Gentile contegufo,
non avendo notizie fresche
http://www.geneall.net/H/per_search.php ... search.php, mi limito a riportare quanto scrive lo Spreti. (La madre di Italo Calvino era una Mameli).
MAMELIArma :
D'oro alla torre di due piani di rosso, merlata alla ghibellina accostata dalle due metà di una stella di sei raggi di rosso e fondata sulla campagna di verde.
Dimora : Genova

Vittorio Amedeo III, re di Sardegna, con diploma del 7 maggio 1784, concedeva al dottore ANTONIO VINCENZO Mameli i privilegi di cavalierato e di nobiltà, trasmissibili ai suoi figli e discendenti maschi.
In quell'occasione era stata comprovata l'antica civiltà della sua famiglia, tanto dal canto paterno, che materno.
I suoi genitori erano stati Don GIOVANNI MARIA Mameli (nato a Gairo alla fine del 1600, già riconosciuto per nobile dall' Imperatore Carlo VI e da esso provvisto prima di un posto di uffiziale nella R. Segreteria di Stato e di guerra in Sicilia e poi della carica di suo segretario onorario) e Donna Isabella de OLMEDILLA, appartenente ad un illustre casato di Castiglia.
Il predetto loro figlio dottor ANTONIO VINCENZO aveva ricevuto l'incarico dell'ordinamento delle carte dei RR. Archivi di Cagliari ed era passato alla amministrazione delle miniere sarde : poscia fu avvocato Fiscale Patrimoniale nel capo di Cagliari e Vice Intendente Generale nel capo di Sassari : ed infine fu segretario del R. Patrimonio di Cagliari e R. Archivista delle scritture a questo appartenenti.
In considerazione pertanto delle notevoli benemerenze acquistate durante i suoi lunghi e lodevoli servizi e di quelle di cui diede prova il suo fratello dottor SALVATORE, canonico nella chiesa metropolitana di Cagliari, professore emerito di sacri canoni nella R. Università, giudice apostolico delle appellazioni e gravami in Sardegna e, poi, vescovo di Alghero
http://www.catholic-hierarchy.org/bishop/bmammeli.html , furono concessi i detti titoli trasmissibili di cavalierato e di nobiltà.
Don ANTONIO VINCENZO, nato nel palazzo della Real Corte di Torino, mentre il padre vi occupava un'alta carica, sposò a Cagliari, il 27 dicembre 1753, Eulalia CARBONI, figlia del dottor Ignazio Carboni e di Donna Anna BORRA'.
Da queste nozze nacquero 11 figli, fra i quali alcuni sono ben degni di ricordo e meritano l'ammirazione dei posteri.
IGNAZIO e LUIGI, intrepidi ufficiali della gloriosa R. Marina Sarda, che diede alte prove di eroismo e lasciò brillantissime tradizioni militari alla valorosa R. Marina Italiana, incontrarono la fine agognata dai prodi : caddero, combattendo in aspri cimenti, per difendere i diritti dell'antico regno sardo e per tener alta la gloria della millenaria Casa Sabauda.
Don GIOVANNI MARIA, eminente giureconsulto, tradusse in lingua italiana ed illustrò la
Carta de Logu, della celebre Eleonora, giudicessa di Arborea.
Don RAIMONDO, nato a Cagliari l' 11 luglio 1763, anch'egli ufficiale della R. Marina Sarda, terrore dei corsari barbareschi, fu padre di GIORGIO e di FRANCESCO.
GIORGIO, nato a Cagliari il 23 aprile 1798, giovinetto si imbarcò collo zio Ignazio e, con leonino ardimento, prese parte continuamente a duri combattimenti contro i barbareschi, che infestavano i mari della Sardegna, facevano schiave e depredavano le popolazioni costiere ed intercettavano le comunicazioni col continente : arrivò al grado di contrammiraglio nel 1848.
FRANCESCO, che, per aver partecipato ai moti del 1821, sofferse l'esilio e sacrificò la sua promettente carriera nell'esercito piemontese, fu in seguito un benemerito delle industrie minerarie sarde.
Da GIORGIO,tempra di fiero marinaio, che aveva sposato in Genova, il 2 luglio 1826, la marchesa Adele ZOAGLI, nacque nella stessa città, il 5 settembre 1827, e fu battezzato nella parrocchia di San Donato, il < fabro d'inni >
GOFFREDO < il vate soave come Simonide ceo > che fu vittima dell'eroica difesa del casino dei Quattro Venti e di quello del Vascello, poco distanti dalla porta di San Pancrazio in Roma.
Ivi, colpito il 3 giugno 1849 in una gamba, questa gli fu amputata il 19 : il 6 luglio rendeva l'anima, delirando per quella Roma, che aveva inspirato uno dei suoi ultimi canti di fede e di speranza.
< Come il fiore della Florida, egli passò nella notte, fiorì, pallido, quasi a indizio di corta vita, sull'alba >.
(Cfr. pure D. Scano :
I Mameli, da Don Giovanni Maria Mameli (+ 1751)
a Goffredo Mameli (+ 1849), collezione < Mediterranea > Ediz. dell' Eces. Cagliari, tip. Ledda, 1930).
La famiglia è iscritta nel Libro d'Oro della Nob. Ital. e nell' El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di :
- Cavaliere (m)
- Nobile (mf)
- Don (mf)
in persona di :
GIOVANNI BATTISTA di Giorgio, di Raimondo
Figlia : ADELE
http://www.ordinidinasticisavoia-sardeg ... cat=3&p=16Cordiali saluti