Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Morello » giovedì 20 agosto 2009, 9:32

Premesso che siamo una Repubblica, dove ovviamente non sono riconosciuti i titoli nobiliari, Vi pongo un quesito relativo a quegli Ordini militanti (SMOM, SMOCSG) che conferiscono onorificenze o meglio ricevono o ammettono membri nei ceti d'onore o di grazia e devozione (SMOM) o jure sanguinis/grazia (SMOCSG) in alcuni casi anche motu proprio. Faccio alcuni esempi: un Cavaliere di Grazia e Devozione SMOM e Jure Sanguinis SMOCSG oppure, esempio più calzante (anche perchè lo conosco) un Cavaliere di Grazia Magistrale SMOM e Gran Croce Jure Sanguinis SMOCSG, possono essere intitolati e/o appellati per mero gesto di cortesia Nobili? Ovvero l'appartenenza, anche motu proprio, alle citate categorie nobilita individualmente, sempre in certi ambienti e per cortesia?
Grazie in anticipo per le Vostre opinioni e cordialità.
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Cronista di Livonia » giovedì 20 agosto 2009, 10:38

Che io sappia nello SMOCSG Spagna e' uso concedere un "Nobile" di cortesia a chi, proveniente da famiglia non-nobile, e' stato ammesso nelle classi nobiliari per motu proprio del Gran Maestro.
Cordialmente,

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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Morello » giovedì 20 agosto 2009, 10:46

Grazie Cronista di Livonia, tra l'altro mi sembra che non sempre ci sia corrispondenza tra i ceti nobiliari SMOM e SMOCSG (entrambi i rami), come, appunto, il secondo esempio che ho fatto.
Cordialmente
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Cronista di Livonia » giovedì 20 agosto 2009, 10:53

Prego, mmh, teoricamente dovrebbe esserci, almeno in caso di prove nobiliari, ma vi sono alcuni casi dove puo' venire meno.
Faccio un esempio pratico. Il padre del Gran Croce JS e' stato nobilitao da Re Umberto II nel 1946, la famiglia non ha altri membri nobili. La persona e' quindi nobile, ma non ha i 100 anni di antichita' richiesti per il SMOM in Grazia e Devozione e quindi viene ammesso in Grazia Magistrale.

Altro caso puo' essere il conferimento della Gran Croce JS per MP in tal caso vengono di nuovo a mancare i 100 anni di antichita' richiesti.

Posso comunque esserci probabilmente anche altre ragioni.
Cordialmente,

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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda pierfe » giovedì 20 agosto 2009, 11:31

Morello ha scritto:Premesso che siamo una Repubblica, dove ovviamente non sono riconosciuti i titoli nobiliari, Vi pongo un quesito relativo a quegli Ordini militanti (SMOM, SMOCSG) che conferiscono onorificenze o meglio ricevono o ammettono membri nei ceti d'onore o di grazia e devozione (SMOM) o jure sanguinis/grazia (SMOCSG) in alcuni casi anche motu proprio. Faccio alcuni esempi: un Cavaliere di Grazia e Devozione SMOM e Jure Sanguinis SMOCSG oppure, esempio più calzante (anche perchè lo conosco) un Cavaliere di Grazia Magistrale SMOM e Gran Croce Jure Sanguinis SMOCSG, possono essere intitolati e/o appellati per mero gesto di cortesia Nobili? Ovvero l'appartenenza, anche motu proprio, alle citate categorie nobilita individualmente, sempre in certi ambienti e per cortesia?
Grazie in anticipo per le Vostre opinioni e cordialità.
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Oggi nel linguaggio comune attribuire il trattamento di "Nobile" dovrebbe voler dire solo che è un nobile nell'animo, cosa molto difficile da raggiungere.
Il concetto di "nobile di cortesia" o "titolato di cortesia" è un concetto molto controverso e particolarmente delicato, spesso l'invidia fa decidere alle persone di non chiamarlo per cortesia nobile solo perchè la gelosia non permette che appaia su uno scalino superiore a quello che nella mentalità comune occupa.
Oggi la nobilitazione che si dovrebbe considerare per le ammissioni SMOM è molto diversa da quella che si applicava prima del 1961 e quindi difficile da giudicare, non dimentichiamo che il SMOM è un ordine religioso nella sua essenza. Lo stesso SMOM non considera nobilitazioni l'accettazione in categorie per le quali è ancora richiesta la prova nobiliare (e dico spero ancora per poco perchè il concetto di more nobilium non è praticato o nel migliore dei casi superato).
Per quanto riguarda il SMOCSG non si può assolutamente parlare di nobilitazione della persona giuridicamente parlando ma di trattamento di cortesia all'interno dell'Ordine, ricordiamo che tutti i trattamenti hanno valore solo all'interno dell'Ordine e basta.
Se voi guardate poi i trattamenti di Eccellenza che vengono riservati alle persone, oggi fanno sorridere...
Ma questo atteggiamento non è solo degli ordini ma anche di antiche organizzazioni ad esempio in USA chi legge Il Mondo del Cavaliere troverà nel prossimo numero il E Camplus Vitus che riserva al suo interno il trattamento di ufficiali per tutti i suoi membri...

