Genealogia dei cavalieri della Disfida di Barletta

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda danti73 » giovedì 28 luglio 2005, 23:11

E' dunque bastato esibire uno stemma identico a quello del Capoccio della disfida per provarne la discendenza e quindi il luogo di nascita?
Mi sembra poco...
Non bisognava presentare le prove genealogiche documentate generazione per generazione? In fondo un qualsiasi omonimo può assumere lo stemma di altri in qualsiasi epoca ma questo non prova la consanguinità.
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Messaggioda danti73 » giovedì 28 luglio 2005, 23:11

E' dunque bastato esibire uno stemma identico a quello del Capoccio della disfida per provarne la discendenza e quindi il luogo di nascita?
Mi sembra poco...
Non bisognava presentare le prove genealogiche documentate generazione per generazione? In fondo un qualsiasi omonimo può assumere lo stemma di altri in qualsiasi epoca ma questo non prova la consanguinità.
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Messaggioda MMT » venerdì 29 luglio 2005, 0:29

Caro D'Antino,
sul Capoccio alias Capocci sono state scritte di tutti i colori. Ma quello che resta più attendibile è proprio la rivendicazione di Tagliacozzo per svariatissimi motivi. Mi sembra anche di averlo scritto altrove, qui sul forum oltre che in un articolo su Nobiltà (mio) e ad un convegno a Monterotondo (si veda Manifestazioni).
I Capocci con molta probabilità si trasferirono a Tagliacozzo, che era divenuto possesso degli Orsini, nel cui clan i primi erano stati assorbiti, seguendo appunto i grandi feudatari. Il fatto che poi vi sia la firma del nipote dell'eroe di barletta è una prova abbastanza salda unita alle alte probabilità legate agli spostamenti e agli eventi dell'epoca. Non ultimo le varie disavventure familiari e la parabola dei Capocci, ecco perchè Giovanni Capoccio era un cavaliere di ventura. Sinceramente ho cercato di ricustruire le vicende genealogiche dei Capocci romani, mi sono anche documentato sulle altre ipotesi formulate sui natali dell'eroe ma le prove logiche e tangibili sono a Tagliacozzo. Nella genealogia purtroppo ci si imbatte in moltissime difficoltà: una tra tutte l'omonima e la confusione con i Capoccini, altra famiglia romana, e a volte la confusione era coeva e perciò risultano alcuni membri chiamati Capocci de Capoccinis che è molto difficile da collocare nella genealogia. A complicare le cose il probabile odio degli Orsini che vollero una damnatio memoriae per i Capocci, dei quali avevano conquistato tutti i feudi. Monterotondo ne è stato esempio clamoroso: l'unico stemma Capocci scolpito è stato rinvenuto dopo sette secoli... dimenticato a lungo, murato al contrario.
Per la storia dello stemma rimando a Nobiltà num. 62 Sett./Ott.2004

In pochissime parole andò probabilmente così: gli Orsini ricevettero per investitura angioina il feudo di Tagliacozzo nel 1323 (anche se provavano ad impadronirsene dal 1270 in seguito ad matrimonio di Risabella de Pontibus con Napoleone Orsini atto di NotaioRaniero di Matteo di Attone di Foligno testamento di lei del 9 marzo 1270). Un ramo dei Capocci romani, non più in cresta alla politica papista, tentò miglior fortuna al seguito degli ormai potentissimi Orsini a Tagliacozzo. Il feudo più tardi passò ai Colonna, che erano i feudatari al tempo di Giovanni Capoccio.

Si veda anche lo scritto del prof. Gaetano Blasetti "Le origini di Giovanni Capoccio eroe della Disfida di Barletta". Ho anche consultato altri testi: il Tollis, "la vera partia di Giovanni Capoccio", Pescara 1977, e il Brunetti, "Giovanni Capoccio e la sua terra natale" Napoli 1887: il primo lo attribuisce ad Alba Fucense, il secondo a Spinazzola.

