Una "rara" riproduzione ?

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Re: Una "rara" riproduzione ?

Messaggioda Elmar Lang » mercoledì 11 novembre 2009, 16:33

Difficile giudicare da una foto, ma l'oggetto non fa' purtroppo una gran bella impressione.

Direi che fa' pendare a certe recenti produzioni attualmente in vendita in Francia, tra cui dei "Rémplacements" austriaci della classe da Commendatore dell'Ordine della Corona Ferrea...

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Re: Una "rara" riproduzione ?

Messaggioda Tilius » mercoledì 11 novembre 2009, 17:10

Vero che fa abbastanza ribrezzo, sì? [thumb_yello.gif]
Ha un che di ... inconsistente ancor prima che di corrivo.
E 2000 € personalmente non li sborserei nemmeno se fosse originale e appartenuta all'Empereur in persona.
Ma questo é comunque un tipo atteggiamente da collezionista (very) low profile quale io sono. ;)
In fondo c'é gente high profile (e certamente anche high qualcos'altro...) che sborsa anche 10000 € per anellini d'argento appartenuti a qualche sconosciuto criminale di guerra... :mrgreen:

Rifacciamoci intanto gli occhi con un esemplare direttamente dal Musée...

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Re: Una "rara" riproduzione ?

Messaggioda Mario Volpe » mercoledì 11 novembre 2009, 18:32

Tilius ha scritto:Giusto per rimanere in tema napoleonico, che ne pensate di questa?

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L'avevo notata anch'io... Effettivamente ha un "qualcosa" che può lasciare perplessi, nonostante le dichiarate e misteriose "marcature" che sarebbero presenti sull'anello passanastro. Certo che prima di sborsare 2000 Euro uno ci pensa bene. Stiamo comunque a vedere come si concluderà l'asta...

Nel frattempo godetevi qualche altro "importante" esemplare:

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Re: Una "rara" riproduzione ?

Messaggioda Elmar Lang » mercoledì 11 novembre 2009, 19:18

Beh, credo che 2000 Euro per un'insegna (originale) da Cavaliere dell'Ordine della Corona di Westfalia non siano poi molti ed un collezionista di ordini del I Impero li sborserebbe quasi senza fiatare, nonostante il graue intacco alle sue finanze...

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Re: Una "rara" riproduzione ?

Messaggioda Tilius » giovedì 12 novembre 2009, 12:24

Elmar Lang ha scritto:Beh, credo che 2000 Euro per un'insegna (originale) da Cavaliere dell'Ordine della Corona di Westfalia non siano poi molti ed un collezionista di ordini del I Impero li sborserebbe quasi senza fiatare, nonostante il graue intacco alle sue finanze...

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Sì, quando però il pezzo raggiunga il minimo sindacale in termini di qualità esecutiva e/o sia almeno in oro...
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Re: Una "rara" riproduzione ?

Messaggioda Elmar Lang » giovedì 12 novembre 2009, 12:34

Salve,

credo che per un Cavaliere della Corona di Westfalia, sicuramente fabbricato durante il I Impero, anche in argento, 2.000 Euro siano -purtroppo per noi- un minimo sindacale. Si tratta di decorazioni obbiettivamente rarissime.

Sono spiacente di dare brutte notizie...

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Re: Una "rara" riproduzione ?

Messaggioda Tilius » giovedì 12 novembre 2009, 12:46

Sì, però, Ti prego, almeno dimmi che quelli fabbricati nel Primo Impero son fatti uno poco meglio del triste cosino che ho ripreso da ebbau. Ti prego. ;)
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Re: Una "rara" riproduzione ?

Messaggioda Elmar Lang » giovedì 12 novembre 2009, 13:46

ASSOLUTAMENTE meglio!
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Re: Una "rara" riproduzione ?

Messaggioda Montenotte » giovedì 12 novembre 2009, 23:51

Elmar Lang ha scritto:Salve,

ringrazio per l'informazione. Vorrei comunque osservare che nel periodo "francese" del regno di Napoli, nulla vietava che le insegne di Ordini Cavallereschi fossero eseguite tanto a Napoli che in Francia (non me la sentirei di definire "copia" o non originale una placca o un'insegna napoletana realizzata da Biennais...).

