Roma medievale

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Roma medievale

Messaggioda Romegas » giovedì 4 ottobre 2012, 10:09

Un bellissimo saggio che consiglio a coloro che si interessano di storia medievale, è il seguente: Jean-Claude Vigueur, L'altra Roma. Una storia dei romani all'epoca dei comuni (secoli XII-XIV), Einaudi 2011. L'autore, medievista di pregio e professore di storia medievale, ci illustra il periodo storico più complesso che avvenne a Roma, con le lotte tra le varie fazioni baronali e il papato che spesso era impotente contro queste famiglie che detenevano il potere feudale nei dintorni della città. Narra anche l'esperimento comunale che naufragò ben presto e che non si ebbe più. Un periodo già investigato da altri studiosi come il Carocci.
Sub hoc signo militamus
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Re: Roma medievale

Messaggioda contegufo » giovedì 4 ottobre 2012, 14:34

Salve

L'altra Roma, Una storia dei romani all'epoca dei comuni (secoli XII-XIV)

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Titolo. L'altra Roma, Una storia dei romani all'epoca dei comuni (secoli XII-XIV)
Autore: Jean-Claude Vigueur
Formato: pp. XX - 489
Editore: 2011 Einaudi
Traduzione: di Paolo Garbini

Prezzo €38

"Tutti conoscono la roma degli imperatori e quella dei papi. Jean-Claude Maire Vigueur ci accompagna invece nella sconosciuta, affascinante, e quasi del tutto perduta, Roma medievale."


"Nascosta dalla città antica e dalle volute dell'età barocca, la Roma medievale soffre da troppo tempo di un immeritato discredito. A partire dal Rinascimento l'immagine piú diffusa era quella di una città in abbandono, disseminata di rovine. In molti si compiacevano nel sottolineare l'avidità, la meschinità e l'ignoranza dei romani del Medioevo, opponendo i loro vizi alle eroiche virtú dei loro piú lontani antenati.
La Città eterna e i suoi abitanti, invece, meritano ben altro approccio. La loro storia deve essere ristudiata, per mettersi alla pari con quella dei principali centri urbani dell'Italia comunale: Firenze, Milano o Venezia. È questa la scommessa che Jean-Claude Maire Vigueur ha raccolto scrivendo questo volume, che ci restituisce la Roma, largamente sconosciuta, dei secoli XII, XIII e XIV.
In questa sintesi, non priva di spirito, si snoda il racconto dell'intera esperienza comunale romana. Racconto in cui appaiono, fianco a fianco, baroni e capipopolo, grandi proprietari terrieri e semplici braccianti, ricchi mercanti, cardinali e artisti, in uno scenario che alterna antiche vestigia architettoniche e campanili medievali, sontuose cerimonie religiose e sfrenate feste di quartiere. Una lettura dettagliata ma piacevolissima che restituisce, al di là dei cliché e dei pregiudizi, tutti i colori del Medioevo.

" «Le nostre conoscenze sulla Roma medievale sono oggi radicalmente differenti, pressoché in tutti gli ambiti, da quelle circolanti una quarantina d'anni fa. La mia intenzione, in questo libro, è quella di presentare un quadro il piú aggiornato possibile della Roma medievale, un quadro che tenga conto delle acquisizioni piú recenti della ricerca, pur fornendo al lettore le conoscenze di base indispensabili per una piena comprensione dei problemi e degli aspetti piú significativi della storia romana.
Ma questo libro ha anche un'altra ambizione, che giustifica in buona parte la scelta di attenermi al periodo che va dal XII al XIV secolo, cioè alla fase comunale della storia di Roma. Intendo infatti mostrare non soltanto che Roma, di cui a lungo è stata messa in dubbio la capacità di affermarsi come entità politica indipendente dal papato, meritava di essere considerata alla stessa stregua delle piú grandi città dell'Italia comunale, ma anche che una storia di Roma in quest'epoca poteva apportare un contributo prezioso a una migliore comprensione del fenomeno comunale considerato nel suo insieme»."

" Le Goff racconta l'importanza del saggio di Vigueur sull'età comunale.
Un affresco inedito che prende in considerazione il periodo tra gli anni 1143 e 1398. Quello splendore lascia tracce nell'arte dove brillano campanili e mosaici in un'orgia di colori.

