Che dite...fantagenealogia?

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Che dite...fantagenealogia?

Messaggioda San Celestino » giovedì 5 maggio 2005, 2:37

xxx
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 5 maggio 2005, 6:22

La "fantagenealogia" piu brutta è quando c'è la consapevolezza di affermare cose non vere, al fine di speculare (vendita di titoli nobiliari o ordini cavallereschi falsi)...

In questo caso mi sembra che il ragazzo non ha fatto la ricerca genealogica, ha comprato la pergamena nelle bancarelle e ha inserito alcuni Carafa celebri (di cui probabilmente sarà solo omonimo)

Dovrebbe fare la ricerca genealogica per saperne di piu...
Ultima modifica di Alessio Bruno Bedini il giovedì 5 maggio 2005, 17:23, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda pierfe » giovedì 5 maggio 2005, 9:35

Alessio Bruno Bedini ha scritto:La "fantagenealogia" piu brutta è quando c'è la consapevolezza di affermare cose non vere, al fine di speculare (vendita di titoli nobiliari o ordini cavallereschi falsi)...

In questo caso mi sembra che il ragazzo non ha fatto la ricerca genealogica, ha comprato la pergamena nelle bancarelle e ha inserito alcuni Carafa celebri (di cui probabilmente sarà solo omonimo)

Dovrebbe fare la ricerca genealogica per saperne di piu...


Credo che la persona in questione è in completa buonafede.
Nel sito non si fa alcun cenno ad una nobiltà, non si pretende nulla.
E' uno dei tanti che crede che avere lo stesso nome di una famiglia storica significa in qualche modo farne parte.
Meditate... quanti ancora oggi sono così...
Quanti su questo forum si agganciano senza prova ad una omonima famiglia storica...
Ricordate: "chi è senza colpa lanci la prima pietra"...
Perchè non lo contattate e gli dite che la genealogia è un'altra cosa?
La genealogia si basa sui documenti e non su belle immagine di omonimi che hanno una storia che a tutti piacerebbe condividere
Pier Felice degli Uberti

PS. siate cattivi solo se avete la prova che sia in malafede.
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Messaggioda antonio_conti » giovedì 5 maggio 2005, 9:52

A mio giudizio, l'ing. Carafa ha commesso meno che un peccato veniale... avrà certamente antenati con una storia da raccontare (come tutti, del resto), ma ha preferito dire qualcosa sul suo cognome citando illustrissimi personaggi e casate, ma senza la pretesa di dichiararsi in qualche modo discendente o comunque genealogicamente legato ad essi.
Dall'accusa di fantagenealogia io assolverei l'ingengere perchè il fatto non sussiste.
Tra l'altro il nostro ingegnere non dichiara di avere l'hobby della ricerca genealogica (eppure di hobbies ne dichiara parecchi: Informatica, Elettronica, Telecomunicazioni, Qualsiasi tipo di Automazione, Formula 1, Calcio, Football Americano).
Fantagenealogista no, magari andrebbe sollecitato a curare la memoria degli antenati veri (sempre che non lo faccia già in privato)... ma questa cura non può prescriverla nemmeno il medico :wink:

Cordialmente

Antonio Conti
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Messaggioda Grimaldi » giovedì 5 maggio 2005, 10:42

Egr. sign. buongiorno.
Noto che stamane è stata aperta questa discussione su un altro temuto ma non accertato "fantagenealogista", ed essendo io il "teorico" ( :D ) dell'argomento mi permetto di aggiungere un mio modesto commento.

Anche se notoriamente sembro "polemico" in questo caso sono daccordo con il Dott. Degli Uberti e sul suo giudizio.

Il fantanobile, se vogliamo aggiungere maggiori ragguagli alla definizione che goliardicamente ho iniziato a citare su questo forum, è colui il quale si crede e si definisce nobile e che porta avanti una genealogia fittizia o quasi per avvalorare la sua convinzione.
Quando la fanta-genealogia lo "collega" ad una casata sovrana di cui il fantanobile si considera "diretto erede" allora possiamo definire il soggetto fanta-sovrano (o simili).

