Famiglie della piccola nobiltà sarda

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda vincenzo carta » venerdì 3 febbraio 2012, 16:39

Salve
per Destavara
Sicuramente i Tolo di Mamoiada discendono dai Tolo di Oliena.
In data del 19-11-1736 il Parroco di Mamoiada celebra il matrimonio fra Don Sebastiano Tolo Pinna di Oliena e Donna Anna Francesca Satta di Mamoiada.La cerimonia religiosa avverrà nella chiesa di San Basilio il 17-2-1738,ignoro la Ragione.Lo stesso Sebasiano il 15-4-1742 risulta Sindaco di Mamoiada.Il 15-6-1744 assieme al Cav.Gavino Satta,figura Capitano dei barracelli.Inoltre,diversi Tolo di Oliena hanno sposato sia delle Melis,sia delle Mele di Mamoiada.Attendo con ansia che posti quel documento.Inseguito posterò dei dati che riguardano intrecci parentali
dei nobili Satta con i carta e i Gallisai.
A presto.
saluti a tutti
Vincenzo
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » venerdì 3 febbraio 2012, 18:37

Saluto Destavara, Vincenzo Carta, Salvennor, Gens Valeria.
Mi scuso innanzitutto per la duplicazione involontaria del mio messaggio, dovuta ad una scarsa padronanza dei meccanismi di anteprima e invio, nei quali cercherò di impratichirmi presto. Vedrò di impadronirmi anche del sistema di cancellazione dei duplicati.
Vorrei di seguito chiarire che non era mia intenzione censurare nessun messaggio e tantomeno criticare nessun utente ma soltanto evidenziare una tendenza che mi pareva emergere dall'insieme di numerosi interventi e mostrarne la fallacia per l'impossibilità assoluta -data la scarsità e lacunosità delle fonti medioevali sarde- di dare prova della discendenza da uno stesso stipite con riferimento a famiglie portanti cognomi già molto diffusi e frequenti all'inizio dell'età moderna.
L'intervento è stato effettuato in uno spirito collaborativo e non distruttivo e mi scuso se è stato diversamente interpretato perché evidentemente ho fallato nella tecnica di comunicazione.
Nel merito, allo stato delle ricerche pubblicate e non, non pare proprio che in Sardegna vi siano stati esempi di clan nobiliari consortili comparabili agli alberghi genovesi e napoletani. Anche nei clan familiari di nobili banditi il legame era sempre quello di consanguineità abbastanza stretto, al massimo quello intercorrente tra cugini di secondo grado (gli avi fratelli). Non mi pare che siano rinvenibili esempi in cui si invocano legami di parentela fino all'ennesimo grado, men che meno sulla base della sola identità di cognome.
Nessuna fonte ci dice invero che le famiglie Delitala di più antica nobilitazione, quella discendente da Nicolò di Bosa (1563) e quella discendente da Gerolamo di Macomer (1578), dai quali ultimi gli attuali Marchesi di Manca, avessero legami e considerassero parenti i Delitala dell'Anglona e segnatamente di Nulvi (1636) e di Chiaramonti (1693), i primi, compreso il ramo marchionale di Sedilo, oggi estinti, gli ultimi ancora fiorenti anche se gravitanti in altre parti dell'isola. Tantomeno accadeva tra questi e le numerose altre famiglie Delitala in condizione plebea di Sassari e di altre località del Capo di Sopra.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » sabato 4 febbraio 2012, 1:31

La ringrazio per il ragguaglio. Certamente, mi interessava sapere di quel don Giovanni Maria Pes di Tempio che impalma in Berchidda una Sebastiana Soliveras, se la coppia ebbe discendenza ed eventualmente quando si è estinta
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Famiglia Pes, Berchidda (Tempio P.)

Messaggioda Destavara » sabato 4 febbraio 2012, 1:57

Bene,
premetto che mi dispiace per il fatto che so poco sui Pes di Berchidda, e che non so se sto per dirle cose che sa già:
è secondo me probabile che anche nel caso di quelli che cerca lei, si tratti della stessa famiglia che diede i natali al vescovo di Bisarcio Domenico.
Risulta da fonto Berchiddesi (e di Tempio) che nel '700 si trasferirono da Tempio a Berchidda:
-Domenico Pes e sua moglie Sebastiana Soliveras (ecco perchè quelche messaggio fà domandavo se lei fosse sicuro del nome Damiana: Bastiana, scritto chissà da quale pugno poteva sembrare Damiana (ma è possibile il viceversa, questo dovrebbe appurarlo lei);
-Gavino e sua moglie Sebastiana Sanna e i loro figli Rosalia, Bernardino, Violante, Grazia Angela;
-Gio Maria sposato con Margherita Sardo;
quest'ultima coppia generò:
1) quel Domenico Pes Sardo che fu vescovo, NATO A TEMPIO, città natale di Donna Margherita, nel 1757; padrini: Don Ant. Massidda e Donna Marisngela Pes;
2)Pietro, nato a Berchidda nel 1759; padrini: T. Pintus e D. Grazia Angela Pes;
3) Giovanna Maria;
4)Salvatore Paolo Michele;
5)Anna Maria.

