Famiglie della piccola nobiltà sarda

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Destavara » venerdì 24 dicembre 2010, 0:28

Salve!
Grazie Salvennor per la tua delucidazione, infatti la mancanza di regole fisse nella compilazione degli atti è davvero un enorme fastidio per chi come me non è esattamente un esperto... Ci sono delle stranezze che mi confondono, ma questo esempio è niente rispetto alla confusione dei cognomi... Quella sposa è indicata come Donna ma i maschi col suo cognome figurano sempre come senor, e in diversi casi sposavano nobildonne, erano insomma di sicuro nella cerchia dei printzipales!Io ho trovato comunque molti nobili indicati come "signor", senza fissa regola, però, quindi non riesco ad inquadrare in modo certo la posizione della famiglia, peraltro imparentata con i nobili Tola, Pinna e forse anche Devixa e qualche altra. Mah!

Naturalmente anche qui ti ringrazio per gli auguri, e porgo i miei a te e a tutti! D.
Destavara
 
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Re: famiglie piccola nobiltà sarda?

Messaggioda Ariel » domenica 2 gennaio 2011, 15:03

Salvennor ha scritto:Gentile Destavara, ho visionato il sito che ha indicato. Interessante.
A proposito di scrittori sardi, anche in vari romanzi e racconti della scrittrice G. Deledda sono citati vari rami anche titolati con vari cognomi, che a volte mascheravano altri cognomi. Ora non ne sono certo, ma anche in qualcuna di tali opere sono citati rami Satta, o cmq riferimenti ad essi.
Ma anche altri rami come Delitala, Pintor e anche Carta, come nel racconto dove individui con tale cognome e altre persone con altri cognomi (credo tra gli altri anche Guiso, e forse anche Satta?) sono indicati come Priori e confratelli relativamente ad un'antica chiesa del nuorese, e discendenti di rami fuorilegge e ribelli con tali cognomi.?


Gentilissimi amici del forum,
sono nuovo e quindi non so se sto scrivendo nella sezione giusta per formulare la mia domanda.
Il mio cognome è Pintore e la mia famiglia è stanziata a Napoli, a mia notizia, come minimo dalla fine del 1800 (riesco a risalire fino a mio nonno nato nel 1887 e morto nel 1943)
Dai racconti di mia nonna so che il cognome è sardo ed ella affermava che il cognome originario era Pintor, poi modificato in Pintore (alcuni cugini di mio padre si chiamano Pintoro ed altri Pintori, rendendo verosimile l'ipotesi dell'errore di trascrizione anagrafica).
Alcune circostanze hanno fatto in modo che io sia venuto in contatto con dei documenti che mostrano l'origine ebraico-sefardita dei Pintor di Catalogna e l'iscrizione di questo cognome nell'elenco dei perseguitati del Sant'uffizio (cfr. il libro di Pere Bonnin "Sangre judia"). Vi è inoltre un "Tibor Pintor" in un elenco dei campi di sterminio dell'Olocausto. Si tratta inoltre di un cognome che rispecchia un lavoro o una professione, come spesso accadeva nel caso degli Ebrei.
In seguito a queste notizie, mi sono sottoposto ad un esame genetico che ha mostrato un mio assetto cromosomico abbastanza raro in Italia, ma eestremamente diffuso lungo una linea migratoria che, partendo dal medio oriente, si è spinta lungo le coste del mediterraneo, per giungere nel sud della Spagna. Inoltre vi è una sovrapposizione di questo corredo, quasi completa (variazione di un solo locus), con una famiglia ebrea attualmente risiedente in Israele e con la quale sono in contatto e delle fortissime affinità con moltissimi altri ceppi ebraici stanziati qua e là in Europa.
Le mie dimande sono:
Che rapporto vi è tra Pintore e Pintor, sono ceppi diversi tra di loro o con origine comune? Vi è un'origine comune con il cognome Pinto?
I Pintor di Sardegna , verosimilmente giunti nell'Isola dalla Spagna, possono avere origine dai "marranos", gli Ebrei convertiti (per forza o per convenienza), dopo la persercuzione dei re cattolici del 1492 ?
In questa sezione vi sono molti pregevoli esperti di storia e tradizione Sarda. Sarei grato per qualunque notizia potessero darmi.
Leggendo nel forum ho capito che il primo passo è ricercare negli archivi storici del comune di Napoli per identificare innanzitutto il periodo dell'arrivo a Napoli dei Pintore (che sono l''unica famiglia presente in campania con questo cognome e tutti parenti fra di loro) e poi identificare l'eventuale comune Sardo di provenienza, per cercare di risalire indietro alle origini.
Ringrazio per la pazienza e per le risposte e auguro a tutti un felice anno 2011
Ernesto Pintore
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Cognomi Pinto, Pintor, Pintore, Pintori

