Uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Tilius » lunedì 17 agosto 2009, 11:41

Qohelet ha scritto:Sicurissimamente ricordo male, ma dal 1918 il porto dell' Ordine del Toson d' Oro Austriaco non è comunque vietato in Italia?

Non mi stupirebbe che, dopo la Grande Guerra, fossero stati prodotti espliciti provvedimenti in tal senso, tanto contro le onorificenze austriache quanto contro quelle tedesche.
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Mario Volpe » lunedì 17 agosto 2009, 11:51

Non ne ho notizia, e non mi risulta neppure che sia mai stata inviata (dalla proclamazione della Repubblica Italiana in poi) una richiesta di autorizzazione al fregio per quest'ordine da parte di un cittadino italiano (che tra l'altro non credo sia tanto facile possa accadere).
Se mai arrivasse un'istanza al fregio per l'Ordine spagnolo, non vi sarebbero dubbi. Per quello austriaco, si avvierebbe una riflessione, ma il parere del CdS, temo, renderebbe oggi difficile la concessione dell'autorizzazione...
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda nicolad72 » lunedì 17 agosto 2009, 12:02

Sul punto si dovrebbe aprire una seria riflessione da un punto di vista politico e sul prestigio che porta al nostro paese che un suo cittadino riceva un così grande e raro onore!

Per questo critico la tassatività degli assunti ed il silenzio sull'opportunità politica nel parere del CdS.
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Qohelet » lunedì 17 agosto 2009, 12:25

Sottoscrivo appieno quanto enunciato dall' amico Nicola.
Per completezza d' informazione appresi della faccenda nella circostanza della beatificazione di Carlo d' Austria: osservato che gli arciduchi si appuntavano il Toson d' Oro solo sulla piazza san Pietro e chiestane ragione ad un amico Gentiluomo di Sua Santità insignito della medesima dignità (non faccio nomi per correttezza ma non mi pare difficile fare 2+2....), egli mi riferì della circostanza normativa del 1918. Ne ho quindi una conoscenza solo di seconda mano, che va presa per quel che vale. Con molta cordialità

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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Cronista di Livonia » lunedì 17 agosto 2009, 13:05

Il giudizio del CdS solleva non pochi dubbi. Non lo ho letto e quindi posso sbagliare, ma da quello che leggo qui mi sembra di capire che qualora, p.es. l'erede al Trono di Prussia conferisse l'Ordine dell"Aquila Rossa, di cui e' Gran Maestro ad un cittadino italiano questi non potrebbe essere autorizzato al porto sostanzialmente in quanto Ordine non nazionale straniero e non gia' italiano preunitario.

Devo dire che trovo la decisione molto, ma molto discutibile. Capisco che magari per quieto vivere e per insufficiente preparazione di magistrati ed autorita' varie in materia cavalleresca, unite ad una gia' eccessiva mole di lavoro per ben piu' gravi casi, si sia magari voluto stroncare sul nascere quella che poteva diventare una valanga di richieste, appelli e quant'altro. Resta pero' la perplessita' di fondo sul distinguo tra Ordini italiani e non italiani, perche'?

Sul dovere di un Cavaliere di denunciare qualcuno, io inzierei con il denunciare certe discutibili decisioni! Al di la' della considerazione che non vengono piu' multati (figuriamoci arrestati) nemmeno color che ostentano sedicenti Ordini privi di qualsivoglia legittimita' e dignita' e che quindi mi sembra che vi sia di ben peggio di un _vero_ Cavaliere che non puo' fregiarsi di questo suo status in Italia mi sembra decisamente discutibile il cercare un tutore dell'ordine solo per far punire una persona che faccia uso privato di qualcosa di cui dovrebbe avere diritto.

Fa un po' il paio con l'assurda legge austriaca che proibisce persino l'utilizzo del "von" nel nome delle persone. Mai vista tanta ingratitudine tutta insieme! Una montuosa provincia di confine della Germania, che ha cose favolose grazie alle glorie della propria passata monarchia e dell'aristocrazia, che oggi proibisce agli eredi di chi ne ha fatto la grandezza di potersi chiamare ufficialmente tali.

