da Sigillum1 » mercoledì 21 ottobre 2009, 11:58
Cari tutti, credo possa essere utile riassumere per sommi capi le informazioni relative al volume di cui qui si parla qui, dato che il resto di questo topic è stato spostato, come da messaggio del moderatore, dott. Bedini.
Si tratta di un articolo di Gian Carlo Jocteau, I nobili nel fascismo, “Studi storici”, Rivista trimestrale dell’Istituto Gramsci”, a. 2004, fasc. 3, pp. 377-726.
A richiesta del collega Onorati, avevo scritto che: …premesso che vale certamente la pena di leggere interamente questo articolo che è probabilmente l'unico che fornisca un quadro complessivo del tema per l'epoca, dal volume si evince che:
* Le nobilitazioni fino al 1922 sono state grosso modo 300.
* Le nobilitazioni tra la marcia su Roma e la fine della monarchia sono state 290 (cifra che si ottiene dal confronto fra l’elenco pubblicato da Bertini Frassoni nel 1968 e i registri dei decreti della Consulta araldica), delle quali circa 30 durante la luogotenenza e il regno di Umberto II
*il numero complessivo delle nobilitazioni di epoca fascista indicato non tiene conto di:
autorizzazioni a numerose famiglie a portare titoli pontifici (provvedimento del 24 novembre 1924 col quale si consentì l'autorizzazione all'uso di titoli pontifici acquisiti dopo il 1870)
dei casi di trasmissibilità plurima
Durante la discussione avevo poi aggiunto che: i dati forniti (da Jocteau) riguardano soltanto le nobilitazioni, non le attribuzioni di titoli aggiuntivi che, durante tutta quell'epoca, furono molto numerose. Il saggio si ferma all'opera di Umberto II e dunque nulla sulle motivazioni dei padri costituenti circa la decisione di vietare la "cognomizzazione" dei predicati dei titoli successivi all'avvento del Fascismo
Avevo dimenticato invece di aggiungere che lo stesso autore ha poi dedicato al tema, nel 1997, un volume, pubblicato da Laterza, dal titolo Nobili e nobiltà nell’Italia unita, nel quale riprende ed amplia la sua analisi, anche per il periodo fascista. Un cordiale salute. Silvia
Silvia