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michele d'arasmo ha scritto:...(omissis)...L'unica religione che al momento fa proseliti è l'islam, ma penso che la soluzione di molti problemi in quei paesi, la redistribuzione delle ricchezze e anche la caduta di alcuni regimi (Siria, Iran, Arabia Saudita, ecc.), se coinciderà con un maggior benessere per quelle popolazioni, nel giro di una o due generazioni porterà ad una laicizzazione della società. E comunque esistono stati a maggioranza islamica (p.e. Marocco, Algeria, Turchia, ecc.) dove la religione incide relativamente sulla società, in alcuni casi (vedi recenti riforme in Marocco) la società civile ha sconfessato diversi principi islamici (ruolo della donna, tanto per fare un esempio).
Giustissimo: la famosa implosione auspicata da molti (o paventata, a seconda dei punti di vista).
...(omissis)...Chi, onestamente, vorrebbe tornare ad una società in cui si poteva essere cavaliere ma anche (e piu' facilmente) schiavo o servo della gleba?...(omissis)...
si arriva in cielomichele d'arasmo ha scritto:Carissimo Padre, la ringrazio per la risposta.
Alla schiavitu' fisica oggi si e' giunti ad una schiavitu' mentale. L'uomo moderno paga anche per la sua presunzione...(omissis)...cio' che spingeva molti ad entrare nella cavalleria...(omissis)...non erano certamente gli ideali ma probabilmente conseguire dei risultati innanzitutto per se stessi.
Indubbiamente.
Ma quell'interesse personale di riflesso apportava beneficio anche alla societa' circostante. Un po come uno che oggi crea una azienda. Lo fa per contribuire al proprio benessere, ma la sua riuscita produce risultati benefici per altre persone.
Che ne pensate?
michele
si arriva in cieloAlessio Bruno Bedini ha scritto:Premetto che non esiste a tutt'oggi una definizione di cavaliere che vada bene 'tout court' per tutte le nazioni e per tutte le epoche. Questo perchè nel corso dei secoli la definizione che all'inizio poneva l'accento sulle caratteristiche fisiche o militari si è andata trasformando arrivando, in alcuni periodi, a porre in evidenza quasi esclusivamente le doti morali. Insomma siamo passati dal rude guerriero all'ufficiale, al nobile di nascita, al gentiluomo, al cercatore di virtù o al difensore dei deboli. Possiamo quindi dire che non c'e' mai stato un 'perfetto Cavaliere'.
Le sue virtu' erano comunque tra le piu nobili : prodezza, forza, coraggio, lealta', fede, umiltà, generosità, onore e giustizia.
Oggi, tramontato il periodo dei grandi ideali, delle ideologie, della religione, ha ancora senso parlare di Cavalieri? Di ideale Cavalleresco? Di valori cavallereschi?
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