Tornando al quesito iniziale ripeto che una cosa e' farne uso privato ed altra e' farne uso pubblico. Se Caio sul suo biglietto da visita scrive "Cavaliere delll'Ordine di Francesco Giuseppe" (ed e' realmente tale) poco male ed azni tanto di cappello. Se invece Caio, Assessore del comune di Fratta di sotto, compare in atti pubblici come Cavaliere Caio, allora si comporta in modo scorretto e sanzionabile dalla legge (per quanto moralmente comprensibile, in fin dei conti lui cavaliere lo e' veramente).

Il riconoscimento della legge italiana non crea lo status cavalleresco, bensi' lo rende utilizzabile sul territorio della Repubblica.
Cordialmente,

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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » lunedì 17 agosto 2009, 13:23

Io, invece, plaudo al parere del CDS sull'Ordine di Danilo I e su tutti gli ordini non nazionali "stranieri" (consentitemi il gioco di parole) e spero che negli anni si assista ad una inversione di tendenza che porti alla non autorizzabilità in Italia anche degli ordini non nazionali "preunitari", in sostanza come fa la Santa Sede (considerata massima autorità in materia di ordini cavallereschi) che riconosce solo, oltre agli ordini nazionali, l'Ordine di Malta e il Santo Sepolcro e invita a non utilizzare onorificenze diverse da queste nelle cerimonie vaticane. Sta poi al buon gusto del cavaliere adeguarsi o meno all'orientamento pontificio.
Buona giornata.
Fructum affert in patientia
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Cronista di Livonia » lunedì 17 agosto 2009, 13:32

Gentile Signor Onorati,

ma lei e' proprio un giacobino impenitente! Nemico d'ogni tradizione e smantellatore di tutto cio' che c'era di buono! Ma sara' mica anche commmunista? Suvvia, non mi faccia dire cose cattive su certe decisioni della Santa Sede.
Molto cordialmente,

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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda aristarco » lunedì 17 agosto 2009, 13:35

Ritengo di poter sottoscrivere, integralmente, i contenuti del penultimo intervento del Cronista di Livonia.
Ho avuto modo di leggere il pronunciamento del CdS e trovo alcuni passaggi non condivisibili. L'impressione che derivo dalla lettura è il desiderio, anche attraverso puntuali citazioni di altri ordini non nazionali, di produrre un documento che non solo sancisca in maniera definitiva l'illegittimità di una pretesa specifica - nella fattispecie, l'autorizzazione all'uso della nota onorificienza montenegrina - ma "preannunci" un pari esito per altre istanze concernenti gli ordini menzionati a supporto ed esemplificazione delle ragioni che determinano il diniego in questione.
In estrema sintesi, le argomentazioni a supporto del parere elargito dal CdS sono, in primo luogo, una discontinuità secolare nei conferimenti, fatto questo destituito di qualsiasi legittimità storica, perchè sono noti conferimenti dell'ordine in questione da parte dei successori di Nicola I, da Danilo II e Michele I, il secondo molto parco nei conferimenti rispetto al primo assai prodigo di onori (ed aggiungo, di titoli, argomento però OT e che lascio cadere); in secondo luogo, la natura non dinastica dell'ordine. E qui, non posso che quotare una frase del Cronista di Livonia
La persona in ogni modo la Commenda la ha ricevuta ed e' di un Ordine tutt'altro che sedicente. Forse e' un Ordine di merito e non dinastico, ma cosi' sono pure in forse altri Ordini oggi concessi da dinastie ex-regnanti, come il Francesco I dei Borbone Due Sicilie (Francia) e San Ludovico di Parma (non lo voglio dare per assolutamente vero, ma conosco persone che sbuffano al solo sentirli nominare). Comunque sia, la persona in questione la Commenda la ha ricevuta.

