Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM oggi

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Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM

Messaggioda Pantheon » giovedì 21 ottobre 2010, 12:40

....Qualcuno dovrebbe aggiornare i files..... [dev.gif]
Cavalieri del SMOM, nominati in giovane età e non sposati, ne ho conosciuti alcuni e non solo nel rango di Gr. Magistrale.
Le motivazioni per le ammissioni in questo senso sono diverse ma è inutile ripeterle, se ne è già parlato diffusamente.
Saluti.

;)
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Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM

Messaggioda Luca Bracco » giovedì 21 ottobre 2010, 13:13

Mah....queste mi sono tutte nuove.

Io di anni ne ho 37 e sono di Grazia Magistrale. Donato da quando ne avevo 23. Eppure sono "zitello".

Nicola di anni ne ha 38 ed è di Grazia Magistrale. Donato da quando ne aveva 25, se non sbaglio e sposato da 3 mesi...ossia dopo la promozione di rango.

E di "zitelloni" ne conosco parecchi altri.

Mi si permetta che per l'accesso alla Giustizia bisogna già essere membri dell'ordine da almeno un anno (mi sembra). Chi proviene dall'Obbedienza ha uno "sconto" sul periodo di noviziato.
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Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM

Messaggioda adj » giovedì 21 ottobre 2010, 13:54

Luca Bracco ha scritto:Mi si permetta che per l'accesso alla Giustizia bisogna già essere membri dell'ordine da almeno un anno (mi sembra). Chi proviene dall'Obbedienza ha uno "sconto" sul periodo di noviziato.


Credevo che per l'ammissione alla Giustizia fosse comunque necessario passare dall'Obbedienza, ma forse ricordo male.
adj
 

Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 21 ottobre 2010, 14:06

Complimenti a tutti, i vostri interventi sono davvero esaurienti per molti aspetti.

Resta ancora da approfondire a livello più pratico cosa fa in sostanza il donato oggi e come si diventa donati.
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Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM

Messaggioda Milesxpi » giovedì 21 ottobre 2010, 14:56

Se lei ha la vocazione non deve fare la trafila nei vari ceti per diventare Cavaliere di Giustizia. Diverso il discorso di Cavalieri appartenenti già ad un certo ceto che, perché scapoli o vedovi, decidono nel corso della loro vita di emettere i voti evangelici.

Ma non mi risulta che un postulante possa essere ammesso direttamente alla classe dei Cavalieri di Giustizia dello SMOM, solamente perché professa una forte vocazione per la figura del monaco cavaliere dell'Ordine Giovannita.
Questo fatto del matrimonio sta ad indicare, per i laici, l'avere raggiunto una certa stabilità, che può essere visto solo come un fattore positivo.

Anch'io considero positivamente il matrimonio, ma poichè conosco persone "stabilissime", sia psicologicamente, sia come costumi, che aspirano di entrare nell'Ordine di Malta e che conducono una vita sociale e religiosa rigorosa, mi chiedo se non vi sia un ostruzionismo morale non giustificato nei loro confronti perché ritenuti non del tutto "degni" in quanto celibi.
Non vorrei che per l'ingresso nell'Ordine di Malta esistesse una "via preferenziale" per gli sposati (a parità di "merito melitense") come riferisce Fabio Gig!
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Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM

Messaggioda Fabio Gig » giovedì 21 ottobre 2010, 15:11

Allora,

eliminate non prendere più in considerazione il mio post.

A me sembra di sapermi esprimere in un italiano corretto. Ho scritto che per diventare Cavaliere occorre, generalmente, avere superato la trentina e qui mi si fa notare che si è diventati Cavalieri a 37 e 38 anni dopo un lungo periodo in qualità di Donati, anche se non si era sposati nel momento della nomina. Scusate, ma dopo circa 14 anni in qualità di Donato ed avendo oramai quasi raggiunto la quarantina d'età, si dovrebbe forse dimostrare altro? Risulta del tutto evidente che mi riferivo al fatto che se una persona diventa Donato sulla quarantina, in genere il periodo per diventare Cavaliere, specie se sposato, diventa inferiore. Questo modo di misurare le virgole m'infastidisce parecchio.