Il mio modo di pensare non da più nessuna rilevanza alla nobiltà e considera (salvo per i superstiti viventi iscritti al Libro d'Oro della Nobiltà Italiana - Achivio centrale dello stato) queste persone solo come discendenti di famiglie un tempo nobili e senza altre prerogative visto che non esiste la possibilità di un trattamento diverso nella nostra società, ma su una pubblicazione da salotto sono aperto all'uso di ogni titolo nobiliare purchè giustificato e quindi anche ad ogni titolo di nobiltà di cortesia... gli antichi cavalieri dovevano essere cortesi...
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » giovedì 20 agosto 2009, 12:19

Mi trovo pienamente d'accordo con il pensiero del cortese Pierfe (come avviene quasi sempre); altrimenti non riuscirei a spiegarmi la diversità di trattamento concessa dallo SMOM e dall'Ordine Costantiniano ad alcuni dei cavalieri che fanno parte, allo stesso tempo, dei "ceti nobili" di entrambi gli Ordini.
Faccio un esempio tratto dalla realtà: un postulante che è stato ammesso come Cavaliere di Giustizia (4/4 di nobiltà duecentenaria) nell'Ordine Costantiniano (ramo napoletano), con tanto d'indicazione del titolo nobiliare nell'Almanacco Reale della Casa di Borbone due Sicilie (sempre ramo napoletano) e dopo quasi 25 anni è stato ammesso nel Sovrano Militare Ordine di Malta come Cavaliere di Grazia e Devozione (nobiltà almeno centenaria nel solo ramo paterno).
Buona giornata.
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Fabio Gig » giovedì 20 agosto 2009, 12:27

Non deve sorprendere, ci sono un'infinità di esempi di questo tipo. I criteri utilizzati per la validità delle prove nobiliari di SMOM e SMOCSG sono alquanto diversi.
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda pierfe » giovedì 20 agosto 2009, 12:44

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Mi trovo pienamente d'accordo con il pensiero del cortese Pierfe (come avviene quasi sempre); altrimenti non riuscirei a spiegarmi la diversità di trattamento concessa dallo SMOM e dall'Ordine Costantiniano ad alcuni dei cavalieri che fanno parte, allo stesso tempo, dei "ceti nobili" di entrambi gli Ordini.
Faccio un esempio tratto dalla realtà: un postulante che è stato ammesso come Cavaliere di Giustizia (4/4 di nobiltà duecentenaria) nell'Ordine Costantiniano (ramo napoletano), con tanto d'indicazione del titolo nobiliare nell'Almanacco Reale della Casa di Borbone due Sicilie (sempre ramo napoletano) e dopo quasi 25 anni è stato ammesso nel Sovrano Militare Ordine di Malta come Cavaliere di Grazia e Devozione (nobiltà almeno centenaria nel solo ramo paterno).
Buona giornata.


Per il SMOCS l'indcazione dei 4/4 con nobiltà duecentenaria è solo teorica e raramente applicata (io stesso sono una eccezione in quanto non ho certo 4/4 di nobiltà e casi come il mio direi sono la maggioranza). E posso dire che ci sono persone con meno di 100 anni di nobiltà in un solo quarto, o con la mancanza totale nel primo quarto (anche se gli altri sono ben documentati), quindi che dire... è la realtà dei tempi.
Un caso molto interessante è quello di un altissimo grado costantiniano ricevuto come semplice cavaliere di grazia magistrale nel SMOM, ma questo non vuol dire che non lo debba considerare come nobile, la sua famiglia è ben provata nell'antico.
Il ramo napoletano è stato coerente con un altissimo grado che è nella categoria di grazia magistrale SMOM gli ha dato anche il collare ma non ha cambiato la categoria di grazia.

