Nastrificazione di massa

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Nastrificazione di massa

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 18 settembre 2012, 11:02

Concedetemi di porre alcune considerazioni, quasi per gioco, comunque in modo leggero.

Da molti anni nel nostro forum si discute di onori e una vexata questio, più volte dibattuta, è senza dubbio la corsa alla nastrificazione, soprattutto da parte dei nostri militari, ma in molti casi anche dei civili.

Nicola qualche tempo fa faceva notare come nel forum ormai vi sia una separazione tra chi è fautore di morigeratezza e chi invece ritiene giusto indossare tutti gli onori possibili.

Parafrasando Umberto Eco e il dibattito sulla cultura di massa, scherzosamente definirei le categorie come apocalittici e integrati.

Riflettendo e prendendo spunto da Eco potrebbe essere possibile trovare aspetti sia positivi sia negativi in questa nastrificazione di massa:

Aspetti negativi

1) Se un onore ce l'hanno tutti allora non esiste più "l'eroe".
2) Non esistono più differenze tra carriere.
3) Il militare perde consapevolezza del proprio ruolo, subendo la "cultura del nastrino".
4) Gli onori sono sottomessi a leggi di mercato, diventando prima oggetto di persuasione pubblicitaria e poi oggetto di desiderio.
5) Gli onori si riducono a slogan e citazioni.
6) Gli onori diventano un frammisto di informazioni culturali e gossip.
7) Viene scoraggiato lo sforzo individuale.
8) C'è un'esaltazione spesso acritica del passato, mitizzando.
9) C'è un conformismo, almeno di facciata, di costumi, valori e principi sociali.

Aspetti positivi

1) La nastrificazione di massa è espressione di democrazia popolare.
2) Gli onori si aprono a categorie sociali che prima non vi accedevano.
3) Spesso l'informazione è sovrabbondante ma ciò può dare una parvenza di formazione a persone che prima non ne avevano (anche attraverso il nostro forum).
4) Apre il mondo degli onori al grande pubblico. Permette la diffusione di opere culturali a prezzi molto bassi.

Bisognerebbe guardare il fenomeno da ambo le parti.

Mi piacerebbe che nel nostro forum gli apocalittici siano più tolleranti mentre gli integrati siano più sobri.

Dite che è possibile? ;)
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Re: Nastrificazione di massa

Messaggioda Romegas » martedì 18 settembre 2012, 11:14

Non credo sia possibile. Da parte mia credo che sia giusto portare i nastrini di ciò che si è guadagnato per valore o merito, anche se spesso ciò non avviene, ma sarebbe difficile dimostrarlo. Il problema, a mio avviso, non è il numero di nastrini, ma come si portano, ovvero con eleganza, dignità e senza essere arroganti. Limitarne l'uso equivale a toglierli definitivamente. Cosa dovrebbero dire allora gli americani o i russi, sempre pieni di nastrini?
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Re: Nastrificazione di massa

Messaggioda mareCP » martedì 18 settembre 2012, 15:50

Egregio Bedini,
io tra i suoi aspetti positivi ce ne vedo alcuni negativi e viceversa.

su tutti:
1) La nastrificazione di massa è espressione di democrazia popolare.
2) Gli onori si aprono a categorie sociali che prima non vi accedevano.

a mio modesto parere sono aspetti tutt'altro che positivi!
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Re: Nastrificazione di massa