Spero che i dati le siano di aiuto, non li ho presi da atti direttamente, ma in rete; comunque dovrebbero essere attendibili, non so, verifichi se può.
Saluti, alla prossima, D.

PS: senza azzardare con le ipotesi le faccio notare che una Margherita Sardo ci fu anche a Buddusò, e che se i due su citati T. Pintus e Grazia Pes erano coniugi, si parla di un nucleo familiare Pintus Pes, proprio come a Buddusò... Come vede la Sardegna è piccola :D
Ultima modifica di Destavara il sabato 25 febbraio 2012, 21:26, modificato 1 volta in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » sabato 4 febbraio 2012, 2:18

La ringrazio infinitamente. La segnalazione che avevo a suo tempo ricevuto, della quale dubitavo, era evidentemente errata. La sua collima perfettamente con gli scarni dati in mio possesso. Il nome era effettivamente Sebastiana, mentre Damiana era un mio lapsus, derivato dall'attestazione di un Damiano Soliveras, ricevitore del donativo nel Monteacuto nella seconda metà del '600.
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GUISO MINUTILI

Messaggioda leone passante » domenica 5 febbraio 2012, 13:15

Chiedo agli amici del forum se possono offrirmi ragguagli sulle ascendenze di un mio antenato diretto, il nobile don Demetrio Guiso di Galtellì, figlio di don Ignazio e di donna Maria Roger (?) il quale si sposa in Tortolì il 17.09.1695 con donna Benetta Cardia Puliga.
Il figlio della coppia, don Sebastiano Ignazio Guiso, sebbene nato a Tortolì, prenderà moglie nella terra d'origine, impalmando in Nuoro intorno al 1720-23 una donna Manuela Minutili.
In terra d'Ogliastra si svilupperà dunque una stirpe Guiso Minutili che si integrerà perfettamente nella nobiltà locale e assumerà in seno alla stessa una posizione prestigiosa, sia pure non di preminenza. L'ennesima controprova della grande mobilità delle famiglie di nobili cavalieri sardi, disposti a spostamenti sensibili di residenza pur di procacciarsi un buon apparentamento e/o un patrimonio consistente.
Ringrazio anticipatamente quanti raccoglieranno l'invito alla collaborazione e mi forniranno notizie su tali don Demetrio Guiso e sulla di lui nuora donna Manuela Minutili.
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Quesito sull'uso del MOSSEN

Messaggioda Destavara » lunedì 6 febbraio 2012, 16:29

In un testo ho trovato che i membri del capitolo di una chiesa (cattedrale?) sono preceduti dalla dicitura mos.: significa mossen? E se si: è un mossen nobiliare (visto che molti cognomi sono eloquenti) oppure che voi sappiate era prassi chiamare mossen ecclesiastici di un qualche ruolo? Grazie
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Stara di Ghilarza

Messaggioda Destavara » lunedì 6 febbraio 2012, 16:35

Torna poi la questione di questo cognome in un altra mia fonte INDIRETTA: il capitano Giovanni Stara (che, visti nome, cognome e carica, PRESUMO sia lo stesso di cui parlammo in quel di Ghilarza) compare come HIDALGO di non elevata condizione che chiede gli sia concesso il titolo di cavaliere. Prova INDIZIARIA che la famiglia sia esistita sul serio, e che fosse più antica della sua persona.
Attendo anche in questo caso dritte, opinioni e quant'altro.
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Re: Quesito sull'uso del MOSSEN

Messaggioda leone passante » lunedì 6 febbraio 2012, 18:05

[quote="Destavara"]In un testo ho trovato che i membri del capitolo di una chiesa (cattedrale?) sono preceduti dalla dicitura mos.: significa mossen? E se si: è un mossen nobiliare (visto che molti cognomi sono eloquenti) oppure che voi sappiate era prassi chiamare mossen ecclesiastici di un qualche ruolo? Grazie[/quote

