da lea1959 » domenica 30 settembre 2012, 11:52
1. Antonio de' Medici
1.1. Marco de' Medici (+1538) + Maddalena Carnesecchi, figlia fi Giovanni Carnesecchi
1.1.1. Orazio de' Medici, Colonnello (Capitano della Banda di Volterra) (*1613) + Camilla della Robbia
1.1.1.1. Ferdinando de' Medici, Balì dell'Ordine di Santo Stefano
1.1.1.3. Pierpaolo de' Medici (+22.10.1656), Balì dell'Ordine di Santo Stefano, Vescovo di Alife (11.04.1639-22.10.1656)
1.1.2. Marcantonio de' Medici (=1569), Sottoprovveditore della Fortezza di San Martino in Mugello
42. PIER PAOLO DE MEDICI (Petrus Paulus Medices). – È il pastore di santa vita della chiesa alifana.
Patrizio fiorentino, del ramo di Casa De Medici detto di «Lungarno», nacque a Firenze, terzogenito di Orazio colonnello nell’esercito granducale, e di Camilla della Robbia. Dal 1624 canonico di S. Maria del Fiore, vestì presto l’abito dell’Ordine di S. Stefano dalla croce rossa a otto punte, e il 2 Giugno 1652 raggiungeva in quell’Ordine cavalleresco il grado di Balì del Delfinato.
L’11 Aprile 1639 fu nominato vescovo di Alife da Papa Urbano VIII, e restò in sede 17 anni. L’8 Dicembre 1640 consacrò la rinnovata Annunziata; il 22 Luglio 1642 donò a S. Maria Maggiore la prima reliquia di s. Marcellino, dando inizio al culto per lui; il 10 Giugno 1651 fondò il seminario.
La morte venne il 22 Ottobre 1656. La peste che spopolava il reame, aveva ridotto a metà la popolazione di Piedimonte e dei casali (9.060 abitanti nel 1648, 4.645 nel 1669), le chiese restavano vuote e non officiate, ognuno evitava l’altro, e chi poteva, fuggiva in campagna. I paesi vivevano isolati. Proibito rigorosamente l’accesso. Ancora convalescenti venivano ora portati a Castello per l’aria mossa e leggera. E a Castello egli si trovava in Ottobre ad amministrare i Sacramenti, coraggioso e pio, e ne fu contagiato, e morì. Semplice e commosso l’elogio di Ughelli: «…defunctus est in contagiosa lue, mense Octobris, anno 1656, dum pro sibi commendato grege, intrepide infirmis ac peste tactis administraret, boi sane pastoris exemplar futurus, quippe qui, qua virtute, qua constantia, animam pro ovibus sui posuit». Per il gregge a lui affidato aveva dato la vita!
È sepolto nell’Annunziata. Scelse quel luogo per la sua devozione alla Vergine venerata sotto quel mistero. Vi confluiva la pietà per i suoi, che nella Annunziata di Firenze tenevano il loro secolare sepolcro. Non si sa il posto preciso della sepoltura. Nel 1940 fu solennemente commemorato.
Bibliografia: Archivio di Stato di Firenze; Archivio privato De Medici Tornaquinci; Eubel IV 78 (AC 17 f. 183, e P. Cons. 37 f. 155), anno di morte 1657 errato; Litta: Famiglie celebri d’Italia, tav. XIX; Marrocco D.: Documento XVII (per la storia dei paesi del Medio Volturno): La bolla di fondazione del seminario alifano a Castello (Napoli 1975).