Archeologia dell'Araldica

Discussioni ed informazioni sui tutti i testi che si possono reperire di araldica, genealogia, storia di famiglia, ordini cavallereschi e sistemi premiali / Discussions and information regarding all available texts on heraldry, genealogy, family history, orders of chivalry and systems of merit

Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, Lambertini, Alessio Bruno Bedini

Archeologia dell'Araldica

Messaggioda aragonesa » mercoledì 27 febbraio 2013, 15:52

A. Giuliani, S. Perfetto, Politica feudale e monetaria di Alfonso d’Aragona: Il marchesato di Pescara in potere degli Avalos-Aquino e la sconosciuta zecca aragonese di Rocca San Giovanni, Cassino, Editrice Diana, 2013

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Quarta di copertina:

L’irruzione castigliana in Sicilia Citra Pharum porta con sé tutta quella carica spagnoleggiante e dal sapore umanistico capace di ammodernare, ingentilire, integrare e dominare le genti del Sud, influendo non secondariamente sulle prerogative feudali e monetarie attraverso le quali la Corona di Napoli investiva i suoi fedeli baroni, lungi dalla perfidia delle congiure. In questo clima, il Marchesato di Pescara, il più antico del Reame, si qualifica come vero e proprio laboratorio di feudalità aragonese, in quanto istituzione che racchiude uno speciale carattere amministrativo, familiare e territoriale. A filo diretto con le vicende personali di Innigo d’Avalos e della sua sposa patrizia Antonella d’Aquino, l’esame ad ampio spettro della politica monetaria di sua maestà Alfonso, progettata ancor prima dell’ascesa politica italiana e completatasi con la lungimirante riforma tributaria di cui fu attuatore proprio il “Conte Camerlengo”, è passato con vigore attraverso lo studio delle fitte dinamiche giuridiche, mercantili e socio-finanziarie, dei luoghi, del lungo itinerario militare e diplomatico seguito da “El Magnànim”, dei tanti ufficiali in servizio nelle zecche regnicole aperte dalla Corona ispanica, su cui è stata fatta la dovuta chiarezza documentaria e cronologica degli offici, e non ultimo di quei rarissimi manufatti superstiti già noti ai tempi del Sambon, ma tuttora evanescenti o incredibilmente assenti nella letteratura più accreditata. Tutto ciò, unito a un leale spirito di collaborazione e di passione per la ricerca delle fonti archivistiche, ha sospinto gli autori verso il tortuoso cammino della verità storica, permettendo loro di individuare la sconosciuta zecca aragonese di Rocca San Giovanni, in terra d’Abruzzo di memoria dannunziana; retaggio istituzionale, religioso e per certi versi romantico di quel baronaggio espressosi in maniera formidabile attraverso la fusione delle blasonate famiglie Avalos e Aquino. Ancora una volta, l’approccio interdisciplinare si è dimostrato quello più indicato per lo studio della fattispecie 'moneta' e per il progresso della sua scienza. Ecco perché questa ricerca dovrebbe catalizzare non solo l’interesse dei numismatici, ma anche quello di giuristi, storici, economisti, archeologi, cartografi, geografi e araldisti. Un pratico compendio sui prezzi e il grado di rarità delle coniazioni chiude il volume.
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Re: Archeologia dell'Araldica

Messaggioda aragonesa » mercoledì 27 febbraio 2013, 19:33

Non scrivo spesso, ma mi piacerebbe chiedere se i forumisti hanno mai sentito parlare di "Archeologia dell'Araldica", titolo dato a questa discussione perché probabilmente, per questo forum, saebbe l'argomento più interessante trattato nel libro.
Grazie anticipatamente per la risposta.

http://www.classicadiana.it/libreria/co ... o-daragona
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