Gli oneri degli Ordini

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Gli oneri degli Ordini

Messaggioda AndreaSperelli » domenica 27 dicembre 2009, 13:48

Gentilissimi,

ho una curiosità che da tempo tento di soddisfare, ma non trovo alcuna risposta, pertanto ho pensato di rivolgermi agli esperti. So che in molti ordini vige una sorta di "quota di partecipazione" annuale, mentre in altri questo "onere" non è previsto. In base alla vostre conoscenze riuscireste ad indicarmi quali ordini appartengono a questo due categorie ?

Grazie,
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Re: Gli oneri degli Ordini

Messaggioda Guido5 » domenica 27 dicembre 2009, 21:35

Caro Andrea,
credo che non sia il caso di fare una "lista della lavandaia", anche perché per uno stesso Ordine possono esserci situazioni diverse nelle singole realtà territoriali, ma una suddivisione di massima penso che si possa fare: gli Ordini premiali statuali (dall'Ordine al Merito della Repubblica Italiana a quelli pontifici) non prevedono quote annuali, in caso contrario non sarebbero "premiali". L'Ordine di Vittorio Veneto prevedeva anzi un sia pure esiguo assegno annuo, in favore di quei decorati che non godevano di un reddito superiore al minimo imponibile. Può essere considerato in un certo senso un'eccezione l'Ordine al Merito del Lavoro i cui insigniti siano associati alla Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro che richiede una quota ai soci. Gli altri Ordini (SMOM e OESSG per esempio) prevedono invece una quota, in particolare per finanziare le attività svolte.

Ciao a tutti!
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Re: Gli oneri degli Ordini

Messaggioda AndreaSperelli » domenica 27 dicembre 2009, 21:52

Guido5 ha scritto:Caro Andrea,
credo che non sia il caso di fare una "lista della lavandaia", anche perché per uno stesso Ordine possono esserci situazioni diverse nelle singole realtà territoriali, ma una suddivisione di massima penso che si possa fare: gli Ordini premiali statuali (dall'Ordine al Merito della Repubblica Italiana a quelli pontifici) non prevedono quote annuali, in caso contrario non sarebbero "premiali". L'Ordine di Vittorio Veneto prevedeva anzi un sia pure esiguo assegno annuo, in favore di quei decorati che non godevano di un reddito superiore al minimo imponibile. Può essere considerato in un certo senso un'eccezione l'Ordine al Merito del Lavoro i cui insigniti siano associati alla Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro che richiede una quota ai soci. Gli altri Ordini (SMOM e OESSG per esempio) prevedono invece una quota, in particolare per finanziare le attività svolte.

Ciao a tutti!
Guido5


Grazie della risposta! per lo poche informazioni che ho in merito so che, ad esempio, il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio non prevede alcuna quota, mentre nell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme la quota è piuttosto elevata.

Saluti,
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Re: Gli oneri degli Ordini

Messaggioda Qohelet » domenica 27 dicembre 2009, 23:30

Il Costantiniano, nei tre rami, richiede, richiede; la cifra varia per le tre obbedienze. La quota per il Santo Sepolcro, destinata al mantenimento della presenza cattolica in Terra Santa, varia alquanto a seconda della Luogotenenza. La "quota", se la si vuol definire così, è comunque il più lieve degli obblighi spirituali, morali e materiali richiesti ai cavalieri [angel] Cordialmente

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Re: Gli oneri degli Ordini

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » domenica 27 dicembre 2009, 23:34

Gentile Andrea Sperelli,
di questo argomento abbiamo discusso animatamente in passato. Ecco alcuni vecchi messaggi con le notizie di Suo interesse: viewtopic.php?f=2&t=9469&start=135#p115783 e viewtopic.php?f=2&t=9469&start=135#p116539.
A presto.
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Re: Gli oneri degli Ordini

Messaggioda AndreaSperelli » lunedì 28 dicembre 2009, 1:28

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Gentile Andrea Sperelli,
di questo argomento abbiamo discusso animatamente in passato. Ecco alcuni vecchi messaggi con le notizie di Suo interesse: viewtopic.php?f=2&t=9469&start=135#p115783 e viewtopic.php?f=2&t=9469&start=135#p116539.
A presto.
PMMO