Non entro nel merito delle note citanti altri ordini, perchè credo che l'inopportunità di alcune considerazioni sia ancora più evidente (addirittura viene citata una casa ex regnante che non ha mai concesso ordini dall'esilio, inserendola in un breve elenco comprensivo di dinastie dedite a conferimenti).
Se l'intendimento del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica e del CdS è quello di non procedere ad autorizzazione di ordini dinastici non "italiani", rispetto (anche se non condivido) una siffatta scelta ma auspico che, almeno, le argomentazioni siano improntate a maggiore equità, perchè trovo che in molti casi sussista una disparità di trattamento che lascia quantomeno perplessi, anche a riguardo delle disposizioni concernenti alcuni ordini italiani preunitari, sulla cui "dinasticità" nutro forti dubbi. Questa è una mia personale considerazione, che naturalmente non riflette l'orientamento di questo forum e della associazioni cui afferisce.
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Mario Volpe » lunedì 17 agosto 2009, 17:18

Le osservazioni fin qui esposte sono molto interessanti, ma non ci si dovrebbe limitare a riportare solo degli estratti da un documento lungo 13 pagine che contiene svariate considerazioni di tipo storico, dinastico, politico, istituzionale, ecc.
Non si dovrebbe ad esempio tacere dell'iter compiuto dal MAE per accertare le effettive qualità cavalleresche dell'istituzione in oggetto ed il suo inquadramento nel contesto storico e politico nella sua terra d'Origine, oltre che del suo livello di riconoscimento. In tal modo si ricorderebbe che le stesse Autorità della Repubblica Montenegrina (interpellate dal MAE) hanno definito l'Ordine come "privato" ed estraneo alle istituzioni dello Stato. Si ricorderebbe - per fare un'altro esempio - che lo SMOM (con una sua lettera indirizzata al MAE) ha confermato di non assegnare alcun "riconoscimento ufficiale" all'istituzione montenegrina solo per il fatto che alcune sue personalità ne abbiano ricevuto il conferimento (come invece sostenuto dal ricorrente ).
Si ricorderebbero le considerazioni effettuate nell'ottica della ristrutturazione istituzionale che la giovane Repubblica Montenegrina sta ora mettendo in atto (a due/tre anni dall’indipendenza), e sull'inopportunità anche politica di autorizzare delle onorificenze che con molta probabilità non avranno alcun collegamento con il futuro sistema premiale nazionale del nuovo stato balcanico.
Per non parlare delle considerazioni espresse in connessione all'inopportunità di consentire il fregio sulle uniformi dei nostri militari di onorificenze che non presentano alcun legame storico con il nostro Paese, e che non presentino livellamenti onorifici con le distinzioni nazionali o con quelle estere statuali (per poi magari vedere un nostro militare che – tanto per fare un esempio - partecipa in divisa ad una cerimonia in Portogallo con l'Ordine di Villaviciosa, che probabilmente nemmeno i portoghesi possono portare).
Non ci scandalizziamo dunque più di tanto sulle tendenze del MAE di tentare di "limitare i danni" solo alle "cose di casa nostra" (dove già i problemi non mancano), evitando di allargare un discorso che a livello internazionale porterebbe il nostro "popolo di cavalieri ad ogni costo" - costantemente assetato di nuovi onori e privo di ogni discernimento - a farsi autorizzare qualunque patacca ricevuta (non mi riferisco ovviamente al Danilo I, del quale nessuno ha mai contestato la legittimità dinastica).
L’irrefrenabile “vizietto onorifico” degli italiani, se non opportunamente filtrato, porterebbe a vedere su smoking e divise qualunque insegna oggi disponibile (o meglio sarebbe dire “acquistabile”) sia essa concessa da sperdute micronazioni del pacifico, piattaforme off-shore, regioni antartiche, territori australiani o dai più misconosciuti discendenti di dinastie tribali africane, sperduti principati asiatici o patriarchi di ogni confessione religiosa di questo pianeta.
Qualunque politica venga applicata dalle nostre Amministrazioni pubbliche – sia essa restrittiva o permissiva – finirà inevitabilmente per incontrare il plauso di una parte del pubblico e lo scontento dell’altra. Non si riuscirà mai ad accontentare tutti…
Personalmente però – conoscendo gli italiani e conoscendo il mondo degli onori – accolgo con favore qualunque determinazione che ponga dei limiti all’uso di distinzioni in qualche modo estranee alle nostre tradizioni.
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Tilius » lunedì 17 agosto 2009, 18:03