Messaggioda Destavara » giovedì 6 gennaio 2011, 17:29

Salve a tutti e buon anno!
Egregio Ernesto, intanto benvenuto nel forum e grazie per il suo intervento. Noto che ha scritto diversi giorni fà, e cercherò di esporle delle mie considerazioni riguardo i suoi quesiti:
in Sardegna sono documentate un pò tutte le varianti (escluso il Pintoro credo), ed anzi le tre varianti Pintor, Pintore, Pintori sono proprie dell'isola. L'origine del cognome è legata appunto alla professione del pittore, e in tutti i casi si fa etimologicamente risalire al catalano Pintor, sia la variante più "pura" senza la e finale, che quella sardizzata Pintore, (dal sardo Pintore-con lo stesso significato).
Per quanto posso saperne l'origine spagnola del cognome è dunque plausibilissima, se non certa. La variante molto diffusa nell'isola è comunque quella sardizzata Pintore, segue il plurale Pintori, mentre ben pochi sono i Pintor (credo tutti nobili o quasi).

Interessante il discorso sull'origine ebraica e sui test genetici, possibile, ma io non saprei aiutarla. Trovate un legame comune fra i cognomi Pinto e Pintor(re-ri) credo sia arduo... Pinto è molto diffuso in tutto lo stivale (specie al sud) ed è praticamente inesistente in Sardegna...si potrebbe trattare di cognomi omonimi ma con origine del tutto differente, come il caso del vocabolo Murgia sardo e di quello omonimo della Puglia...

Nelle opere riguardanti casati nobiliari sardi sono ad ogni modo presenti sia il cognome Pinto (documentato nel '500 a Castelsardo e, pare, con lo stesso stemma dei Pinto di Sicilia) che Pintor (si presume l'origine spagnola dei Pintor di Cagliari e zone limitrofe, ed effettivamente hanno stemmi simili; non so poi se i Pintor originari di Orani -secondo ceppo- abbiano una comune origine con quelli dell'estremo sud dell'isola). Ovviamente non tutte le famiglie omonime sono necessariamente legate da paretela!

Per quanto concerne la presunta variazione del cognome suo proprio da Pintor in Pintore, dunque, non mi sembra un fatto insolito nè improbabile, considerando questo aspetto in ambito dell'onomastica isolana. Come ben sa comunque solo una ricerca mirata del suo filo geneaogico può rispondere in modo definitivo e certo, e trovare (in Campania) notizie sul suo ultimo avo nativo della Sardegna può aiutarla senza dubbio a determinare intanto la zona di provenienza della sua famiglia, l'eventuale variazione del cognome, il collegamento genealogico al ceppo esatto.
Cordialente, D.
Ultima modifica di Destavara il giovedì 6 gennaio 2011, 18:07, modificato 3 volte in totale.
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testimoni di nozze