Gentile Sig. Onorati,

ho preso visione del post da lei indicato, e la ringrazio per i dati pubblicati. Onestamente sono sempre stato contrario alle "quote" richieste dagli ordini, dal momento che, come dice il nostro gentile amico Qohelet, gli "oneri" dovrebbero essere più spirituali che "monetari", e l'appartenenza all'ordine dovrebbe essere legata all'onestà e all'intraprendenza del cavaliere, sempre pronto a dare il meglio di se nelle varie attività patrocinate dall'ordine. Non esculdo l'offerta economica, ma questa dovrebbe avvenire in maniera spontanea e senza alcun vincolo sulla cifra... un' offerta appunto. Questo mio commento non vuole di certo essere una nota di biasimo dal momento che riconosco le importanti opere portate avanti dai diversi ordini, ma sono rimasto sorpreso vedendo la quota richiesta dall'OESSG (desunta dal post prima citato), probabilmente dovuta al fatto che i cavalieri dell'ordine in questione contribiscono in particolare tramite donazioni da quando si può intendere sul sito della luogotenenza meridionale: http://www.oessg-lgimt.it/OESSG/ORG/condizioniperammissione.htm.

Saluti,
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Re: Gli oneri degli Ordini

Messaggioda giubileum73 » lunedì 28 dicembre 2009, 10:22

Qohelet ha scritto:Il Costantiniano, nei tre rami, richiede, richiede; la cifra varia per le tre obbedienze. La quota per il Santo Sepolcro, destinata al mantenimento della presenza cattolica in Terra Santa, varia alquanto a seconda della Luogotenenza. La "quota", se la si vuol definire così, è comunque il più lieve degli obblighi spirituali, morali e materiali richiesti ai cavalieri [angel] Cordialmente

Andrea

Esatto ....... il ramo Madrid è diverso da quello franco-napoletano.
Ma la famigerata "quota" è richiesta anche per gli Ordini di Casa Savoia ....... come vede caro Andrea, ci sono obblighi ovunque.
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Re: Gli oneri degli Ordini

Messaggioda Fabio Gig » lunedì 28 dicembre 2009, 11:41

Il SMOCSG, conosciuto come "Ispano-Napoletano", Ordine che non è per nulla diviso in alcun ramo, non richiede alcuna quota annuale. La Real Deputazione e la Real Commissione per l'Italia richiedono degli esigui donativi "volontari" ai Cavalieri ed alle Dame, inferiori al costo di una cena. Questo unicamente per coprire le spese di gestione della Segreteria Generale di Madrid e per poter pubblicare il periodico In Hoc Signo Vinces. Ripeto, si tratta di donativi volontari e, pertanto, non vi è alcun obbligo.

Se un Cavaliere o una Dama ritiene di dovere aiutare il proprio Ordine per i servizi che lo stesso concede ai propri membri, può dunque contribuire anche se solo sombolicamente, altrimenti liberi di fare diversamente.

Le Opere dell'Ordine, invece, sono finanziate direttamente dai Cavalieri e dalle Dame che desiderano farlo, in quanto con la sola spiritualità non si costruisce nulla, se non se stessi.
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Re: Gli oneri degli Ordini

Messaggioda AndreaSperelli » lunedì 28 dicembre 2009, 12:34

Fabio Gig ha scritto:Il SMOCSG, conosciuto come "Ispano-Napoletano", Ordine che non è per nulla diviso in alcun ramo, non richiede alcuna quota annuale. La Real Deputazione e la Real Commissione per l'Italia richiedono degli esigui donativi "volontari" ai Cavalieri ed alle Dame, inferiori al costo di una cena. Questo unicamente per coprire le spese di gestione della Segreteria Generale di Madrid e per poter pubblicare il periodico In Hoc Signo Vinces. Ripeto, si tratta di donativi volontari e, pertanto, non vi è alcun obbligo.

Se un Cavaliere o una Dama ritiene di dovere aiutare il proprio Ordine per i servizi che lo stesso concede ai propri membri, può dunque contribuire anche se solo sombolicamente, altrimenti liberi di fare diversamente.

Le Opere dell'Ordine, invece, sono finanziate direttamente dai Cavalieri e dalle Dame che desiderano farlo, in quanto con la sola spiritualità non si costruisce nulla, se non se stessi.


Questo principio abbraccia a pieno il mio pensiero, collocando il contributo economico su base volontaria; ciò ovviamente non vuole dire azzerarlo, ma semplicemente renderlo più o meno frequente e di un entità più o meno cospicua. Ho sentito casi in cui alcuni cavalieri hanno lasciato l'ordine di appartenenza visto che non erano più in grado di contribuire economicamente, e questo mi sembra molto triste. Come dice Fabio Gig, la sola spiritualità non permette di portare a termie i vari progetti umanitari di un ordine, ma sono convinto che più del semplice contributo economico sia importante un contributo attivo dei cavalieri, che effettivamente "scendano in campo" donando all'ordine la propria esperienza e parte del loro tempo.