Mi sembra superfluo ogni mia considerazione sulla polemica originata dal fatto che mi sono permesso di scrivere, come mio punto di vista personale, che l'essere sposati "aiuta".

Nicola, complimenti vivissimi per il matrimonio !!!!
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Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM

Messaggioda Luca Bracco » giovedì 21 ottobre 2010, 15:12

Milesxpi ha scritto:Ma non mi risulta che un postulante possa essere ammesso direttamente alla classe dei Cavalieri di Giustizia dello SMOM, solamente perché professa una forte vocazione per la figura del monaco cavaliere dell'Ordine Giovannita.

Infatti deve già essere membro dell'Ordine, vedasi Carta Costituzionale e Codice.

adj ha scritto:Credevo che per l'ammissione alla Giustizia fosse comunque necessario passare dall'Obbedienza, ma forse ricordo male.

Assolutamente no.

Milesxpi ha scritto:Non vorrei che per l'ingresso nell'Ordine di Malta esistesse una "via preferenziale" per gli sposati (a parità di "merito melitense") come riferisce Fabio Gig!

Ma le leggende metropolitane melitensi non si esauriscono mai!
Ma chi ha mai parlato di vie preferenziali per gli sposati. Ci sono tantissimi cavalieri/donati/dame/donate che non sono sposati.
Perché il Merito Melitense si da solo agli sposati? Accidenti allora quando me lo hanno dato a 22 anni si sono sbagliati!
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Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM

Messaggioda Fabio Gig » giovedì 21 ottobre 2010, 15:18

Luca Bracco ha scritto:Ma le leggende metropolitane melitensi non si esauriscono mai!
Ma chi ha mai parlato di vie preferenziali per gli sposati. Ci sono tantissimi cavalieri/donati/dame/donate che non sono sposati.
Perché il Merito Melitense si da solo agli sposati? Accidenti allora quando me lo hanno dato a 22 anni si sono sbagliati!


Come volevasi dimostrare, ma tant'è......
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Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM

Messaggioda Pantheon » giovedì 21 ottobre 2010, 16:27

A quanto pare abbiamo un considerevole numero di appartenenti al SMOM !
Si potrebbe quasi costituire una delegazione virtuale del forum..... [angel]

;)
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Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM

Messaggioda Luca Bracco » giovedì 21 ottobre 2010, 16:44

Pantheon ha scritto:A quanto pare abbiamo un considerevole numero di appartenenti al SMOM !
Si potrebbe quasi costituire una delegazione virtuale del forum..... [angel]

;)


Perché no...in "Gremio internautis"
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Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM

Messaggioda Milesxpi » giovedì 21 ottobre 2010, 19:52

Resta ancora da approfondire a livello più pratico cosa fa in sostanza il donato oggi e come si diventa donati.

Caro Alessio, moltissimi che hanno risposto con i loro post a questa discussione sono Donati o Cavalieri di Grazia Magistrale dello SMOM, quindi potrebbero benissimo raccontare qual'è stato il proprio iter da postulanti e come si è svolto il loro ingresso nell'Ordine.
In linea di massima si diventa Donati per cooptazione, dopo che il postulante è stato invitato a presentare domanda al Gran Magistero per l'ingresso dell'Ordine perché ritenuto degno di merito melitense.
Se la persona è molto stimata ed apprezzata, sotto tutti i punti di vista dalla Delegazione che ha frequentato, potrebbe essere accolto direttamente come Cavaliere di Grazia Magistrale, senza passare per la sottoclasse dei Donati, dove qualcuno potrebbe anche rimanere a vita (la maggior parte).
Per rispondere invece alla sua prima domanda (cosa fa il Donato?) le posso dire che fa quello che fanno gli altri membri dell'Ordine, ma il livello e la frequenza di partecipazione all'attività ed alla vita dell'Ordine può variare notevolmente da individuo ad individuo...
Un tempo invece combatteva fino alla morte assieme ai fratelli Cavalieri, poiché nonostante l'altissimo valore dell'assistenza melitense ai malati e pellegrini, è stata la guerra santa contro l'infedele (vero scopo della Tuitio Fidei) a caratterizzare ed a legittimare l'esistenza stessa dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni in Gerusalemme (e quella di altri ordini militari gerosolimitani contemporanei), dalle mura di Acri e del Krak, alle brecce del Rivellino, fino sui bastioni di Forte Sant Elmo...
Complimenti per la Delegazione Virtuale!
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Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM

