Famiglie della piccola nobiltà sarda

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Destavara » venerdì 10 febbraio 2012, 13:43

Buondì,
per Salvennor: inserisco questo post per ricordarmi di scrivere due righe sulle suppliche, parola che letta così mi ha ricordato altre cose; appena ho più tempo... Magari anche in privato, no lu sacciu, mo vidimu! :P
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CARROZ minori

Messaggioda leone passante » lunedì 13 febbraio 2012, 18:27

Salvennor ha scritto:Per leone passante: Grazie per la risposta al mio quesito.
Penso anche io che difficilmente un'appartenente al ramo feudale dei Carroz possa aver esercitato una carica simile.
Più probabilmente era di un'altro ramo Carroz, che magari pur se residente per un periodo nell'isola non ha messo radici. Comunque è un dato da verificare appena posso visionare tale documento.
Si, ero al corrente di un secondo ramo Carroz che veniva se non erro da Milano (di origine iberica ovviamente), e che si stabili in Cagliari e credo anche in Alghero.
E stando a certe notizie, non escludo che nel 600 sia arrivato a Cagliari anche un'ulteriore ramo Carroz, in anno diverso dall'anno di arrivo del già citato secondo ramo.
Infatti conosco una ragazza che discende per via paterna anche da alcuni Carroz presenti a Cagliari almeno dagli ultimissimi anni del 600, e erano citati almeno a volte con l'appellativo di Don davanti al nome.
Io comunque non ho visionato tali documenti, ma mi ha detto che ancora deve iniziare un nuovo periodo di ricerche, in parte già svolte da un suo parente già nei primi decenni del 900, e in parte da lei stessa.
Molto interessante dunque anche questa vicenda del terzo ramo Carroz, anche se non mi sorprendo dato che ne esistevano vari, anche se in generale non è possibile collegarli genealogicamente.


Raccomandi alla sua amica di stare particolarmente attenta alle diverse forme linguistiche delle varie occorrenze che rinviene nei QL. Molto spesso il comunissimo cognome Carrus, portato invariabilmente da famiglie popolane o borghesi, nelle fonti può presentare delle varianti Carro/Carros che si prestano a facili confusioni con stirpi illustri con cui niente hanno a che spartire.
Ultima modifica di leone passante il lunedì 27 febbraio 2012, 17:58, modificato 1 volta in totale.
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Ancora su rami Carroz minori. Satta Aquenza homo novus?

Messaggioda Salvennor » lunedì 13 febbraio 2012, 22:34

Per Vincenzo Carta: Grazie anche da parte mia per i dati che ha postato.

Per leone passante: Si certo occorre attenzione anche per le possibili varianti grafiche di certi cognomi. Ma infatti quella ragazza mi ha detto che sarebbe da escludere qualsiasi legame con cognomi sardi più o meno somiglianti. Tra l'altro lei non si chiama Carroz, e tanto meno Carro o Carrus, però appunto tra i vari antenati ha anche alcuni denominati Carroz, anzi a quanto pare anche con la variante Carroç. E inoltre alcuni di essi, compreso quello a inizi 700, era esplicitamente indicato con l'appellativo Don. Per ora non so altro di tali ricerche.
Quel Stefano Satta Aquenza era un "homo novus"?
Sto leggendo un libro dedicato alla figura di Giulio Cesare, in parte basato su scritti di Theodor Mommsen, dove il condottiero e politico Mario, rivale di Silla, viene definito "homo novus".
Ultima modifica di Salvennor il lunedì 27 febbraio 2012, 15:30, modificato 2 volte in totale.
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SOLIVERAS

Messaggioda leone passante » venerdì 24 febbraio 2012, 14:48

Salvennor ha scritto:... Ma i cognomi Gallisay e Soliveras saranno veramente di origine iberica? Il primo pare significhi Galiziano.

Il cognome Soliveras è attestato in Spagna almeno dal '600 in Catalogna (Girona) e nelle Baleari (Minorca).
Ma dette attestazioni nulla provano circa l'origine iberica dei ceppi sardi e dico ceppi perché il cognome, documentato in Sardegna almeno dal '500, storicamente era portato da casati di differente condizione sociale e diffuso in diverse ville del Capo di sopra.
Le prime occorrenze sarde "Salivira" /"Salivera" denunciano una affinità stretta col cognome corso Saliveri, che nell'isola gemella fu portato da una famiglia nobilitata nel 1788.
Tutto fa pensare all'ennesima modifica del cognome in direzione ispanizzante: salire sul carro dei vincitori e confondersi con essi è uno sport molto antico. Lo stemma con il motto "mira el sol y veràs" costruito ad arte in chiave falsamente etimologica completa l'opera.
Ultima modifica di leone passante il venerdì 24 febbraio 2012, 17:35, modificato 1 volta in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 25 febbraio 2012, 21:43