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Re: Gli oneri degli Ordini

Messaggioda sabaudo74 » lunedì 28 dicembre 2009, 13:54

Fabio Gig ha scritto:Il SMOCSG, conosciuto come "Ispano-Napoletano", Ordine che non è per nulla diviso in alcun ramo, non richiede alcuna quota annuale. La Real Deputazione e la Real Commissione per l'Italia richiedono degli esigui donativi "volontari" ai Cavalieri ed alle Dame, inferiori al costo di una cena. Questo unicamente per coprire le spese di gestione della Segreteria Generale di Madrid e per poter pubblicare il periodico In Hoc Signo Vinces. Ripeto, si tratta di donativi volontari e, pertanto, non vi è alcun obbligo.

Se un Cavaliere o una Dama ritiene di dovere aiutare il proprio Ordine per i servizi che lo stesso concede ai propri membri, può dunque contribuire anche se solo sombolicamente, altrimenti liberi di fare diversamente.

Le Opere dell'Ordine, invece, sono finanziate direttamente dai Cavalieri e dalle Dame che desiderano farlo, in quanto con la sola spiritualità non si costruisce nulla, se non se stessi.


Mi corre l'obbligo rettificare quanto da Lei sostenuto, in quanto da Madrid annualmente ogni Cavaliere riceve la lettera per inviare la quota annuale cosi come è avvenuto anche in questo anno 2009, per quota annuale si intende appunto una piccola somma per sostenere le opere del Nostro SMOCSG. Io la ricevo tutti gli anni e verso un contributo descritto nella lettera che ricevo dalla tesoreria da Madrid.
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Re: Gli oneri degli Ordini

Messaggioda Morello » lunedì 28 dicembre 2009, 14:07

Gentile Sig. Sperelli,
le esprimo la mia opinione, negli Ordini militanti, quali il Sovrano Militare Ordine di Malta e l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, credo che la quota d'ingresso rappresenti, simbolicamente, la tassa di passaggio forse legata anticamente al costo del cavallo e dell'armatura di cui i cavalieri si dovevano munire. Le quote annuali, che variano fra i vari Ordini e Paesi, servono al mantenimento dell'organizzazione amministrativa dell'Ordine. Le offerte, i contributi, le donazioni che dir si vogliano, sono libere, in base alle proprie esigenze e condizioni personali, possibilità economiche ecc.. Inoltre per il SMOM c'è da prendere in considerzione anche l'attività di volontariato che coinvolge i suoi membri. Per l'OESSG l'impegno non è legato al volontariato, ma al sostegno delle opere cattoliche in Terrasanta, come già detto in base alle proprie possibilità economiche. I due Ordini, inoltre, svolgono anche l'attività spirituale volta alla crescita interiore dei propri membri. Come si evince le finalità operative dei due Ordini sono diverse, più di volontariato umanitario e assistenziale per lo SMOM, esclusivamente di sostegno economico-finanziario alle attività ed opere cattoliche in Terrasanta.
Cordialmente.
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Re: Gli oneri degli Ordini

Messaggioda Fabio Gig » lunedì 28 dicembre 2009, 14:14

sabaudo74 ha scritto:
Fabio Gig ha scritto:Il SMOCSG, conosciuto come "Ispano-Napoletano", Ordine che non è per nulla diviso in alcun ramo, non richiede alcuna quota annuale. La Real Deputazione e la Real Commissione per l'Italia richiedono degli esigui donativi "volontari" ai Cavalieri ed alle Dame, inferiori al costo di una cena. Questo unicamente per coprire le spese di gestione della Segreteria Generale di Madrid e per poter pubblicare il periodico In Hoc Signo Vinces. Ripeto, si tratta di donativi volontari e, pertanto, non vi è alcun obbligo.

Se un Cavaliere o una Dama ritiene di dovere aiutare il proprio Ordine per i servizi che lo stesso concede ai propri membri, può dunque contribuire anche se solo sombolicamente, altrimenti liberi di fare diversamente.

Le Opere dell'Ordine, invece, sono finanziate direttamente dai Cavalieri e dalle Dame che desiderano farlo, in quanto con la sola spiritualità non si costruisce nulla, se non se stessi.


Mi corre l'obbligo rettificare quanto da Lei sostenuto, in quanto da Madrid annualmente ogni Cavaliere riceve la lettera per inviare la quota annuale cosi come è avvenuto anche in questo anno 2009, per quota annuale si intende appunto una piccola somma per sostenere le opere del Nostro SMOCSG. Io la ricevo tutti gli anni e verso un contributo descritto nella lettera che ricevo dalla tesoreria da Madrid.