Scherzi a parte è vero che è facile, per l'inesperto, credere facilmente che un cognome omonimo sia garanzia di appartenenza ad una casata nota (e nobile).
Altra cosa è chi ci specula, magari sa che dice il falso o se ne convince, portando avanti tesi da "fantagenealogista".

Anche nel citato caso del sign. Carafa si potrebbe chiedergli se ha compiuto ricerche genealogiche vere e proprie in merito oppure se semplicemente in buona fede ha creduto a quello che ha trovato, magari in internet e/o su una bancarella.

Cordiali saluti
Grimaldi
 

Messaggioda RobertoC » giovedì 5 maggio 2005, 15:14

Cari amici (consentite che vi chiami così? Mi è caro, e quindi prezioso, colui col quale posso affrontare un confronto costruttivo),
condivido in parte le vostre considerazioni.
Naturalmente, nulla da dire sul caso specifico: l'ingegnere, mente agile ma poco incline alle rielaborazioni critiche e tutta tesa alle conclusioni, fantastica sul suo cognome. Poco male.
Dissento, invece, sul ridimensionamento dell'evento fanta-genealogico come pratica da riprovare e basta. Lo è, certamente, da un punto di vista morale (ragioneremo poi di quale morale, se volete) ma molte case regnanti e molte dinastie di primissimo piano ne hanno fatto, nei secoli, il nerbo delle loro prestese dinastiche. Mi permetto di rammentare gli avi eponimi e le origini "mitiche" dei Merovingi, ad esempio, ma di esempi, passando per Umberto Biancamano, credo che ne troveremmo in abbondanza.
Vediamo ciò che c'è dietro, piuttosto, perché il fenomeno è di tutto rispetto.
La fanta-genealogia rimane, nei suoi esempi storici (numerosissimi), non una pratica fine a se stessa bensì fatto legittimante, ed in quanto tale fonte (ed espressione a sua volta) di potere.
Nel corso dei secc. XVII e XVIII gli archivi brulicavano di ricercatori in ansiosa cerca di documenti, diplomi contenenti omonimie ma più o meno facilmente manipolabili. E paradossalmente, sappiamo che è grazie a molti di questi "transunti" ad uso e consumo personale, se non ai furti veri e propri, che certo materiale si è salvato (penso ai registri della cancelleria angioina per fare un esempio, alla cui ricostruzione molto si deve al de Lellis, al Riccio e agli altri che ne esemplavano gli atti).
La manipolazione, in sostanza, è un classico "prodotto" del potere, e a sua volta genera potere (nella forma di una nuova-vecchia legittimità).
Da questo punto di vista ritengo che la fanta-genealogia e la fanta-storia meritino un'attenzione ed un approfondimento che spesso non hanno.
Non credete?
Cordialità.
Roberto
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Messaggioda Grimaldi » giovedì 5 maggio 2005, 15:51

Caro sign. Celentano,
il suo intervento è davvero molto interessante.
Ma se lei avesse seguito i miei tanti (troppi?) interventi su questo froum saprebbe che la mia personale opinione sulla "fantagenealogia" diremmo "storica" è un conto e su quella contemporanea è un'altro.
Gli storici del passato è noto (e lo scritto anche altrove) che laddove si fermavano i documenti andavano con la fantasia. Spesso lavoravano infatti su commissione e/o per ingraziarsi un casato nobile.
Non si possono giudicare con gli occhi dei moderni.
Ed infatti sul forum abbiamo spesso parlato di trattare delle "origini mitiche" dei vari casati.
Altra cosa è invece la "fantagenealogia" moderna, frutto dell'ignoranza nel migliore dei casi quando invece, purtoppo, strumento nelle mani di arroganti e boriosi che vogliono porsi su un piano di stupida e presunta superiorità.
La genealogia è oggi una scienza moderna, seria e severa che non può e non deve tollerare il suo brutto clone "fanta".
Ricordiamo Valla che per sua cultura e spirito smascherò la Donazione di Costantino che nessuno osava contesare solo perchè vecchia di secoli e sulla quale la Chiesa basava forti pretese http://www.filosofico.net/Antologia_fil ... TANTIN.htm
I genealogisti dovrebbero conservare quell'esempio, quello di Bayle e di tanti studiosi veri.

