ripropongo questa discussione, perchè trovo che la frase
vi prego di credermi, quando qualche cerimoniere o qualcuno del servizio d' ordine ha invertito i posti nessuno è stato sfiorato dall' idea di protestare o puntualizzare. E' la Santa Messa, non un ricevimento a corte...
denoti moderazione e buon senso.
Pur essendo fermamente convinto che il SMOM meriti precedenza rispetto all'OESSG, per tutte le ragioni sin qui addotte da quanti sostengono le mie stesse ragioni, credo tuttavia che sia doveroso da parte di chi cura il cerimoniale delle funzioni religiose, in cui è prevista la partecipazione degli anzidetti ordini, ricercare una "soluzione di compromesso", che assicuri una sorta di parità cerimoniale ad entrambi gli ordini, evitando che l'uno o l'altro possa sentirsi obbligato ad una collocazione che avverta (a torto o a ragione) come iniqua.
D'altronde, come giustamente sostiene Qohelet, "è la Santa Messa, non un ricevimento a corte", contesto (quest'ultimo) in cui è bene attendersi una rigida osservanza del protocollo. Consapevole di quanto discutibile possa essere questo mio asserto, che vi prego di considerare come una mia personale riflessione, potrei addirittura affermare che vedo con una certa perplessità l'uso di riservare posti di privilegio a questo o quel fedele nel corso di determinate cerimonie liturgiche, in base al loro reale (o talora presunto ovvero preteso) ruolo nella società: basterebbe rileggere Giacomo II, 1-4.
Alla luce di queste mie personali considerazioni, ritengo che comportamenti quali il negare il segno di pace ad altri cavalieri presenti (solo perchè militanti sotto altro vessillo) e il reclamare che anche la sequenza, in cui ci si accosta alla Santa Comunione, rifletta una gerarchia di pretese precedenze equestri, gettino ombre sulla reale maturità cristiana di chi li pratica. Per non parlare della decisione di alterare l'ordine dei cartellini apposti dal clero poco prima delle funzioni ad indicare i posti a sedere degli ordini equestri presenti, solo per marcare una precedenza, che è solo un orpello.
Qui mi fermo: volevo solo parteciparvi questa riflessione, perchè potrebbe servirci da esempio di come NON devono comportarsi nel corso di una cerimonia liturgica uomini e donne che, pur militando sotto vessilli diversi, sono chiamati a testimoniare col loro operato quotidiano la fede nel Cristo risorto.