Gentile signora Amalia,
purtroppo (come alcuni studiosi hanno fatto notare, e come è tristemente facile constatare

), il precoce sviluppo del notariato in Italia ha sovente estromesso i sigilli dalla maggiorparte degli atti che si possono trovare riguardanti testamenti, compravendite, doti, donazioni ecc.
Per esperienza, però, ho trovato molto interessante la cosultazione della corrispondenza. Dai tempi più antichi (araldicamente parlando) fino ad epoche assai recenti, l'uso di sigillare la corrispondenza era piuttosto diffuso. Così non è difficillissimo trovare sigilli c.d. aderenti (cioè con la ceralacca tra il foglio della lettera ed in foglietto applicato sopra) altrimenti detti a cachet.
Entrare all'Archivio Segreto Vaticano non è facilissimo... a me non mi hanno voluto

, lei sarà certamente più fortunata di me (anche se nel mio caso non era questione di fortuna

).
Ad ogni modo lei potrebbe vedere se l'abbazia dipendeva da un'autorità superiore, un'abbazia madre, qualche cosa di simile (non sono espertissimo), e vedere se presso l'archivio di quest'altra istituzione esistono lettere che siano giunte dalla sua abbazia.
Può anche verificare presso l'archivio vescovile (meglio del capitolo!) della diocesi. Anche se l'abbazia non dipendeva dal vescovo, si saranno pur scritti qualche cosa

. Idem altre abbazie o conventi dello stesso ordine o vicine territorialmente.
Il fatto che gli storici abbiano già fatto indagini storiche non vuol dire molto. Spesso gli storici passano ore su un pezzo di carta per decifrare parole e comprendere il testo ed il contesto di un documento, ma non prestano attenzione all'eventuale sigillo.
Si faccia aiutare dall'archivista che troverà in sede, a volte sono competenti e gentili, ma non si faccia distrarre. Cerchi quello che le serve, e spieghi bene che cosa le serve trovare.
In bocca al lupo
Cordiali saluti
Antonio Conti