Cari signori, lasciatemi concludere afferamndo che a mio avviso non si troverà mai la certezza matematica della discendenza del Capoccio dai Capocci romani, così come la sua nascita a Tagliacozzo piuttosto che ad Alba Fucense, Spinazzola etc. e questo e per la dispersione degli archivi dei suddetti luoghi e per la dispersione della genealogia dei Capocci che ci è giunta (si fa per dire) incompleta e frammentaria.
Le uniche prove che abbiamo, sono le congetture non prive di senso, e lo stemma del "dott. Gio.Batta Capocci" di cui parlava Herald.
Siate pur certi che se le prove ci fossero state sarebbero saltate fuori al tempo del Brunetti, alla fine dell'800, prima di qualsivoglia guerra potesse fare eventuali danni. Le prove genealogiche non sono mai venute alla luce e mai nessuno potrà dire al 100% che Giovanni Capoccio fu o non fu.

Questo è quanto.

Michele T.d.S.
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Messaggioda MMT » venerdì 29 luglio 2005, 0:31

danti73 ha scritto:Non bisognava presentare le prove genealogiche documentate generazione per generazione? In fondo un qualsiasi omonimo può assumere lo stemma di altri in qualsiasi epoca ma questo non prova la consanguinità.


Nel '600, poichè lo stemma del nipote Giovanni Battista è datato 1635, gli stemmi non si usurpavano con tanta semplicità come nell'anno del Signore 2005 :!:

Michele.
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Messaggioda danti73 » venerdì 29 luglio 2005, 18:54

Gentile Michele,
intanto grazie per le informazioni sul Capoccio. Quindi niente certezza sul luogo di nascita e sull'ascendenza, ora l'unico mio dubbio rimane sulla discendenza: come si può chiamare "nipote" Giovanni Battista se non esistono prove? Quindi anche questo presunto "nipote" presenta il solo stemma e nemmeno 100 anni dalla morte dello zio non è in grado di provare la parentela?
Sul fatto che nel 1600 non era tanto facile usurpare uno stemma non sono pienamente d'accordo, a me risulta l'esatto contrario, è vero che nel 1700 si ha l'apice di queste nefandezze ma non scordiamo che anche il 1600 diede il suo contributo non indifferente a questo genere di cose. Già un secolo prima ne è un esempio il caso dei plebei Della Rovere di Savona che adottarono lo stemma dei Della Rovere di Vinovo...
I ricchi borghesi non solo compravano stemmi di famiglie quasi omonime, riuscivano anche a fare innestare il proprio albero genealogico in quello di famiglie celebri e potenti.
Ma ritornando al Capoccio volevo farle una domanda: nei vari libri da lei citati non si riportano nemmeno i nomi dei genitori del Capoccio, su internet mi sembra di aver letto Pietro padre del campione secondo la teoria dei natali spinazzolesi...
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Messaggioda MMT » venerdì 29 luglio 2005, 19:58

Il fatto è che la questione sulla paternità del Capoccio è sempre stata discussa. I genitori gli sono stati attribuiti quelli che facevano più comodo per tirare l'acqua al proprio mulino.
Il vero problema rimane sui documenti che sembrano, per assurdo, inesistenti o almeno inediti fino ad oggi.
Per questo possiamo fare solo delle congetture che, per quanto sensate, rimangono tali e basta, per ora.


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Messaggioda Landenulfo da Sarno » venerdì 29 luglio 2005, 20:40

In una cronace dell'evento (forse quella di notar Bartolo di Napoli) - ma vado a memoria - egli è chiamato gio: capoccio romano. Appartiene quindi, probabilmente, alla stessa famiglia di Roma ma ad un ramo collaterale stanziatosi nelle campagne romane.
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Messaggioda MMT » venerdì 29 luglio 2005, 22:32

Questo conferma l'analogia dello stemma: i Capocci romani avevano un d'azzurro alla banda d'argento caricata di tre rose do rosso ed accostata da due gemelle in banda d'oro, mentre l'eroe un d'azzurro a tre bande d'argento la centrale caricata di tre rose di rosso.