Tra i titoli che si rinvengono nelle fonti d'età aragonese e spagnola sono frequenti mossen e magnific.
Il primo è abbreviato "Mos. oppure "M.n" ed è attribuito -in alternativa a Senor- ai cavalieri di spada, ai prelati (ma non ai semplici sacerdoti ai quali si dava del Venerable "V.ble" o Reverendo "R.do"), e talvolta a ricchi borghesi.
Magnifico o Magnific , abbreviato in M.o si dava ai donzells, cavallers e nobles nonché ai consiglieri e giurati delle città regie (anche se borghesi).
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MOSSEN e HIDALGUIA

Messaggioda leone passante » martedì 7 febbraio 2012, 14:05

per SALVENNOR

Confermo che il titolo Mossen veniva riferito anche a chi rivestiva una carica di rilievo nell'amministrazione regia o feudale.
Anch'io ho riscontrato più volte che coloro che hanno coperto la carica di Capitano delle marine, di Sindaco o di Scrivano d'Ogliastra erano così appellati. Si tratta di soggetti i cui discendenti più spesso si nobiliteranno (Quigini, Puliga, Cadello, Cardia, Pisano, Delussu) meno spesso resteranno dei ricchi borghesi (Carta, Selis, Alenti). I Selis (Celi) perpetueranno in famiglia fino all'800 la carica di ufficiali delle torri e ricevitori dei diritti di ancoraggio delle marine d'Ogliastra.

Il concetto di hidaguia, essendo sorto nel Nord della Spagna all'epoca della Reconquista, e partecipando della duplice origine latina e visigota del suo status giuridico, è del tutto estraneo ed inapplicabile alla Sardegna. Gli spagnoli dicevano che il re può creare nobles ma giammai hidalgos, nel senso che con la concessione dei privilegi poteva incidere sul presente ma non sul passato di un suddito e segnatamente sulle eventuali ascendenze poco illustri del beneficiario.
Neppure nel secolo e mezzo di continua belligeranza che va dalla conquista catalano-aragonese, passando per la guerra contro i Doria fino alla disfatta degli Alagòn, sorse mai in Sardegna la categoria nobiliare degli hidalgos. Il riconoscimento giuridico che potevano ottenere le famiglie sarde di militari di carriera passava sempre per i titoli di generoso, cavaller, donzell.
Ultima modifica di leone passante il lunedì 27 febbraio 2012, 17:57, modificato 2 volte in totale.
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Famiglia Stara, Ghilarza

Messaggioda Destavara » martedì 7 febbraio 2012, 15:33

Salve,
grazie peri chiarimenti sul mossen. Siparlava di "beneficiats" di questa cattedrale (non me la ricordo).

Sulla hidalguia: se entrambi avete risposto così in termini generali evidentemente il mio post era scritto male (non volevo essere pedante e l'ho fatta breve);
ad ogni modo ha ragione leone passante quando parla di concetto estraneo alla Sardegna propriamenete, non credo assolutamente che nessuno di noi abbia mai trovato documenti in cui compaiano famiglie sarde di hidalgos, tanto meno riferito eventualmente alla borghesia: questa cosa mi giungerebbe davvero nuova...

Spiego perchè ho usato quel termine: l'ho trovato alla fonte, non l'ho certo messo io... La fonte originale del documento è ovviamente scritta in spagnolo, nomi e cognomi dei Ghilarzesi sono ispanizzati, e vengono descritti praticamente come mendicanti supplicatori di cariche pubbliche di una qualche seppur minuscola rilevanza (torna il solito concetto della pauperitas). Dopo aver poi accennato a quella antica "buona abitudine", che in Sardegna giusto allora riprendeva, di guadagnarsi la "hidalguia" con la spada, si parla per la precisione degli HIJOSDALGO (non hidalgos, anche se credo sia la stessa identica cosa-ccorreggetemi se sbaglio- ma la parola era più corta [arf2.gif]) di più bassa condizione sociale, tra cui Giovanni Stara, che rivendica il titolo di cavallero.
Indi: avevo pensato (ero consapevole) che il termine hijodalgo fosse qui usato impropriamente "alla spagnola" per indicare un discendente (presumo anche cadetto) di una nobile (in senso generico) famiglia. Naturalmete si può trattare di un hidalgo de privilegio, ma nulla nel riferimento fa pensare a questo: ora l'ho specificato.
Sono chiaro :( ?
Mi scuso se prima lo sono stato poco, spero di aver rimediato ora.
Buona serata
Ultima modifica di Destavara il sabato 25 febbraio 2012, 21:24, modificato 1 volta in totale.
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HIDALGOS

