Franz Joseph von Trotta ha scritto:Trovo curioso che le radici della eventuale futura "IV casata Grimaldi-Casiraghi" siano nella bella Brianza dalle verdi colline, dei mobilifici e dei suoi intrapendenti e concreti "cumènda".
Gentilissimi colleghi,
il sottoscritto invece non lo trova affatto curioso, trattandosi di un fenomeno già verificatosi in Lombardia nei secoli XVII-XVIII (un esempio tipicamente brianzolo: la famiglia Durini, borghese fino alla metà del secolo XVII, insignita del titolo comitale di Monza nel 1651 e ascritta al patriziato milanese nel 1741) e che Felice Calvi, nella sua fondamentale opera su Il patriziato milanese, giustificò nientemeno che come rivincita storica dei discendenti dei Romani (socialmente decaduti nell'alto medio evo e ascesi alla nobiltà in epoca moderna per meriti imprenditoriali) sui discendenti dei barbari. Proprio così: può sembrare paradossale, ma in Italia (non solo in quella settentrionale) le famiglie nobili da tempo immemorabile, che nelle genealogie fantasiose di altri tempi rivendicavano di discendere da famiglie patrizie della Roma antica e, attraverso queste, da eroi troiani, sono in realtà le famiglie che meno probabilmente discendono dai Romani (patrizi o plebei che fossero) e più probabilmente discendono invece dai notabili longobardi o franchi dell'alto medio evo.
Chi abbia letto le Antichità estensi ed italiane del Muratori ricorda bene quel passo in cui il grande storico tenta di conciliare il rigore della ricerca con l'ossequio a casa d'Este: mentre afferma che questa molto probabilmente è di origine longobarda, difende i Longobardi dalle frequenti accuse di essere stati un popolo, per così dire, poco raffinato (tutti ricordano di quali boccali si servissero, almeno fino al tempo di Alboino).
Con i miei più cordiali saluti.
Emanuele Pigni