Come vedete penso di avere ragione queste prove non hanno più ragione di esistere non vedo più il more nobilium che era prescritto, e non basta discendere da famiglie nobili per essere considerati nobili, se si è collocati in una bassa classe sociale fa ridere la nobiltà.
La nobiltà era anche censo!

Pensate poi che nel Regno Unito per essere ricevuti di grazia e devozione SMOM basta avere 3 generazione con lo stemma matricolato...

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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Cronista di Livonia » giovedì 20 agosto 2009, 13:15

Egregio Presidente,

pur apprezzando in buona parte il suo intervento devo dire che mi resta una perplessita' di fondo riguardo questa sua affermazione:

pierfe ha scritto:se si è collocati in una bassa classe sociale fa ridere la nobiltà.
La nobiltà era anche censo!


vero che lei scrive anche, ma i "barnabotti" erano nobili-proletari, poveri, spiantati e senza un quattrino, pero' con pieni diritti e riconoscimento pieno da parte della Serenissima Repubblica di Venezia. E sono solo uno dei molti esempi di nobili poveri (vogliamo pensare al nobile spiantato de "I picari" tratto da una figura, se ben ricordo, classica della letteratura spagnola? oppure ai poveri nobili di campagna in Francai che se ne stavano nei loro castelli perche' troppo poveri per andare a Corte?).

Verissimo che la nobilta' poggiava fortemente sul censo, ma non esclusivamente ed il censo diviene molto piu' rilevante quando la nobilta' perde la tutela giuridica,quando la nobilta' non ha piu' il riconoscimento della legge. Giusto per completare il discorso e senza voler nulla togliere alla sua esposizione.
Cordialmente,

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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Tilius » giovedì 20 agosto 2009, 13:20

Cronista di Livonia ha scritto:Egregio Presidente,

pur apprezzando in buona parte il suo intervento devo dire che mi resta una perplessita' di fondo riguardo questa sua affermazione:

pierfe ha scritto:se si è collocati in una bassa classe sociale fa ridere la nobiltà.
La nobiltà era anche censo!


vero che lei scrive anche, ma i "barnabotti" erano nobili-proletari, poveri, spiantati e senza un quattrino, pero' con pieni diritti e riconoscimento pieno da parte della Serenissima Repubblica di Venezia. E sono solo uno dei molti esempi di nobili poveri (vogliamo pensare al nobile spiantato de "I picari" tratto da una figura, se ben ricordo, classica della letteratura spagnola? oppure ai poveri nobili di campagna in Francai che se ne stavano nei loro castelli perche' troppo poveri per andare a Corte?).

Verissimo che la nobilta' poggiava fortemente sul censo, ma non esclusivamente ed il censo diviene molto piu' rilevante quando la nobilta' perde la tutela giuridica,quando la nobilta' non ha piu' il riconoscimento della legge. Giusto per completare il discorso e senza voler nulla togliere alla sua esposizione.
Cordialmente,

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Cielo! Mi trovo d'accordo con le puntualizzazioni del Cronista !!!?! La Fine dei Tempi é vicina... ;)
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda adj » giovedì 20 agosto 2009, 13:21

Mi sovviene di Dante che, partendo dalla nobiltà dei natali, passa a quella della cultura, per poi riconoscere che la vera nobiltà è quella del sentire.
Il censo, a quanto mi risulta, non lo prese mai in alcuna considerazione.
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Cronista di Livonia » giovedì 20 agosto 2009, 13:25

Tilius ha scritto:Cielo! Mi trovo d'accordo con le puntualizzazioni del Cronista !!!?! La Fine dei Tempi é vicina...