Condividendo appieno la grande sensatezza insita nelle parole di Mario, mi domandavo quale fosse la situazione legislativa negli altri prinicipali paesi europei già dotati di monarchia, singola (Francia, Austria) ovvero multipla (Germania, situazione molto simile a quella Italiana, anzi maggiormente esemplare ché, al contrario del caso italiano, le monarchie pre-esistenti all'unificazione hanno comunque continuato legittimamente ad esistere fino all'ultimo, senza essere spodestate) ?
Siamo solo noi che ci poniamo (con spiccata propensione all' eccesso interpretativo, ovvero, se si vuole, mossi da un del pari eccessivo senso di giustizia che risarcisca almeno in parte i passati torti della Storia) il problema dell'autorizzabilità di quello o piuttosto di quell'altro ordine già dinastico di dinastia già pre-unitaria?
In Francia, Germania e Austria gli ordini decaduti insieme alle rispettive monarchie sono ammessi o piuttosto sono inutilizzabili tout-court?
E ammesso che siano autorizzabili, in Francia, Germania o Austria entrano o non entrano a far parte dello stato di servizio?
In generale, mi sembra che le altre dinastie ex-regnanti europee dispensino con estrema parsimonia i conferimenti dei loro ordini.
Esistono in Europa altri ordini ex-dinastici a larga diffusione come li abbiamo qui in Italia?
Non so perché, ma ho il forte sospetto che la legislazione estera in materia sia molto più chiara, netta e intransigente...
Sbaglierò... [hmm.gif]
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Mario Volpe » martedì 18 agosto 2009, 9:40

Piacerebbe molto anche a me sapere come ci si regola in questo settore negli altri Stati. Probabilmente, come ipotizzato da Tilius, l'eccesso interpretativo italiano non trova un'esatta corrispondenza con le direttive oggi in vigore in svariate altre nazioni che abbiano avuto un passato monarchico. Mi risulta però difficile credere che - soprattutto nel settore militare - venga liberamente consentito l'uso di onorificenze ex-sovrane nazionali sulle uniformi, soprattutto in Europa.
Di sicuro in Germania - giustamente definito il Paese più simile all'Italia in questo settore - sappiamo che sono oggi consentiti gli usi di certe distinzioni del recente passato, purchè "epurate" di determinate simbologie oggi proibite (chissà però come si regolano nei confronti delle distinzioni ex-comuniste della DDR ?). Mi domando quindi se sia consentito il fregio di ordini dinastici di case ex-sovrane tedesche (e ce ne sono diverse che continuano a conferire), ma considerando l'estrema sinteticità dell'attuale sistema premiale federale tedesco (che praticamente prevede un'unico Ordine di merito nazionale e pochissime altre distinzioni civili e militari), mi sembra difficile che ciò possa avvenire.
In Austria, mi risulta che sia stato passato un colpo di spugna sul passato monarchico già dopo la Grande Guerra e che sia da tempo praticamente sparito il fregio "ufficiale" delle distinzioni asburgiche. In Francia, dove le autorizzazioni al fregio sono regolate dalla Cancelleria della Legion d'Onore, mi risulta che siano piuttosto di manica larga sulle onorificenze internazionali, ma non ho idea di come ci si regoli nei confronti degli ordini ex-monarchici, e non riesco proprio a immaginare un adjutant de l'Armée de terre con il nastrino dello Spirito Santo o del S. Luigi (ammesso che tali onori siano ancora conferiti e, soprattutto, che possano essere concessi ad un semplice sottufficiale, come invece avviene comunemente per certi ordini nostrani [hmm.gif] ...).
Nell'Est europeo il problema è stato invece talvolta aggirato, dato che - dopo la parentesi comunista - diversi Paesi hanno oggi deciso di riesumare vecchi ordini ex-monarchici adattandoli alle attuali esigenze repubblicane, come in Romania e Bulgaria, dove hanno riattivato l'Ordine di Cirillo e Metodio e l'Ordine della Stella di Romania. Anche la Russia ha oggi riattivato - adattandoli alle attuali esigenze - l'Ordine di S. Andrea e l'Ordine Militare di S. Giorgio. La Polonia ha riattivato l'Aquila Bianca, mentre l'Ungheria l'Ordine al Merito. Portogallo e Grecia invece, non appena diventate repubbliche, avevano subito confermato in attività buona parte delle onorificenze ex-monarchiche, lasciando però ai rispettivi eredi ex-sovrani dei Braganza e degli Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glùcksburg (è corretto ?) il controllo "privato" di alcuni dei loro Ordini dinastici.
Immaginate se anche il Montenegro decidesse un domani di incentrare il suo nuovo sistema premiale proprio sullo storico Ordine di Danilo I, questo farebbe decadere il senso del parere del CdS, ma le onorificenze autorizzabili in Italia sarebbero solo quelle concesse dal Presidente del Montenegro e non quelle di Nicola II ;) ...
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 18 agosto 2009, 11:33