Cordiali saluti
Grimaldi
 

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 5 maggio 2005, 17:23

Alessio nel post precedente ha scritto:La "fantagenealogia" piu brutta è quando c'è la consapevolezza di affermare cose non vere, al fine di speculare (vendita di titoli nobiliari o ordini cavallereschi falsi)...

In questo caso mi sembra che il ragazzo non ha fatto la ricerca genealogica, ha comprato la pergamena nelle bancarelle e ha inserito alcuni Carafa celebri (di cui probabilmente sarà solo omonimo)

Dovrebbe fare la ricerca genealogica per saperne di piu...


Forse non mi sono espresso bene .. volevo dire essenzialmente che anche secondo me il ragazzo è in perfetta buona fede ... e che non è ovviamente questo il caso di "Fantegenealogia più brutta"
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Messaggioda RobertoC » giovedì 5 maggio 2005, 19:51

Caro Grimaldi,
lei è una persona in gamba e puntigliosa (questo secondo aspetto lo condividiamo, mentre sul primo non posso pronunciarmi), e per me è un vero piacere leggerla. Purtroppo non ho letto quanto avrei voluto di e su questo forum, ed i suoi messaggi a tema mi sono sfuggiti.
Trovo illuminante ed emblematico l'esempio della Donazione che era balenato anche a me mentre scrivevo il messaggio.
Tuttavia essere troppo d'accordo mi annoia :D :D (non mi prenda troppo sul serio quando faccio queste affermazioni, la prego) per cui per spirito polemico :lol: rilancio la questione.
Ebbene, assodato che le fanta-ricostruzioni dei secoli passati erano animate da uno spirito pratico; quelle odierne da quale gamma di atteggiamenti sono animate? Solo boria? Vanagloria? O si cerca comunque un ritorno? E quale?
Non dimentichiamo infatti che è su questi atteggiamenti -che qualcosa di pratico devono averlo- che fanno leva i centri araldico-genealogici poco seri (a proposito dei quali mi riservo di aggiungere la mia).
Cordialità.
Roberto
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Messaggioda michele d'arasmo » giovedì 5 maggio 2005, 22:52

Consentitemi l'intromissione.
Bene o male tutti abbiamo incontrato gente che in perfetta buona fede, per il solo fatto di avere una omonimia (supportata magari da qualche leggenda sorta in famiglia) si considera appartenente a casati nobili.
Alcuni continuano a credere (ma senza tuttavia generare comportamenti di rivalsa, snobbismo, ecc.) a quanto tramandato.
Altri tentano di riportare alla luce queste origini, con il risultato di finire in pasto a "creatori di genealogie" oppure di fare una ricerca seria (anche se smentisce quanto prima ritenevano vero).

Tutte queste cose spesso sono fughe da realtà anonime, rivalse verso colleghi e superiori.
Alla fin fine - generalmente - sono innocue, di solito vengono sbandierate in mezzo a gente lontana da questi argomenti e facilmente impressionabili grazie a diplomi comperati su bancarelle.
Si accontentano di poco.
Trovo più grave coloro che si prestano e vendono queste illusioni, magari giungendo anche a falsificare documenti e prove, degni compari di cartomanti e venditori di numeri vincenti e rametti della fortuna.

cordialmente,

michele d'arasmo
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Messaggioda Grimaldi » venerdì 6 maggio 2005, 11:38

Gentile sign. Celentano e caro Michele,
rieccomi di nuovo su questo interessante tema.