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Messaggioda herald » domenica 31 luglio 2005, 19:15

mi scuso di non aver risposto prima ma sono stato fuori casa per un po'... :oops:
sono pienamente d'accordo con l'amico Michele Tuccimei di Sezze per ciò che riguarda la riflessione sulla genealogia di Capoccio.
per ciò che riguarda la documentazione probante la sua genealaogia, non mi risulta che nessuno mai abbia trovato nulla di più che "congetture" :? l'unico documento autentico che mi consta è proprio quello inerente l'accatastamento dei beni del (probabile) nipote, da me già riportato e sostenuto da Michele Tuccimei di Sezze. :wink:
A tal proposito voglio sottolineare che lo stemma raffigurato, non è simile ma esattamente identico a quello dell'eroe ed alquanto differente da quello dei Capocci Romani (come già evidenziato dall'amico Michele).
sulle varie pubblicazioni dei vari autori (specialmente quelli che supportano la tesi Spinazzolese) vi sono soltanto delle ipotesi (alcune veramente poco plausibili), così come ci sono altrettante ipotesi pubblicate a favore della tesi Romana e Tagliacozzana (Blasetti, Gattinara ecc.), ma ripeto che le uniche prove plausibili sono qui a Tagliacozzo.
Anchè la asserità romanità dell'eroe può, in realtà essere ricondotta alla sua origine tagliacozzana poichè egli combattè alle dipendenze del Colonna che a quel tempo era Duca di Tagliacozzo (e quindi reclutava uomini nel suo feudo). Così, essendo il Colonna romano, tutte le sue truppe erano definite "romane" anche se arruolate nel suo feudo abruzzese :wink:
se avrò tempo, proverò a ricercare qualche altro documento tra archivio storico comunale e chiesa (battesimi, matrimoni, morte ecc.) chissà... :wink:

cordialità :)
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Messaggioda danti73 » domenica 31 luglio 2005, 23:44

La cosa che mi fa riflettere, a parte la parentela non dimostrata tra nipote e zio/nonno, è proprio lo stemma.
Come possiamo dire che lo stemma è identico a quello del Capoccio della Disfida? Non esiste nessun documento originale che attesti il vero stemma del campione come per tanti altri campioni della Disfida.
Quelli attribuiti sono stati assegnati in maniera molto discutibile, senza citare fonti di alcun tipo, nessun diploma, monumento o roba del genere per i più di loro. Basti pensare allo stemma attribuito a Miale de Troia, fino a qualche anno fa era semplicemente uno scudo d'argento, non si capiva se lo scudo rimaneva bianco perchè non si conosceva lo stemma o se quello era proprio il suo blasone. Credo siano pochi i cavalieri di cui abbiamo fonti sicure araldiche. Anche le varie raccolte araldiche dei cavalieri non danno fonti sicure, quasi per tutti almeno.
Chissà che lo stemma del presunto nipote è stato preso per buono insieme alla teoria dell'origine tagliacozzese (si scrive così?)... Non lo escluderei. Se ci fosse stato almeno un qualche indizio...l'atto di nascita...qualche riferimento a Tagliacozzo nella breve biografia del campione che addirittura viene definito "romano" dai più. Anche la storia del legame dei Capocci agli Orsini, sebbene probabile e plausibile è solo teoria. Che casotto ragazzi!
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Messaggioda Davide Shamà » lunedì 1 agosto 2005, 13:55

beh, se non riuscite a definire l'esatta parentela o filo genealogico tra i due gruppi di Capocci potete sempre mettere, nella scheda che riguarda questo cavaliere, una lunga introduzione con tutte le specificità del caso. Non mi pare una cosa tanto strana !
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Messaggioda danti73 » lunedì 1 agosto 2005, 18:43

Mi chiedevo se oltre allo stemma nel libro del catasto venisse segnato il nucleo famigliare del presunto nipote Giovanni Battista Capocci...
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Messaggioda Landenulfo da Sarno » lunedì 1 agosto 2005, 21:36