Messaggioda Pantheon » martedì 18 settembre 2012, 17:20

Bisognerebbe rispettare innanzitutto le regole. Gli uomini in divisa, per come la vedo io, più di altre categorie hanno il preciso dovere, anche sotto il profilo etico/militare, di rispettarle proprio perchè sono chiamati, per defininizione, a farle rispettare secondo le proprie competenze e nei diversi teatri operativi.
Questa è la premessa fondamentale da cui sarebbe bene non sottrarsi. Detto ciò, in seguito, si possono fare tutte le indagini sociologiche del caso riferendoci ad Eco e perchè no anche a E. Sutherland così da studiare i casi devianti per non dire criminali (usurpazione di titoli ed onori..... ;) ).
Possiamo non essere d'accordo sull'opportunità di "nastrificare" ciò che in precedenza era visibile sotto forma di insegna ovvero non era proprio indossabile sull'uniforme; tuttavia le regole sono cambiate, è doverso accettarle ed obbedirvi.
Quello che invece è inaccettabile sono le condotte di coloro che non osservano i regolamenti (a dirla tutta non sempre chiarissimi) dando delle interpretazioni estensive tendenti, guarda caso, a favorire la moltplicazione dei nastrini da esibire.
In questi casi dovrebbero intervenire innanzitutto i comandanti ai vari livelli, facendo azione di controllo e stroncando sul nascere certe derive...
Ma, purtroppo, su questo frangente ho la sensazione che, ormai da parecchio tempo, si percorra la via della "manica larga".
"Mal comune mezzo gaudio" se poi qualche comandante, vieppiù di alto grado "predica bene ma razzola male" (sul forum se ne è parlato più volte.....) i risultati sono rinvenibili da tutti, anche in rete.
Chi ci rimette per tuttociò ? Laddove non siano isolate chiaramente le responsabilità, credo di poter dire che in sostanza ci rimettano le istituzioni: questo è un male e non è tollerabile. A voi indicare, d'altro canto, a chi giova tuttociò..... [dev.gif]
Più volte, su questo forum, ho scritto che, a mio umile parere, per contemperare in primis la cogenza dei regolamenti con l'esigenza di sobrietà, basterebbe indossare le decorazioni di uso obbligatorio (tributati dall'Amministrazione Difesa con procedure d'ufficio e non su istanza) ed i nastrini recepiti afferenti brevetti e/o qualifiche, specializzazioni significative (corsi di almeno sei mesi).
Infine sarebbe quanto mai auspicabile che i soggetti legittimati a decidere sulle concessione di onori, in particolare di onorificenze cavalleresche, siano più attenti nel valutare i soggetti da ammettere o da premiare con benemerenze. Non è condivisibile che le procedure si esauriscano sovente: nella "lettura acritica" di un curriculum ad oc e alla considerazione delle note ma nocive raccomandazioni.
Saluti.

PS
Non dimentichiamo ciò che dicevano gli antichi saggi....
"La dignità non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli"
Aristotele
Ultima modifica di Pantheon il martedì 18 settembre 2012, 20:51, modificato 1 volta in totale.
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Re: Nastrificazione di massa

Messaggioda Lupo » martedì 18 settembre 2012, 18:40

mareCP ha scritto:Egregio Bedini,
io tra i suoi aspetti positivi ce ne vedo alcuni negativi e viceversa.

su tutti:
1) La nastrificazione di massa è espressione di democrazia popolare.
2) Gli onori si aprono a categorie sociali che prima non vi accedevano.

a mio modesto parere sono aspetti tutt'altro che positivi!


In particolare, in merito al punto n.2, gradirei conoscere quali sono queste categorie sociali ed, inoltre, quali sarebbero gli aspetti negativi legati all'"apertura" degli onori anche in favore delle medesime.
Grazie in anticipo
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Re: Nastrificazione di massa

Messaggioda ROBERTO B. » mercoledì 19 settembre 2012, 1:22

Egr. Sig. Bedini,
rimanendo nell'ambito dello scherzo e del giuoco che sicuramente animeranno questa discussione [jump.gif] , vorrei discutere con Lei e con gli altri in merito ai punti da Lei citati ed in particolare su alcuni di essi che non mi sono chiari (vista anche l'ora)tra parentesi ho inserito alcuni miei commenti, per cercare di meglio comprendere il BEDINI pensiero, ma prima vorrei chiederLe se intende per onori le distinzioni onorifiche cavalleresche oppure riassume tutte le distinzioni (quindi anche le decorazioni al valore ed al merito propriamente militari,)