Messaggioda Destavara » giovedì 6 gennaio 2011, 17:43

Cari tutti,
volevo, se possibile, farvi una domanda a cui non so trovare da solo una risposta:
sapete in base a che cosa nel '700 si poteva fare da testimone di nozze? Mi spiego meglio: negli atti di matrimonio del '700 che ho scandagliato io spesso e volentieri i nomi dei testimoni sono (a periodi) sempre gli stessi, e mi pare di dedurre che quindi la cosa non funzionasse come oggi (ovvero chiamare a testimoniare parenti o amici cari). Perchè dunque, a parte i casi in cui a testimoniare sono i sacerdoti, a far da teste si trovano spesso le stesse persone (e tutti uomini)?
La cosa non mi ha stupito per padrini e madrine di battesmo, si sa infatti che più si era in vista e più si era ricercati per battezzare i pargoletti di mezzo paese, ma si ragionava allo stesso modo per avere un testimone di nozze????
Grazie, D.
Destavara
 
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Re: Cognomi Pinto, Pintor, Pintore, Pintori

Messaggioda Ariel » venerdì 7 gennaio 2011, 4:39

Destavara ha scritto:Salve a tutti e buon anno!
Egregio Ernesto, intanto benvenuto nel forum e grazie per il suo intervento. Noto che ha scritto diversi giorni fà, e cercherò di esporle delle mie considerazioni riguardo i suoi quesiti:
in Sardegna sono documentate un pò tutte le varianti (escluso il Pintoro credo), ed anzi le tre varianti Pintor, Pintore, Pintori sono proprie dell'isola. L'origine del cognome è legata appunto alla professione del pittore, e in tutti i casi si fa etimologicamente risalire al catalano Pintor, sia la variante più "pura" senza la e finale, che quella sardizzata Pintore, (dal sardo Pintore-con lo stesso significato).
Per quanto posso saperne l'origine spagnola del cognome è dunque plausibilissima, se non certa. La variante molto diffusa nell'isola è comunque quella sardizzata Pintore, segue il plurale Pintori, mentre ben pochi sono i Pintor (credo tutti nobili o quasi).

Gentilissimo amico, le sono davvero grato per la risposta, in quanto per me il primo passo era definire se Pintore fosse autoctono ed autonomo rispetto a Pintor.
Assodato che l'origine è la stessa, si può quindi supporre che tutti i Pintor e i Pintore dell'Isola siano comunque discendenti da un nucleo iniziale di Pintor catalani?
In tal caso l'origine ebraica è molto probabile, facendo parte di quei "Marrani" scacciati dalla Spagna in seguito all'Inquisizione e sarebbe coerente con quanto riscontrato nel libro "Sangre judia" di Pere Bonnin, essendo il cognome Pintor iscritto nell'elenco dei perseguitati del Sant'uffizio.
Cordialente
Ariel
 
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda de la cerda » venerdì 7 gennaio 2011, 13:28

Buongiorno.
Non vorrei entrare in una discussione su temi dei quali sono completamente ignorante, ma vi domando un'informazione.
Esiste un armoriale affidabile delle famiglie sarde, che io possa utilizzare per ampliare anche alla Sardegna il mio blasonario subalpino on-line?
La bella Sardegna ha tutti i titoli per meritarsi un'appendice dedicata, così come la Savoia e le altre terre d'oltralpe legate a casa Savoia.
Grazie e imbonora
[euro.gif]
de la cerda
 
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Pintor(re) - armoriali sardi

Messaggioda Destavara » venerdì 7 gennaio 2011, 16:08

Buongiorno a tutti!

Per Ernesto Pintore: la sua ultima domanda ovviamente è difficilissima... Infatti non ho competenze sufficienti per informala su quanto sia fondato ritenere che dietro la comune origine etimologica di un cognome ci sia anche la comune origine da un unico capostipite. Se anche volessimo ritenere che tutti i Pintor (re-ri) siano la stessa famiglia, posso invece affermare con certezza che anche portare questo cognome non le assicura la discendenza per linea maschile; infatti anche qui ricordo che la trasmissione dei cognomi in Sardegna è stata fino al primo '900 materia piuttosto disordinata e complicata, e anche io ho trovato sorprese inaspettatenelle mie ricerche personali!
Solo una ricerca specifica potrà (se avrà sufficiente fortuna) consentirle di stabilire la verità sulla sua famiglia!