Per quale motivo esiste la fantagenealogia oggi?
Nel caso di buona fede ed ingenuità (e magari ignoranza) non si può parlare di "fantagenealogisti".

Costoro sono quelli che propugnano, pubblicizzano e "sfruttano" una genealogia inventata in tutto e/o in parte.

Il motivo? Anche questo pratico.
Un antico detto napoletano dice: " 'O lusingo fà bene all'anema!" (Lusingarsi fa bene all'anima, allo spirito). Questo potrebbe essere un primo motivo.
Persone che nella vita non hanno di meglio si aggrappano a "miti" genealogici per sentirsi (e farsi considerare!) migliori di altri.

Altri motivi meno personali e più venali possono essere riscontrati in quelli che il saggio Michele di Tuccimei, una sera a tavola fra amici, ci disse:
"I titoli, veri o quasi che siano, servono per entrare in certi ambienti, per fare certe amicizie che "contano"....

Altri motivi, particolari li hanno poi i "fantasovrani" che con quei titoli e quel "fons honorum" ci guadagnano "investendo" con patacche da "cavalieri" ecc. amici, parenti, personaggi che "corteggiano"....

Come vede i casi sono tanti e la mancanza della Consulta è la manna per tutti costoro che speculano sulla fantagenealogia.

Il problema vero, come mi hanno fatto capire tanti amici (molti di questo forum) è che lo storico, il genealogista, il ricercatore che si imbatte in costoro non può smentirli se non a prezzo di far loro pubblicità, trascinato in causa dai "fanta sovrani" di turno importunati.... VERITAS ODIUM PARIT

Questo è quanto. A presto.

Cordialmente

Giovanni

(mi può chiamare e darmi del "tu" così se le fa piacere)
Grimaldi
 

Messaggioda michele d'arasmo » venerdì 6 maggio 2005, 22:36

Caro Giovanni,

mi ha fatto venire in mente uno scherzo che 6-7 anni fa feci in russia.
Un mio amico locale, discendente da uno dei favoriti di Caterina, era stato invitato ad una specie di festa organizzata da un club popolatissimo di fantanobili. Decidemmo di andarci.
Ovviamente io divenni un nobile italiano, per la precisione Michele D'Arasmo barone di Scarpia. Mangiammo benissimo e ci divertimmo moltissimo. Essendo i russi amanti della buona musica mi chiesero - ovviamente - del "mio" avo capo della polizia pontificia.
Ovviamente fui ricco di particolari. Arrivato ad un certo punto stavo quasi per crederci, e l'amico conte successivamente mi disse che ero entrato benissimo nella parte e che ero credibilissimo.
Se uno riesce a fregare gente che un attimino conosce l'argomento (anche i fantagenealogisti tutto sommato, a modo, loro si occupano di antenati), figuriamoci in un contesto di gente indifferente alla materia.
Resto dell'opinione che i fantanobili (perchè la fantagenealogia è finalizzata a vantare un titolo: dubito che qualcuno si fabbrichi una storia popolata da servi della gleba) si possono dividere in due gruppi:
- quelli con finalità truffaldine, finalizzati ad intrufolarsi in determinati ambienti e - nascosti da un titolo che difficilmente qualcuno andrà a verificare - fornire una certa immagine di se, tesa a rassicurare e conquistare la fiducia di potenziali clienti, fornitori, ecc.
- quelli che con un passato (falso) glorioso coprono se non il grigiore della porpria esistenza almeno il timore o la mancanza di coraggio nel tentare di farsi apprezzare per quello che realmente si è.

cordialmente

michele
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Messaggioda Grimaldi » giovedì 12 maggio 2005, 10:52

Caro Michele,
concordo con la tua tesi circa le ragioni del fantanobilismo...
A queste però dovremmo unire altri livelli e tipologie... :D
ma andremmo fuori del seminato.

Magari scriveremo una "relazione" sull'argomento.

Saluti

Giovanni
Grimaldi
 


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