Aspetti negativi

1) Se un onore ce l'hanno tutti allora non esiste più "l'eroe" ( quindi se vi fossero 1000 episodi eroici, bisognerebbe premiarne solo alcuni? e quali?).
2) Non esistono più differenze tra carriere ( perchè gli onori da "nastrino" fanno avanzare di carriera?).
3) Il militare perde consapevolezza del proprio ruolo, subendo la "cultura del nastrino" ( Lei è sicuro che vi siano militari che non comprendano il loro ruolo, solo perchè hanno qualche nastrino in più d'altri sulla divisa? ).
4) Gli onori sono sottomessi a leggi di mercato, diventando prima oggetto di persuasione pubblicitaria e poi oggetto di desiderio (gli onori si comprano?).
5) Gli onori si riducono a slogan e citazioni (?).
6) Gli onori diventano un frammisto di informazioni culturali e gossip (?).
7) Viene scoraggiato lo sforzo individuale (perchè lo spirito d'emulazione cambia a seconda del numero di nastrini?).
8) C'è un'esaltazione spesso acritica del passato, mitizzando (il passato viene sempre criticato e chi non riesce ad adattarsi al presente da sempre crede che rifugiandosi nei fasti passati si possa trovare rimedio).
9) C'è un conformismo, almeno di facciata, di costumi, valori e principi sociali (?).

Aspetti positivi

1) La nastrificazione di massa è espressione di democrazia popolare (io non vedo questa nastrificazione di massa, vedo alcuni abusi a vari livelli! ) .
2) Gli onori si aprono a categorie sociali che prima non vi accedevano (perchè vi sono categorie che non possono accedere alle ricompense di merito od al valore?).
3) .....
4) Apre il mondo degli onori al grande pubblico. Permette la diffusione di opere culturali a prezzi molto bassi (si parla d'onori o di opere culturali?).

La ringrazio anticipatamente e progo distinti saluti.
Del Re custodi e della legge schiavi sol del dover usi obbedir tacendo e tacendo morir, terror de' rei modesti ignoti eroi vittime oscure e grandi anime salde in salde membra mostran nei volti austeri nei securi occhi nei larghi lacerati petti...
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Re: Nastrificazione di massa

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 19 settembre 2012, 4:18

Cerco di dare qualche considerazione in più, dicendo che il discorso a mio avviso riguarda tutte le distinzioni.

Ripondendo nel merito sugli aspetti negativi:
1) Se vi fossero 1000 episodi eroici, bisognerebbe premiarli tutti. Il problema è però che nella realtà non vi sono tutti questi episodi e per la maggior parte vengono "premiati" in automatico gli anni di servizio o episodi del tutto ordinari di quest'ultimo.
2) Da un nastrino, da un'onorificenza, da un petto una volta si comprendeva una carriera, una vita al servizio della patria. Oggi su può dire altrimenti? I petti sono tutti simili.
3) Ribalto la domanda: Lei è sicuro che l'essere militare non rischi di diventare esclusivamente la ricerca di un nastrino?
4) Ci sono ordini cavallereschi che fanno vero e proprio proselitismo con operazioni simil-pubblicitarie.
7) Se posso raggiungere onorificenze anche importanti con il solo "intrallazzo" chi me lo fa fare di rischiare la vita?

Sugli aspetti positivi:
1) La nastrificazione di massa significa che tutti possono accedere. Non è più qualcosa di elitario.
2) In passato i sottufficiali ad esempio non avevano i petti cosi pieni come vediamo oggi.
4) Negli ultimi anni abbiamo visto fiorire moltissime opere sugli ordini cavallereschi e sugli onori in genere.