Per de la cerda: grazie anche a lei per il suo intervento!
Purtroppo gli studi araldici in Sardegna non sono stati molto sentiti, e solo pochi studiosi hanno dedicato attenzione alla materia.
Mi pare di essere certo che un blasonario completo o quasi non sia mai esistito, se poi consideriamo che in Sardegna l'araldica familiare si sviluppò molto tardi (fine '300-primo 400)...
Comunque il numero di famiglie nobili, considerando sia quelle autoctone che quelle di origine iberica e italica, estinte e non, sfiora il migliaio. Presumo quindi che uno stemmario prettamente isolano sarebbe molto impegnativo.

Che io sappia esiste comunque uno stemmario sardo piuttosto antico ed è custodito in una bibliotca cagliaritana... Parte di esso è stata riprodotta in "Storia della nobiltà in Sardegna" 1° ed.ne.
Ad ogni modo, gli stemmi di alcune famiglie sarde si trovano sia nei LIBRI D'ORO, che nell' ENCICLOPEDIA di VITTORIO SPRETI, e forse anche sul Crollalanza.
Altre rappresentazioni si trovano nel sopracitato "Storia della nobiltà in Sardegna 1°ed.ne;
nel volumetto "Gli stemmi della nobiltà sarda" di F. Floris sono rappresentati un paio di centinaia di scudi di famiglie fiorenti ed estinte;
Nei nobiliarii del Floris si trova comunque la descrizione di quasi tutti gli stemmi di famiglia sardi, spesso con la diversificazione per rami; le blasonature sono quelle del meritevolissimo e compianto Sergio Serra, ed io stesso me ne sono servito per recuperare alcune armi che non figuravano da nessuna parte per ridisegnarle! Spero di essere stato utile.
Qualcosa gira anche in rete, ma non saprei l'attendibilità. Alcuni stemmi sono presenti al sito www.araldicasardegna.org in una apposita sezione, e questo sito è serio e abbstanza ben fatto.
La pubblicazione di un armoriale sardo serio che riunisca tutto il materiale finora disponibile sarebbe davvero auspicabile, chissà, col tempo....
Saluto tutti, D.
Ultima modifica di Destavara il sabato 8 gennaio 2011, 16:45, modificato 1 volta in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda de la cerda » venerdì 7 gennaio 2011, 19:27

Grazie per l'esauriente risposta e cordiali saluti
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Pintor(e), Armoriali sardi

Messaggioda Salvennor » venerdì 7 gennaio 2011, 20:09

Salve. Interessanti tali notizie sui Pintor/Pintore; avevo già visionato il quesito, ma x ora non avrei potuto dare un valido contributo all'argomento.
Però mi ricordo che in un riferimento web da rintracciare avevo letto un'estratto di battesimo di un figlio di un certo Pintore coniugato con una Marianna Carta, a metà 700 mi pare. E con padrino un Angioy di Bono, e madrina del Monteacuto se ricordo bene.
Ma tali coniugi erano del nuorese.
Per quanto riguarda la questione dei blasonari legati all'isola, per ora conosco i seguenti siti, peraltro parzialmente in costruzione. Il primo sito l'avevo appreso da indicazioni di Maria Luisa Alasia, in altro topic:

http://www.famiglienobilidisardegna.org ... 1&armaId=8

http://web.tiscali.it/genealogy/p.htm

E inoltre per le famiglie considerate estinte o decadute si ha
http://www.araldicasardegna.org/storia_ ... eudale.htm

(nel topic Maltesi ho postato una notizia che potrebbe essere forse utile).