Lei può rettificare ciò che vuole, ci mancherebbe, ma che sia obbligato a farlo è una sua considerazione personale. Tuttavia, nella lettera che lei riceve ogni anno da Madrid, vi è scritto "... se lei è d'accordo a corrispondere" il modesto importo indicato. Quindi, nessun obbligo, solo una più attenta lettura di ciò che si riceve, grazie ai francobolli acquistati con i piccoli importi versati volontariamente.
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Re: Gli oneri degli Ordini

Messaggioda Fabio Gig » lunedì 28 dicembre 2009, 14:18

Morello ha scritto:I due Ordini, inoltre, svolgono anche l'attività spirituale volta alla crescita interiore dei propri membri. Come si evince le finalità operative dei due Ordini sono diverse, più di volontariato umanitario e assistenziale per lo SMOM.


Si, ma che costano un'enormità di soldi, certamente molti di più, sia in termini diretti sia indiretti, di quanto messo in campo dall'OESSG.
Ultima modifica di Fabio Gig il lunedì 28 dicembre 2009, 16:00, modificato 2 volte in totale.
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Re: Gli oneri degli Ordini

Messaggioda sabaudo74 » lunedì 28 dicembre 2009, 14:30

Fabio Gig ha scritto:
sabaudo74 ha scritto:
Fabio Gig ha scritto:Il SMOCSG, conosciuto come "Ispano-Napoletano", Ordine che non è per nulla diviso in alcun ramo, non richiede alcuna quota annuale. La Real Deputazione e la Real Commissione per l'Italia richiedono degli esigui donativi "volontari" ai Cavalieri ed alle Dame, inferiori al costo di una cena. Questo unicamente per coprire le spese di gestione della Segreteria Generale di Madrid e per poter pubblicare il periodico In Hoc Signo Vinces. Ripeto, si tratta di donativi volontari e, pertanto, non vi è alcun obbligo.

Se un Cavaliere o una Dama ritiene di dovere aiutare il proprio Ordine per i servizi che lo stesso concede ai propri membri, può dunque contribuire anche se solo sombolicamente, altrimenti liberi di fare diversamente.

Le Opere dell'Ordine, invece, sono finanziate direttamente dai Cavalieri e dalle Dame che desiderano farlo, in quanto con la sola spiritualità non si costruisce nulla, se non se stessi.


Mi corre l'obbligo rettificare quanto da Lei sostenuto, in quanto da Madrid annualmente ogni Cavaliere riceve la lettera per inviare la quota annuale cosi come è avvenuto anche in questo anno 2009, per quota annuale si intende appunto una piccola somma per sostenere le opere del Nostro SMOCSG. Io la ricevo tutti gli anni e verso un contributo descritto nella lettera che ricevo dalla tesoreria da Madrid.


Lei può rettificare ciò che vuole, ci mancherebbe, ma che sia obbligato a farlo è una sua considerazione personale. Tuttavia, nella lettera che lei riceve ogni anno da Madrid, vi è scritto "... se lei è d'accordo a corrispondere" il modesto importo indicato. Quindi, nessun obbligo, solo una più attenta lettura di ciò che si riceve, grazie ai francobolli acquistati con i piccoli importi versati volontariamente.


Sicuramente è un " obbligo morale" ne avevamo parlato nei precedenti topic. Appartenere ad Ordini illustri è anche contribuire a tutto ciò almeno per me va cosi poi ognuno è libero di versare le quote o meno per carità.
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Re: Gli oneri degli Ordini

Messaggioda nicolad72 » lunedì 28 dicembre 2009, 14:36

Se qualcuno non ha voglia di metter mano al portafogli... allora può anche evitare di postulare la propria ricezione negli stessi!

Non tutti possono divenire cavalieri (quelli veri militanti, gli altri sono soggetti che hanno una medaglia che attribuisce il titolo di cavaliere)... il contribuire alle opere dell'Ordine stesso, sia materialmente sia attraverso l'agire, è un obbligo che sta alla base stessa del titolo e dell'impegno che si è liberamente assunti il giorno in cui quel titolo è stato ricevuto.

Un volta si l'attività era differente, e la storia ci insegna ciò, i cavalieri combattevano e magari morivano per prestar fede al loro impengo, oggi la militanza ha preso altre vesti e altre fome, ma il contenuto è sempre lo stesso... il donarsi per il prossimo... se non mi garbano quelle regole... mica me l'ha prescritto il dottore di diventare cavaliere...
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