Messaggioda leone passante » martedì 7 febbraio 2012, 17:01

Sei stato chiarissimo. Probabilmente il termine è stato impiegato nel suo significato etimologico (hijo de algo), ovvero di persona appartenente a famiglia che da diverse generazioni versava in civile condizione e disponeva di un buon patrimonio.
Ultima modifica di leone passante il lunedì 27 febbraio 2012, 19:54, modificato 1 volta in totale.
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Quesito sui "Donzell". Cenni a docum. di Ogliastra, Carroz

Messaggioda Salvennor » martedì 7 febbraio 2012, 18:21

Per Destavara: Era chiaro che il termine Hidalgo era relativo a documenti da te visionati, e non inserito da te arbitrariamente.
Però appunto non avevi spiegato nei dettagli il contesto.
Ora invece è tutto chiaro.
Interessante la questione delle "suppliche".

Per leone passante: In uno dei post più sopra ha citato le qualità di Generosità, Cavalierato eredit. e Donzell.
Nel presente topic, e anche nell'altro, si è già affrontata almeno in parte la questione relativa a tali qualità nobiliari. Però vorrei sapere, se possibile, secondo lei o comunque secondo le fonti da lei consultate quali siano le definizioni di tali qualità. Anzi più che altro sarebbe interessante sapere la definizione di "donzell" , che di fatto sembra legata al concetto di Cavaliere eredit.
Anche per confrontare con i concetti che abbiamo già espresso nei topic.

A proposito di Ogliastra, mi sono ricordato che in uno di quei documenti avevo letto anche il nome di uno scrivano con cognome Carroz, se non sbaglio a fine 400. Ma io dubito fortemente che fosse un parente stretto dei Carroz feudatari. Non credo che qualcuno di loro si sarebbe "abbassato" a ricoprire solo una carica di scrivano o cancelliere, peraltro in una realtà diciamo locale (a dire il vero non ricordo se tale scrivano era detto di Ogliastra, magari era residente in Cagliari). O magari era un figlio naturale di qualcuno del ramo feudale (che poi il ramo feudale "sardo" Carroz che io sappia non ebbe mai una appezzabile espansione genealogica, non scaturirono molti rami, e infatti si estinsero dal punto di vista patrilineare).
Ultima modifica di Salvennor il lunedì 27 febbraio 2012, 15:24, modificato 3 volte in totale.
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DONZELL

Messaggioda leone passante » giovedì 9 febbraio 2012, 1:30

Il titolo di donzell/domicellus veniva dato ai figli o discendenti del primo cavaliere armato, ovvero ai cavalieri di diritto.
La riprova è data dal fatto che nelle procure allegate agli atti di abilitazione alle Cortes tale termine non è mai associato al titolo di noble o al trattamento di don.

I Carroz, in quanto conti di Quirra, avevano giurisdizione sull'Ogliastra ma dubito che esercitassero direttamente funzioni amministrative di così basso livello.
D'altronde l'altra famiglia Carroz della storia sarda, ben più modesta, giunse soltanto nel '600. Le conviene verificare la notizia.
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Cenni a rami Carroz minori

Messaggioda Salvennor » giovedì 9 febbraio 2012, 17:03

Per leone passante: Grazie per la risposta al mio quesito.
Penso anche io che difficilmente un'appartenente al ramo feudale dei Carroz possa aver esercitato una carica simile.
Più probabilmente era di un'altro ramo Carroz, che magari pur se residente per un periodo nell'isola non ha messo radici. Comunque è un dato da verificare appena posso visionare tale documento.
Si, ero al corrente di un secondo ramo Carroz che veniva se non erro da Milano (di origine iberica ovviamente), e che si stabili in Cagliari e credo anche in Alghero.
E stando a certe notizie, non escludo che nel 600 sia arrivato a Cagliari anche un'ulteriore ramo Carroz, in anno diverso dall'anno di arrivo del già citato secondo ramo.
Infatti conosco una ragazza che discende per via paterna anche da alcuni Carroz presenti a Cagliari almeno dagli ultimissimi anni del 600, e erano citati almeno a volte con l'appellativo di Don davanti al nome.
Io comunque non ho visionato tali documenti, ma mi ha detto che ancora deve iniziare un nuovo periodo di ricerche, in parte già svolte da un suo parente già nei primi decenni del 900, e in parte da lei stessa.
Molto interessante dunque anche questa vicenda del terzo ramo Carroz, anche se non mi sorprendo dato che ne esistevano vari, anche se in generale non è possibile collegarli genealogicamente.
Ultima modifica di Salvennor il lunedì 27 febbraio 2012, 15:25, modificato 1 volta in totale.
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