Saluti
Ultima modifica di Salvennor il lunedì 27 febbraio 2012, 14:28, modificato 1 volta in totale.
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Testimoni di nozze e padrini di battesimo

Messaggioda Salvennor » sabato 8 gennaio 2011, 14:44

Per quanto riguarda la questione dei testimoni di nozze, anche se finora le mie ricerche hanno riguardato la città di Cagliari e non centri minori, credo di essermi fatto una idea generale a proposito.
Ho l'impressione che anche nei secoli passati, sia nelle città sarde che nei centri minori, i testimoni di nozze fossero scelti dai futuri coniugi in base a qualche rapporto o legame precedente, non x forza di parentela cmq. Tipo rapporti di amicizia, di conoscenza precedente o spesso legami professionali. È ovvio che cmq se ad un personaggio di spicco si chiedeva di fare da testimone di nozze, magari a volte questo accettava pur non conoscendo i futuri coniugi, magari dopo che si informava su di loro e magari a seconda della condizione dello sposo (forse se era di condizione elevata c'era più probabilità). E con condizione elevata intendo non tanto uno nobile, ma uno che ricopriva cariche di rilievo e che aveva un censo elevato, o che cmq avesse influenza.
Infatti, e quì estendo il concetto anche alla condizione dei coniugi, specie in periodi più recenti, per il matrimonio di donne nobili non decadute, tra un nobile o cavaliere povero e decaduto, e un ricco mercante o funzionario borghesi, per combinare i matrimoni si preferiva il ricco e influente, e non il povero, specie nelle città. E così magari si creava un nuovo ramo magari nobile ma anche ricco rispetto a prima.
Per i battesimi invece era un pò diverso, e confermo le osservazioni già fatte, cioè madrine e padrini anche estranei e frequentemente con condizione personale di spicco, e ciò specie nei centri minori.
Nel passato i matrimoni erano praticamente tutti combinati, anche quando in apparenza non lo sembrano.
Ultima modifica di Salvennor il lunedì 27 febbraio 2012, 14:30, modificato 1 volta in totale.
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Testimoni di nozze nel '700

Messaggioda Destavara » sabato 8 gennaio 2011, 16:57

Carissimo, grazie per la risposta, sono d'accordo bene o male con quanto scrivi, ma mi pare di capire che in virtù di questo modo di fare i nomi dei testimoni dovrebbero essere molto vari esattamente come al giorno d'oggi...
Ma allora come mai per esempio in un certo periodo dello stesso anno si trovano come testimoni don Gabriel Sotgiu e Pedro Stara? Oppure ancora in diverso periodo Ambrosio De Yana e Joseppe Cirottu, e quasi sempre loro, a vote assieme (come "coppia" fissa praticamente) o altre volte uno solo di essi? Qualcosa non torna [hmm.gif] ...sembrerebbe un ruolo attribuito loro a prescindere dalla coppia che contrae matrimonio, ma mi sembra strano, nonostante gli atti dimostrino la presenza molto spesso delle solite persone!
Ciao a tutti.
Ultima modifica di Destavara il sabato 25 febbraio 2012, 21:43, modificato 2 volte in totale.
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Testimoni di nozze e padrini di battesimo, nel '700 e '600

Messaggioda Salvennor » sabato 8 gennaio 2011, 19:33

In effetti è abbastanza particolare il fatto di trovare molto spesso lo stesso gruppo di persone a fare da testimoni a molte famiglie di uno stesso centro. Più sopra avevo scritto anche di "conoscenza precedente". Ma allora non potrebbe essere che nei centri minori il fatto di conoscersi praticamente tutti e con un'ambiente certamente diverso da quello cittadino portava a scegliersi spesso testimoni con condizione personale di spicco? Che fossero titolati o borghesi tali testimoni, e a prescindere anche che i coniugi stessi fossero titolati o borghesi, benestanti o poveri. In questa ottica i testimoni non erano più totalmente estranei. Diverso il discorso per le città. Ma i testimoni di cui sopra erano tutti dello stesso centro? Ma cmq tra centri della stessa zona spesso ci si conosceva, la popolazione era molto meno numerosa; ho notato che i sardi dal 1830 circa a oggi sono aumentati di quasi 5 o 6 volte.
Cmq ho provato a rovesciare il discorso, e si trovano anche situazioni opposte, specie a CA, come si nota dai seguenti contenuti