Cari amici ho staccato da questo topic un argomento sulla famiglia Satta viewtopic.php?f=3&t=14720
Il lavoro è ancora in corso ed è molto lungo dato che già sono 13-14 pagine di topic.
Ho staccato anche il topic sulla famiglia Spano/Spanu viewtopic.php?f=3&t=14756 e quello sulla famiglia Pischedda viewtopic.php?f=3&t=14759
Segnalate se c'è qualche messaggio ancora da staccare e aggiungere a questi topic.
Segnalate anche se si potrebbe staccare qualche altro topic.
Ciao
A.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Destavara » sabato 25 febbraio 2012, 22:16

Carissimi tutti,
ho cambiato i titoli di alcuni miei post al fine di agevolare le operazioni di suddivisione al moderatore: se potete fate altrettanto, la cosa gioverebbe a tutti noi credo.
Io ho cambiato i titoli a seconda della famiglia o argomento di cui si tratta nel singolo messaggio.
Per le famiglie che sono state trattate solo sporadicamente forse è più opportuna la tecnica dell'indicizzazione in ambito del topic originario, come ha proposto Guido5 secondo il modello dell'argomento sui letterati.
Se potete e se vi va, vi invito a collaborate, grazie, D.

Per Salvennor: ho dato indicazioni anche per spostare sul tuo topic i (pochi forse) post rilevanti sui Carta, sei d'accordo?

Saluto tutti, D.
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PILO di SILKI

Messaggioda leone passante » domenica 26 febbraio 2012, 2:49

Ho visto che tempo fa avete discusso sui Pilo.
Credo che anche al proposito occorra mettere dei punti fermi.
Innanzitutto, bisogna prendere atto del fatto che la stirpe Pilo che attualmente porta il predicato di Silki risale con certezza ad un Proto Pilo Casaraccio residente in Tempio nella prima metà del '600 ma originario di Sassari che non capisco perché tutti si ostinino a chiamare Pilo Cesaraccio, quando dalle fonti emerge chiaramente che il cognome materno è Casaraccio, cognome tipicamente corso peraltro all'epoca diffuso a Sassari e in Gallura, ancora oggi perpetuato dall'idronimo "stagno di Casaraccio".
Ancora bisogna accettare che quel Proto -che ottiene il cavalierato nel 1641- è lo stipite di una linea di fresca nobilitazione, almeno fino a quando non si rintracceranno prove documentali che comprovino la sua discendenza da quel Guantino riconosciuto generoso nel 1443 e da quel Pietro armato cavaliere nel 1541 da Carlo V in persona.
La famiglia in questione resterà a Tempio per un secolo e otterrà la nobiltà sarda soltanto nel 1734 con un Proto Pilo Garruccio, per poi trasferirsi in Sassari con il di lui figlio Andrea. Le alleanze matrimoniali immancabilmente con famiglie della piccola nobiltà come i Nuseo, Giraldi, Bertolotti, Passino ecc. ne denunciano il modesto prestigio sociale, che apparirà ancora di più tale se confrontato con quello ben diverso goduto dall'altra famiglia nobile Pilo di Sassari.
Ultima modifica di leone passante il giovedì 1 marzo 2012, 1:10, modificato 1 volta in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Salvennor » domenica 26 febbraio 2012, 17:16

Destavara, sono d'accordo, i Moderatori possono spostare i post incentrati sui Carta che erano contenuti nel tuo topic originario.
Io ho iniziato a modificare tutti i titoli dei post che avevo inserito nel tuo topic, cercando di rendere il titolo coerente con il tema principale dei vari post e coerente anche con i titoli che tu già avevi modificato per gli stessi temi. E qualche volta sto modificando leggermente il contenuto dei post in modo da rendere del tutto coerente ogni risposta e ogni quesito, anche in riferimento a parti diverse.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » lunedì 27 febbraio 2012, 19:56

nel mio piccolo ho dato un contributo rubricando i miei post con il nome della famiglia o comunque con l'argomento trattato
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de SENA

Messaggioda leone passante » mercoledì 29 febbraio 2012, 13:01

Voglio fare un piccolo cadeau documentario agli amici del topic per provocare il dibattito sui de Sena.
Premetto di aver già provveduto a fornirne la trascrizione anche ad un insigne genealogista sardo ma credo che ad oggi non sia stato ancora pubblicato.


ARCHIVIO DIOCESI AMPURIAS
DIVERSORUM, I vol.

c.144v (129v)

uno Altro Jstromento de venda del agn 1441
@ 13 de majo de un salt che se diu guergos lados che
Joan de canpo abitant Jn sa vila de nulvi ven a dono
Christofol de senas potestat de zaramont J ofisial de anglona per preu 112 pagat de presente
su quali salto est Jn guergus lados et termen a pe-
dra Jrnera et termen de mara de tori et batet
Jsquala de Leda termen asa terra de chrispadi
Jn poder de stevene Jspano Jschrivano de zaramonte
et de Anglona con pacto che non puca vender
si non a sus eredes
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Salvennor » venerdì 2 marzo 2012, 19:46

Interessante il documento dell'Archivio diocesano di Ampurias, con i soggetti De Sena, Spanu, Ledda, De Campo.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » sabato 3 marzo 2012, 11:38

Salvennor ha scritto:Interessante il documento dell'Archivio diocesano di Ampurias, con i soggetti De Sena, Spanu, Ledda, De Campo.