Vengano comunque altri aspetti della questione..
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Re: Nastrificazione di massa

Messaggioda Pantheon » mercoledì 19 settembre 2012, 9:26

Da queste ultimi considerazioni deduco che dallo scherzo - come prevedibile - si è passati a fare sul serio.
Caro Alessio, te le dico francamente, come mia abitudine, nelle tue ultime parole traspare un po' di livore nei confronti delle divise.
Mi sbaglio ? Spero di sì. Probabilmente interpreto male certe espressioni e alcune generalizzazioni che non condivido.
Valutare la carriera di un militare basandosi solo sulle decorazioni che indossa è a dir poco riduttivo.
Sono tra i primi a condannare certe mal costumi ma allo stesso non posso accettare che si attacchino, indiscriminatamente, gli appartenenti alle FF.AA.. La maggior parte non pensa proprio a nessun nastrino perchè spesso non ha proprio il tempo di pensarci.
Chi è abituato all'operatività proietta le risorse intellettuali e fisiche allo svolgimento corretto dell'attività non foss'altro perchè spesso deve portare a casa la pelle....Invece c'è qualcuno che non ha queste impellenze ed ha il tempo di elucubrare, di sfruttare gli interstizi, di pianificare la gestione di certi eventi dandogli una risonanza ma soprattutto una personalizzazione che sovverte antiche e sane consuetudini (spirito di corpo), calpesta la deontologia professionale e viola le disposizioni in materia. Oggi basta avere qualche amico giornalista che ti confeziona un bel articoletto ed il più semplice degli interventi, che rientra nella normalità e nell'adempimento del proprio dovere, viene presentato come un'impresa titanica...Questo non va ! Isoliamo e perseguiamo questi soggetti !
Ritornando a quanto detto in precedenza....Dove sono i comandanti ? Perchè sul giornale, in televisione, in rete si vedono spesso i nomi di tizio e di caio e non ci si rifersice al reparto o della forza armata o di polizia ? Perchè ?
In realtà si verificano delle vere e proprie "furbate" che sfruttano la risonanza pubblicitaria fornendo un'amplificazione del nulla !
Il protagonismo, foriero di superbia, di arrivismo, di prevaricazione verso i colleghi, è sempre stato un male e questa società purtroppo lo incentiva proponendo modelli sbagliati come i migliori. Ma guardiamoli bene questi modelli: sono castelli di sabbia !
Sinceramente ho sempre guardato con un po' di titubanza i petti ricolmi che spesso sono frutto di ridondanze assurde. Per uno stesso evento: medaglia commemorativa del ministero X, medaglia commemorativa del MD e poi, e poi secondo le aderenze ci scappa anche qualcosa d'altro. E' normale ? Non credo. Allora forse sarebbe meglio sfoltire a monte e ripristinare le status quo ovvero applicare le normative cum grano salis...Non parliamo poi delle segnalazioni dei potenziali insigniti....Si possano tollerare concessioni motivate da "supporto in patria", "contributo esterno", "supporto logistico" ecc.....Guardiamoli bene questi petti e distinguiamo... Forse, se vogliamo consocere un po' di più dei nostri militari, chiediamogli semplicemte dove prestano e/o hanno prestato servizio e con quale incarico.....Da questo dato si possono trarre considerazioni più significative....
Per quanto riguarda gli ordini, infine, basterebbe semplicemente più selezione. Nessuno obbliga a cooptare tizio o caio ! Non si comprende perchè ciò venga attuato e poi diventi motivo di imbarazzo. Non vi pare una contraddizione ?
Si è già detto, anche su questo forum, come talune onorificenze non comportino assolutamente vantaggi di carriera. E' una leggenda metropolitana che va sfatata. In mezzo a questa pletora di informazioni in materia sforziamoci almeno di leggere le cose interessanti con un risvolto pratico.
Saluti.
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Re: Nastrificazione di massa

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 19 settembre 2012, 10:26

Le mie considerazioni sono ancora da interdersi in modo leggero. Sono una provocazione e credevo di averlo detto subito.
Quanto ho scritto non è il mio pensiero ma una estremizzazione sia in positivo sia in negativo.
Non ho livore verso la divisa che anzi rispetto e ammiro moltissimo.
Forse sono anche io tra i morigerati ma mi sforzo di essere tollerante anche verso coloro che vorrebbero indossare l'indossabile e altrettanto auspicherei per gli altri morigerati del forum.

Lo scopo del topic è quello di capire il fenomeno, analizzarlo e se possibile comprendere che è il segno dei nostri tempi, quindi inevitabile, ma anche cercare di gestirlo nel modo migliore.