Felice de Requesens sposò il 19 settembre 1669 Maria Taray, figlia di Tomas Taray e di Anna Maria Murtas. Le nozze, celebrate in duomo dal reverendo
Sisinni Saynas, beneficiato del duomo, ebbero per testimoni Carlos Pintor e Geroni Esgrecho. Don
Felice de Requesens
morì il 3 dicembre 1680 e fu sepolto in San Francesco.

al link
http://www.araldicasardegna.org/genealo ... uesens.pdf


Emanuela de Alagon y Bonavides, la quale il 15 dicembre 1698 sposò nel duomo di Cagliari
don Giuseppe de Silva y Menens, dell'isola di Malaga, figlio di don Pedro Giuseppe de Silva y
Menens e di donna Elena de Cardona, conti di Sifuentes. Le nozze, celebrate in duomo il 15
dicembre 1698 dall'arcivescovo di Oristano don Giuseppe Acorrà, avvennero per procura rilasciata
dallo sposo a don Artal de Alagon, avendo per testimoni il Rettore di Meana Sebastiano Cedde e il
Licenziato don Giuseppe Pilo, di Sassari.

al link
http://www.araldicasardegna.org/genealo ... alagon.pdf

Si nota che tali coniugi erano appartenenti a famiglie di elevato rango nobiliare, Requesens e Alagon, ma si erano scelti come testimoni persone certamete di rango minore (o addirittura a volte si imparentavano con famiglie di rango minore o borghesi, come si vede dai cognomi Taray e Murtas).
Ultima modifica di Salvennor il lunedì 27 febbraio 2012, 14:32, modificato 1 volta in totale.
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Testimoni di nozze nel '700, perchè spesso gli stessi?

Messaggioda Destavara » martedì 11 gennaio 2011, 0:10

Salve a tutti!
Per dare un'idea dell'entità del fenomeno cui mi riferisco quando affermo che i testimoni di nozze erano bene o male sempre gli stessi, ecco un elenco di testimoni relativo al liber matrimoniorum più antico di cui dispongo, che inizia nel 1733:

ANNO 1733; da febbraio a dicembre furono celebrati 21 matrimoni cui testimoniarono nell'ordine:
1 Sisinni Mannu Pinna et Josepe Cirottu.
2 Sisinni Chighine et Cosomo Solinas.
3 Sisinni Mannu et mossen Salvadore Sotgiu.
4 R.du Fran.cu Anzelu Pinna et Josepe Cirottu.
5 R.du Leone Stara et Josepe Cirottu.
6 Juan Ma Bantina et Pedru Bilisay.
7 ? et Josepe Cirottu.
8 s.r Franciscu .... et Josepe Cirottu.
9 Pedru Mannu et Josepe Cirottu.
10 Josepe Cirottu et Mauru Pudincu(?).
11 R.du Franciscu Anzelu Pinna et Josepe Cirotu.
12 ? et mossen Andria Cossu.
13 Josepe Cirottu et Juanne Cossu.
14 Juanne Cossu et Pedru Elisai.
15 Pedru Elisai et Juanne Cossu.
16 Josepe Cirottu et Juanne Cossu.
17 mastru Paulu Biancu et Fran.cu Sirigu.
18 Josepe Cirottu et Pedru Stara.
19 R.du Juanne Stara et Juan Ma Artana.
20 Josepe Pinna et Pedru Elisay.
21 Josepe Pinna et Juanne Cossu.


