da verbanensia » giovedì 3 dicembre 2009, 14:07
No, il manoscritto venne concepito fin dal 1716 dal Benaglio, fiscale regio, come una pura serie di schede tendenti a dimostrare come le famiglie milanesi fondassero la propria nobiltà, sin dall'antico, sui traffici e commerci, ma come ciò non fosse cosa negativa (di qui l'accezione di verità smascherata: una dichiarazione di origini rese veritiere, senza maschera).
Il Benaglio mirava a porre ordine nel Collegio dei Giureconsulti, e a definire una sorta di criterio generale per l'ammissione al patriziato milanese... gli andò male, e l'importante manoscritto - che avrebbe potuto essere un criterio di base per la scelta dell'apertura cauta ai nuovi ricchi della classe dei nobili - fu condannato a restare inedito, o peggio, a venire poi, dopo la morte di Benaglio, travisato e svisato divenendo una raccolta di gossip su quanti, da oscuri e di basse origini, arricchendosi avevano pretese di nobiltà ("il tale, pescivendolo, ora è conte...", "il talaltro fu cavallante. Il figlio praticò il negozio, poi comperò il titolo")