidente invito a provvedere)


Touché [sweatdrop.gif] Non posso ribattere, anche se, giusto perché adoro ribattere anche se sono a terra, bisogna ammettere che il libricino che forniscono è utile appunto per far conoscere all'insignito la storia dell'ordine e le sue regole. Da qui a pensare che un insignito di ordine pontificio si acquisti l'uniforme e alla prossima messa dal Santo Padre intervenga con l'uniforme, ce ne passa. Più che pensare al ripristino delle uniformi, combattiamo per il ripristino delle "uniformi civili" quali il tight ed il frac. Quelle hanno ancora un senso di esistere e permettono, grazie all'uso delle decorazioni, di identificare più che degnamente i membri degli ordini cavallereschi.
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Re: Uniformi cavalleresche e diplomatiche

Messaggioda nicolad72 » lunedì 10 dicembre 2012, 18:29

Reputo che la battaglia da te suggerita possa essere condotta congiuntamente, senza problemi di sorta.
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Re: Uniformi cavalleresche e diplomatiche

Messaggioda Alasot » lunedì 2 dicembre 2013, 19:34

A mio modesto parere l'uniforme è importante, essa va vista come un simbolo, come una bandiera, come un linguaggio! E' l'espressione e la proiezione dei propri valori, dei propri intenti, delle proprie aspirazioni; una forma di rispetto che ci rammenta ogni volta di prestar fede alla dignità, al carisma e al giuramento dell'Ordine a cui abbiamo deciso di appartenere, che fonda (strano sia necessario ricordarlo qui) i Suoi principi essenzialmente sulla Storia, sulla Tradizione dei padri, su certi valori di cui occorre essere i più degni e fieri rappresentanti e testimoni. E' il richiamo a un rigore morale che passa anche e prima di tutto dalla forma (in questa era del caos) in cui nessun aspetto della persona può essere tralasciato, o abbandonato alle circostanze del caso o di un personale capriccio. L'abito è principalmente un codice morale, l'identificazione di un concetto, e in quest'ottica deve essere visto, vissuto e onorato! E' il primo passo verso una disciplina interiore, che chiede di essere sganciata dal proprio ego per tornare espressione di un tutto. Abito quindi inteso come elemento di distinzione dalla congerie di masse senza volto e allo stesso tempo di uguaglianza e aggregazione fra aspirazioni e intenti, sinonimo di fratellanza fra tutti gli appartenenti! Nessuno ci obbliga ad entrare a far parte della Cavalleria, se non la precisa scelta di onorarne le caratteristiche intrinseche; si può fare beneficenza, o avvicinarsi alla Chiesa, in tanti altri modi e con tanti altri gruppi, lontani anni luce da questa realtà. Chi scinde il cavaliere dalla propria uniforme, dovrebbe essere sbattuto fuori non solo dalla cavalleria, ma da questo stesso forum per il bene dell’auditorio, che mi auguro mantenga sempre quella distinzione necessaria da ogni aspetto volgare della vita! Chi bandisce le uniformi o le trova obsolete dovrebbe abolire le opere d'arte dalle chiese, gli antichi organi e le chiese stesse, soppiantandole con costruzioni più consone ai tempi, realizzate nel più funzionale cemento armato.
E invece no, grazie a Dio esiste ancora la poesia a venire in soccorso all'uomo..!!! E' solo dietro a ciò che travalica la convenienza per immolarsi all'Amore che si cela la scintilla divina...
Nessun particolare dovrebbe essere mai tralasciato, in nessuna cosa, se da un lato l'abito non fa il monaco dall'altro ne individua la vera essenza. Personalmente, come membro autorevole della mia città di un Ordine di cui non farò il nome, ho messo a regolamento l'acquisto obbligatorio dell'uniforme storica per chiunque d'ora innanzi voglia far parte della confraternita di cui sono il tutore! Basta con la vergogna, con l'omertà, con il finto pauperismo demagocico adesso nuovamente in voga; celebrate messe in latino, portate con orgoglio appuntati sul vostro petto i colori delle proprie scelte, mantenete saldo il coraggio e scegliete vie senza guadagno, portate alto lo sguardo, mirate il cielo e siate fieri di ciò che siete ....la vita è troppo breve per bere vini mediocri.....
Riflettete, Riflettete.... Riflettete.
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Re: Uniformi cavalleresche e diplomatiche

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 2 dicembre 2013, 19:45

T.G.Cravarezza ha scritto:...Touché [sweatdrop.gif] Non posso ribattere, anche se, giusto perché adoro ribattere anche se sono a terra (...)

Ma va ?! :o
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Uniformi cavalleresche e diplomatiche

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 2 dicembre 2013, 20:40

GENS VALERIA ha scritto:
T.G.Cravarezza ha scritto:...Touché [sweatdrop.gif] Non posso ribattere, anche se, giusto perché adoro ribattere anche se sono a terra (...)

Ma va ?! :o

Vedo che mi conosci bene :) Soprattutto nell'ultimo mese e nelle ultime discussioni [dev.gif]

Riguardo all'interessante intervento dell'utente Alasot, non replico più che altro perché ho già espresso ampiamente il mio punto di vista e ritengo inutile ribadirlo, chi vuole conoscerlo, è sufficiente che lo legga.
Solo una frase non mi è piaciuta:

Chi scinde il cavaliere dalla propria uniforme, dovrebbe essere sbattuto fuori non solo dalla cavalleria, ma da questo stesso forum per il bene dell’auditorio, che mi auguro mantenga sempre quella distinzione necessaria da ogni aspetto volgare della vita! Chi bandisce le uniformi o le trova obsolete dovrebbe abolire le opere d'arte dalle chiese, gli antichi organi e le chiese stesse, soppiantandole con costruzioni più consone ai tempi, realizzate nel più funzionale cemento armato.


Innanzitutto non concordo con il tono. La discussione è sicuramente portatrice di visioni differenti che, di conseguenza, possono far accalorare gli animi, ma da qui a lanciare proclami di epurazione dalla cavalleria e dal forum di chi non condivide una tesi, mi pare eccessivo.
Inoltre ciò che distingue il cavaliere non è l'uniforme cosiddetta storica che è un semplice capo di abbigliamento inventato (sì, inventato) nell'800, ma i valori professati e vissuti e la croce portata al collo/petto (quando si indossa il frac o la grande uniforme militare) o al bavero (quando si indossa l'abito da città o il tight) o cucita sull'abito da chiesa quando si partecipa alle funzioni religiose. L'uniforme è solo un capo di abbigliamento sociale, con una sua storia, con delle tradizioni e dei valori alle sue spalle, ma la vera uniforme è la croce! Inoltre è strano vedere l'attaccamento ad un campo di vestiario definito "storico", l'attaccamento ad un capo di vestiario che, secondo molti, rappresenta l'essenza del cavaliere e che poi, alla fin dei conti, ha, a dir tanto, un paio di secoli. Ad esempio per i cavalieri di san Giovanni l'uniforme "storica" era il mantello/tonaca nero con la croce ottagona bianca, non sicuramente l'uniforme rossa ideata a tavolino a fine '800 sentendo l'esigenza di adottare un capo di abbigliamento in linea con le necessità sociali dell'epoca. Oggi, nel 2014, ritengo non abbia più significato. Che poi l'Ordine di Malta abbia forse un qualche motivo in più degli altri ordini nel proseguire il mantenimento dell'uniforme, almeno a livello diplomatico, ci può anche stare, ma ritengo che si potrebbe tranquillamente passare al normale frac.
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