Molto interessante, direi. Documenta quel Cristoforo, figlio del primo stipite della casata documentato con certezza (Antonio, morto in Sassari nel 1441) e quindi uno dei fratelli del celebre Giovanni, primo Sig.re delle ville di Laconi, Nuragus, Nurallao e Genoni.
Apprendiamo che anch'egli era uomo d'arme e copriva la carica di Podestà di Chiaramonti e Ufficiale dell'Anglona negli anni immediatamente successivi alla caduta di Nicolò Doria (1437), alla quale avrà certamente contribuito insieme ai fratelli Antonio e Giovanni.
Ancora, l'occorrenza presenta il cognome de Sena non accompagnato dal prestigioso Piccolomini che all'epoca non era stato ancora aggiunto. Dico aggiunto e non eliminato perché l'aggiunta è un falso storico sorto successivamente.
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Famiglie di Ozieri nel sec. XIX

Messaggioda Destavara » sabato 3 marzo 2012, 22:14

Buonasera,
volevo qui postare il link ad una interessante paginetta dell' "Angius-Casalis" sulle "classi sociali" della Ozieri di quel tempo: sono citate alcune famiglie nobili e borghesi, e si fanno delle altre considerazioni piuttosto interessanti (almeno per me):
http://www.unionesarda.it/collane/casal ... 124580&p=3

Altro articolo che mi ha divertito è questo di Gerolama Carta Mantiglia sulla panificazione in Ozieri, ove si dice:
"Anche le famiglie nobili e dei prizipales consumavano il pane fatto in casa (pane 'e domo) diverso dal pane commerciale denominato volgarmente pan'ilgioco e pan' isthiradu. Per chi si occupava di agricoltura e di pastorizia comprare il pane era considerata cosa vergognosa: "era roba da impiegati".

In Sardegna mi raccontarono anche di queste panificazioni domestiche in quantità industriale e dell'abitudine di alcune famiglie abbienti di donarne la gran parte a vicini, parenti ed amici. La cosa che mi ha divertito è il modo di disprezzare l'abitudine tipica di una mentalità comunque borghese di acquistare ciò che "non si dovrebbe": anche a me si parlò negli stessi termini e con la stessa "altezzosità", ovviamente con riferimento ai tempi andati.
Ecco il link: http://www.bibliotechelogudoro.it/rivis ... rticolo=27
Saluti, D.
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Clan nobiliari e Gallura di fine '600: don Giacomo Misorro

Messaggioda Destavara » lunedì 5 marzo 2012, 22:48

'Sera,
non ho tempo per commentare, né ve ne è necessità, ma volevo inserire comunque un link sulla figura di un nobile delinquente tempiese, don Jaime Misorro:
http://www.museumtempioampurias.it/Sito ... erari.html

Saluto tutti, D.
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MISORRO

Messaggioda leone passante » martedì 6 marzo 2012, 1:52

La segnalazione di Destavara mi consente di fare due osservazioni in una materia che mi appassiona particolarmente, quella della nobiltà gallurese.
Mi corre l'obbligo innanzitutto di obiettare che il Jayme Misorro tristemente noto per l'eccidio del 1670 non era affatto nobile.
Gli unici Misorro titolati sono infatti i discendenti di quel Gavino Misorro che ottenne i privilegi nel 1694 e i discendenti dell'Avv. Giuseppe Misorro che li ebbe nel 1802.
I Misorro erano un ricco clan familiare appartenente a quella classe dei "signori del bestiame" che non disdegnavano la mercatura, gli arrendamenti di tributi e decime e spesso dediti al contrabbando, dalla quale provengono tutti i lignaggi nobiliari tempiesi, inizialmente per qualche merito personale nel servire il sovrano e soltanto dal '700 passando per l'acquisizione della laurea e quindi di qualche carica pubblica in capo a un loro membro.
Ma i membri di tali clan avevano il malvezzo di considerarsi nobili e fregiarsi di titoli anche quando avevano origine da collaterali dei soggetti insigniti, di talché nelle fonti si riscontrano trattamenti di don e noble con riferimento a soggetti che nobili non erano.
A dire il vero se i Misorro erano senz'altro quelli che più frequentemente venivano diffidati dall'usare i titoli, quasi tutte le nobili famiglie tempiesi avevano i loro bravi rami minori che tentavano di godere dei medesimi privilegi dei ceppi nobilitati, sfruttando la pubblica considerazione.
Vero è che spesso tali rami vengono nobilitati in epoche successive: emblematico l'esempio dei tre rami Garruccio di Tempio (concessioni del 1648, 1690, 1737).
Quanto alla tendenza a delinquere dei Misorro, sebbene la loro fama di mandanti di efferatezze li abbia resi proverbiali, possiamo dire che stavano in ottima compagnia. La nobiltà tempiese era piuttosto turbolenta e gravi fatti di sangue macchiano quasi tutte le famiglie più importanti, anche quella dei Valentino,generalmente ritenuti uomini d'ordine.
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