ANNO 1734; i matrimoni quell'anno iniziarono ad aprile, e fino a dicembre vi furono esattamente 15 celebrazioni, cui testimoniarono rispettivamente:
1 Baingiu Calìa et Josepe Murgia.
2 R.du Nigola Antoni Sanchu et r.du Josepe Senes.
3 Salvador Altana et Juan Agustinu Garruchu, sacerdoti.
4 Larentu de Senes et Pedru Stara.
5 Juanne Taras et pedru Paulu Onida.
6 don Gabriel Sotgiu y Pedro Stara.
7 Luca Manca Picoy et Juan Maria Sanchu.
8 Jusepe P... et F.cu Sirigu.
9 Pedru Stara et Antoni Pedde (che forse è uno dei cavalieri Peddis).
10 Jaime Pupuleddu y Leonardo Doque
11 Baingiu Addes et Josepe Cirotu.
12 Nicolau Murgia et Tomeu Zirottu.
13 ? Juan Anto Cossu et Pedru Stara.
14 Josepe Cirotu y Pedru Stara.
15 Josepe Cirottu y Pedro Stara.

Questo è quanto relativo al suddetto biennio in un piccolo centro che all'epoca contava comunque circa duemila anime, e non solo poche centinaia.
A me continua a sembrare una cosa peculiare.... A presto, D.
Ultima modifica di Destavara il sabato 25 febbraio 2012, 21:43, modificato 6 volte in totale.
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Ancora sui testimoni di nozze

Messaggioda Salvennor » martedì 11 gennaio 2011, 1:24

Salve. È certamente peculiare tale fatto. E ora che ci penso possiamo notare anche un'altro fatto legato a questa ripetitività del gruppo di testimoni. E cioè sono praticamente assenti, perlomeno da una forte percentuale di matrimoni, testimoni con cognome Satta, Carta, Angioy e vari altri citati nel topic. Mi riferisco al centro di cui sopra ovviamente. E tali cognomi non mancavano di certo nelle zone circostanti (compreso il centro stesso). A prescindere da rami di cavalieri o borghesi.
Se quel testimone era uno di quei cavalieri Peddi, cosa probabile, ciò sarebbe una ulteriore conferma che non di rado i cavalieri nei documenti non venivano appellati con il relativo titolo, persino nel loro centro. Al limite con Senor o Mossen, ma spesso nemmeno tali appellativi. E cmq non con continuità.
E in relazione a vari fatti di cui abbiamo scritto nel topic, mi stavo anche chiedendo un'altra cosa:
Ma nei secoli passati le persone che portavano i vari cognomi Satta, Carta, Tola, Manca, Pilo, Zonza e tanti altri, specie i rami di cavalieri, avranno conservato sempre un ricordo indelebile delle imprese belliche sia interne che esterne alle quali avevano partecipato antenati o cmq persone con tali cognomi?
Per esempio nel 1680 ci sarà stato qualcuno che, senza visionare alcun documento, diceva "Il nostro XXXX nel 1490 partì come capitano per la Spagna, insieme a due fratelli, a vari nipoti e cugini e con il resto della loro milizia, e li combatterono nella località YYYY ...".
Secondo me la max parte dei rami aveva diluito il ricordo o addirittura rimosso, e questo forse già prima del 700.
Basta pensare che oggi esiste gente che nemmeno sa che il nonno o bisnonno aveva partecipato alle guerre mondiali. Figuriamoci dopo secoli.
Ultima modifica di Salvennor il lunedì 27 febbraio 2012, 14:35, modificato 1 volta in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Destavara » mercoledì 12 gennaio 2011, 20:15

Salvennor ha scritto:Salve. È certamente peculiare tale fatto. E ora che ci penso possiamo notare anche un'altro fatto legato a questa ripetitività del gruppo di testimoni. E cioè sono praticamente assenti, perlomeno da una forte percentuale di matrimoni, testimoni con cognome Satta, Carta, Angioy e vari altri citati nel topic. Mi riferisco al centro di cui sopra ovviamente. E tali cognomi non mancavano di certo nelle zone circostanti (compreso il centro stesso). A prescindere da rami di cavalieri o borghesi.