Cielo! Deve essere vicina sul serio...se almeno fosse il Diluvio Universale potrei comprarmi un ombrello, ma con la Fine dei Tempi, che fare?
Molto cordialmente,

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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda pierfe » giovedì 20 agosto 2009, 13:26

Cronista di Livonia ha scritto:Egregio Presidente,

pur apprezzando in buona parte il suo intervento devo dire che mi resta una perplessita' di fondo riguardo questa sua affermazione:

pierfe ha scritto:se si è collocati in una bassa classe sociale fa ridere la nobiltà.
La nobiltà era anche censo!


vero che lei scrive anche, ma i "barnabotti" erano nobili-proletari, poveri, spiantati e senza un quattrino, pero' con pieni diritti e riconoscimento pieno da parte della Serenissima Repubblica di Venezia. E sono solo uno dei molti esempi di nobili poveri (vogliamo pensare al nobile spiantato de "I picari" tratto da una figura, se ben ricordo, classica della letteratura spagnola? oppure ai poveri nobili di campagna in Francai che se ne stavano nei loro castelli perche' troppo poveri per andare a Corte?).

Verissimo che la nobilta' poggiava fortemente sul censo, ma non esclusivamente ed il censo diviene molto piu' rilevante quando la nobilta' perde la tutela giuridica,quando la nobilta' non ha piu' il riconoscimento della legge. Giusto per completare il discorso e senza voler nulla togliere alla sua esposizione.
Cordialmente,

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Per prima cosa preciso che mi riferisco alle leggi nobiliari e ai procedimenti di riconscimento attuati durante il Regno d'Italia (1869-1947) e non ho fatto un excursur sulla storia della nobiltà dove pullano esempi di famiglie nobili impoverite (io vengo dal Monferrato dove questo era la norma almeno secondo le discusse teorie del Gusco di Bisio, e a quinto scrive il Guazzo nella civile conversazione in merito ai consortili nobiliari feudali).
E' tutto vero quello che dice io aggiungo anche gli hidalgos spagnoli che potevano essere anche poverissimi.
Ma durante il Regno d'Italia se non c'era il censo non veniva effettuato il riconoscimento del titolo ed addirittura non veniva riconosciuta neppure una successione.
Oggi più che mai... concordo in pieno la nobiltà senza censo oggi fa ridere.
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Morello » giovedì 20 agosto 2009, 13:35

Ringrazio il nostro Presidente per l'intervento puntuale e condivisibile. Mi ricollego all'esempio che Egli ha fatto in merito alla c.d. "prova inglese". Si era asserito anni addietro di un tentativo di riforma all'interno dello SMOM proprio in merito al concetto attuale e più attinente la realtà che viviamo, di nobiltà, ovvero, proprio perchè si sono avvicendati due Gran Maestri inglesi, la prova nobiliare inglese, almeno a livello propositivo, potrebbe allargarsi a tutti i Gran Priorati ed Associazioni, anche se, per quello che ho letto, ci potrebbero essere delle resistenze. Cmq volevo dire e concludere, se andasse in porto questa eventuale proposta, diversi Cav. di Grazia e Devozione passerebbero ad Onore e Devozione, e vari Cav. di Gr. Magistrale al Ceto di Grazia e Devozione. Questo comporterebbe un aumento della presenza nobiliare in percentuale all'interno dell'Ordine e nelle varie Delegazioni, permettendo quindi a vari cavalieri non nobili di poter essere ammessi. Infatti, se non vado errato, all'interno delle Delegazioni il rapporto nobili/borghesi è di 1 a 5. Si tenga conto inoltre che in altre nazioni (Germania, Austria, Francia, Spagna), ad oggi, i Ceti nobiliari dello SMOM prevedono un ingresso con prove molto rigide, in alcuni casi più di quelle italiane; se non erro in Francia 8/8 di nobiltà ed in Germania ed Austria, addirittura 16/16! Voi cosa ne pensate di un eventuale allargamento della prova nobiliare inglese agli altri Gran Priorati ed Associazioni dello SMOM?
Cordialmente.
Morello
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Cronista di Livonia » giovedì 20 agosto 2009, 13:44

Egregio Presidente,

la ringrazio per la ulteriore precisazione.


Nota di colore sulle prove nobiliari SMOM - in Germania, ai bei tempi (ben prima che io nascessi) erano ritenute un po' troppo facili. Infatti richiedevano qualcosa come 8/8 o giu' di li' mentre il Teutonico dei tempi di massima richiesta voleva 32/32 di nobilta' germanica.
Cordialmente,

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