PS
Condivido in toto il tuo intervento, ma anche tu come me sei un "apocalittico" ;)
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Re: Nastrificazione di massa

Messaggioda Pantheon » mercoledì 19 settembre 2012, 11:06

Mi dispiace contraddirti ma non penso di rientrare in nessuna delle due categorie. Magari sono un "caso deviante".... :D
Personalmente credo nella formula pensiero e azione sul campo. Mi piacerebbe che questo forum, sempre di più, possa rappresentare un punto di riferimento qualificato, un solido strumento di conoscenza per rendere più agevole e più chiara la comprensione di certe materie ma anche dei fenomeni umani connessi. E' necessario però un risvolto pratico a tuttociò, non si può fare sempre e soltanto accademia, seppur di livello.
A fondamento di certe organizzazioni ci sono i valori. Se non ci riconosce più in certi valori arriviamo al declino e alla fine delle organizzazioni stesse. E' un processo noto. Determinate istituzioni non possono cadere per stare al passo dei tempi o perdere definitivamente la propria identità. Sarebbe un vero peccato e non avrebbe senso.
Riproponiamo pertanto la virtù dei valori e riprendiamo in mano i nostri destini e quelli di ciò che ci sta a cuore !

"Dio infatti non ci ha dato uno spirito di paura, ma di forza, di amore e di disciplina"
2 - Timoteo 1,7
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Re: Nastrificazione di massa

Messaggioda Romegas » mercoledì 19 settembre 2012, 14:49

Purtroppo nella mia vita ho potuto vedere persone in uniforme, e non parlo solo di militari, questuare onorificenze a destra e a manca, ma ciò non induce a fare di un erba un fascio. Più di uno chiedeva di fare opera di volontariato solo per avere una decorazione da apporre sulla divisa. E' la realtà dei fatti, e non nascondiamoci dietro un dito. Ripeto, questo non vuol dire che non ci siano persone degne in questi enti.
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Re: Nastrificazione di massa

Messaggioda ROBERTO B. » mercoledì 19 settembre 2012, 15:34

Sig. Bedini,
a mio avviso, nel suo discorso "sui massimi sistemi premiali [jump.gif]" (mi passi la battuta), c'è un errore di fondo...discutere creando un gruppo omogeneo di distinzioni, quando queste per natura sono eterogenee. Difatti i "nastrini" tipicamente militari relativi a qualifiche, specializzazioni, periodi di c.do, anni di servizio, missioni all'estero ecc., non possono essere confusi con (ad es.) le ricompense al valore od anche con le distinzioni cavalleresche.
I nastrini militari di cui sopra, debbono essere ciò di più democratico che possa esistere , l'anzianità di servizio (anche se so che i nastrini sono difformi se si parla di truppa o Uff. e Sottuff.) la partecipazione ad una missione, l'aver comdandato un reparto, debbono necessariamente essere d'acquisizione comune a tutti coloreo che ne riuniscono i requisiti, per esempio che differenza c'è tra i 16 di servizio di un Sergente da 16 anni di servizio di un Magg., 16 sono per l'uno e 16 sono per l'altro (lasciando stare che magari il Magg. nel frattempo ha comandato plotoni, compagnie e quant'altro, mentre il Serg. magari è stato all'estero per anni, oppure ha comandato solo l'organico di una sq). L'essere andati in missione all'estero cambia se si è Mar. o Col.? (si è entrambi all'estero mi sembra) ecc.
Non parliamo delle decorazioni di Valore e Merito, non credo che si voglia dire che chi mette a repentaglio la propria esistenza, dimostra maggior valore se è un Nobile, anzichè un plebeo od anche non credo che ci sia differenza se a spingersi all'estremo sacrificio in un conflitto a fuoco (scusatemi la durezza dell'argomento trattato) vi sia differenza tra Ten. o App. sono tutti casi in cui chi ha effettuato tali azioni meriti d'essere premiato (a seconda del grado di Valore e/o Merito espresso).

