Savoia a Roma

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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carissimo

Messaggioda omar46 » venerdì 28 gennaio 2005, 19:51

carissimo Elassar non dimenticare che il popolo partenopeo proveniva
da un periodo storico critico ......i secoli di viceregno spagnolo mise in ginocchio questo popolo , infatti la Spagna considerava Napoli alla
stregua di una colonia.....tante erano le gabbelle le più assurde .....pensa
che si pagava una gabbella anche ..............."per le sacre regie pianelle della Regina". Poi il sistema feudale baronale, la chiesa,la popolosa esistenza ha fatto il resto. Quando comparve Carlo III Borbone -Farnese
incominciò a rifare il tutto , partendo come minimo con due secoli di ritardo rispetto a Firenze ealle altre città del nord. Per favore carissimi
amici ( mi rivolgo agli studenti ai laurendi ai neo dottori o semplici neofiti appassionati di storia ), incominciate a pensare e a maturare gli eventi storici ,ad evolverli ,considerandoli anche nell'ipotesi della loro diversità storica. Ben venga un topic più allargato , possiamo confrontarci simpaticamente anche in quest senso ,penso che ci aiuterà a conoscerci
meglio .Grazie -- omar46-- :D
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Messaggioda Elassar » sabato 29 gennaio 2005, 18:15

Non metto in dubbio che nel Regno delle Due Sicilie ci sia stata la prima ferrovia d'Italia, cioè la Napoli-Salerno. Il problema è che fu l'unica ferrovia fatta dai Borboni, a differenza del Piemonte, del Lombardo Veneto e della Toscana, dove furono realizazte molteplici ferrovie. Inoltre, rispetto al Regno delle Due Sicilie il Lombardo Veneto era molto più industrializzato.
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non è esatto....

Messaggioda omar46 » sabato 29 gennaio 2005, 18:41

Carissimo Elassar......no è esatto quello che dici in Campania.......scusatemi volevo dire nel Regno c'erano due ferrovie , la Napoli-Portici con fondi privati ed una prettamente militare -ossia la Napoli-Caserta-Capua .Quest'ultima strategica, poichè si,collegava alla
Fabbrica delle polveri da sparo in Capua . In un bel libro , adesso introvabile i miei cari amici Colonnello A. Gambonie e Clonnello P.Neri
"Napoli-Portici la prima ferrovia d'Italia"ed. Fiorentino , parlano della prima ferrovia , ma illustrano con dovizia anche la seconda . Grazie

...omar46............
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Messaggioda Grimaldi » sabato 29 gennaio 2005, 20:35

Chissà allora
se i nostri colti "studiois" di ispirazione sabaudo-risorgimentale riusciranno a dimostrae su questo forum che il Regno delle Due Sicilie era inferiore agli stati del Nord in quanto a tecnologia, ricchezza, ecc. ecc....?..
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Messaggioda michele d'arasmo » domenica 30 gennaio 2005, 0:11

cari Amici,

era tutto rapportato al momento storico.
Su certe cose vi era maggiore arretratezza, su altre si era piu' avanti.
Quello che salvava i contadini del sud dalla fame era il diritto di spigolatura, assente al nord ma compensato (ovviamente nei domini absburgici) da leggi adeguate e istituzioni di assistenza.

Culturalmente il sud era un fermento tra le classi agiate, arretrato tra le classi umili. Al nord la cosa cambiava per via dell'industrializzazione, che richiede una preparazione tecnica e conseguente innalzamento culturale delle masse.

Il regno di Napoli comunque sarebbe andato incontro a mutamenti perchè l'evoluzione della società avrebbe messo in discussione tutto quanto.

E' sbagliato dire era meglio o era peggio. Era e basta. Le cose peggiorarono con l'unificazione della penisola, ma molte cose migliorarono. Questo non e' certo un merito o un demerito dei Savoia (piu' interessati ad acquisire i beni delle ex case regnanti della penisola italica) ma semmai dell'imprenditoria nascente. Aveva bisogno di mano d'opera che si specializzase (almeno minimamente). Non a caso nella seconda metà del XIX secolo gli imprenditori di ispirazione repubblicana favorirono le Società di Mutuo Soccorso, tipo l'Umanitaria di Milano, con corsi serali destinati al ceto operaio. Questa strada venne poi percorsa anche dal nascente movimento socialista. Di contro, vi fu l'assenza per lunghi decenni del movimento cattolico democratico, che comunque partiva svantaggiato per motivi ideologici.

Cordialmente,

michele
michdaras
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