Araldica fiorentina ai tempi di Cosimo III de' Medici

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Araldica fiorentina ai tempi di Cosimo III de' Medici

Messaggioda Paolo Bizzozero » venerdì 30 novembre 2012, 0:41

Ho il piacere di segnalare per i tipi del Centro Studi Araldici, il volume "Araldica fiorentina ai tempi di Cosimo III de' Medici" di Laura Cirri, con prefazione di Luigi Borgia e presentazione di Raffaele Coppola.

Si tratta della pubblicazione della tesi di laurea che fu premiata nell'ambito del Gran Premio Scudo d'Oro, con il premio di laurea "in memoria di Paolo Giovanni Maria Coppola" nel 2010.

Un'opera di notevole interesse scientifico, certo non di carattere divulgativo, ma proprio per questo immancabile in ogni biblioteca araldica di rilievo.

Ulteriori informazioni e qualche immagine si possono trovare al link http://www.centrostudiaraldici.org/csa-news/201211293124/la-tesi-premiata-con-lo-scudo-doro-diventa-un-libro/ in attesa di maggiori dettagli che saranno divulgati da domani con l'uscita del nuovo numero del Gazzettino Araldico.
Paolo Bizzozero
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Re: Araldica fiorentina ai tempi di Cosimo III de' Medici

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 16 dicembre 2012, 1:02

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A buon titolo il Rettore del Centro Studi Araldici, Raffaele Coppola, riporta nella presentazione di questo volume un brano della motivazione con cui la commissione giudicante ha conferito nel 2010 il premio Scudo d'oro a Laura Cirri per la migliore tesi di laurea dell'anno, e nel quale si sottolinea l'accuratezza della “lettura critica dell'aspetto araldico del manoscritto 475 dell'Archivio di Stato di Firenze” che l'autrice ha strutturato in schede analitiche, effettuando valide comparazioni di linguaggio e un'attenta disamina sulle corone e gli altri timbri dello scudo.

Tale manoscritto faceva parte del programma celebrativo della dinastia medicea; di fatto, si tratta di un testo introduttivo all'araldica, e di natura didattica.

Dopo la densa prefazione di Luigi Borgia, nella breve introduzione l'autrice riassume il percorso di ricerca che l'ha condotta alla stesura della tesi, esemplare per metodo e interessante in sé, e adesso diventata anche un testo adatto a chi cerca un primo approfondimento nella scienza araldica.

La struttura del libro segue ovviamente quella della tesi di laurea: il capitolo 1 delinea la figura di Cosimo III, le sue vicende e l'etichetta in uso presso la sua corte, con un'appendice che ne elenca i titoli (a partire dal trattamento regio concesso da Leopoldo d'Asburgo).
Il capitolo 2 tratta dell'araldica nella Firenze del XVIII secolo, ribadendo il rilievo del manoscritto e seguendone la struttura, dapprima dedicata alla tecnica araldica e ispirata a un testo edito dal Palliot; a p. 38 (Il linguaggio araldico tra XVII e XVIII secolo e gli elementi principali dello scudo) si entra nel nocciolo del contenuto e del suo studio critico da parte dell'autrice, la quale sottolinea come esso si sia posto all'avanguardia fra le opere italiane coeve nel recepire il valore di disciplina scientifica che, nella Francia di quei decenni, gli studiosi d'Oltralpe stavano dando all'araldica nel mentre ne organizzavano natura e struttura.
Di particolare interesse è la testimonianza (ben evidenziata dalla Cirri) di come il vernacolo abbia sostituito il latino medievale, usato nel descrivere stemmi in altri manoscritti fiorentini fra XIV e XV secolo (studiati dal Pastoreau) ma rivelatosi controproducente e verboso.
A p. 43 si accenna alla sezione che contiene le armi civiche toscane (già studiate nel XIX secolo dal Passerini) e si prosegue con quella sull'araldica locale di Firenze (sestieri, quartieri, arti, e non solo) per chiudere con gli ampliamenti d'arma concessi a famiglie fiorentine da potentati stranieri (fra cui spicca la concessione dello stemma dell'impero romano d'Oriente, più unica che rara).
Da p. 49 iniziano la parte illustrata (tutta a colori, va sottolineato) e le schedature dei contenuti. Le schede, numerate progressivamente, recano la riproduzione dell'immagine, la trascrizione dei testi di riferimento e, nella sezione più tecnica, il termine blasonico in tre lingue: toscano (in caratteri neri), francese (in rosso) e latino (in verde), comprensivi delle eventuali varianti lessicali ed accompagnati da un commento della Cirri basato sui principali dizionari italiani. Per i termini desueti, ella aggiunge in corsivo una quarta versione in italiano corrente.
Quando le figure sono accompagnate da esempi di stemmi di famiglie fiorentine, l'autrice (sempre in corsivo) ne dà il blasone dimostrando padronanza lessicale e sintattica, e riportando per ognuno gli eventuali commenti esplicativi presenti nel manoscritto.
A p. 120, un'utile appendice reca l'indice e la nomenclatura dei termini blasonici.
Da p. 131 si dipana la sezione inerente ai timbri, fra i quali spiccano le corone riprodotte in duplice immagine; anche qui la Cirri blasona correttamente gli stemmi (talora assai complessi) delle dinastie reali che il manoscritto abbina alle corone di spettanza, e li accompagna a note storiche, artistiche e giuridiche appositamente redatte per inquadrarli nei rispettivi contesti.

Minimi refusi e imprecisioni di stampa (specialmente nell'uso del corsivo) non inficiano la qualità dell'opera, né tanto meno la sua leggibilità che resta sempre piacevolmente gradevole.

Il volume (€ 75, 255 pagine, illustrazioni nel testo interamente a colori) potrebbe anche costituire un'idea-regalo per gli appassionati nell'imminente Natale.

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