Ad ogni modo un blasonario generale del Regno di NA riporta proprio lo stemma del Capoccio con le 3 bande d'Ag! L'epoca dl ms è 1649 (o giù di li). Inoltre in moltissime opere (quelle del '600 e '700) sulla Disfida è detto "romano".
questi gli epiteti più ricorrenti:
|> "capacio romano
|> "peracio"
|> "de spinazola" (odierna spinazzola - BA)

Inoltre taluni vorrebbero vedere nel "ioan capoccio" un tal giovanni gasparino figlio del patrizio romano pietro e detto "capoccio" solo per l'indicazione della testa (ma l'araldica confuta questa tesi!!!). Oltre tagliacozzo anche alba fucese ne rivendica le origini!!! :roll:
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Messaggioda MMT » martedì 2 agosto 2005, 10:58

Si lo sapevamo già! :wink:

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Cari signori, lasciatemi concludere afferamndo che a mio avviso non si troverà mai la certezza matematica della discendenza del Capoccio dai Capocci romani, così come la sua nascita a Tagliacozzo piuttosto che ad Alba Fucense, Spinazzola etc. e questo e per la dispersione degli archivi dei suddetti luoghi e per la dispersione della genealogia dei Capocci che ci è giunta (si fa per dire) incompleta e frammentaria.



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Messaggioda herald » mercoledì 3 agosto 2005, 18:59

danti73 ha scritto:Mi chiedevo se oltre allo stemma nel libro del catasto venisse segnato il nucleo famigliare del presunto nipote Giovanni Battista Capocci...


certamente che è esistito (ora purtroppo è estinto) ed è proprio per questo che ho intenzione (se il tempo non sarà tiranno) di "spulciare" documenti civici ed ecclesiastici alla ricerca di qualcosa di interessante :wink:

cito da"storia di Tagliacozzo dalla origine ai giorni nostri" di G. Gattinara (1894 - Città di Castello - tipografia Lapi):

capoXX - uomini illustri-

Giovanni Capoccio. alla testa delle truppe Pontificie distrusse Tusculum, oggi Frascati, per ordine di Papa Celestino III della famiglia Orsini. Morì nell'anno 1196....
Pietro Capoccio cardinale d'Innocenzo IV. morì in Roma ed è sepolto nella basilica Liberiana (1259)...
Gio.Giacomo Capoccio giovine di sommo valore. viene riportato in una cronaca delle antiche giostre, giusta il Corsignani "Uscìo vestito di cenere Ioanni Iacopo Capoccio, figlio di Ioanni de' Marsi, e lo mutto dicea - sotto la cenere ardo". Morì nel 1332...
Ottaviano Capoccio capo dei Ghibellini Marsicani e forte sostenitore del suo partito. visse nel 1333, ma non si conosce l'epoca e il luogo della sua morte...
Niccolò Capoccio cardinale di Clemente IV. fu vescovo di Perugia dove fondò il collegio detto La Sapienza Vecchia. morì il 26 luglio 1368 e riposa nella chiesa di S. Maria Maggiore di Roma...
Giovanni Giacomo Capoccio, dottore in ambi i diritti, avvocato e rappresentante di Marcantonio Caolonna. morì nel 1561...
Francesco Capoccio. Scrisse dell'Agrippina minore e di cui Febonio fa così menzione:Franciscus Capotio e Talieacotio, duorum Caesarum imagines in Agrippina quam polito stilo nostro idiomate edidit et descripsit morì nell'anno 1568....
Giovanni Amico Capoccio figlio di Giangiacomo suddetto. morì in Roma nel 1583 con alta reputazione di letterato ed è sepolto nella chiesa dei SS. Apostoli...
Francesco Capoccio colonnello delle milizie pontificie nel tempo di Papa Urbano VIII. morì nel 1642...
Vincenzo Capoccio Conservatore del Campidoglio in Roma, sotto il Pontificato di Innocenzo X. Morì nell'anno 1646...


Chiaramente all'eroe della Disfida è dedicato tutto il Capitolo XIX :wink:

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