I cognomi che dici sono assenti (o comunque poco presenti) negli elenchi dei testimoni del periodo, ma non mancano nei registri in generale, eccezion fatta per gli Angioy, cognome storicamente assente in Buddusò ma presente in qualche atto per via di imparentamenti tra famiglie nobiliari e/o in atti di battesimo in cui i nobili Angioy del Goceano compaiono come padrini.

Salvennor ha scritto:Se quel testimone era uno di quei cavalieri Peddi, cosa probabile, ciò sarebbe una ulteriore conferma che non di rado i cavalieri nei documenti non venivano appellati con il relativo titolo, persino nel loro centro. Al limite con Senor o Mossen, ma spesso nemmeno tali appellativi. E cmq non con continuità.


Questo è un dato assodato, anzi ti posso dire che gli esponenti di famiglie forestiere sono citati con molta più formalità e correttezza rispetto alle persone nobili del posto.
Posso supporre che Antonio Pedde sia un cavaliere perchè in uno scritto di uno storico locale si cita un don Antonio Pedde padrino in un battesimo del 1722 (anche se non so la fonte diretta del documento, visto che a Buddusò i battesimi risalgono solo fino al 1737!), e presumo si tratti della tessa persona. Comunque è bene dubitare perchè la mia è solo una supposizione, che per ora non posso confermare.

Salvennor ha scritto:E in relazione a vari fatti di cui abbiamo scritto nel topic, mi stavo anche chiedendo un'altra cosa:
Ma nei secoli passati le persone che portavano i vari cognomi Satta, Carta, Tola, Manca, Pilo, Zonza e tanti altri, specie i rami di cavalieri, avranno conservato sempre un ricordo indelebile delle imprese belliche sia interne che esterne alle quali avevano partecipato antenati o cmq persone con tali cognomi?
Per esempio nel 1680 ci sarà stato qualcuno che, senza visionare alcun documento, diceva "Il nostro XXXX nel 1490 partì come capitano per la Spagna, insieme a due fratelli, a vari nipoti e cugini e con il resto della loro milizia, e li combatterono nella località YYYY ...".


Domanda troppo difficile!!!!! E ovviamente portare un cognome non è la stessa cosa che appartenere ad una certa famiglia (omonima).


Salvennor ha scritto:Secondo me la max parte dei rami aveva diluito il ricordo o addirittura rimosso, e questo forse già prima del 700.
Basta pensare che oggi esiste gente che nemmeno sa che il nonno o bisnonno aveva partecipato alle guerre mondiali. Figuriamoci dopo secoli.


Comunque sostenere che addirittura la massima parte dei rami "dimenticasse" la propria origine mi pare azzardato, ma è solo un mio pensiero...
Non conoscere fatti e notizie (anche molto importanti per una famiglia) accaduti ad un nonno o ad un bisnonno, mi sembra normale ed è una cosa che tutti noi viviamo (chissà quante cose vorremmo conoscere dei nostri avi ma arriveremo solo a qualcosa e non a qualcos'altro). Ancora più normale è dunque la "perdita di memorie familiari" man mano che passano le generazioni, e specie se le fortune della famiglia cambiano... Diciamo anche che ben in pochi si dedicano al "culto" della propria origine, oggi come in passato.
Comunque non mancano casi di famiglie che avevano addirittura totalmente perso la memoria della propria antica origine nobiliare, e secondo il Floris è quanto successo per esempio a diverse diramazioni della famiglia Dedoni. Quindi almeno in parte ti riferisci ad un fenomeno reale!
Saluto tutti, D.
Destavara
 
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Iscritto il: mercoledì 19 maggio 2010, 20:57

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