A domanda segue risposta.

Per la Francia (giacobina e rivoluzionaria), dal sito della Cancelleria della Legion d'Onore:

E - Interdiction du port d'une décoration non conférée par une puissance étrangère souveraine :

L'article R. 160 du Code de la Légion d'honneur et de la Médaille Militaire dispose : « toute décoration étrangère quelle qu'en soit la dénomination ou la forme qui n'a pas été conférée par une puissance souveraine est déclarée illégalement et abusivement obtenue ».

En conséquence, l'article R. 173 (al. 2) du même Code prévoit : « sera punie d'une amende prévue pour les contraventions de 3ème classe (à savoir 450 euros), toute personne qui aura porté une décoration étrangère qui n'aurait pas été conférée par une puissance souveraine ».

Il est à noter qu'en l'occurrence, les dispositions des articles R. 160 et R. 173 (al. 2) ci-dessus sont applicables, non seulement aux Français mais à toute personne même étrangère se trouvant sur le territoire de la République française.

Ces deux dispositions tendent, dès lors, à la protection, en France, de l'ensemble des distinctions nationales et étrangères authentiques en tentant d'y prévenir le port de décorations de fantaisie, émanant, le cas échéant, d'entités territoriales n'ayant point accédé à la souveraineté voire de pays, nations, empires ou royaumes procédant purement et simplement de l'imagination fertile de tel ou tel particulier, amateur de fiction voire mégalomane quand il ne s'agit point d'actes de pur commerce ou bien encore de la volonté patente d'abuser voire escroquer autrui.

Quindi sembrerebbe tutto proibito, ma vorrei far presente che e' una scelta dovuta in buona parte al non voler distinguere il buono dal cattivo e quindi fa di tutta l'erba un fascio (basta leggere la motivazione della decisione).
Sugli Ordini francesi risulta che il pretendente "borbonico" Luigi XX, Duca d'Angio' ed is uoi predecseoori qualcosa abbiano conferito, cosi' come gli Orleans, ma con grandissima parsimonia (si parla di poche decine di conferimenti in tuto nell'arco di parecchi decenni).