Altro discorso per la medaglia offerta all'asta da Künker: il compilatore del catalogo, peraltro un notevolissimo esperto (che sono onorato di conoscere), in questo caso è sicuramente caduto in errore quanto alla datazione di questo esemplare. La medaglia in questione, sicuramente fabbricata nella II metà del XIX Sec., già venduta all'asta Ney Prince de la Moskowa (ovvero la collezione del figlio del celebre maresciallo di Francia), confluì poi nella celeberrima collezione Julius, fu indi offerta all'asta il 16 Settembre 1959 nel volume "Sammlung Julius - Französische Revolution Napoleon I. und seine Zeit, Medaillen - Orden und Ehrenzeichen - Münzen II. Teil 1809-1815" (lotto 4289, illustrata anche a tav.58, con una stima di 1.000,- Marchi, rimase invenduta in sala, poi venduta in dopo-asta; venne invece venduto il lotto 4290 -che definito "più piccolo" era invece un bell'originale, stimato 200,- Marchi, fu aggiudicato in sala a 1.150,- Marchi che per l'epoca erano una gran bella somma...).

L'insegna da Cavaliere della Corona Ferrea postata dal collega Montenotte è quella che in Francia è comunemente detta "tipo Bacqueville" dal nome dell'azienda che la produsse, molti anni dopo la morte di Napoleone I.

Per le tipologie dell'Ordine della Corona Ferrea (ed altro!), consiglio l'ottimo volume di Guy Deploige: "Les Distinctions Honorifiques de la Collection Brouwet au Musée Royal de l'Armée à Bruxelles"; Bruxelles, 2006.

A presto,

Elmar Lang


Buonasera ,

sono in perfetto accordo con Lei per quanto riguarda le insegne degli Ordini Cavallereschi, dove molto spesso era lasciato all’insignito l’onere della realizzazione della stessa. Il discorso su Biennais non fa una piega, quale orafo ufficiale di corte, ha realizzato praticamente le insegne di tutti gli Ordini dei Regni Napoleonidi. Idem dicasi per Coudray e altri.
Trattandosi però, nel caso citato, di semplici medaglie assegnate direttamente e talora distribuite personalmente da Re Gioacchino, credo che i distinguo siano più che giustificati. Detto ciò non è impossibile che un ufficiale francese rientrato in Patria, avendo perduto o danneggiato la sua originale, si sia fatto realizzare une copia a Parigi. Non lo credo, ma non posso escluderlo.

La ringrazio per l’excursus sulla Medaglia d’Onore di Napoli venduta da Künker che conferma i dubbi che avevo avuto in proposito, sia di carattere stilistico che, soprattutto, storico.

Sulla “tipo Bacqueville” potrebbe, se possibile, confermarmi o fugare un ulteriore dubbio, ossia che la decorazione sia ben posteriore al 1840? La Maison Bacqueville riproduceva ancora agli inizi del ‘900 copie di decorazioni ottocentesche.

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Re: Una "rara" riproduzione ?

Messaggioda Elmar Lang » venerdì 13 novembre 2009, 12:05

Salve,

posso confermare che le insegne della Corona Ferrea "tipo Bacqueville" sono certamente post-1840 (abbastanza post...) e sono state sicuramente prodotte sino all'inizio del XX Sec. Gli esemplari di più vecchia fattura denotano una migliore qualità esecutiva ed un colore degli smalti della corona più tendenti al grigio-azzurro che al blu scuro, caratteristica quest'ultima degli esemplari più tardi usciti da quest'azienda.

A presto,

E.L.
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Re: Una "rara" riproduzione ?

Messaggioda Montenotte » venerdì 20 novembre 2009, 13:59

Ringrazio per l'ulteriore precisazione.

Cordialmente

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Re: Una "rara" riproduzione ?