Chiaro che andrebbero fatti dei distinguo chi ha operato sotto l'egida del MD dovrebbe ricevere solo la decorazione MD e non altre, chi è rimasto comodamente a casa mentre altri "scarpinavano" in mezzo al fango od al deserto, non dovrebbe ottenere decorazioni, chi ha comandato una pattuglia (come anche chi ha retto un ufficio) non dovrebbe godere del periodo di c.do ecc.

Discorso a parte meritano le distinzioni onorifiche cavalleresche, sulle quali, però datasi la mia ignoranza, non mi esprimo.
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Re: Nastrificazione di massa

Messaggioda Pantheon » mercoledì 19 settembre 2012, 15:47

piero59 ha scritto:Purtroppo nella mia vita ho potuto vedere persone in uniforme, e non parlo solo di militari, questuare onorificenze a destra e a manca, ma ciò non induce a fare di un erba un fascio. Più di uno chiedeva di fare opera di volontariato solo per avere una decorazione da apporre sulla divisa. E' la realtà dei fatti, e non nascondiamoci dietro un dito. Ripeto, questo non vuol dire che non ci siano persone degne in questi enti.


Queste persone meritavano o no il riconsocimento ? Se sì quali sono stati i motivi per cui è stato concesso ?
"Fare volonatariato", espressione con cui ormai ci si rimpie la bocca, non prevederebbe alcun ritorno in termini materiali, oltremodo sollecitati, o mi sbaglio ?
L'ipocrisia non è dunque solo da una parte.... [confused.gif]
Ovviamente, gentile piero59, niente di personale....Si ragiona.... ;)
Saluti.
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Re: Nastrificazione di massa

Messaggioda Romegas » mercoledì 19 settembre 2012, 15:59

Caro Pantheon,il punto è che non si entra in un posto per fare del volontariato e dire subito"Dopo quanto tempo mi daranno una decorazione?", ma dire "Sono pronto, cosa devo fare?". Spesso queste persone non meritavano la distinzione, e su questo sono stato sempre inflessibile, per quanto di mia competenza.
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Re: Nastrificazione di massa

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 19 settembre 2012, 16:24

ROBERTO B. ha scritto: che differenza c'è tra i 16 di servizio di un Sergente da 16 anni di servizio di un Magg., 16 sono per l'uno e 16 sono per l'altro (lasciando stare che magari il Magg. nel frattempo ha comandato plotoni, compagnie e quant'altro, mentre il Serg. magari è stato all'estero per anni, oppure ha comandato solo l'organico di una sq).


Le differenti responsabilità che un maggiore ha rispetto ad un sergente ove quelle del primo sono assai superiori rispetto a quelle del secondo. Ciò che tu inviti a lasciar perdere è proprio la differenza sostanziale...

Che differenza passa tra il bronzo e l'oro (lasciando perdere la rarità del metallo e la differente quotazione sul mercato)? Carissimo è come se tu avessi fatto questa domanda.
Le tecniche eristiche che usi per provare ad ottenere ragione vanno un pochino affinate. La tecnica della deminutio usata nel tuo primo intervento e quella negazione usata nel secondo sono facilmente individuabili da chi abbia un minimo di esperienza in tema di argomentazione persuasiva... e di sicuro le due tecniche davvero poco persuadono...


Poi per dare un contributo vorrei chiarire due cose:
1) Uguaglianza vuol dire dare a tutti le medesime possibilità non ridurre tutti allo stesso livello, che è l'apoteosi della disuguaglianza.
2) Più che specchio di democrazia (in fondo l'istituto militare non è mai stato un esempio di democrazia) un medagliere deve essere indice del merito di una persona, ma di un merito vero che rispecchi le sue capacità professionali e morali, non l'abilità di saper meglio intessere le relazioni sociali e far favori alle persone giuste (e di esempi dell'un caso e dell'altro caso ne abbiamo visti parecchi in questo forum).

Ciò che sbalordisce è l'incapacità dei comandanti di non saper fermare i secondi, a spese dei primi.
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