Per la Germania invece abbiamo qualcosa di molto piu' vicino all'Italia (Ordensgesetz del 26 luglio 1957, ultimo aggiornamento del 1990):

(1) Außer den nach Maßgabe dieses Gesetzes verliehenen Orden und Ehrenzeichen dürfen getragen werden

1. Orden und Ehrenzeichen, die von einem Landesherrn, dem Kaiser, einer Landesregierung, der Reichsregierung, dem Reichspräsidenten und dem Bundespräsidenten oder mit deren Genehmigung gestiftet worden sind, sowie das Schlesische Bewährungsabzeichen (Schlesischer Adler) und das Baltenkreuz. Soweit die Auszeichnungen in der Zeit vom 30. Januar 1933 bis zum 8. Mai 1945 mit nationalsozialistischen Emblemen verliehen worden sind, dürfen sie nur in der ursprünglichen Form getragen werden;

per i non-germanofoni significa che Ordini fondati dal Kaiser, dal Presidente del Reich, da un governo regionale, da un Signore regionale (sovrano di Stato parte del II Reich) o con loro consenso, cosi' come l'Aquila slesiana e la croce baltica sono ammessi purche' epurati da eventuali simboli nazisti.
La Germania riconsoce inoltre i titoli nobiliari come facenti parte del nome.

Per l'Austria conosco solo la comunistissima legge del 1919 (l'Adelsaufhebungsgesetz) che proibisce l'utilizzo, anche privato, di titoli nobiliari e distinzioni cavalleresche e nobiliari (incluso l'uso del "von" nel nome) a tutti suoi cittadini. Mi risulta che l'uso privato venga fatto ove le circostanze lo permettano (p.es. copia dell'annuario dell'Ordine Teutonico, che pure ha sede a Vienna, ma nel quale i titoli sono, ove segnalato e richiesto dal possessore, riportati).
Cordialmente,

Il Cronista di Livonia
Ultima modifica di Cronista di Livonia il martedì 18 agosto 2009, 11:39, modificato 1 volta in totale.
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Elmar Lang » martedì 18 agosto 2009, 11:38

Salve,

nella Germania riunificata, a norma del trattato -appunto- di riunificazione, è consentito il porto delle onorificenze della DDR, purché il fatto, nell'occasione in cui ciò avvenisse, non turbi lo "Ordre Public" della Repubblica Federale.


Successivi regolamenti specifici, vietano ai militari delle "Teilstreitkräfte" della Nationaler Volksarmee ex-DDR, poi incorporati nella Bundeswehr di indossare, tanto sull'uniforme che sull'abito civile, Ordini, decorazioni e distintivi di qualifica conseguiti durante il servizio nella cessata DDR.

E' ancora sotto "esame" la liceità del porto di onorificenze conseguite per merito, conferite dal Ministero degli Interni e dagli Organi del Ministero per la Sicurezza dello Stato, poiché i decorati, quasi tutti membri della Polizia Popolare o della StaSi, per i loro atti durante il passato regime, possono urtare la sensibilità delle vittime o dei parenti delle stesse nell'indossare onorificenze concesse per "meriti" conseguiti nella repressione di diritti civili riconosciuti come tali nel mondo democratico.

A presto,

Elmar Lang

P.S.: anche durante il regime comunista, in Bulgaria esisteva ancora l'Ordine di Cirillo e Metodio (ovviamente senza il prefisso "santi"), sotto forma di medaglia e suddiviso in tre classi; conferito per eccezionali meriti nella cultura e nell'istruzione.
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Mario Volpe » martedì 18 agosto 2009, 11:41

Come volevasi dimostrare ;) ... Grazie cari Cronista e Elmar per le puntuali precisazioni.
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Mario Volpe » martedì 18 agosto 2009, 11:52

Elmar Lang ha scritto:P.S.: anche durante il regime comunista, in Bulgaria esisteva ancora l'Ordine di Cirillo e Metodio (ovviamente senza il prefisso "santi"), sotto forma di medaglia e suddiviso in tre classi; conferito per eccezionali meriti nella cultura e nell'istruzione.


E' vero caro Enzo, del resto anche l'Unione Sovietica aveva mantenuto un'ordine intitolato a S. Alessandro Nevsky (senza naturalmente il santo), ma si trattò di ben altre distinzioni rispetto ai loro predecessori monarchici [nonono.gif] ...
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