Salve
A Lucca la classe del Patriziato è opera del Duca Carlo Ludovico di Borbone.
. . . . . che tutte le famiglie che avevano goduto per almeno quattro generazioni continue, sino alla caduta della Repubblica (1799), del distinto onore della medesima, cioè dell'Anzianato e potevano provare altresì la continuazione della loro nobiltà per duecento anni, potevano esser iscritti fra i PATRIZI DI LUCCA.
i
Mansi sono iscritti nel
Libro d'Oro datato 1826 comprendente 64 famiglie patrizie.
Alla morte di Girolamo Mansi avvenuta il
18.08.1880 (Regno d'Italia) tutto il patrimonio passò al nipote Raffaello Orsetti (28.2.1866/4.4.1956) all'epoca 14enne cadetto di suddetta famiglia,
con l'obbligo di assumere il cognome Mansi e di andare ad abitare nel suntuoso palazzo a S.Pellegrino in Via Galli Tassi oggi Museo Nazionale.
Oggi i Mansi viventi discendenti da Raffaello (nato Orsetti) hanno il titolo di M.se (mpr), Conte Palatino (m) e
Patrizio di Lucca (mf). (Elenco Nobiliare Toscano,
Delfino Ed.)
MANSI. D'azzurro, a sei palle d'oro ordinate in cinta (oppure 1.2.2.1). (Archivio Ceramelli Papiani)
ORSETTI. Troncato: nel 1° d'azzurro, all'aquila dal volo spiegato di nero, coronata d'oro; nel 2° di rosso, a tre steli di frumento d'oro appuntati in ventaglio, e sormontati da due stelle a otto punte dello stesso.
Note:
Il 1° punto del troncato è in realtà probabilmente un capo: fa riferimento al titolo di conte palatino concesso dall'imperatore Carlo VI nel 1715. (Archivio Ceramelli Papiani)
Nell'esempio qui riportato c'è da dire che il titolo di
Conte Palatino proviene da casa Orsetti mentre quello di
Patrizio di Lucca continua a vivere come conseguenza dell'istituto della surrogazione e quindi con l'avallo nelle forme previste dalla legge dal sovrano a quell'epoca Re Umberto I.
Cordialità
PS. Già alla fine dell'800 la collezione di casa Mansi veniva descritta da molti studiosi come la più importante raccolta privata di dipinti fiamminghi e olandesi esistente in Italia ed ammirata anche nell' Agosto del 1895 dal Principe di Napoli (il futuro Re Vittorio Emanuele III) che di passaggio a Lucca visitò il Palazzo Mansi avendo parole di ammirazione per la galleria.
Cfr. E.Jacobsen "Dipinti olandesi nella Galleria di Palazzo Mansi a Lucca" pag.95 ed.1896 cfr. Jacob Burckhardt, "
il Cicerone, Guida all'arte italiana (Basilea 1818/1897).
La quadreria di oltre 350 pezzi che arredavano non solo il Palazzo di Lucca ma anche le varie proprietà della famiglia, purtroppo fu a più riprese dispersa degli eredi dopo la morte di Raffaello.