Messaggioda francesco77 » martedì 8 dicembre 2009, 12:43

Un saluto a Montenotte e a tutti, desidero partecipare a questa interessante discussione per quanto concerne il problema delle coniazioni postume delle medaglie di Murat ed in particolar modo per quella "ONORE AL MERITO" coniata nel 1809 e qui citata qualche giorno fa. A tal proposito, come gentilmente citato dal nostro amico Montenotte, vi illustro alcune pagine dell'articolo pubblicato su Panorama Numismatico a firma Francesco di Rauso, dove vengono illustrate le varie differenze tra un esemplare autentico ed uno postumo riguardante le numerose medaglie napoletane di Gioacchino Murat, l'articolo è diviso in tre parti ed è pubblicato su tre numeri di detta rivista, tutte disponibili facendo richiesta alla Nomisma spa di San Marino, sezione Panorama Numismatico ( e-mail nomismasm@libero.it o http://www.nomismaweb.com ). Come spiegato nell'articolo, le medaglie postume coniate a Parigi sono documentate dal testo di Brasseux del 1840, mentre le medaglie autentiche vennero battute dai conii oggi conservati nel Museo Nazionale di Napoli e inventariati con un numero progressivo, per maggiori informazioni consultare il testo di Salvatore D'Auria sulle medaglie napoletane IL MEDAGLIERE (Napoli, 2006) o Tommaso Siciliano (Napoli, 1939) (recensione http://www.ilportaledelsud.org/medagliere.htm ).
L'autore dell'articolo ha preso in esame gli esemplari autentici e postumi in suo possesso, nonchè i vari testi dell'800 dove vennero menzionati i riconii e su come fare a distinguerli. In mancanza delle famigerate scritte (COPIE, BR, BRONZE, AR, ARGENT) incuse nel taglio delle medaglie postume ci sono dei metodi INEQUIVOCABILI per distinguerle dalle autentiche. Il dramma dei riconii ha afflitto collezionisti e commercianti per decenni ed ora, per mezzo di questa pubblicazione si è messo un po' di ordine nelle menti di tanti, che molti dei quali sono purtroppo caduti anni fa in acquisti di medaglie postume spacciate loro per autentiche. Ma veniamo ora alla medaglia "ONORE AL MERITO": quella autentica ha la lesione di conio al dritto e poichè ...... con il procedere della coniazione la lesione aumentò, il conio divenne inutilizzabile si rese indispensabile l'incisione di un secondo conio (sempre a Napoli in quel periodo). La similitudine dei due conii autentici è riscontrabile nella costruzione dei caratteri della leggenda. Un conio si costruiva con l'utilizzo delle matrici dei ritratti e delle lettere, quindi .............. l'esemplare che differiva per stile del ritratto o delle lettere di stile diverso è postumo e cioè coniato a Parigi dopo il 1840. Come spiegato nell'articolo, i primi due conii sono autentici, infatti, anche se ci sono delle differenze nell'ubicazione delle lettere della leggenda o alcune varianti nella corona di alloro al rovescio, il resto è uguale tra loro. Gli articoli di Francesco di Rauso sono ora disponibili on-line e scaricabili gratuitamente in formato pdf ai seguenti links.
http://www.ilportaledelsud.org/francesco_di_rauso.htm
http://www.ilportaledelsud.org/med_murat_1.pdf
http://www.ilportaledelsud.org/med_murat_2.pdf
http://www.ilportaledelsud.org/med_murat_3.pdf
Come detto da Montenotte, l'articolo è scritto sulla base dei confronti ma ........ aggiungerei io..... non è un'opinione personale, in realtà ......... l'autore dell'articolo si è recato di persona al Museo Archeologico Nazionale di Napoli a visionare i conii delle medaglie napoletane (compresi quelli della medaglia sub judice) tutt'ora lì conservati ed ha scritto l'articolo sulla base di sole notizie ufficiali, la numismatica è come la matematica, non ci devono essere opinioni e per tanto l'esemplare in oro presente nel museo della Legion d'Onore è una riproduzione francese postuma. Come spiegato poi all'inizio dell'articolo, le riproduzioni post 1840 non devono certo essere bollate come patacche, hanno anche loro un proprio valore commerciale in quanto coniate in un'epoca ben precisa e con uno scopo ben preciso, cioè quello della rievocazione storica di quel che fu il grande Impero Francese.
Per ogni ulteriore informazione sono a vostra completa disposizione. Francesco
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Re: Una "rara" riproduzione ?

Messaggioda nicolad72 » martedì 8 dicembre 2009, 15:04

francesco77 ha scritto: ...

Chapeau monsieur!
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Re: Una "rara" riproduzione ?

Messaggioda Montenotte » martedì 8 dicembre 2009, 17:06

Buongiorno,
desidero anzitutto salutare cordialmente Francesco ringraziandolo per il complemento di analisi.

Per quanto riguarda l’Ordine della Corona di Westfalia, di dubbia datazione, informazioni apparse su altro forum indicano una fabbricazione Arthus Bertrand di inizio ‘900. Ciò è risultato dalla identificazione di uno dei punzoni. Il prezzo, a detta dell’acquirente, è risultato notevolmente inferiore alla richiesta iniziale. E mi pare normale.

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Re: Una "rara" riproduzione ?

Messaggioda Tilius » martedì 8 dicembre 2009, 20:54

francesco77 ha scritto:...


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Ineccepibile dissertazione. Mi si consenta un solo appunto: se nella medaglistica, come nella numismatica (su quanto esce da un conio, insomma) va senz'altro privilegiato l'approccio matematico, come lo si é definito, questo non é (sempre) possibile su quelle insegne dove alla serialità della coniazione va a sostituirsi l'unicità della realizzazione orafa.
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