Lo storico franco-italiano Jean-Claude Maire-Vigueur, che insegna storia medievale all'Università Roma III, ha appena ricevuto al Musée Cluny, il museo del Medioevo a Parigi, il premio della Dame à la Licorne, che evoca uno dei più begli arazzi del XV secolo conservati in questo museo, quello appunto della Dama con l'Unicorno. Il riconoscimento è stato assegnato per un libro pubblicato in francese l'anno scorso che ci racconta una Roma diversa. Lo dice già il titolo: L'autre Rome. Une histoire des Romains à l'époque communale (XIIe-XIVe siècles) è uscito per le edizioni Tallendier, adesso la traduzione italiana è stata pubblicata da Einaudi (L'altra Roma. Una storia dei romani all'epoca dei Comuni, XII-XIV secolo).

Quest'opera importantissima mostra, con criteri scientifici, il volto e la storia di un'altra Roma medievale, rispetto a quelli di una città fin qui considerata essenzialmente come luogo di confronto fra i due principali poteri della Cristianità: il papa e l'imperatore. In questa visione tradizionale (condivisa non soltanto dagli storici del Medioevo, ma anche da buona parte degli stessi romani) di una Roma che nel Medioevo non sarebbe stata altro che un ammasso di rovine, offrendo un'immagine agli antipodi di quella della Roma antica in tutto il suo splendore, da qualche tempo alcuni medievalisti hanno fatto rinascere un'altra Roma medievale, che sarebbe stata essenzialmente una Roma comunale, dal 1143, data storica e fondamentale della creazione del Comune, fino al 1398; e questa Roma sarebbe stata un gioiello dell'Italia dei Comuni.

Nessuno storico meglio di Jean-Claude Maire-Vigueur, autore di un¿opera di primaria importanza come Cavalieri e cittadini. Guerre, conflitti e società nell'Italia comunale, per i tipi del Mulino, poteva parlare della Roma medievale fornendo spiegazioni e riflessioni importanti, arricchendo la storia dell'Italia medievale. Ne L'altra Roma, Jean-Claude Maire-Vigueur risponde a «tre grandi interrogativi che vertono 1) sul modo in cui si forgia e si consolida l'identità di un gruppo sociale, 2) sulla maniera in cui un gruppo sociale può essere indotto a ridefinire la sua identità sotto l'effetto di un fattore esterno, 3) sulla capacità del sistema politico comunale di adattarsi a questo processo, o a questi processi, di "ricomposizione identitaria". L'Italia comunale reale avrebbe comportato due periodi, un primo, fino al XIII secolo, in cui la città era sotto il dominio di una milizia, e un secondo, nel corso di questo XIII secolo, quando sarebbe avvenuta la folgorante ascesa di una parte delle grandi famiglie: i baroni. Uno dei fondamenti della loro potenza sarebbe stato il possesso di villaggi fortificati (i castra, o castelli) nella campagna romana e nel Lazio. Questa Roma comunale ha basi tanto solide che quando, nel 1347, sale al potere Cola di Rienzo, ripulisce l'amministrazione dai corrotti, ma non procede a riforme amministrative significative.

Il popolo di Roma è, come in altri posti, un mondo di mestieri, con due anime: il mestiere e il quartiere. Nel XIV secolo, si instaurano due grandi reti di relazioni fra i Colonna e gli Orsini e questa iniziativa della nobiltà cittadina sfocia nella potenza dei baroni, elemento che costituisce un'"anomalia romana". Questo sistema è stabile e flessibile al tempo stesso, malgrado periodici conflitti, come nel 1203-1204, e malgrado l'esistenza di un¿ostilità dei romani nei confronti del papato. Il popolo si riprese il governo della città dopo il lungo predominio dei baroni soprannominati i "Lupi" (1250-1350). Dopo la caduta di Cola di Rienzo, il potere fu esercitato dal popolo in generale, sostenuto da milizie (una della principali era la Felice Società dei Balestrini e dei Pavesati).

Lo splendore del periodo comunale lascia tracce anche nell'arte, dove brillano chiese e palazzi, campanili e mosaici in un'orgia di colori. Infine, Roma dà un contributo fondamentale alla nascita della pittura moderna: fra i primi grandi pittori bisogna citare il romano Cavallini. Insomma, quest'altra Roma non si lascia soffocare dal ricordo della Roma antica, è vitale e creatrice, specialmente nel contesto comunale. E grazie a Jean-Claude Maire-Vigueur rinnova la sua vitalità creatrice nonostante le distruzioni: il sacco di Roma da parte dei soldati di Carlo V nel 1527, la "barocchizzazione" delle chiese da parte dei papi del Cinque-Seicento, il distanziamento e poi l'assorbimento da parte dello Stato unitario, e infine i deliri del fascismo. Insomma: altra, ma anche bella, forte e in prima fila nell'Italia comunale del Medioevo."

Saluti
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