Messaggioda aristarco » giovedì 21 ottobre 2010, 19:57

non esistono "postulanti" nel SMOM: si viene invitati (meglio sarebbe dire "cooptati") a far parte della Religione Giovannita.
Lo chiarisce anche Lei nelle sue interessanti riflessioni: "In linea di massima si diventa Donati per cooptazione, dopo che il postulante è stato invitato a presentare domanda al Gran Magistero per l'ingresso dell'Ordine perché ritenuto degno di merito melitense".
Parlerei, più propriamente, di "candidati" a far parte dell'Ordine.
Mi permetto, sommessamente, di rammentare che in latino postulare significa "chiedere con insistenza, chiedere e richiedere": anche se nel linguaggio ecclesiastico il termine è passato a designare chi richiede un beneficio ma anche chi domanda l'ingresso in un ordine e si prepara al noviziato, io preferisco riferirmi a coloro che ambiscono ad entrare in un ordine e lo richiedono esplicitamente con il sostantivo "aspiranti".
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Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM

Messaggioda adj » giovedì 21 ottobre 2010, 20:20

Di "postulantato" si era parlato in questo topic: viewtopic.php?f=2&t=11262, dove era comunque evidenziato il significato del tutto particolare del termine se riferito agli Ordini cavallereschi.
Ultima modifica di adj il giovedì 21 ottobre 2010, 21:50, modificato 1 volta in totale.
adj
 

Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM

Messaggioda aristarco » giovedì 21 ottobre 2010, 20:41

il sostantivo postulante (che, propriamente, è un participio sostantivato) non mi pare appropriato per designare coloro i quali sono chiamati a far parte del SMOM, perchè - in ogni caso - le autocandidature non sono apprezzate.
Faccio notare, per rientrare in topic, che le fonti del diritto melitense non offrono definizioni dello status di donato: la Carta Costituzionale, il Codice, il Codice de Rohan (i cui ordinamenti concernono, propriamente, l'amministrazione del territorio già sotto la sovranità dell'Ordine) non definiscono compiutamente la figura del donato, limitandosi la Carta Costituzionale a ribardirne l'inclusione nel "terzo ceto", il Codice accertandone i requisiti di idoneità.
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Re: Il ruolo del Donato di Devozione nello SMOM

Messaggioda Pantheon » lunedì 8 novembre 2010, 11:41

aristarco ha scritto:non esistono "postulanti" nel SMOM: si viene invitati (meglio sarebbe dire "cooptati") a far parte della Religione Giovannita.
Lo chiarisce anche Lei nelle sue interessanti riflessioni: "In linea di massima si diventa Donati per cooptazione, dopo che il postulante è stato invitato a presentare domanda al Gran Magistero per l'ingresso dell'Ordine perché ritenuto degno di merito melitense".
Parlerei, più propriamente, di "candidati" a far parte dell'Ordine.
Mi permetto, sommessamente, di rammentare che in latino postulare significa "chiedere con insistenza, chiedere e richiedere": anche se nel linguaggio ecclesiastico il termine è passato a designare chi richiede un beneficio ma anche chi domanda l'ingresso in un ordine e si prepara al noviziato, io preferisco riferirmi a coloro che ambiscono ad entrare in un ordine e lo richiedono esplicitamente con il sostantivo "aspiranti".


Mi permetto di quotare l'ottimo Aristarco sperando che non se ne abbia a male... ;)
In ogni caso qui:
viewtopic.php?f=2&t=11922
si parlava di cavalieri che non sono donati...
Saluti
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